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Citt di Castello.

Presentato il Documento programmatico

Rete ecologica, piste ciclabili, variante est sono alcune delle idee pi significative. Ma ci sono ancora troppi buchi da colmare: dal centro storico alle frazioni, dalle troppe aree destinate a terziario alle colline. Ma vediamoli uno per uno

di Enzo Rossi A met giugno il professor Nigro ha presentato allamministrazione comunale e a tutti i consiglieri il Documento programmatico del nuovo Piano regolatore: un malloppo enorme corredato da tavole, carte, relazioni, allinterno del quale non facile districarsi, soprattutto per i non addetti ai lavori. Unidea sommaria siamo comunque riusciti a farcela. Ed questa che offriamo alla valutazione dei lettori. Una delle proposte pi significative che emergono dal Documento riguarda la cosiddetta rete ecologica, cio dei corridoi verdi che collegano tra loro aree di elevato valore naturalistico, con lobiettivo di conservare e sviluppare il funzionamento ecologico del territorio. Il progetto prevede inoltre un significativo ampliamento di alcuni parchi cittadini (Fontecchio e Ansa del Tevere), oltre alla rinaturalizzazione dei torrenti Scatorbia, Cavaglione e Salaiolo. Una buona rete di piste ciclo-pedonali consentir poi di attraversare lintera citt. Una proposta interessante che dovrebbe essere ulteriormente sviluppata creando dei percorsi ciclabili anche allinterno e tra i quartieri e non solo nei parchi e lungo i corridoi ecologici. Solo cos, grazie anche a un territorio sostanzialmente pianeggiante, la bicicletta potr diventare un mezzo di trasporto alternativo utilizzabile dai cittadini per i loro spostamenti quotidiani. Unaltra idea interessante quella di caratterizzare le porte di accesso alla citt, al fine di marcare anche simbolicamente la distinzione tra spazio rurale e spazio urbano. Non ben chiaro per se tale caratterizzazione debba essere costituita da una semplice rotonda e non piuttosto da una vera e propria piazza, che ha un valore anche simbolico di gran lunga superiore. Buona anche la proposta di completare la tangenziale est. Il nuovo tracciato dovrebbe passare dietro i quartieri Casella e Montedoro, percorrere un tratto in galleria alle spalle del cimitero, superare a nord-est il quartiere Madonna del Latte e collegarsi allaltezza del nuovo ospedale con la variante che proviene da Riosecco. Un progetto pi o meno uguale era stato realizzato e finanziato alcuni anni fa, poi lamministrazione Cecchini decise di utilizzare diversamente la somma gi stanziata e della tangenziale est non se ne fece pi nulla. Ma torniamo al nostro Documento programmatico. Se appare importante la proposta di completare la tangenziale est, non c alcun accenno a quella che dovrebbe passare a ovest della citt. E non pensabile che viale Nazario Sauro, a ridosso delle mura e a fianco del parco che dovrebbe arrivare fino al Tevere, possa essere anche larteria di smaltimento veloce che collega la parte nord con quella sud del comune. La via Aretina potrebbe assolvere questo compito, ma per ora non inserita nel progetto. In tema di infrastrutture, il Documento programmatico d per scontata la definitiva localizzazione della E78 e della piastra logistica. Ma il tracciato della Due Mari individuato dallAnas, come abbiamo scritto nello scorso numero de laltrapagina, fortemente contestato dai cittadini. E non ancora certo che sia quella la soluzione definitiva. Nel caso in cui dovesse essere rimesso in discussione il percorso della superstrada anche la soluzione ipotizzata dallingegner Nigro e dai suoi collaboratori (accessibilit alla piastra logistica, previsione di una nuova strada a ovest specializzata per il traffico pesante diretto alla piattaforma e a un impianto a biomasse che dovrebbe sorgere l accanto) dovrebbe essere rivista. Ma c unaltra infrastruttura che il Documento programmatico non prende in considerazione: la ferrovia. Non pensabile che il tracciato attuale che taglia verticalmente la citt possa essere mantenuto nel caso dellauspicato sfondamento a nord in direzione di Arezzo o a nord-est verso Cesena, Ravenna e Venezia. Una ferrovia a doppio binario dovrebbe seguire, almeno per un tratto, un percorso simile a quello della tangenziale est. Il vecchio tracciato, suggeriscono alcuni, potrebbe essere interrato e lo spazio soprastante essere utilizzato per realizzare un percorso stradale o ciclabile che congiunga la parte sud con quella nord della citt. Per ora appare una soluzione avveniristica, ma potrebbe non esserlo pi tra alcuni anni.

Lascia perplessi invece la forte concentrazione di terziario nella zona di Riosecco. Buona parte della vecchia zona industriale (dalla rotonda fino al torrente Riosecco in direzione sud-nord e per tutto lo spazio compreso tra la superstrada e la strada statale in direzione ovest-est) viene riconvertita a terziario, con laggiunta di una fascia mista di terziario e residenziale. Come se non bastasse, a est della ferrovia, tutto lo spazio compreso tra il centro commerciale Castello, la sopraelevata, il quartiere ecologico e la variante ancora in costruzione, individuata come area adibita a terziario. E siccome nel terziario molto probabilmente compreso anche il commerciale, la zona di Riosecco diventer il cuore pulsante della citt. Con buona pace di tutti i bei propositi di rilancio del centro storico. Unaltra idea degna di nota riguarda lo spostamento dellattuale stadio di calcio nellarea vicina agli altri impianti sportivi (palazzetto, pista di atletica, piscine). Se ha senso lipotesi di concentrare in una zona ben definita tutti gli impianti sportivi, non si capisce perch si debbano inserire nella stessa area in due angoli attorno alle rotonde, in una strada di grande scorrimento, delle nuove residenze. Ed eccoci infine al centro storico, la parte che lascia aperti pi interrogativi. Lex Fat, la zona del centro storico che ha fatto pi discutere in questi ultimi anni, non stata neppure nominata. Per il professor Nigro e i suoi collaboratori non esiste. Com possibile che non si spenda una sola parola per un progetto cos contestato? Noi una risposta labbiamo. E non depone a favore n dei progettisti n dellamministrazione comunale. Aspettiamo di conoscere le loro. Per quanto riguarda il recupero del vecchio ospedale, che difficile considerare separato dellex Fat che gli sta di fronte, si parla di localizzazione di attivit coerenti con il valore e il ruolo del centro storico (cultura, formazione, rappresentanza, amministrazione ecc.), secondo specifici criteri di sostenibilit e compatibilit urbanisticoambientale. Insomma, non dovrebbe essere venduto a privati, come auspicava lex sindaco Cecchini. E questa gi una buona notizia. solo accennata invece lidea di chiudere al traffico il centro storico per liberarlo dalle auto che lo stanno soffocando. Ma per fare unoperazione del genere occorre, come hanno scritto architetti, ingegneri e geometri locali in un documento di qualche mese fa, pensare a una rete di parcheggi sotto la superficie attorno allanello delle mura e dove possibile anche dentro le mura da riservare, pensiamo noi, ai residenti e a coloro che lavorano in centro o a soste brevi per i non residenti. Il nuovo cuore urbano, secondo i progettisti, dovrebbe essere compreso tra larea degli ex mulini Brighigna e piazza Garibaldi, che dovrebbe essere riconfigurata verificando la fattibilit della proposta Burri. In realt, per quello che si riesce a capire dalla tavola contenuta nel Documento, la piazza pensata dai progettisti modifica sostanzialmente lidea di Burri. Lartista tifernate prevedeva leliminazione della strada che taglia la piazza e la deviazione del traffico in via Lapi. Lex edificio scolastico, invece, avrebbe dovuto essere trasformato in un parallelepipedo in vetro scuro. Era quella che Burri defin la quinta scenica di una piazza al centro della quale doveva essere posta una sua opera. Il progetto Nigro, invece, lascia piazza Garibaldi com, sposta la nuova piazza verso i mulini, elimina lex scuola elementare e colloca due nuove costruzioni ai lati dallattuale giardino, rispettivamente in prossimit del distributore e di fronte alla scuola Ipsia. Il capolinea degli autobus viene invece spostato accanto allattuale stazione ferroviaria. Queste sono solo alcune delle questioni contenute nellelaborato dei progettisti. Tutto da verificare , per esempio, il ridisegno delle frazioni di cui, eccetto Trestina, non si fa cenno. Il loro recupero dovrebbe costituire invece uno degli obiettivi prioritari del piano. Una particolare attenzione dovrebbe essere dedicata a quelle frazioni che confinano con altri comuni (Cerbara, Trestina, Promano), i quali andrebbero comunque coinvolti in questo lavoro di ridisegno. Nel Documento, poi, non c alcun riferimento ai quartieri periferici pi vecchi e malmessi. Prima o poi dovremo pensare di riqualificarli (a questo proposito, laltrapagina ha pubblicato un paio di mesi fa una suggestiva ipotesi di recupero dei palazzi di via Liviero, vicini alla stazione ferroviaria) e di ricreare quella cerniera verde di separazione tra il centro storico e il resto della citt. Non si parla neppure delle colline che costituiscono uno degli elementi di pregio della citt. Eppure il fenomeno dellabusivo tollerato ha assunto ormai dimensioni allarmanti, che non possono lasciare indifferenti. Qualcuno suggerisce di ricorrere a una sorta di rottamazione che consentirebbe la demolizione dei capannoni condonati in cambio di modeste costruzioni tipiche dei nostri luoghi. Non sappiamo se sia questa la strada da seguire, quel che certo che non si pu continuare a ignorare il problema.