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Andrea Ballatore

University College Dublin

A. Ballatore University College Dublin - Febbraio 2012, UNI3

Temi della conferenza


11 marzo 2011: terremoto e tsunami 12 marzo 2011: Crisi nucleare di Fukushima Breve Storia del Giappone Pausa (15 min) Terremoti in Giappone Impatto culturale delle catastrofi Atteggiamento dei Giapponesi verso le catastrofi Conclusioni

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11 marzo 2011
Ore 14:45: terremoto di magnitudo 8.9 (richter) a 350 km a nord di Tokyo. Ore 15:40: unonda di 7-10 metri colpisce le coste del Sendai Ore 15:45: unonda di pi di 10 metri inonda la centrale nucleare di Fukushima 50 scosse di assestamento, fino a 6 (richter)

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Shibuya, Tokyo

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Shibuya, Tokyo

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Shibuya, Tokyo

Mappa della metropolitana di Tokyo

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Mio articolo sul terremoto: La terra trema http://www.ilcontesto.org/3331/la-terra-trema


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Tsunami

(porto) (onda)
Latino: maris motus

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Tsunami nellAntichit
[I]l mare, dopo essersi ritratto da quella che era prima la terraferma, rovesci un formidabile flutto su un settore della citt: da un lato, il suolo rimase sommerso dalla massa d'acqua che, dall'altro, torn a rifluire. Ancora oggi si estende il mare dove prima v'era la terra. Gli abitanti che non furono lesti a scalare le alture circostanti perirono. [] Sono convinto che il fenomeno si possa interpretare in questo modo: nel punto preciso in cui il sisma sferra pi a lungo tutta la sua violenza, provoca un riflusso del mare che, risospinto nuovamente indietro, s'abbatte con accresciuto impeto: onde il flutto immenso.
(Tucidide, La Guerra del Peloponneso, 460-395 a.C.)

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Tsunami

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11 marzo 2011

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Nave finisce su un edificio di due piani a 400 metri dalla riva (Foto: Reuters)
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Maelstrom (Foto: Reuters / Kyodo)


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Maelstrom (Foto: Reuters / Kyodo ) Foto area su unarea urbana (Foto: Reuters / Kyodo)
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Maelstrom (Foto: Reuters / Kyodo ) Foto area su unarea urbana (Foto: Reuters / Kyodo)
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Crisi nucleare 11 marzo 2011


14:46: inizio del terremoto. Nella centrale di Fukushima, i reattori si spengono automaticamente. 15:27: primo tsunami 15:46: tsunami di 10-14 metri inonda la centrale 16:00: lagenzia nucleare giapponese (NISA) attiva le procedure di emergenza 19:00: Naoto Kan annuncia ufficialmente lallarme nucleare

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Crisi nucleare
12 marzo 2011 15:30: evacuazione nel raggio di 3 km 15:36: esplosione al reattore 1 21:40: zona di evacuazione estesa a 20km

Il governo aveva preparato un piano di evacuazione di Tokyo

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Allarme nucleare
12 marzo 2011 Comprati una maschera anti-gas Ora vorrei solo il passaporto

Voglio andarmene dal Giappone il prima possibile perch non voglio avere figli deformi

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Storia giapponese

Antichit (Jomon-Heian) Medioevo (KamakuraMuromachi) Et pre-moderna (Edo) Et moderna (Meiji-oggi)

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Il Giappone nella Storia


Jmon (10000 a.C. 300 a.C.): caccia e pesca, preistoria, shintoismo Yayoi (III sec a.C. VII sec) agricoltura, allevamento

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Il Giappone nella Storia


Stato Yamato (IIIVII sec) modello cinese (Tang) Nara (VIII sec): buddhismo, cultura cinese, scrittura kanji

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Il Giappone nella Storia


Heian (VIII-XII sec) apogeo dellaristocrazia Egemonia del clan Fujiwara

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Il Giappone nella Storia


Invasioni mongole (1274-81) Kublai Khan, dinastia Yuan Kamikaze

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Shogunati di Kamakura e Muromachi (XII XV sec) Shogun = generale Primo Bakufu fondato da Yoritomo Minamoto Clan di Bushi (Samurai): Fujiwara, Minamoto, Taira

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Il Giappone nella Storia


Sengoku (XV-XVI sec): epoca degli stati belligeranti Daymio indipendenti e troppo potenti rispetto al Bakufu Guerra nin (1497) distrugge Kyoto, guerre tra Daymio anche nelle regioni pi remote

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Il Giappone nella Storia


Unificazione e fine del Sengoku Hideyoshi Toyotomi (1536-1598) Invasione della Corea (1592-8) Ieyasu Tokugawa (1543-1616)

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Il Giappone nella Storia


Edo (1603-1868): egemonia dei Tokugawa 4 caste: samurai, contadini, mercanti e artigiani Periodo pre-moderno I Daymio tenuti sotto controllo (met anno da trascorrere a Edo) Tensioni sociali per cambiamenti economici

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Il Giappone nella Storia


Sakoku (1633-1853): chiusura Persecuzioni di cristiani (portoghesi, convertiti) Editto Sakoku (1635): limiti di movimento, vincoli commerciali (Nagasaki), cristianesimo vietato

Trattati ineguali: convenzione di Kanagawa (1854) Commodoro Mattew Perry


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Il Giappone nella Storia


Meiji (1868-1912): Restaurazione Meiji, fine del Bakufu Costruzione di uno stato moderno
Costituzione Abolizione diritti dinastici Rivoluzione industriale Riforma dellesercito

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Motto del Giappone: Ricchezza Nazionale e Forza Militare

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Il Giappone nella Storia


Ascesa dellultranazionalismo Missione divina di sottomissione dellAsia Invasione Corea (1905) e Manciuria (1931) Pearl Harbour (1941) Seconda Guerra Mondiale (1941-1945)

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Bombardamenti americani

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Resa incondizionata
15 agosto 1945 era lungi da noi lidea di violare la sovranit di altri stati o di perseguire lespansione territoriale. La guerra non ha necessariamente avuto sviluppi favorevoli al Giappone

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Dopoguerra
Occupazione americana (1945-1951) Democratizzazione Dottrina Yoshida Miracolo economico

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Dopoguerra
Anni 60 Trattato di cooperazione e sicurezza con gli USA Crescita della manifattura Miracolo economico Toyotismo Urbanizzazione Anni 70 Crisi petrolifera Rallentamento crescita

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Anni 80
Seconda economia mondiale dopo USA Boom finanziario Espansione in occidente

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Industria giapponese Canon Capcom Casio Namco Mitsubishi Subaru - Fujitsu Daihatsu Pentax - Kawasaki - Epson Fujifilm Hitachi Nissan Toshiba Honda Shimano - Isuzu Motors Sanyo Suzuki Olympus - Kenwood Sega Yamaha NEC - Konami Panasonic - Sony Mazda Nikon Nintendo Pioneer Seiko TDK Toyota
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Anni 90 - 2000
Speculazione 1992: crollo mercati Crisi demografica Riforme neo-liberali Delocalizzazioni Decenni sprecati

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Cugini (non troppo) lontani?


Forti parallelismi dal Risorgimento a oggi
Tarda modernizzazione Ansia di diventare grandi potenze Fascismo, militarismo, impero Occupazione americana Alleati USA nella Guerra Fredda Miracolo economico 1950-60 Boom economico 1980 Stato assistenziale, forte settore pubblico Debito pubblico fuori controllo Crisi demografica Declino industriale 1990-oggi
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(Pausa)

Domande?

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Psicologia della catastrofe


La Natura non conosce catastrofi. (Max Frisch)

K: su : girare

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Terremoto di Lisbona (1755)

Le rovine di Lisbona (intaglio tedesco, 1755)


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Terremoto di Lisbona (1755)


Lautore si erge contro gli abusi che si sono potuti fare dell antico assioma tutto bene. Egli adotta questa triste e pi antica verit, riconosciuta da tutti, che c del male sulla terra e confessa che lespressione tutto bene, presa in un senso assoluto e senza la speranza di un futuro, non che un insulto ai dolori della nostra vita. (Voltaire, 1759) Rousseau: le vittime del terremoto sono state causate dallurbanizzazione, allontanamento dallo stato naturale

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Poveri umani! e povera terra nostra! Terribile coacervo di disastri! Consolatori ognor d'inutili dolori! Filosofi che osate gridare tutto bene, venite a contemplar queste rovine orrende: muri a pezzi, carni a brandelli e ceneri. Donne e infanti ammucchiati uno sull' altro sotto pezzi di pietre, membra sparse; centomila feriti che la terra divora, straziati e insanguinati ma ancor palpitanti, sepolti dai lor tetti, perdono senza soccorsi, tra atroci tormenti, le lor misere vite. (Voltaire, Poema sul disastro di Lisbona, 1755)

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Il terremoto di Lisbona non fu una catastrofe come tutte le altre, [] ma fu uno spartiacque per via della sua vicinanza. Esso non avvenuto infatti in qualche localit sperduta dellAsia o del Sud America. Lisbona era lEuropa oceanica della nascita del mercato e della grande espansione verso il Nuovo Mondo, apparteneva al centro atlantico della civilt e dei commerci. Dire Lisbona distrutta era un po come dire oggi, per noi, Chicago o Londra distrutte. (Walter Benjamin, Berliner Rundfunk, 1931, citato da Silei, 2010)

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Psicologia della catastrofe


Lignoto spaventa meno di un tempo perch la natura in cui luomo contemporaneo vive intellettualizzata in anticipo. In condizioni normali, per. In caso di catastrofe, cio di un evento che rovescia completamente ogni prospettiva e rompe equilibri dati per certi, questo atteggiamento viene meno. [] [U]na catastrofe scuote nel profondo le pi elementari certezze, attiva meccanismi fisiologici [] che riportano alla luce le paure pi nascoste e gli istinti pi antichi rendendo spesso inutili le spiegazioni o i comportamenti razionali.
(Gianni Silei, Disastri e paure collettive, 2010)

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Psicologia della catastrofe


Ogni volta che assistiamo al grandioso e nel contempo terrificante spettacolo della forza della natura proviamo stupore, timore reverenziale (se non terrore) e curiosit. [] Emergono altri interrogativi. Uno su tutti: perch? Come pu essere accaduto? Vorrei adesso parlare di unaltra paura legata ad eventi catastrofici, ovvero del timore che essi possano, in futuro, accadere di nuovo. [] le catastrofi, al di l del loro tragico bilancio di morti e distruzioni, sono dunque unopportunit?
(Gianni Silei, Disastri e paure collettive, 2010)

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[Il terremoto di Lisbona] forn una preziosa opportunit allo Stato per assumere e cercare di assolvere al nuovo compito di tutore dello sviluppo e del benessere della collettivit. [] Re Jos I non solo ricostru la citt lusitana (tra laltro con una filosofia urbanistica e con tecniche architettoniche innovative) ma ne approfitt per riorganizzare, modernizzare la vita politica e sociale della nazione (riforma del sistema fiscale, rilancio dei commerci, abolizione della schiavit, [] e laicizzazione del nascente sistema educativo). (Silei, 2010)

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Reazioni alla catastrofe


Auto-difesa: rimozione di ricordi traumatici Ripetizione mediatica del disastro Disturbo post traumatico da stress Desiderio di ritorno alla normalit laffermazione secondo cui la gente impara molto dalle catastrofi non altro che un pio desiderio. La disgrazia dei padri dimenticata dai figli. Ogni generazione deve fare la propria esperienza di sventura. (Wolfgang Sofsky, 2005)

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Cultura giapponese e disastri

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Dissonanza cognitiva
Tendenza ad alterare le proprie convinzioni per risolvere conflitti cognitivi (Leon Festinger, 1957). Ho adottato la mia linea verso il disastro: almeno per ora, mi sarei fidato delle persone pi informate di me sulla situazione. Ho deciso di credere che il palazzo non sarebbe crollato. E cos stato. [] Almeno per ora voglio continuare a fidarmi di chi pi informato di me, soprattutto dei medici, degli scienziati e degli ingegneri.
(Ry Murakami, 2011)

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Carattere giapponese e disastri


Il clima giapponese caratterizzato da alte temperature e umidit. Inoltre, le condizioni geografiche sono molto dure: ci sono molti disastri naturali come inondazioni, tifoni e terremoti. [] Queste difficili condizioni non hanno mai dato ai Giapponesi un senso di calma e ricreazione; al contrario, rendono le persone inquiete e diligenti.
(Miyazaki O., Le Caratteristiche dei Giapponesi, 1969)

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Fascinazione per linconsueto


Tutto si muove ancora, ci che fisso diventa mobile, terra come onde delloceano, casa come una barca tempo di avere paura, ma anche tempo di delizia: non c vento, eppure le campanelle continuano a suonare. Kokan Shiren, Terremoto (1278-1346)

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Terremoti in Giappone
Grande terremoto della piana del Nobi
(Mino, 1891, 7 mila)

Grande terremoto della piana del Kanto


(Tokyo, 1923, 142 mila)

Grande terremoto di Hanshin


(Kobe, 1995, 6 mila)

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Tecnologia antisismica

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Quello grande
Tokyo risiede sulla faglia tettonica del Tokai Molti geologi sostengono che un grande terremoto potrebbe partire proprio dalla faglia Gli abitanti di Tokyo lo temono perch neanche la loro tecnologia anti-sismica affidabile in caso di terremoti di grado 7.5 o superiore

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Buddhismo
Impermanenza, fatalismo, distacco dal dolore
La cosa pi preziosa nella vita lincertezza Avete un bellessere giovani o robusti, lora della morte arriva prima di quanto non vi aspettiate. gi un miracolo che vi siate salvati finora: credete forse che vi sar concessa una dilazione anche minima per rilassarvi? (Yoshida Kenko, Momenti dozio, 1332)
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Buddhismo

Ragioni della sofferenza, dolore e morte Buddhismo funerario Forte culto dei defunti Credenza negli spiriti degli antenati In declino tra i giovani

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Neo-confucianesimo
Filosofia politica cinese di Confucio (V secolo a.C.), promozione di uomini di talento Rimodernata da Chi Hsi (XII secolo) Societ deve riflettere lordine naturale Relazioni asimmetriche:
signore-suddito genitore-figlio marito-moglie anziano-giovane

Studio dei classici cinesi

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Cultura giapponese

Kat

Forma, modello, stampo da riprodurre Fin dallepoca Edo il Giappone ha cercato di organizzare il proprio tessuto sociale ricorrendo a codici di comportamento, forme di etichette e modelli sociali disciplinati e trasmessi in modo rigido, secondo il rispetto di forme strutturate (i kat). (Ghilardi,
2011)

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Cultura giapponese

Kat

La realizzazione dei kat poggia su una forma sociale di rapporti con gli altri che permettono la costituzione [] di rapporti stabili, gerarchizzati, inclusi in una forte struttura di gruppo. La struttura del kat, stampo nel quale la classe dominante aveva colato la propria vita, alla fine del sakoku si era estesa allinsieme della societ giapponese. (Tokitsu Kenji, 2002)

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shudan ishiki

(coscienza di gruppo, pensiero di gruppo) Nella societ giapponese si d priorit allarmonia collettiva rispetto gli individui. Questa fedelt al gruppo produce un sentimento di solidariet, unattitudine di conciliazione e cooperazione. [] Ci che positivo per il gruppo generalmente visto come la cosa giusta da fare. In pubblico, i Giapponesi matengono unatteggiamento di supporto del gruppo, anche se le loro idee sono diverse. (Davis & Ikeno, 2002)

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shudan ishiki

Questo sentimento di solidariet di gruppo pu avere esiti negativi o positivi. Ad esempio, le persone possono collaborare molto attivamente al benessere di gruppo; in altri casi, questo sentimento facilita comportamenti criminali collettivi, visto che opporsi alle decisioni di gruppo estremamente difficile. (Davis & Ikeno, 2002) Crimini di guerra vs boom economico / ricostruzione. Esclusione dei non-giapponesi

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Energia nucleare
I Giapponesi sono sempre stati ambivalenti di fronte allenergia nucleare, ma molti sono affascinati dallidea che quellindustria costituisca un esempio di ingegnosit giapponese a supporto della ricchezza nazionale. (Matthew Penney, 2011)

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Reazione giapponese
Resilienza psicologica, capacit di reagire positivamente agli eventi traumatici Priorit degli interessi di gruppo rispetto a quelli individuali (ad es. saccheggi) Solidariet tra le vittime Lutto elaborato privatamente Fiducia nei concittadini e nellapparato tecnico Ricostruzione efficiente e veloce

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I disastri nella cultura popolare

Cinema Fumetti Serie TV

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Gojira (Hishiro Honda, 1954)


73 A. Ballatore University College Dublin - Febbraio 2012, UNI3

Astro boy (Latomo potente, Osamu Tezuka, 1963)


74 A. Ballatore University College Dublin - Febbraio 2012, UNI3

Pluto-kun, il nostro amico affidabile (Agenzia per lenergia nucleare, 1992)

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Testimonianza di un essere vivente (Akira Kurosawa, 1955)


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Gen di Hiroshima (Keiji Nakazawa, 1975)

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Serie animata: Ken Shiro (Yoshiyuki Okamura, 1983)


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AKIRA (Katsuhiro Otomo, 1988)


79 A. Ballatore University College Dublin - Febbraio 2012, UNI3

Una tomba per le lucciole (Isao Takahata, 1988)


80 A. Ballatore University College Dublin - Febbraio 2012, UNI3

Rapsodia dagosto (Akira Kurosawa, 1991)

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Serie animata: Tokyo Magnitude 8.0 (2009)


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Conclusioni
La possibilit di un sisma di magnitudine superiore a quella prevista sempre presente Ingegneria, architettura, ricerca scientifica possono mitigare I rischi delle zone sismiche Anche se avessimo conoscenza completa dei fenomeni sismici, non saremmo mai totalmente al sicuro Le catastrofi sono anche opportunit di ricostruzione e rinnovamento

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Conclusioni
C poi quello che potremmo definire il risvolto negativo della cultura del controllo che caratterizza le nostre societ. Una cultura che, sovrastimando la scienza e la tecnica, molto spesso pretende il rischio zero, anche se il rischio zero non esiste. Si tratta di un approccio sbagliato, egualmente irrazionale, addirittura pericoloso, di porsi in rapporto ai disastri. La cieca fiducia nella scienza pu insomma crollare improvvisamente nel momento in cui questa, caricata di eccessive aspettative, sembra non soddisfarle. (Gianni Silei, 2010) Gli uomini devono accettare che cosa la natura ha in serbo per loro, anche se molto sgradevole e dolorosa. Lignoranza non mai migliore della conoscenza. (Laura Fermi, Atomi in famiglia, 1965)
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(Grazie) andrea.ballatore@ucd.ie

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