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CASCINA MACONDO

Cntro Nazionale pr la Promozine dlla Lettura Creativa ad Alta Vce LABORATORIO PERMANENTE DI RICERCA SULLA VOCE Borgata Madonna della Rovere, 4 - 10020 Riva Presso Chieri (TO) tel. 011/9468397 - Email: info@cascinamacondo.com

documento ufficiale di Cascina Macondo SULLA DIVISIONE IN SILLABE DELLE PAROLE IN LINGUA ITALIANA PER LA COMPOSIZIONE DI HAIKU

Spesso gli errori non stanno nelle parole, ma nelle cose. Bisogna correggere i dettati, ma bisogna soprattutto correggere il mondo Il mondo sarebbe bellissimo se ci fossero solo i bambini a sbagliare. Gianni Rodari

LE SILLABE - L'ACCENTO - IL VERSO LA METRICA - LA PROSODIA di Pietro Tartamella

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CASCINA MACONDO - Cntro Nazionale pr la Promozine dlla Lettura Creativa ad Alta Vce LABORATORIO PERMANENTE DI RICERCA SULLA VOCE Borgata Madonna della Rovere, 4 - 10020 Riva Presso Chieri (TO) tel. 011/9468397 - Email: info@cascinamacondo.com - www.cascinamacondo.com

PREMESSA Le riflessioni, le analisi, e quindi le scelte, che Cascina Macondo esprime in questo documento ufficiale sulla divisione in sillabe delle parole in lingua italiana, tengono conto dei diversi punti di vista con cui Cascina Macondo guarda loggetto di studio:

1) lesperienza nel campo della Lettura Creativa ad Alta Voce che ci fa osservare e ascoltare le parole, e quindi le sillabe, il ritmo, larticolazione, le pause, lacustica, gli armonici, lespressivit sonora, la voce, con una attenzione particolare e pragmatica. 2) lesperienza nel campo della Scrittura Creativa che ci fa guardare le parole scritte, le loro sequenze, il testo, anche in rapporto alla lettura creativa ad alta voce 3) lavvento del computer strumento rivoluzionario moderno che ci consente di fare cose straordinarie e che, riteniamo, agisce anche sulla lingua. 4) il Concorso Internazionale di Poesia Haiku in Lingua Italiana in continua crescita, bandito ogni anno da Cascina Macondo, che ci costringe a dettare regole univoche sulla divisione in sillabe, affinch lammissione o la non ammissione degli Haiku inviati al concorso (si richiede infatti obbligatoriamente la scansione di 5-7-5 sillabe) possa avvenire con criteri visibili a tutti, accessibili, risaputi e condivisi. 5) la poesia Haiku che avendo un numero limitatissimo di sillabe, come del resto altri tipi di componimenti poetici di cui ci occupiamo (Corbello, Haibun, Senryu, Haiga, Haikai, Tanka, Fuci, Nijuin, Renga, Rengay, Sijo, Ljodahattur) ci suggerisce di lasciare allautore ampio margine per il conteggio delle sillabe, al fine di avere maggiori possibilit di movimento allinterno di strutture poetiche che sono di per s molto concentrate e che pongono limiti di spazio e confini ben precisi. Naturalmente questa elasticit nel conteggio delle sillabe non arbitraria, ma basata su argomentazioni plausibili. 6) lettura e recitazione ad alta voce degli Haiku Nella sperimentazione della lettura ad alta voce degli Haiku, Cascina Macondo tenta di riprodurre con la voce le scelte sillabiche. La divisione in sillabe (grammaticale o metrica) si traduce, con la lettura ad alta voce, in leggeri cambiamenti di voce, intonazioni, pause.
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SILLABE Relativamente alla quantit di sillabe contenute, le parole italiane si dividono in monosillabi, bisillabi, trisillabi, quadrisillabi, pentasillabi (5), esasillabi (6) eptasillabi (7), ottasillabi (8), ennasillabi (9), decasillabi (10), endecasillabi (11), dodecasillabi (12)etc. d p-so c-pi-to ca-pi-ta-n ve-lo-ce-mn-te sa-lu-t-te-me-lo in-di-men-ti-c-bi-le in-di-men-ti-ca-bil-mn-te in-di-vi-dua-bi-liz-za-zi-ne in-con-ven-zio-na-bi-liz-za-zi-ne pre-ci-pi-te-vo-lis-si-me-vol-mn-te i-ne-qui-vo-ca-bi-lis-si-me-vol-mn-te monosillabo bisillabo trisillabo quadrisillabo pentasillabo esasillabo eptasillabo ottasillabo ennasillabo decasillabo endecasillabo dodecasillabo (1) (2) (3) (4) (5) (6) (7) (8) (9) (10) (11) (12)

La sillaba aperta quella che termina per vocale (co-ro-na, ce-ri-no, pi-pa) La sillaba chiusa quella che termina per consonante (al-chr-mes, mar-tel-lo)

ACCENTO TONICO Relativamente alla posizione dell'accento tonico sulla sillaba, le parole italiane si dividono in: tronche, piane, sdrcciole, bisdrcciole, trisdrcciole carit potre pvero cpitano comnicamelo po-s p-so parola tronca (l'accento cade sull'ultima sillaba) parola piana (l'accento cade sulla penultima sillaba) parola sdrucciola (l'accento cade sulla terzultima sillaba) parola bisdrucciola (l'accento cade sulla quartultima sillaba) parola trisdrucciola (l'accento cade sulla quintultima sillaba) bisillabo tronco bisillabo piano
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ca-pi-t ca-p-to c-pi-to ca-pi-ta-n ca-pi-t-no ca-p-ta-no c-pi-ta-no fb-bri-ca-me-lo con-tor-ci-mn-to

trisillabo tronco trisillabo piano trisillabo sdrucciolo quadrisillabo tronco quadrisillabo piano quadrisillabo sdrucciolo (non ha significato in italiano) quadrisillabo bisdrucciolo pentasillabo trisdrucciolo pentasillabo piano

ACCENTO FONICO Nella lingua italiana esistono vocali (la O e la E) che possono avere suono aperto (- ) o suono chiuso ( - ). L'accento che su di esse si pone per identificarle come suono aperto (in-si-me, con-tnto, for-m, cu-re) si chiama accento grave. Il segno grafico che invece si pone per identificarle come suono chiuso si dice accento acuto (per-ch, tor-mn-to, R-ma, tr-do). L'accento fonico corrisponde alla sillaba tonica.

ACCENTO RITMICO l'accento della poesia, quello che ci d la cadenza del verso. Si differenzia dall'accento grammaticale in quanto fotografa tutte le sillabe su cui va a poggiarsi la voce, al di l dell'accento tonico principale. La parola "indiscutibilmente" da un punto di vista ortografico e grammaticale un ettasillabo piano: in - di - scu - ti - bil - mn - te ma da un punto di vista ritmico un ettasillabo (o un settenario, se fosse il verso di una poesia) con accenti anche sulla 2 e 4 sillaba. un verso che con il mascherone a quantit e sequenza descriveremo con: 7/2-4-6 in-d-scu-t-bil-mn-te Il verso ha dunque un accento tonico principale che sulla penultima sillaba e due accenti secondari sulla 2 e 4 sillaba. La metrica latina chiama ARSI le sillabe toniche (Arsi significa "posa della voce") La metrica latina chiama TESI le sillabe atone

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METRICA l'insieme delle leggi che governano la composizione e la struttura dei versi. La metrica quantitativa tipica della poesia classica in cui il ritmo prodotto dall'alternanza di sillabe lunghe e sillabe brevi. La metrica accentuativa tipica della poesia moderna in cui il ritmo dato dagli accenti tonici. PROSODIA lo studio delle caratteristiche sonore di una lingua. Si occupa pi generalmente del tono, degli accenti, dell'intonazione, della lunghezza etc.

LEGGI METRICHE Teoria ritmica dei CONSECUTIVI IN METRICA NON ESISTONO VERSI CON DUE SILLABE TONICHE CONSECUTIVE La frase "Marco buono" sarebbe da un punto di vista ortografico composta da 5 sillabe: Mr-co - - bu - no con accenti sulla 1 3 4 sillaba. Ma da un punto di vista ritmico non possono esistere due sillabe toniche consecutive. Pertanto nell'emissione del suono questa frase diventa un quadrisillabo con accenti sulla 1 e 3 sillaba: Mr - coe - bu - no, con crasi tra la sillaba co il verbo . La sequenza: per-ch-s un trisillabo con due accenti tonici consecutivi. Ma due sillabe toniche consecutive non esistono in metrica. per questo motivo infatti che pronunciamo in realt la stessa sequenza spostando l'accento principale sulla prima sillaba: pr-che-s

IN METRICA NON ESISTONO VERSI CON TRE SILLABE ATONE CONSECUTIVE La parola oc - cul - ta - bi - li - t da un punto di vista grammaticale un esasillabo tronco. Quindi le cinque sillabe precedenti sono atone. Ma da un punto di vista metrico esistono due accenti secondari lungo la parola, che cadono sulla prima e sulla terza sillaba a cominciare da sinistra. Noi pronunciamo la parola esattamente cos: c - cul - t - bi - li - t Se la parola fosse il verso di una poesia sarebbe indicata: 6/1-3-6 (esasillabo tronco con accenti sulla prima, terza e sesta sillaba, corrispondenti a trocheo + dattilo + trocheo catalettico). La realt concreta del continuum parlato e recitativo, fa s che non sia possibile incontrare una sequenza di tre sillabe atone consecutive.
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I MASCHERONI sono sistemi di scrittura del ritmo poetico Mascherone numerico: si sostituiscono dei numeri al posto della parole, i quali per hanno lo stesso ritmo e gli stessi accenti tonici delle parole rappresentate: c-sa bisillabo piano = qut-tro nl-la c-sa due bisillabi piani = qut-tro qut-tro Mascherone ritmico metrico, detto anche a sbarra-punti: consiste nel segnare le sillabe toniche e quelle atone. il pi sicuro, quello che non ammette equivoci . / . / . / . . lo-si-che--pa-p-ve-ri

Mascherone a quantit e sequenza 6/2-5 Un verso poetico si indica anche con un numero seguito da una sbarra e da una sequenza di altri numeri. Il primo numero, prima della sbarra, indica il METRO del verso, cio di quante sillabe esso composto (senario in questo caso). I numeri successivi indicano le diverse posizioni degli accenti tonici dislocati nel verso (2 sillaba e 5 sillaba) es: 6/2-5 tu - v - vi ir - re - qui - to (con crasi tra le sillabe vi - ir che diventano una sola sillaba in quanto nel continuum parlato vengono pronunciate con un'unica emissione di fiato) un settenario (piano) con accenti sulla 2, 4, 6 sillaba.

7/2-4-6

Il mascherone a quantit e sequenza consente di decodificare subito, visivamente, altre informazioni relative al verso in esame. Se per esempio l'ultimo numero della sequenza uguale al numero che sta prima della sbarra (che indica la quantit delle sillabe) ci significa che il verso tronco: 6/2-4-6 in - si - me a - t - ver - r (con crasi)

Se la sequenza dopo la sbarra mostra dei numeri pari con salti di due unit, ci significa che il verso ha un ritmo giambico: 6/2-4-6 6/2-4-6 in - si las - s me a - t sa - l per - ch ver - r

Se la sequenza dopo la sbarra mostra dei numeri dispari con salti di due unit, ci significa che siamo di fronte a un ritmo trocheo: 6/1-3-5 s - no - s - lo - p - re
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LA SILLABA Il dizionario Palazzi definisce la sillaba: "suono compiuto e perfetto pronunciato con una sola emissione di voce e rappresentato graficamente da una o pi lettere di cui almeno una vocale. l'unit fonica della lingua ed elemento costitutivo della parola". Dalla definizione si evince che la sillaba contiene, sempre, almeno una vocale. Una sillaba pu dunque essere composta da una sola vocale, da due o pi vocali, da una vocale preceduta da una o pi consonanti, da una vocale seguita da una o pi consonanti. Elemento comune di tutte le sillabe che sono pronunciate con un'unica emissione di fiato. Sillaba deriva dal greco syllab, che vuol dire preso insieme. Il concetto di "prendere insieme" appunto, come si legge nella definizione del Palazzi, quel "con una sola emissione di suono". Si prende in sostanza, con un' unica emissione di suono, un insieme di fonemi. Nel continuum parlato quella quantit di suono che il nostro fiato e le nostre corde vocali producono in una sola emissione sono le sillabe. La metrica, (dal greco mtron, misura) lo studio dell'intima struttura dei versi. Essa studia le sillabe all'interno del verso, la loro quantit, le loro interrelazioni e connessioni, il loro comportamento nel prosieguo dell'emissione vocale, gli effetti e i cambiamenti che tale emissione vocale produce nelle sillabe. La metrica definisce il verso, a seconda della quantit di sillabe contenute, in: monosillabo bisillabo trisillabo quaternario quinario senario 1 2 3 4 5 6 sillaba sillabe sillabe sillabe sillabe sillabe settenario ottonario novenario decasillabo endecasillabo dodecasillabo 7 sillabe 8 sillabe 9 sillabe 10 sillabe 11 sillabe 12 sillabe

etc

MONOGRAMMI sono le sillabe formate da un solo segno alfabetico, in genere una vocale, ma a volte anche una consonante come nella frase: "A me occorreva una x". I grafemi A e X vengono conteggiati come monosillabi. DIGRAMMI Il digramma un gruppo di due grafemi che rappresenta un unico fonema. I due grafemi che li formano sono diacritici (dal greco diakrnein = distinguere); sono segni che non corrispondono ad una entit fonetica, ma servono, combinandosi con altre lettere, ad esprimere un suono non rappresentabile nella nostra lingua con un solo grafema. Nella divisione in sillabe sono inscindibili e si legano solitamente ad una vocale che li segue: ch - gh - gl - gn - sc - ci - gi
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ch + e, i gh + e, i gl + i

che-la, che-mio, po-chi, chi-lo, chio-do, gran-chio, chi-glia al-ghe, pa-ghe, da-gher-ro-ti-po, luo-ghi, la-ghi, pa-ghi, ghiot-to fi-gli, in-tru-gli, fo-gli, mo-gli

gn + a, e, i, o, u ca-gna, mon-ta-gne, sog-ghi-gni, ra-gni, so-gno, a-gno-sti-co, sta-gno, gno-mo, gnu sc + i, e la-sci, a-scia, co-scia, sci-vo-lo, an-go-scia, sce-na, a-scel-la, ma-scel-la, scel-le-ra-to, a-sce-sa, a-scen-so-re cia-o, cioc-ca, pan-ciu-to giar-di-no, man-gio, gi, giu-di-zio

ci + a, o, u gi + a, o, u

TRIGRAMMI Il trigramma un gruppo di tre grafemi che rappresenta un unico fonema. I tre grafemi che li formano servono ad esprimere un suono non rappresentabile nella nostra lingua con un solo grafema. Nella divisione in sillabe sono inscindibili. sci - gli sci + a, o, u gli + a, e, o, u scia-me, la-scio, sciu-pa-re ma-glia, mo-glie, pi-glio, fo-gliu-to

POLIGRAMMI E il termine con cui si indicano in generale le sillabe formate da tre o pi grafemi sol-tan-to, con-ten-to, stra-di-va-ri, a-stro-la-bio, con-tor-sio-ni-sta

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LE REGOLE DELLA DIVISIONE IN SILLABE NELLA LINGUA ITALIANA Si separano le consonanti del gruppo MP andando la M con la sillaba precedente, e la P con quella successiva: im - pa - r - re im - pa - ren - t - re im - pr - vio m - pa - ri Si separano le consonanti del gruppo MB andando la M con la sillaba precedente, e la B con quella successiva: im - brat - t - re im - ba - va - gli - re im - b - to m - bo lo Si separano le consonanti doppie andando a far parte una della sillaba precedente, e l'altra della sillaba successiva: BB, CC, DD, FF, GG, LL, MM, NN, PP, RR, SS, TT, VV, ZZ, CQ (BiCi Di FiGi LiMa in aCQua NoVe ToPi a ZeRo S). Viene considerato doppio anche il gruppo CQ ab - ba - i - re, rac - c - glie - re, ad - db - bo, af - f - re, zl - la, mam - ma, pan - no, rat - tp - po, s- so, tt - to, ac-qua, ac-qua-ti-co, Si separano i gruppi costituiti da due qualsiasi altre consonanti, anche nelle parole di origine straniera: pal-ma, ar-co, ec-ze-ma, rab-do-man-te, Ed-vi-ge Si separano normalmente i gruppi di tre o pi consonanti. La separazione avviene quasi sempre tra la prima e la seconda consonante (sem-pre, al-tro, sol- sti-zio). Nel caso in cui lincontro tra la seconda e la terza consonante (ed eventualmente anche la quarta) dia luogo ad un nesso non tollerato (nel senso che non esistono parole italiane che iniziano con quel nesso consonantico) la divisione in sillabe avviene tra la seconda e la terza consonante (lamb-da-ci-smo, tung-ste-no, feld-spa-to). E sbagliata la seguente divisione: lam-bda-ci-smo (in quanto il nesso bda non tollerato in italiano. Potremmo essere tratti in inganno dalla regola che ci dice che il gruppo consonantico MB viene sempre diviso. Nella parola lamb-da-ci-smo (corretta divisione in sillabe) il gruppo MB non viene diviso, perch la sillaba successiva conterebbe un nesso consonantico (bda) con cui nessuna parola italiana inizia. Lo stesso errore si avrebbe se dividessimo: tun-gste-no, fel-dspa-to. Si separano le vocali iniziali di parola se sono seguite da una consonante, formando da sole una sillaba: a-ti-pi-co, a-li-ce, e-li-ca, e-nor-me, i-per-te-sto, i-ni-zio, i-ta-lia, o-dio, o-do-re, u-mo-re, u-go-la, u-te-ro
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NON si separano le consonanti del gruppo GL che resta compatto in una stessa sillaba: - glio ghe - r - glio gliz - zi NON si separano le consonanti del gruppo PL che resta compatto in una stessa sillaba: ap - pli - c - to, plt - tro, m - plio, pa - no - plia NON si separano le consonanti del gruppo STR che resta compatto in una stessa sillaba: - stro, fi - n - stra, strn - ge - re, stri - to - l - re NON si separano le consonanti del gruppo ST che resta compatto in una stessa sillaba: c - sto, p - sto, con - t - sto, co - pi - ste - r - a NON si separa il gruppo ZI che resta compatto in una stessa sillaba: di - zi -ne at - ten - zi - ne con - di - zi - ne NON si separano i gruppi consonantici costituiti da B, C, D, F, G, P, T, seguiti da L, R (BiCi Di FuGa PoTeVi dar LoRo). Essi formano ununica sillaba unendosi alla vocale che segue:

BL CL DL

FL GL PL TL VL BR CR DR FR GR PR TR VR

ble-so, bla-so-na-to, a-bla-ti-vo, clo-ro, re-cla-mo, ri-ci-cla-re, oc-clu-si-vo, in-cli-na-to dlin-dlin (suono onomatopeico di un campanello), dlo-me-da-rio (come pronuncerebbe un cinese la parola dromedario). In diverse grammatiche abbiamo trovato menzionato il gruppo DL considerato inscindibile, ma non abbiamo trovato una parola italiana che cominci per DL flac-ci-do, flem-ma, af-flit-to, gli-ci-ne, glos-sa-rio, in-gle-se, glu-ti-ne, an-gli-ca-no ple-to-ra, pla-sti-co, a-e-re-o-pla-no, im-plu-me a-tln-tico, a-tl-ta vla-di-mir bro-do, ob-bro-brio, a-bra-si-vo, ab-bru-sto-li-re, bre-ve, brin-di-si cro-mo, cre-pa, a-cre-di-ne, crib-bio, sa-cri-fi-cio dro-ne-ro, dro-me-da-rio, i-dro-me-le, an-dro-me-da fro-si-no-ne, a-fro-re, a-fri-ca, fra-cas-so gre-to, gra-no, in-gru-gni-to, in-gros-sa-to pra-to, le-pre, pre-te, in-ter-pre-te, pre-vi-sio-ne tre-sca, con-tri-to, con-tro, tri-pu-dio do-vr, a-vreb-be
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NON si separano i gruppi consonantici formati dalla S seguita da unaltra consonante o da pi consonanti: na-sco, ra-spa, ca-schi, no-stro, in-chio-stro, spac-co, spe-sa, stru-del, a-sdru-ba-le, sden-ta-to, cor-ri-spo-sto, sta-ti-sti-ca NON si separa una consonante semplice seguita da vocale; insieme danno luogo a una sillaba aperta. Anche la x considerata una consonante semplice: ma-re, ca-sa, mi-la-no, tu-bo, ca-pi-re, ve-de-re, lu-pi-no, xi-lo-fo-no, ta-xi

LE PAROLE COMPOSTE Per le parole composte sempre consigliabile seguire le regole che valgono per le parole semplici. La parola sublunare, verr divisa in sillabe cos: su-blu-na-re (come su-bli-me), seguendo la regola del gruppo consonantico BL che non pu essere separato. Unaltra considerazione che avalla questa scelta il fatto che un programma di divisione in sillabe fatto col computer avrebbe moltissime difficolt a cogliere in una sillaba la sua valenza di prefisso. Tuttavia possibile separare il prefisso dalla base. E quindi corretto dividere sublunare anche cos: sub-lu-na-re (che sotto la luna). Ma la corretta divisione in sillabe della parola suburbio : su-bur-bio. Dividere in: sub-ur-bio (considerando il poligramma sub come un prefisso, sarebbe sbagliato, perch solo in latino, non in italiano, si coglie il rapporto tra sub, nellaccezione di vicino, presso e urbs urbis, citt.
In rapporto ai componimenti Haiku e ai Corbelli, e in genere alle poesie che hanno una piccola quantit di sillabe a disposizione, Cascina Macondo fa la scelta di poter dividere liberamente le parole composte, seguendo ora la regola delle parole semplici, ora la regola del prefisso. Una lettura ad alta voce dellHaiku terr conto della scelta effettuata.

DITTONGO Il dittongo una sillaba formata da due vocali: i - ta, u - ra, stu - lo, fi - to, pi - tra

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TRITTONGO il trittongo una sillaba formata da tre vocali: a - iu - la, tui, mii, fi - gliu - lo Il trittongo si ha soltanto nella combinazione di: una vocale dura + due vocali molli, con accento tonico solo sulla vocale dura. Le vocali MOLLI (o deboli, o dolci) sono Le vocali DURE (o forti, o aspre) sono

I-U A-EO

SEMICONSONANTI Col termine di semiconsonante ci si riferisce alle vocali i, u non accentate quando precedono un elemento vocalico tonico o atono (cavile, pide, piadna, buno, qundici, infuocto). Esse non sono mai articolabili da sole e formano sempre dittongo. Sono foni (palatale j detta Jod velare w detta uau) che si impostano rispettivamente come le vocali i u, ma che hanno una durata pi breve. Larticolazione infatti passa immediatamente alla vocale tonica o atona successiva. In realt quando si parla di dittonghi che contengono la i/u essi sono possibili solo quando questi due suoni sono semiconsonanti. Quando invece le vocali i/u si articolano in modo distinto, con un sorta di allungamento ci troviamo di fronte alle vocali i/u propriamente dette, le quali per non formano dittongo, ma iato! (spi-n-ti, flu-n-te, su-no) al-le-vi-mo al-le-vi--mo spin-ti spi-n-ti qui cu-i la qule lacuale da allevare da alleviare da spiantare part. presente di spiare i semiconsonante i propriamente detta con suono allungato i semiconsonante i propriamente detta con suono allungato u semiconsonante u propriamente detta con suono allungato u semiconsonante u propriamente detta con suono allungato

dittonghi formati con j semiconsonante: ia ie io iu ia-to, iet-ta-to-re, io-ni-o, iu-go-sla-vo, a-ia, a-ie, cor-ri-do-io, a-iu-to, piaz-za fi-no, piog-gia schiu-ma
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in-si-me

In molti casi la pronuncia pu oscillare tra i e j. Come nelle parole vi-a-le, vi-ag-gio per influsso di v-a da cui palesemente derivano. Ma in un continuum parlato rapido si pu passare facilmente a viag-gio, via-le rientrando nel fenomeno del dittongo. dittonghi formati con w semiconsonante: ua ue ui uo qua-si, que-ru-lo, quin-di-ci, cuo-re, lin-gua que-sto, an-guil-la, li-quo-re, quel-lo, qui-squi-glia, lan-guo-re san-gue quin-to,

quin-di

I dittonghi che hanno w come primo elemento possono trovarsi in posizione iniziale assoluta (u-mo, u-di (fiume africano), oppure no. Quando sono preceduti da una occlusiva velare sorda (qua-si, cuo-re) o sonora (lin-gua) costituiscono un nesso che prende il nome di labiovelare (perch risultante da una consonante velare e dalla semiconsonante, qui denominata labiale)
La scelta di Cascina Macondo nella composizione di Haiku, Tanka, Corbelli, e in genere di poesie che hanno una piccola quantit di sillabe a disposizione, quella di poter considerare le vocali i,u propriamente dette che precedono una vocale tonica o atona e che si articolano in modo distinto con un sorta di allungamento, sia come dittongo, che come iato. Le parole su--no e flu-n-te potranno quindi essere conteggiate dallautore indifferentemente come trisillabi o come bisillabi: su-no, flun-te. Una lettura ad alta voce dellHaiku terr conto della scelta effettuata.

SEMIVOCALI Col termine di semivocale ci si riferisce alle vocali i, u non accentate quando seguono un elemento vocalico tonico o atono (al-tri, fa-ri, cu-sa, ru-ma, cai-m-no, lau-re--to). Sono foni che si impostano rispettivamente come le vocali i-u, ma che hanno una durata pi breve. Larticolazione infatti passa immediatamente dalla vocale tonica o atona che la precede alla semivocale i/u che ha durata pi breve. In realt quando si parla di dittonghi che contengono la i/u atone essi sono possibili solo perch questi due suoni sono semivocali. Dittonghi formati con semivocale i ai ei oi ui fa-rai, lei, poi, alt-trui, cai-ma-no dei-scen-te coi-ben-te sui-ci-dio
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dittonghi formati con la semivocale u au eu cau-sa, reu-ma, lau-re-a-to neu-ro-lo-g-a

Quando invece le vocali i/u atone si articolano in modo distinto, con un sorta di allungamento ci troviamo di fronte alle vocali i/u propriamente dette, le quali allora non formano dittongo, ma iato! La condizione pi comune si verifica con i prefissi: su-in-di-c-to po-li-u-re-t-no in-tra-u-te-r-no co-in-qui-l-no co-in-te-st-re co-in-vol-gn-te
La scelta di Cascina Macondo nella composizione di Haiku, Tanka, Corbelli, e in genere di poesie che hanno una piccola quantit di sillabe a disposizione, quella di poter considerare le vocali i,u propriamente dette che seguono una vocale tonica o atona e che si articolano in modo distinto con un sorta di allungamento, sia come dittongo, che come iato. Riteniamo quindi ammissibile il conteggio sillabico delle stesse parole in:

suin-di-c-to po-liu-re-t-no in-trau-te-r-no coin-qui-l-no coin-te-st-re coin-vol-gn-te Soluzione che per effetto della bilocazione consente allautore di sottrarre una sillaba in caso di necessit. Una lettura ad alta voce dellHaiku terr conto della scelta effettuata.

LE VOCALI DOPPIE Un verso come: mare e terra considerando la crasi tra la e finale di mare e la e congiunzione pu considerarsi di 4 sillabe: ma-re^e-ter-ra. La parola maree (plurale di marea) di 3 sillabe: ma-re-e Le due e finali sono da considerarsi, senza deroghe, come sillabe separate (seguono la regola dello iato relativa allincontro di due vocali dure). Ma anche perch la seconda
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e ha valore distintivo (indica il plurale). Il loro accostamento non pu essere considerato crasi! Cascina Macondo considera sillabe separate, quindi iato, ogni accostamento di due vocali doppie. pur-p-re-e con-t-e r-se-e cin-guet-t-i co-ri-ce-e or-chi-d-e li-vr-e fru-sc-i e-g-e e-br-e z-i ri-u-sc-i fr-re-e e-t-re-e pi-go-l-i cu-c-i a-za-l-e d-e ci-go-l-i squit-t-i

La parola pur-p-re-e ha 4 sillabe. Solo se si trova a fine verso pu essere conteggiata come trisillabo in quanto parola sdrucciola. La parola ma-r-e ha 3 sillabe. Se si trova a fine verso resta di 3 sillabe, perch una parola piana.

DITTONGHI ASCENDENTI Si dice ascendente un dittongo formato da due vocali quando la sonorit aumenta passando dal primo fono al secondo fono (semiconsonante + vocale): pi-de, in-si-me, pi-no, fi-no, fu-ri, cu-re, su-no, pi-ve, mu-re, su-ra

DITTONGHI DISCENDENTI Si dice discendente un dittongo formato da due vocali quando lintensit del suono diminuisce passando dal primo fono al secondo fono (vocale + semivocale): an-dri, vor-ri, ni, bon-si, fi-ba, in-tri-to, fu-no, su-na

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I CASI IN CUI SI FORMA UN DITTONGO Un dittongo sempre formato da due vocali, una delle quali deve essere la i oppure la u Ma non tutte le combinazioni di due vocali che contengono una i o una u formano dittongo.

* Si forma sempre un dittongo quando c l'unione di due vocali molli (i, u) e sono entrambe atone, ossia prive di accento: Lui-sl-la, Giu-sp-pe, giu-d-zio, ag-giu-st-re

a meno che le due vocali molli atone (i, u) non vengano pronunciate con un suono abbastanza marcato, sufficientemente autonomo e leggermente separato uno dallaltro: su-in-di-c-to In questo caso evidente che su un prefisso. Ma consideriamo corretta anche la divisione in suin-di-ca-to per il fatto che nella metrica italiana non si possono avere tre sillabe atone consecutive. In verit nella parola suindicato abbiamo un accento tonico secondario proprio sulla u di s che di fatto trasforma la i di in in semivocale trasformando il gruppo in dittongo. Nella parola ri-u-ni-re il grafema ri un prefisso (unire di nuovo) quindi nella divisione in sillabe le due vocali vengono separate. Ma riteniamo corretta anche la divisione in riu-ni-re.
La scelta di Cascina Macondo nella composizione di Haiku, Tanka, Corbelli, e in genere di poesie che hanno una piccola quantit di sillabe a disposizione, quella di poter considerare le vocali i,u propriamente dette, che si articolano in modo distinto con un sorta di allungamento, e che fanno parte di un prefisso, sia come dittongo, che come iato. Una lettura ad alta voce dellHaiku terr conto della scelta effettuata.

* Si forma sempre un dittongo quando c l'unione di due vocali molli (i, u) e l'accento tonico cade sulla seconda vocale: gu-da, qun-di-ci, qun-to, pi-ma, gi-sto, gin-co, gi-bi-lo, gib-ba

a meno che la vocale molle atona (i, u) non venga pronunciata con un suono abbastanza marcato, sufficientemente autonomo e leggermente separato dal suono della vocale molle tonica che la segue: su--no, re-dar-gu--re
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La scelta di Cascina Macondo nella composizione di Haiku, Tanka, Corbelli, e in genere di poesie che hanno una piccola quantit di sillabe a disposizione, quella di poter considerare le vocali di questa combinazione (due vocali molli di cui la seconda tonica) che si articolano in modo distinto con un sorta di allungamento, sia come dittongo che come iato. Una lettura ad alta voce dellHaiku terr conto della scelta effettuata. La parola suino potr dunque essere conteggiata, secondo la necessit del verso, come:

su--no sui-no re-dar-gu--re re-dar-gu-re

(3 sillabe) (u propriamente detta con suono allungato) ma anche (2 sillabe) (seguendo la regola generale) (5 sillabe) (u propriamente detta con suono allungato) ma anche (4 sillabe) (seguendo la regola generale)

* Si forma sempre un dittongo quando c l'unione di una vocale dura (a, e o) con una vocale molle (i, u) se entrambe sono atone: pio - v - no, au - r - ra, gua - d - gno, dei - t

a meno che la vocale molle (i, u) non venga pronunciata con un suono abbastanza marcato, sufficientemente autonomo e leggermente separato dal suono dellaltra vocale dura atona che laffianca: pi-o-ni-re bi-o-gra-f-a (i propriamente detta con suono allungato) (i propriamente detta con suono allungato)

La scelta di Cascina Macondo nella composizione di Haiku, Tanka, Corbelli, e in genere nelle poesie che hanno una piccola quantit di sillabe a disposizione, quella di poter considerare le vocali di questa combinazione (una vocale dura + una vocale molle, entrambe atone che si articolano in modo distinto con un sorta di allungamento,) sia come dittongo che come iato. Le parole suindicate potranno dunque essere conteggiate, secondo la necessit del verso, come:

pi-o-ni-re pio-ni-re bi-o-gra-f-a bio-gra-f-a

(i propriamente detta con suono allungato) (seguendo la regola generale) (i propriamente detta con suono allungato) (seguendo la regola generale)

ma anche: ma anche:

* Si forma sempre un dittongo quando c l'unione di una vocale dura (a, e, o) con una vocale molle (i, u) se l'accento tonico cade sulla vocale dura: fi - to, gu - do, su - no, li - to, u - ra, co - ru - ti - ca, li co a meno che la vocale molle (i, u) non venga pronunciata con un suono abbastanza marcato, sufficientemente autonomo e leggermente separato dal suono della vocale dura tonica: in-flu-n-te (u propriamente detta con suono allungato)
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pi--lo pi-t-to

(i propriamente detta con suono allungato) (i propriamente detta con suono allungato, oggetto su cui si mangia) (pit-to = aggettivo)

La scelta di Cascina Macondo nella composizione di Haiku, Tanka, Corbelli, e in genere di poesie che hanno una piccola quantit di sillabe a disposizione, quella di poter considerare questa combinazione (vocale dura tonica + vocale molle atona che si articolano in modo distinto con un sorta di allungamento,) come dittongo o iato, a seconda delle necessit del verso. Una lettura ad alta voce dellHaiku terr conto della scelta effettuata.

La parola influente potr quindi essere, secondo la nostra scelta, suddivisa in: in-flu-n-te (4 sillabe) (u propriamente detta con suono allungato) oppure: in-flun-te (3 sillabe) (seguendo la regola generale) pi--lo (3 sillabe) (i propriamente detta con suono allungato) oppure: pi-lo (2 sillabe) (seguendo la regola generale) pi-t-to (3 sillabe) (i propriamente detta con suono allungato) oppure: pit-to (2 sillabe) (seguendo la regola generale)

NON TUTTI GLI INCONTRI DI DUE VOCALI FORMANO DITTONGO Alcuni dittonghi sono solo apparenti. Si tratta di quei casi in cui per indicare il particolare suono di una consonante si ricorre allaggiunta di una vocale, diventando cos la vocale espediente grafico per la produzione di un suono. Sono i gruppi: qua (qu-dro), qui (qun-di), que (qu-sto), quo (qu-rum, li-qu-re) gua (gu-da-gno), gui (gu-da, ln-gui-do), gue (gur-ra), guo (lan-gu-re) cia (cia-bt-ta), cie (ci-lo), cio (car-ci-fo), ciu (ac-ci-ga) gia (gic-ca), gie (ci-li-gie), gio (gi-va-ne), giu (gi-sto, ag-giu-st-re) scia (sci-me, sci--re), scie (co-scin-za), scio (sci-pe-ro), sciu (sci-pa-to) glia (te-n-glia), glie (con-ch-glie), glio (ab-b-glio), gliu (a-gli-to) In questi casi la i e la u sono semplici segni grafici utilizzati per dare alla c, g, sc, gl un valore palatale (cielo, giusto, sciare, figlio) e per dare a q e g un valore labiovelare (quadro, guda, quacquero, quinto).
La scelta di Cascina Macondo nella composizione di Haiku, Tanka, Corbelli, e in genere di poesie che hanno una piccola quantit di sillabe a disposizione, quella di poter considerare questa combinazione alla stregua di un vero e proprio dittongo, lasciando la libert allautore di trasformare in dittongo anche quei suoni che in realt non lo sono, come ad esempio la parola sci-a-re formata da 3 sillabe che pu rientrare in due sillabe: sci-re. Una lettura ad alta voce dellHaiku terr conto della scelta effettuata.

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BILOCAZIONE Laggettivo mio composto da due sillabe: m-o. La regola ortografica della lingua italiana dice che lincontro di una vocale molle (molli sono le vocali i - u) con una vocale dura (dure sono le vocali a - e - o) produce uno iato (sillabe distinte) se la vocale molle tonica. Infatti laccento tonico nellaggettivo mio cade sulla . Se invece laccento tonico cade sulla vocale dura la regola dice che si produce un dittongo (le due vocali restano unite formando una sola sillaba) come nella parola pi-ve. Ma nel continuum parlato, per esempio nella sequenza mio padre laccento tonico sulla di mo tende a scomparire, trasformandosi le due vocali i-o in vocali atone. E come se ci trovassimo di fronte ad ununica parola: miopdre con accento tonico sulla vocale di p-dre. Il suono diverso da mo pdre. Un verso di questo tipo possiamo quindi considerarlo seguendo la scelta della bilocazione effettuata da Cascina Macondo, indifferentemente composto da 3 sillabe, o da 4 sillabe. Il pronome lui composto da due sillabe: l-i. La regola grammaticale italiana dice che lincontro di due vocali molli (i - u) produce uno iato (sillabe distinte) se la prima vocale tonica. Laggettivo drido composto da tre sillabe: dr-i-do. Se invece le due vocali molli sono entrambe atone si produce un dittongo. Il nome Luisella composto da tre sillabe: Lui-sl-la. Nel continuum parlato il confine molto labile. Il passato remoto del verbo essere: fui, preso singolarmente, conta due sillabe fu-i. Ma se dico fui preso la sequenza come se rientrasse nello schema della parola Lui-sel-la. E come se ci trovassimo di fronte a una sola parola con accento tonico sulla di pr-so: fuiprso. Parola che pu essere considerata come contenente tre sillabe. Il pronome io contiene due sillabe -o. Ma la sequenza io dico pu considerarsi anche un trisillabo: io-di-co anzich quadrisillabo: -o-di-co. E come se ci trovassimo di fronte a ununica parola con accento tonico sulla di d-co: iodco. Ci che cambia nel recitativo e nel continuum parlato una leggera differenza del ritmo. Il principio della bilocazione si applica quando le parole si trovano allinterno del verso. A fine verso seguono la regola generale.Un verso come: nella mia casa pu essere conteggiato: ma anche, per effetto della bilocazione: nel-la-m-a-ca-sa (6 sillabe) nel-la-mia-ca-sa (5 sillabe)

Se invece laggettivo ma fosse a fine verso: nella casa ma la bilocazione non sarebbe applicabile. Il verso avrebbe inderogabilmente: nel-la-ca-sa-m-a
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(6 sillabe)

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La scelta di Cascina Macondo nella composizione di Haiku, Tanka, Corbelli, e in genere di poesie che hanno una piccola quantit di sillabe a disposizione, quella di considerare possibile in casi come questi (specie con parole bisillabiche come mio, tuo, suo, due, lui, via, dio, dia, zio, zia, pio, pia, bio, bue, bua, lia, brio, trio, etc) la divisione in sillabe in due modi diversi, a seconda delle necessit del verso. Una lettura ad alta voce dellHaiku terr conto della scelta effettuata.

con-mi-o-padre can-to-mio-padre tu-e-le-lau-di al-le-tue-lau-di il-su-o-pa-ne con-il-suo-pa-ne da-mi-o-zi-o ve-do-mio-zi-o

5 sillabe 5 sillabe 5 sillabe 5 sillabe 5 sillabe 5 sillabe 5 sillabe 5 sillabe

SI HA LO IATO Ogni altra successione di due vocali non dittongo, ma IATO in quanto vengono pronunciate con due emissioni di fiato e formano due sillabe diverse. Si ha lo iato: * quando si incontrano due vocali molli e l'accento cade sulla prima di esse: l - i, z - i, fl - i - do * quando si incontrano una vocale dura e una molle tonica, ossia accentata: ron - z - o, pa - ra, Ma-r-a, fa--na, ci-go-l-o, s-o, d-e, m-o * sempre quando si incontrano due vocali dure: pa - - se, re - - me, le - - ne cre - o - li - na, ge - o - gra - f - a, * di norma nelle parole composte quando si avverta il rapporto tra prefisso e base: ri-a-ve-re ri-u-ni-to ri-ec-co di-ar-ch-a tri-an-go-lo tri-en-nio su-e-spo-sto su-in-di-ca-to (avere di nuovo) (unito di nuovo) (ecco di nuovo) (comando di due) (tre angoli) (tre anni) (esposto sopra) (indicato sopra) (i con suono allungato) (i con suono allungato) (i con suono allungato) (i con suono allungato) (i con suono allungato) (i con suono allungato) (u con suono allungato) (u con suono allungato)
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TRITTONGO E lunione di tre vocali. Si ha soltanto quando delle tre vocali, una dura e accentata, e le altre due sono molli e atone: pui, co - nii, a - iu - la, qui - te

LA DIERESI La DIERESI il segno ortografico (due puntini) che si appone su una vocale per lo pi molle (i, u), ma qualche volta anche dura (a, e, o) del dittongo per indicare la divisione in due sillabe del dittongo stesso: ar - g - i - re, o -r -n - te, gl - -co, Ecco un elenco delle parole le cui vocali contenute nel dittongo vengono scisse in due sillabe apponendo la dieresi su una di esse: adnto desre paznte religne spne taccuno vla atre fta petsmo scre sponggio vggio volre argure insufficnte ponire scnte stco vle voloncllo avvre ornte prescnza scova sufficnte vandnte voloncellsta chnque pas prospicnte scnza svre vtico vttolo

DITTONGHI MOBILI I dittonghi ie, uo si dicono mobili perch si riducono rispettivamente alle vocali e, o quando, dalla sillaba tonica in cui erano, vengono a trovarsi in sillaba atona o, pur restando in sillaba tonica, la sillaba si trasforma in una sillaba chiusa, cio finisce per consonante: pi - de / pe -d - stre su - no / so - n - ro ti - ne / tn - go mu - vo / ms - so vi- ne / vn - go cu - ce - re / ct - to

SCHEMA VISIVO DEL DITTONGO Indicando con M le vocali molli atone (I

- U) Indicando con M le vocali molli toniche ( - ) Indicando con D le vocali dure atone (A - E - O) Indicando con D le vocali dure toniche ( - - )
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LE COMBINAZIONI POSSIBILI CHE GENERANO IL DITTONGO SONO:

MM MM DM MD DM MD

unione di due vocali molli atone (i - u) Lui -sl - la, Giu - sp - pe

unione di due vocali molli (i - u) dove la seconda accentata gu - da, pi - ma

unione di una vocale dura con una vocale molle, entrambe atone au - r - ra, dei - t

unione di una vocale molle con una vocale dura entrambe atone pio - v - no, gua - d - gno

unione di una vocale dura con una molle, dove la vocale dura accentata u - ra, co - ru - ti - ca, li - co.

unione di una vocale molle con una dura, dove la vocale dura accentata fi - to, gu - do, su - no, li - to

Queste regole generali possono avere le eccezioni viste precedentemente relative alla bilocazione, alle semivocali i, u, alle semiconsonanti i, u, ai prefissi
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Tutte le altre combinazioni producono uno IATO quindi le vocali andranno separate perch fanno parte di sillabe diverse. Le combinazioni che danno origine allo iato sono: __ MM __ MD __ DM DD __ DD __ DD

TRITTONGO

DMM MDM MMD


- Tutte le combinazioni di sole vocali dure formano sempre iato a - e - re - o - Tutte le combinazioni di sole vocali molli formano dittongo, tranne il caso in cui la prima vocale accentata, nel qual caso formano iato. Lui - sl - la fl - i - do Giu - sp - pe dr - i - do gi - sto al -tru - sta in - t - i - to

- Tutte le combinazioni di vocali molli e dure formano dittongo, tranne il caso in cui la vocale molle tonica, nel qual caso formano iato au - r - ra u - ra gua - d - gno li - to dei - t co - ru - ti - ca fi - to in - si - me pio - v - no li - co gu - do, cu - co gua - - to
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gua - d - gno pio - v - no su - no in - fu - ca - to p - e - tas

a - nar - ch - a

DITTONGHI

MM
riu-sc-re riu-n-to

MM
a-i-to fi-me fi-to li-to o-stru-bi-le dru-di-co ka-ti-scia fru-bi-le

DM
au-r-o-la au-r-ra bai-lm-me mau-so-l-o ai-tn-te a-de-noi-d-o cauc-ci coi-bn-te rau-c-di-ne

MD
ba-io-nt-ta gio-i-so guan-ti-ra in-gua-i-to -glio an-tia--re-o ant-tia-iu-la ant-tia-i-to an-tie-st-ti-co c-duo gia-cu-la-t-ria gua--to m-struo set-tua-g-si-mo ac-cia-r-no cc-cia cac-cia-t-re c-cio c-scia co-scien-zi-so fran-t-io o-don-to-ia-tr-a gua--na sgua-i-to

DM
a-stro-nu-ta fi-da fu-sto flu-to li-co plu-ra an-ti-u-to con-ti-de pa-ra-ni-co a-de-ni-de cu-ca-so cru-to

MD
a-i-ce bo-i-ta bran-dur-di ca-ri-ca car-ri-la fi-sco fi-le fu-co gi-co gi-ia gun-to mi-le ab-ba-i-re ab-bi-te ab-bic-co ac-ci-io a-ri-sto gio-it-ta gu-io ma-stro-in-ni me-sti-re me-stru-le pi-la ril-zo stra-bi-lin-te tro-i-no cac-ci-to cen-ci-so co-scin-za fri-bi-le gi-stra ka-ik o-don-to-i-tri-co ru-ta zar-zu-la

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IATO

MM
dr-i-do fl-i-do fr-u-li

MD
al-c-a-de fru-sc-o gla-d-o-lo z-o

DM
ab-ba--no ba--le mo--na Ra-o-l

DD
a-e-r-sta-to re-al-t te-o-r-ma

DD
a--re-o bo--to

DD
-o-lo et-n-o

pre-m-bo-lo me-t-o-ra re--le R-o-ul

TRITTONGO

DMM

MDM
ma - iu - ti - ca fran - to - iu - ti - co gui - na tui bui mii a - iu - la

MMD
ac - cia - iu - lo ac - qua - iu - lo ac - qui - sce - re ac- qui - to brac - ciu - lo fi - gliu - lo fru - giu - le giu - co ma - riu - lo qui - te

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PAROLE CON 3-4 VOCALI CONSECUTIVE


- ia a - ic - cio a - ie - r - no a - i - ne a - iu - tn - te a - i - to ab - ba - i - re ac - qui - sce - re ac - quie - scn - te ac - quie - ta - mn - to an - no - i - to b - ia ba - io - nt - ta bal - la - t - io bo - i - ta bo - i - lo b - io buit - ta ca - la - m - io car - n - io ci - o co - i - te cre - i cuc - chi - io cu - io e - ia - cu - l - re fran - t - io fru - giu - le gio - - va gi - ia gio - i - so gron - d - ia gua - - na
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gua - - to in - go - i - re in - g - io la - mi - na - t - io ma - i - le ma - i - li - ca ma - io - n - se ma - i - sco - lo ma -ia - l - no n - ia n - ia no - il - tri no - i - so oc - chi - ia pie - tr - ia pro - iet - t - re pro - it - to quie - ta - to (qui - te) ra - s - io re - it - to r - ia ro - t - ia ro - t - ia sco - it - to - lo scuo - i - re sgua - i - n - re sgua - i - to s - ia so - l - io to - m - ia tra - i - no tr - ia tro - i - no

DITTONGO
Per memorizzare definitivamente le regole relative alla formazione del dittongo sufficiente memorizzare la seguente frase che contiene le parole di riferimento con le combinazioni vocaliche che formano dittongo

"il piumto lito di Nausca spglia la fira Enide"

il piu-m-to li-to di Nau-s-ca sp-glia la fi-ra Eni-de

MM

due vocali molli entrambe atone

MM

due vocali molli, con la seconda accentata

DM una vocale dura e una vocale molle, entrambe atone

MD una vocale molle e una vocale dura entramb atone

MD una vocale molle + una vocale dura accentata

DM

una vocale dura accentata + una vocale molle

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IATO
Per memorizzare definitivamente le regole relative alla formazione dello iato sufficiente memorizzare la seguente frase che contiene le parole di riferimento con le combinazioni vocaliche che formano iato

"Li, gladolo, mona di realt, area metora"

L-i gla-d-o-lo mo--na di re-al-t a--re-a me-t-o-ra

MM MD

due vocali molli di cui la prima accentata

la prima vocale molle accentata, la seconda vocale dura atona

DM la prima vocale dura atona, la seconda vocale molle accentata

DD due vocali dure entrambi atone

DD due vocali dure con la seconda accentata

DD

due vocali dure di cui la prima tonica

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NORME GENERALI PER LANDARE A CAPO fissate dallUNI nel 1969 (Ente Nazionale Italiano di Unificazione, con sede a Milano) Le seguenti indicazioni generali sono relative esclusivamente al problema dellandare a capo a fine riga. Non sono da confondere con le regole della divisone in sillabe dal punto di vista grammaticale o metrico. 1) REGOLA Non bisogna, a fine riga, andare a capo con una sillaba che inizia per vocale. Ci significa che la parola a-e-re-o (quattro sillabe) non dovr spezzarla a fine riga: a-e-re/ o. E nemmeno a/ e-re-o. Invece potr: a-e/ re-o 2) REGOLA Non bisogna, a fine riga, spezzare una parola in modo tale che la sillaba portata a capo costituisca un nesso che non esiste nel lessico corrente della lingua italiana: lm, rc, cz, bd, dv

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Pronunciare pi volte le seguenti parole per abituare l'orecchio a distinguere subito la quantit di sillabe contenute nelle parole BISILLABO PIANO (verso Trocheo) r co r te bl lo br ca bl lo brt to c ro c sa cl do cr vo d to dl ce fr se fr sco frt to gil lo gin to grl lo grp pa ln ce ln tra l ca l ce l po lu go m cro m le m re mr te m lo m ta m ra m sto ml ta
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nr vo n ta nt te nu to ro pn no p ro pl le pt to p la pr ta pl ca pr to qut tro r me r mo r to rl lo s cro sc co sl to sc la s lo s re sl vo slr go sml to s le sr te spt tro st le strc cio stu lo t sta

BISILLABO TRONCO (verso Giambo) bal l be ln bor d ca l ca l can t can t car r co l co lr col p col tl com p cra cl cri cr da r di r fa l fi n frap p gi l gi r gio c gui d la v la vr las s le n lot t lu l ma cr mac ch mar ln mar tl mi r mo r mu r mul t non ch pa r pa t par t pen sir per ch pla c pla t quag gi ra g rem b ron d ru b ru mr sa l sal m sbal l scrac c sic ch slab br slit t so p sti l stres s stril l striz z stroz z stu pr tap p tron c yo y zu l

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TRISILLABO SDRCCIOLO (verso Dttilo) la mo lo e qui la l ca mo c la mo c mi ce c spi ta c mi ce cn so le cr pu la d sti co dm me lo dr sti co g me re p si lon lg ge re m ca bro mr bi do n vo la pl li do p sco lo pr go lo pl lo la pr mu la pl pi to rn to lo r du ce rg ge re rt ti le r vo li r to lo r co la s li ce scl pi tan sc bi le sci ti ca s to la sr pi co s bi lo st ti co st mo lo st ti co str bi co s bi to s di cio t la mo t ve re t vo li t ni co tm bo la trp po la trt ti co trt to la vr ti ce zt te ra zc co lo

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TRISILLABO PIANO (verso Molsso) al t ro bi stc ca can d re can t ne can tc cio ce rt ta col l na col lt ta col l na col tl lo con d to con ft to con sl le con tn to cor bl lo cro ci ra don zl la fi nc chio for m ca fra tl lo frin gul lo fron t le fron ti ra fu g ce ga lp po gat t no gaz zl la ge ml lo gio c re ma l to ma l re ma r to ma t ta mal lp po mar tl lo mat t no mi ct to pa r la pal l na pan cil le pan t ra pa m la par t ta pe l to pen t to pi st la pu l to ra m so ra p ce ra p na ra s io re dt to re m re re st re ro vn te ro v na ru b to rul ln te sa l me sa lt ta sa l mi sa l to sa p re sa p re sac cn te sal sc cia scar lt to se dt to so rl la sot t na su d to to n le to r ce to r no
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TRISILLABO TRONCO (verso Anapesto) a gua c ag giu st ap pu r az ze r az zec c az zop p bi sbi gli ca pi t ca ri c can te r cin cil l co lon nl co ri c cor ru g com ple t con dur r con so l con te nr con ter r cor ti sn cri ti c de di c don do l fab bri c fi ni r fiu mi cl ga ran t get te r get to n gi go l in ca str in spi r le al t ma ri t ma sti c mar za pn me ri t men zio n mi li tr mi li t mic ci ch mit te rn pa pil ln pa ra plu pa ta pm par le rn par ti r par ve n pra ti cl ra ta pln ran to l rat tri st re al t re dar gu ri tor nl ru bac chi sa li r sal te rn sba di gli se non ch sen ti r sfar fal l si ste m sra di c stri to l su sci t svio li n tor ne r tor to l tra scu r tra smu t uc cel ln ve ri t ven ti cl
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QUADRISILLABO BISDRCCIOLO (verso Peone) brn co la no c pi ta no c ri ca lo cl co la lo cl co la no c pu la no cl lo ca no cr pi ta no cr ti ca no d te me lo frn zo la no gi di ca no so la no n di ca no l va glie lo l mi ta no l go ra lo l ci da no m cu la no m sti ca no m ti ga no pp pa glie lo pl pi ta no pr ti ca no pl lu la no rn to la no r to la no rm pi glie lo r ba me lo s mi na lo s bi la no st mo la no str to la no t gli te lo tr ci da no vr ti ca no zp pi ca no
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QUADRISILLABO SDRCCIOLO (verso Antispasto) a cr di ne a cr ba ta a cr sti co a f re si a str no mo al l tro po an tr ti de ar s ni co at t ni to bat t si mo ca l ge ro ca pz zo lo ca r ti de ca st ga no cam p nu la cen t si mo cen t me tro chi l me tro co pr ni co co rin do lo con d co no cor bz zo lo cu trt to la di scr di to di sls si co di stn gue re di nc co lo diu r ti co ge n ri co in cr po ro in tr fo lo ka lsc ni kov la c ni co lu n ti co mi cr me ga mi r bi le mo str bi le mi r co lo mi sn tro po mo l co la mo l sta lo mo r bi to mol t pli co mon s ni co mor t fi co nar c ti co no t vo le o st tri ca pa r bo la pa rn te si pal lt to la par t ti co pi pt to la pin z che ro po l ti ca po sl li po po t bi le pre g vo le prez z mo lo scor r vo le se d co no sim p ti co sol l ti co sol l che ro spre g vo le tor t ra no tra st ve re un g ri co va cl la no zam pl la no

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QUADRISILLABO PIANO (verso Ditrocheo) cn te n re so ste n re ca pi t no nu vo l so con ve n to ap pe t to ap pro d to con trol l to do lo rn te pro spi cin te ac cat t ne co lo r to re ni tn te scel le r to ar ric ch to ar ro st re co lo rn te pa ro li re mu ra t re car pen ti re por ti n ia ga lop p no sca lop p na nu vo lt ta mo to r no ca te r na sol da t no por ten t so nu vo l so ge no c dio gor gon z la pa stic ci re pa net t ne mor ta dl la ca te nl la si mu l re
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QUADRISILLABO TRONCO (verso Coriambo) be si b ac cop pie r ac cu di rn ad dol ci r af fie vo l af fra tel l ag guan te r ar ro sti r bar bo si t ca la mi t ca pi ta n co lo re r com pa ti r com por te rn con cor re r con cor re r con trol le r do re mi f ga lop pe r ga ran ti rn go lo si t ma sti che r mi ti ghe r mol ti pli c pre ci pi t re pe ri r ro vi ne r sa lu te rn se re ni t si bi le r si nuo si t sol laz ze rn sor pren de r u sur pa tr uc cel la tr ve lo ci t
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PENTASILLABO PIANO (verso Adonio) c con ten t re cal co la t re co le ste r lo com bi na zi ne con co mi tn za con ta mi n re con te ni t re con ti nua zi ne cor bel le r a cor set te r a la vo ra t re ma sti ca zi ne mu te vo lz za o don to i tra sca ra boc chi re

PENTASILLABO TRONCO (tripodia trocaica catalettica) c can t ne r ac con ten te r ar zi go go l ca la mi te r ca pi ta ne r ca ta liz ze r col la bo re r col let ti vi t col pe vo liz z con ta mi ne r in tro met te r gal va niz ze r sca ra boc chie r te a tra li t vo la ti liz z

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ESASILLABI VARI a ri sto cr ti co ac cen di s ga ri ac co mo da mn to ac ci den tal mn te af fan no sa mn te al lon ta na mn to ap pa rec chie r mo ar ro ton da mn to ar ren de vo lz za ar ro sti ts si mo ar ro vel l bi le ar ro vel la mn to ar ti co la zi ne ar ti sti ca mn te at tra ver sa mn to bam bi ne sca mn te bel lis si ma mn te ca pi ta ne r a ca pi to le r mo ca pric cio sa mn te ca vil lo sa mn te cal co la ts si mo chiac chie ra ts si mo ci ne a ma t re coc co la ts si mo com piu te riz z to com por ta men t le con tro pro du cn te con di zio na mn to con fi den zial mn te con gra tu la zi ni con te nu ts si mo cor ro si va mn te de a mi ci si no de on to lo g a di sdi ce vol mn te do ve ro sa mn te e te ro ses su le
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e let to ral mn te fa sci no sa mn te go liar di ca mn te i ta lia ns si mo in con te n bi le in fi noc chia t ra in di ci bil mn te in di scu t bi le in tor pi di mn to ma li zio sa mn te me tro po li t na me di ca men t so o va liz za zi ne o don to i tri co oc cul ta bi li t os ses si va mn te ot tu ra ts si mo pa ra ca du t sta pa ra ca du ti mo pa ra dig m ti co par ti to cra z a pe rio di ca mn te per pen di co l re plu ri de co r to pro te stan t si mo quin di ci nal mn te rac co man d bi le rat tri sta ts si mo re mu ne ra t vo ri vo lu zio n rio san ti fi ca zi ne sbal lot to la mn to scon quas sa ts si mo sen ti men tal mn te sor pren den te mn te spi ri to sg gi ne stra con ten ts si mo ter ri to rial mn te

ETTASILLABI VARI a - cro - ba - ti - ca -mn - te ac - ca - rez - za - ts - si - mo ar - di - tis - si - ma - mn - te ar - ro - ven - ta - ts - si - mo at - ten - di - bi - ls - si - mo ca - pi - ta - liz - za - zi - ne ca - pi - tom - bo - le - r - mo ce - men - ti - fi - ca - zi - ne cir - cum - na - vi - ghe - r - mo con - qui - sta - bi - ls - si - mo e - let - tro - ma - gn - ti - co e - let - tro - ni - ca - mn - te gra - fo - lo - gi - ca - mn - te im - per - scru - ta - bi - li - t in - con - ce - pi - bil - mn - te lo - ga - rit - mi - ca - mn - te lo - go - pe - di - ca - mn - te ma - te - ma - ti - ca - mn - te pa - le - on - to - lo - g - a pa - ra - ca - du - te - r - mo pa - ral - le - le - p - pe- do pe - ri - co - lo - sa - mn - te pe - ri - co - lo - ss - si - mo per - pen - di - co - lar - mn - te per - so - ni - fi - ca - zi - ne plu - ri - ce - ri - mo - ni - le plu - ri - con - tor - sio - n sta po - ten - tis - si - ma - mn - te ro - cam - bo - le - sca - mn - te scom - bus - so - la - ts - si - mo stru - men - ta - liz - za - zi - ne tri - di - men - sio - nal - mn - te

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OTTASILLABI VARI a - na - cro - ni - sti - ca - mn - te a - ri - sto - cra - ti - ca - mn - te au - to - sug - ge - tio - n - bi - le ca - ri - ta - te - vo - ls - si - mo en - do - cri - no - lo - ga - mn - te i - nat - ten - di - bi - ls - si - mo in - de - ter - mi - na - bi - li - t in - ter - con - fes - sio - na - l - smo in - ter - di - sci - pli - na - rie - t in - ter- na - zio - na - liz - z - re ir - ri - pro - du - ci - bil - mn - te na - tu - ro - pa - ti - ca - mn - te or - ga - no - let - ti - ca - mn - te pa - ra - ca - du - ta - ts - si - mo pre - ci - pi - te - vo - ls - si - mo re - spon - sa - bi - liz - za - zi - ne ri - vo - lu - zio - na - ria - mn - te sa- cro - san - tis - si - ma - mn - te scor - re - vo - lis - si - ma - mn - te stra - fot - ten - tis - si - ma - mn - te

ENNASILLABI VARI di - sdi - ce - vo - lis - si - ma - mn - te ar - ro - vel - la - tis - si - ma - mn - te in - ter - na - zio - na - liz - za - zi - ne im - per - me - a - bi - liz - za - zi - ne i - sti - tu - zio - na - liz - za - zi - ne o - to - ri - no - la - rin - go - i - tra ne - o - ca - pi - ta - liz - za - zi - ne pa - le - o - an - tro - po - lo - g - a ro - to - cal - co - gra - fi - ca - mn - te

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CONCLUSIONE - SCELTE DI CASCINA MACONDO Bisogna dire che consultando diversi libri di linguistica, enciclopedie, grammatiche, libri di ortoepia, dizionari, vocabolari, siti internet, abbiamo trovato informazioni discordanti sulla divisione in sillabe delle parole in lingua italiana. Sono molte infatti le teoie della sillaba e della sillabificazione. La sillaba come unit linguistica ritenuta importante dai fonologi del Ritmo e dellIntonazione (Nespor e Vogel) i quali sostengono che la sillaba lelemento centrale dei principali fenomeni prosodici. Gli psicolinguisti (Cutler) sostengono che la sillaba pu essere considerata con buona probabilit lunit linguistica minima capace di attivare il processo di accesso al lessico mentale, e di essere il punto di riferimento nel processo di segmentazione della catena parlata. Gli ingegneri del parlato (Greenberg) rilevano la difficolt di riconoscere nella sillaba lunit minima linguistica, in quanto nel continuum parlato e recitativo molto condizionata dagli effetti della coarticolazione. La sillaba viene definita da molti ricercatori sulla base delle propriet specifiche della respirazione, dei vincoli cinetici dellapparato fonatorio e della necessit di rispettare i principi di economia e massima distinguibilit anche in termini funzionali. Per Saussure la sillaba sarebbe individuata dalla successione di movimenti articolatori: i confini della sillaba si determinerebbero al passaggio di un movimento muscolare di rilascio ad un movimento muscolare di tensione. Trubeckoj descrive la sillaba come possibile verit prosodica sostenendo che le caratteristiche prosodiche non sono proprie delle vocali in quanto tali, ma delle sillabe. O Connor e Trim per la definizione dei confini sillabici propongono un criterio statistico. Ma ogni possibile definizione di sillaba fondata su norme biologiche, respiratorie, articolatorie, incontra esempi che possono contraddirla. Lanalisi acustica mostra che ci sono (in tutte le lingue) picchi di intensit sonora in porzioni di segnali che coincidono sempre con il centro delle vocali, e picchi minimi anche se con minore regolarit che tendono a coincidere con le consonanti. Lanalisi acustica sembra suggerire una definizione di sillaba corrispondente a una porzione di segnale che comprende un picco dintensit delimitato nel tempo, a destra e a sinistra, da due minimi dintensit. Uno studio sperimentale di analisi acustica per la progettazione di un algoritmo volto alla realizzazione di un programma di segmentazione automatica, condotto da Cutugno-Passaro-Petrillo ha rivelato per esempio, in contraddizione con le regole grammaticali della sillabificazione italiana, che molte sono le occorrenze in cui il picco di intensit sonora (la sillaba) composta da geminate, indipendentemente dal tipo di consonante, non viene divisa, ma si colloca in testa di sillaba (te-tto, ca-se-tta, pa-lla, ga-lo-ppo). Molte sono anche le occorrenze in cui il nesso S + Consonante risulta essere eterosillabico (tes-to, res-to, cos-par-ge-re, as-tio) Per orientarci in questo fitto labirinto di informazioni ed opinioni diverse siamo stati costretti a fare delle scelte, al fine di dare indicazioni univoche sul conteggio delle sillabe negli Haiku, Corbelli, Haibun, Senryu, Haiga, Haikay, Tanka, Fuci,
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Nijuin, Renga, Rengay, Sijo, Ljodahattur, e in genere nelle poesie e componimenti che hanno una piccola quantit di sillabe a disposizione, di cui normalmente ci occupiamo. Le 17 sillabe dellHaiku ci sembrato opportuno poterle conteggiare con molta elasticit al fine di avere un pi ampio margine di possibilit e soluzioni. Il presente documento sulla divisione in sillabe e il Manifesto della Poesia Haiku in Lingua Italiana redatti da Cascina Macondo rappresentano i nostri documenti ufficiali cui fare riferimento per la composizione di Haiku in lingua italiana. Alcune regole e sfumature contenute in questi due documenti potrebbero essere diverse da quelle conosciute dal lettore che ha consultato altre fonti, cos come alcune soluzioni possono differire da quelle suggerite da fonti pur ufficiali e prestigiose che noi stessi abbiamo consultato. Cascina Macondo, bandendo ogni anno un Concorso Internazionale di Poesia Haiku in Lingua Italiana, ritiene indispensabile avere un documento univoco cui fare riferimento per evitare incertezze e contestazioni tra coloro che si accingono a inviare i propri Haiku al Concorso. Nella stesura di questo documento abbiamo comunque tenuto conto di alcuni principi ispiratori: 1) preferibile per il conteggio delle sillabe seguire il sistema metrico che tiene conto della crasi, dellanasinalefe, della episinalefe, della compensazione, dellecosillaba, della parola sdrucciola o tronca a fine verso, della consocrasi (descritti dettagliatamente nel Manifesto della Poesia Haiku in Lingua Italiana redatto da Cascina Macondo) 2) per lesigua quantit di sillabe a disposizione nellHaiku e nel Corbello si ritiene tuttavia possibile ricorrere al conteggio sillabico grammaticale, lasciando allautore la libert di scegliere tra questo o quello metrico 3) un programma di divisione in sillabe per computer avrebbe difficolt a riconoscere i prefissi. Ragione per cui riteniamo che lautore di Haiku sia libero di scegliere la suddivisione che tiene conto del prefisso o quella che segue le regole normali della suddivisione in sillabe. 4) i labili confini del dittongo e dello iato ci consigliano di poter ricorrere, o meno, a scelta dellautore, allutilizzo della bilocazione, al concetto di semivocale e semiconsonante delle vocali i, u, alle vocali i, u propriamente dette 5) poich la dieresi caduta in disuso in epoca moderna (e sempre pi pensiamo cadr in disuso in futuro con la diffusione del computer) riteniamo possibile considerare elastica la regola che consiglia di dividere in sillabe una parola derivata con il criterio usato nella parola base da cui il termine proviene. Per esempio la parola va composta da due sillabe: v-a. La regola consiglia che la parola vile (che deriva da va) sia divisa in 3 sillabe: vi--le. Anche la parola viaggio composta da 3 sillabe: vi-g-gio. Viaggiatre composto da 5 sillabe: vi-ag-gia-t-re.
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Cascina Macondo ritiene che lautore ha la libert di considerare queste parole di 3 e 5 sillabe, ma anche di conteggiarle con una sillaba in meno, se una necessit del verso lo richiede, poich si fa riferimento alla regola del dittongo. Quindi vi-le (2 sillabe), vig-gio (2 sillabe), viag-gia-t-re (4 sillabe) sono soluzioni anche corrette, tanto pi che nel continuum parlato esiste il fenomeno della bilocazione. Le due possibili scelte sono anche giustificate dal fatto che nella poesia classica esisteva luso della dieresi (due puntini sopra la vocale) con cui lautore esprimeva la precisa volont di considerare la vocale con dieresi come sillaba autonoma. Infatti la parola viale veniva scritta: v--le. Allo stesso modo: v-g-gio, v-an-dn-te, v--ti-co Non usandosi pi la dieresi, che esprimeva questa volont, non siamo pi in grado di capire lintenzione del poeta. Ragione per cui riteniamo possibile conteggiare le sillabe nei due modi. I poeti classici che usavano la dieresi ci confermano in modo indiretto, attraverso lintenzione di considerare quella i una sillaba indipendente, che il gruppo ia (vocale molle atona + vocale dura atona: viag-gia-tre) e il gruppo i (vocale molle atona + vocale dura tonica: via-le) erano nella norma considerati dittongo. Lo stesso ragionamento vale per i prefissi le cui vocali nella poesia classica venivano rivestite della dieresi per comunicare la scelta di una sillaba in pi in quel verso. Lo stesso discorso vale per quei dittonghi in cui la vocale i/u ha un suono allungato e distinto che si vuole separare (formando uno iato) dalla vocale che laffianca: p--lo s--no re-dar-g--re o-r-n-te gl--co sp--ne ch-n-que in-fl-n-te l- ma anche ma anche ma anche ma anche ma anche ma anche ma anche ma anche ma anche pi-lo su-no re-dar-gu-re o-rin-te glu-co spi -ne chin-que in-flun-te lui

Lo studio della sillaba comunque continua. Con gli anni il presente documento potr subire modifiche e aggiornamenti che rispecchieranno i risultati di ulteriori confronti, approfondimenti, analisi, scoperte. Riteniamolo dunque un documento in divenire, punto di riferimento per gli scrittori di Haiku in lingua italiana. pietro tartamella Riva Presso Chieri Torino

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BIBLIOGRAFIA
titolo
dizionario etimologico le attivit motorie nella formazione del fanciullo attore musica e scena nuovo manuale di logopedia corso di lettura rapida metrica italiana l'orecchio e la voce sommario storico della letteratura italiana retorica la poetica manuale di fonetica generale dizionario di ortografia e di pronunzia (dop) larte di comunicare leggere il teatro - un manuale per l'analisi del fatto teatrale delloratore come un romanzo manuale minimo dell'attore inchiesta sulle fate introduzione alla critica darte e della poesia balbuzie - aiutiamoci con 100 risposte la retorica doggi manuale di acustica manuale di fonetica dizionario di metrica e stilistica ars poetica la voce - anatomia e fisiologia - patologia - terapia strumenti per leducazione linguistica la dislessia facilissimo italiano 46
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autore

editore
rusconi libri

a cura del censis adolphe appia adriana de filippis cippone alberto pozzi aldo menichetti alfred tomatis angelo gianni aristotele aristotele bertil malmberg bruno migliorini - carlo tagliavini - piero fiorelli carlo majello cesare molinari valeria ottolenghi cicerone daniel pennac dario fo delia frigessi egidio finamore enrico caruso ezio raimondi f. alton everest fed. albano leoni - pietro maturi francesco sarri franco ferrucci francois le huche - andr allali g.p. doneg - m.a. tondelli - m.l. traini giacomo stella giorgia serughetti

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