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Le tipologie del fenomeno rave in unottica antropologica

Isabella Venusia Carli 1.9.9.8

Indice Introduzione Parte prima: Elementi per unanalisi antropologica del rituale CAP1. Communitas, rituale e simbolismo 1.1 1.2 1.3 1.4 1.5 Il rito Lantistruttura Communitas e liminalit La communitas oggi Tensione sociale e rito

1.6 I simboli rituali 1.7 Rituali di crisi vitale, periodici e di passaggio CAP2.Un apporto performativo al rituale 2.1 Lanalisi formale del rituale 2.2 Integrazione fra descrizione culturale e analisi formale 2.3 Il rituale come azione convenzionale

Parte seconda: Il fenomeno rave fra transe, festa e danza rituale CAP1.La transe 1.1 Transe e Stati Modificati di Coscienza 1.2 Alcuni tentativi di sintesi 1.3 Breve storia della transe La possessione Lo sciamano

La transe dispotica Dalla transe profetica alla funzione terapeutica Transe satanica Transe isterica Transe planetarie Il tarantismo Una nuova cultura visionaria Alcune transe dal mondo arabo 1.4 Il recupero della transe nella societ occidentale 1.5 Techno transe 1.6 Techno-sciamani CAP 2. Il rave 2.1 La festa 2.2 La danza Danza primitiva e danza rituale Il recupero della danza rituale La danza rave 2.3 I padri psichedelici 2.4 Tribe e travellers 2.5 Il rave non spettacolo 2.6 Zone temporaneamente autonome 2.7 Rave e tecnologia 2.8 Trance e techno : ritmi dal passato per la musica del futuro 2.9 Le droghe rave LEscstasy e le nuove droghe La nuova psichedelia Alcol ed altro Droghe elettroniche Droghe virtuali Transe informatiche 2.10 Lutopia comunicativa 2.11 Il corpo raver CAP3.La notte e il rito 3.1 3.2 3.3 3.4 Il rituale rave Il rave come antistruttura I simboli del rituale rave Il rave come rito di passaggio 3.5 Il totem tecnologico Parte terza: Il rave sul territorio bolognese CAP1. Alcuni tentativi di categorizzazione del fenomeno CAP2. Il rave sul territorio bolognese: 2.1 Il rave metropolitano:gli illegal e i rave nei centri sociali 2.2 Goa party 2.3 Il rave commerciale Conclusioni Profilo storico Testimonianze in rete contemporanea

Parte Prima: Elementi per unanalisi antropologica del rito CAP.1 Communitas, rituale e simbolismo 1.1 Il rito Ai fini del nostro lavoro, che si propone di analizzare il fenomeno rave in quanto comportamento rituale e simbolico, appaiono fondamentali alcuni concetti-chiave utilizzati dallantropologia: concetti come rito, simbolo, totemismo, comunit. Tali termini sono utilizzati a volte in maniera superficiale, per liquidare velocemente i fenomeni in questione, ma spesso il vero aspetto antropologico non sale alla superficie come dovrebbe. Per questo, prima di analizzare il fenomeno nei suoi vari aspetti, credo sia fondamentale comprendere cosa sia un rito, cosa siano i simboli, cosa si intenda per comunit, utilizzando le linee teoriche che sottostanno a importanti studi etnologici sul campo. 1 Nei prossimi capitoli ho illustrato brevemente quali sono le funzioni e le caratteristiche del rito, ne ho preso in considerazione il carattere preformativo, con Tambiah, e ho insistito sulla teoria di Victor Turner, in quanto ai fini del nostro lavoro la sua opera ci pu fornire un valido aiuto: il concetto di communitas, il rapporto dialettico fra struttura e antistruttura, oltre alle sue osservazioni sulle dinamiche rituali e simboliche, possono infatti in parte essere applicate anche in un contesto difficile come quello dei rave-parties. Tra i vari tipi di condotta umana ve ne sono alcuni la cui logica sfugge agli occhi dellosservatore, il quale tende a non comprendere quello che pu sembrare solo un comportamento irrazionale, un insieme di azioni inutili, che non tendono ad un fine razionale ed evidente: questo il caso del comportamento rituale. Il rito sembrerebbe non seguire alcuna logica razionale, ma a ben guardare tutti i comportamenti implicano un loro senso logico pi o meno profondamente nascosto. A partire dagli studi di Lvi-Strauss si comprese che il rito unazione che viene seguita da conseguenze del tutto reali e tangibili per chi lo compie, il rito implica cio una logica e rinvia a finalit, strutture e cause cui si aggiungono conseguenze reali dellatto compiuto. Non esiste alcuna societ che si limiti a provocare, attraverso una efficacia meccanica e osservabile, risultati meramente utilitari: gli etnografi sanno bene che ovunque e in qualsiasi In particolare mi riferisco allopera di C. Lvi-Struss e di V. Turner; 1964, Il pensiero selvaggio,Milano, il Saggiatore; 1966, Il crudo e il cotto, Milano, il Saggiatore; Lvi-Strauss C.: 1966,Antropologia strutturale, Milano, il Saggiatore; Turner V.: 1972, Il processo rituale, Brescia, Morcelliana; 1976, La foresta dei simboli, Brescia, Morcelliana.
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epoca storica gli uomini compiono determinate azioni non solo apparenterete inutili, ma a volte addirittura fastidiose, dolorose e crudeli: si suppone quindi che esista un senso, o pi sensi, che ci possano aiutare ad illuminare il mistero di tali condotte. Queste pratiche, che possono apparire agli occhi dellosservatore moderno come vere e proprie aberrazioni, hanno un carattere di necessit presso tutte le culture del mondo; il rito insomma un fatto generale, e una societ considerarsi anomala. Ma, prima di tutto, cos un rito? E un atto che pu essere individuale o collettivo ma che, sempre, anche quando sufficientemente elastico da comportare un margine di improvvisazione, resta fedele a determinate regole che, precisamente, costituiscono ci che vi di rituale. 2 In latino col termine ritus si indicavano tanto le cerimonie legate a credenza sovrannaturali, quanto le semplici abitudini sociali, gli usi e i costumi (ritus moresque) cio quelle maniere di agire che si riproducono con una certa invarianza. Il rito si distingue per dal costume, per la sua pretesa efficacia e per limportanza centrale che vi viene ad assumere la ripetizione, che in realt la principale virt del rito stesso. Nelluso comune, che spesso dotato di una sfumatura negativa, il rito unazione che si distingue per la sua modalit stereotipata, come nel caso di una cerimonia che si ripete nel tempo sempre uguale a se stessa, sottolineandone il carattere non utilitaristico ma tradizionalistico: si agisce in un determinato modo perch cos si sempre fatto. La caratteristica rigidit del rito, e la sua invarianza nel tempo, fanno s che questo assuma unimportanza particolare negli studi etnografici e sociologici: le condotte collettive rituali sono infatti sottese ai modelli sociali che sono chiamate a realizzare, cos che, data la sostanziale inerzia e invariabilit del rito, questo diviene il fondamento pi stabile su cui losservatore si pu basare per descrivere un fenomeno sociale totale nella sua dimensione pi statica. I riti sono simili ai miti: Nellinsieme degli elementi colti da una sociologia in profondit i miti hanno una particolare solidit, simile a quella di uno scheletro allinterno del corpo, che sopravvive per molto tempo dopo che la morte ha consumato tutto di ci che lo ricopriva. 3 Le condizioni sociali e culturali possono subire trasformazioni ed evolversi, possono entrare in crisi senza che la stabilit dei riti ne venga scossa; certo il rito pu perdere la sua ragione dessere se intervengono , ad esempio, rivoluzioni religiose in grado di fare cadere un sistema per crearne un altro, tuttavia nella norma il rito evolve in modo lento e impercettibile. Il rito non pu essere identificato ne in una istituzione sociale ne nel costume, e tanto meno nei rituali delle nevrosi ossessive, in quanto fatti individuali; si sarebbe quindi tentati di identificare il rito in un costume di carattere religioso, ma evidente che il termine viene
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del tutto priva di un qualsiasi rituale sarebbe da

J. Cazeneuve, 1966, Sociologia del rito, Milano, Est, p.13. Ibidem, p.15/16

applicato anche a cerimonie che di religioso non hanno nulla, come le sedute parlamentari e lapertura dellanno accademico. In queste cerimonie laiche il carattere rituale sottolinea limportanza dellavvenimento e ladeguamento alla tradizione: non si tratta di cerimonie indispensabili, dotate di unutilit positiva osservabile. Dicevamo infatti che il rito si distingue dal costume per la sua pretesa efficacia, non riconducibile di fatto ad unefficacia empirica, razionale e osservabile. Ma cos come evidente che i gesti apparentemente inutili di un rituale individuale, se vogliamo nevrotico, hanno una loro utilit sul piano inconscio, sciogliendo in qualche modo i conflitti interiori, cos si pu dire che un rituale collettivo sia concepito come efficace in quanto esorcizza le paure e le ansie collettive. ...i riti religiosi o magici sono sempre concepiti come efficaci: si suppone ad esempio che provochino la pioggia che fa crescere il raccolto o che guariscano un malato. Si dovrebbe perci dire che il rito un atto la cui efficacia (reale o presunta) non si risolve nella concatenazione empirica di causa e effetto. Se utile, non lo per vie puramente naturali, e per questo che si differenzia dalla pratica tecnica. 4 Il rito pu quindi essere definito come un atto che si ripete e la cui efficacia , almeno parzialmente, di ordine extra-empirico. Abbiamo cos delineato a grandi linee il dominio coperto dal rito, ma con quale metodo si pu tentare di trovare i principi e significati essenziali insiti nei vari tipi di riti? Il primo problema che si pone, ancor prima di chiedersi come organizzare le riflessioni sul rito, lindividuazione dei dati da prendere in considerazione, ci si chiede cio a quali realt sociali fare riferimento, essendo la realt sociale indispensabile modello astratto o di tipo ideale. In altri termini: quali culture e quali popolazioni sono le pi indicate a fornirci un quadro rituale sul quale costruire un modello teorico? Ed pi consigliabile riferirsi a culture primitive, per ottenere dati pi vicini alle origini, o piuttosto studiare i riti attuali? La tendenza molto diffusa in sociologia e assunta da Durkheim di prendere in considerazione, durante le ricerche etnografiche, i dati relativi alle popolazioni primitive, per ottenere delle spiegazioni di tipo genetico del rito non significherebbe conferire maggiore razionalit ai riti primitivi e forse ne toglierebbe ai riti religiosi attuali che da tali riti derivano. E forse pi consigliabile studiare i riti cos come si presentano osservando i fatti attuali, ma ci non toglie che ci si debba riferire agli stessi popoli arcaici, non per la costruzione di un modello genetico, ma per trovare i rituali pi remoti rispetto a qualsiasi tentativo di razionalizzazione integrato nelle religioni moderne. Non serve dunque andare a cercare lontano[...]: quando unusanza esotica ci attira a dispetto (o a cagione)della sua apparente singolarit, il motivo generalmente sta nel fatto che ci suggerisce, come se fosse uno specchio deformante, unimmagine famigliare che riconosciamo confusamente come tale senza riuscire a identificarla. 5
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anche per la costruzione di un

Ibidem, p.18/24 C. Lvi-Strauss, 1964, Il pensiero selvaggio, Milano,il Saggiatore, p.260.

Chiarito questo, ci si domanda se sia meglio prendere in considerazione una sola popolazione o procedere piuttosto ad una comparazione fra pi popolazioni; attorno alla cosiddetta etnografia comparativa nacque un forte dibattito: alcuni studiosi preferivano trarre esempi da varie aree etnografiche e si spinsero ad esaminare esempi offerti dalla storia antica, mentre altri preferivano incentrare lindagine su di una sola popolazione, e non staccare gli esempi dal loro contesto. Lvi-Strauss, nel suo studio sulle mitologie, da un prezioso suggerimento: un elemento mitico, un mitema, staccato dal suo contesto perde gran parte del suo significato, come evidenziato dal principio stesso dello strutturalismo secondo il quale impossibile cercare di comprendere una parte senza riferirla alla totalit. Si pu dire che il rito , come il mito, un linguaggio, nel senso traslato del termine, cio un insieme di atti che significano qualcosaltro da ci che manifestano direttamente. ...se il rito e il mito sono sistemi simbolici, linguaggi che rinviano a strutture, resta da sapere perch gli uomini e i popoli ricorrano a tali linguaggi piuttosto che a altri. [...]perch questo popolo, in questo momento, riscorso a questo mezzo di espressione piuttosto che a un altro? 6 Occorre insomma esaminare le caratteristiche del rito, e cercare di capire perch si ricorre a questo tipo di comportamento collettivo piuttosto che a un altro, si tratta cio di individuare ci che di insostituibile c in ci che si osserva. In questo senso la comparazione utile, o meglio indispensabile, per comprendere il significato globale dellazione rituale. Alcune usanze rituali, come ad esempio la circoncisione, sono diffuse in gran parte del mondo arcaico, e fanno cos supporre spiegazioni che possano trascendere tutti i quadri culturali particolari. Luomo, come essere dotato di un corpo e di un cervello sviluppato con tutte le loro esigenze biologiche, deve a sottostare oltre che ai condizionamenti fisici dellambiente che lo circonda, ai condizionamenti sociali, ai costumi, alle leggi, insomma agli imperativi che gli si impongono in quanto essere sociale. Si pu dire che tutte le societ abbiano dei riti, almeno che il progresso della conoscenza scientifica e lelaborazione di filosofie astratte non abbiano messo in dubbio lefficacia dei costumi tradizionali; si pu quindi supporre che il rito, in quanto tale, abbia una funzione, funzione che sostanzialmente la stessa presso tutti i popoli e tutte le epoche. Per comprendere quale sia la natura del rito e quali le sue funzioni, occorre quindi innanzitutto comprendere di quali problemi fondamentali della vita il rito possa proporsi come soluzione. ...luomo -a prima vista- appare come un essere libero, che inventa la sua esistenza e la fonda da s, e, daltra parte, come un essere sottomesso a restrizioni, a limitazioni. E questo insieme che gli si impone da quando nato, da quando esiste sulla terra. E questo che chiamiamo condizione umana. La sua libert o il sentimento, lillusione o langoscia che egli ha di essere libero, ne fanno ugualmente parte, poich anche a questa condizione che egli veramente un uomo. E noi ci proponiamo di ricercare quali rapporti pu avere il rito con la
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J. Cazeneuve, op.cit., p.26.

necessit per luomo di assumere la condizione umana, che pu consistere nel tentativo di liberarsi il pi possibile da ci che lo condiziona, o al contrario nellimprigionarvisi. 7 Cazeneuve distingue i riti che si presentano come comportamenti legati alla vita quotidiana dai riti che istituiscono un legame tra il mondo della vita quotidiana e il mondo mitico, degli antenati e degli dei. Al primo di questi due tipi appartengono in particolare i tab e le pratiche magiche...si tratta di azioni legate al corso stesso della vita quotidiana, inserite nellesistenza e a questo titolo diacroniche in quanto comportamenti. Allinverso i rituali del secondo tipo, che sono commemorativi, ...inseriscono nel tempo storico (nella diacronia) i modelli mitologici che si situano al di fuori del tempo (nella sincronia) in una sorta deternit che quella del mondo consacrato degli antenati, o -se si preferisce, nelleterno ricominciamento. 9 I riti religiosi stabiliscono una coincidenza fra lordine sincronico e quello diacronico, rivelando cos la loro caratteristica fondamentale, che proprio questa funzione sintetica. Lo stesso Lvi-Strauss, nella sua analisi del mito spiega il carattere sintetico dei riti: Grazie al rituale, il passato disgiunto del mito si articola, da un lato con la periodicit biologica e stagionale, dallaltro con il passato congiunto che unisce, attraverso tutte le generazioni, i morti e i vivi 9 Lautore , prosegue poi dividendo i riti in tre categorie: I riti di controllo sono positivi o negativi, tendono ad accrescere o a restringere le specie e i fenomeni totemici, sia a beneficio sia a detrimento della collettivit...[...]I riti storici o commemorativi ricreano latmosfera sacra e benefica dei tempi mitici -epoca del sogno dicono gli australiani- di cui riflettono, come in uno specchio, i protagonisti e le loro gesta insigni. I riti di lutto corrispondono a un procedimento diverso: invece di affidare a uomini vivi lincarico di personificare lontani antenati, questi riti assicurano la riconversione in antenati di uomini che hanno cessato di far parte dei vivi. 10 Per Lvi-Strauss i rituali hanno insomma la funzione di superare e integrare tre opposizioni: quella fra sincronia e diacronia, quella fra il carattere periodico o aperiodico, che sicronia e diacronia possono presentare e, infine , lopposizione, in seno alla diacronia, fra tempo irreversibile e tempo reversibile: anche se presente e passato sono distinti i riti storici trasferiscono il passato nel presente, mentre i riti di lutto trasferiscono il presente nel passato. Cazaneuve, nel proporre una la sua interpretazione delle funzioni del rito, introduce il concetto di angoscia, inteso come quel sentimento di incondizionamento che nasce nelluomo in quanto essere dotato di coscienza, le cui scelte non possono dipendere solo dallistinto.
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Ibidem, p.33. Ibidem, p.35. 9 Lvi-Strauss, op.cit., p.256. 10 Ibidem, p.257.

Luomo sa bene, e lo sapeva bene luomo primitivo, che vi una certa regolarit nelluniverso, ma sa anche che spesso basta un evento che si oppone alla regola a fra perdere questa sicurezza, procurandogli angoscia. Non gli resta quindi che mettere in rapporto le regole con una potenza incondizionata, una sorta di archetipo extraumano della condizione umana senza angoscia, e cercher inoltre accattivarsi simbolicamente i favori di questa potenza, per respingere lincondizionato. E cos che certi riti sono potuti nascere dal desiderio di preservare da ogni attacco lideale di una vita interamente diretta da regole, di una vita senza imprevisti e senza angoscia, in breve di una condizione umana stabilizzata, definita, che non porrebbe pi problemi. Il sentimento di ci che minacciava lordine, di ci che rimetteva in questione lumanit tranquillizzata dalla regola, era appunto langoscia, ma nello stesso tempo la percezione di un ignoto, di un irriducibile che era altro. Si pu dire che si trattava del senso del soprannaturale, del numinoso. Langoscia non certamente sempre questo; ma nella misura in cui conduce al rito, la si caratterizzerebbe senzaltro bene dicendo che appare come il segno del contatto col numinoso 11 Numinoso qui inteso nel senso proposto da R. Otto12 , per il quale il numinoso corrisponde a un sentimento originario e specifico , di cui il concetto di sacro il risultato finale. In numinoso non solo il mondo soprannaturale, definibile solo in antitesi al mondo naturale, ma evoca piuttosto unimpressione diretta, una reazione spontanea davanti ad una potenza giudicabile come soprannaturale. Per Otto il primo carattere del numinoso quello di rivelarsi come mysterium, e i simboli da questo evocati sono quindi sentiti come misteriosi, numinosi. Ma Otto definisce questo mysterium al tempo stesso tremendum e fascinans, cos che se il primo elemento, di carattere inquietante, fa si che si cerchi di evitare il contatto col mysterium, il fascino del secondo elemento attira verso di s, e fa anche si che vi si cerchi unidentificazione. I simboli inquietanti sono infatti allo stesso tempo quelli che evocano possibilit illimitate, e certi riti hanno proprio la funzione simbolica d captare e manipolare la forza numinosa, tali riti presuppongono per una messa in questione la condizione umana definita, o meglio implicano una rinuncia a tale condizione. In definitiva, o si vuol fissare la condizione umana in un sistema stabile

circondandola di regole, e allora si ricorre ai riti per allontanare da questo sistema tutto ci che ne simbolizza limperfezione; oppure ci si pone simbolicamente nel mondo della potenza assoluta, irriducibile alla regola, e allora non si pu pi parlare di condizione umana. Cos quando ci si chiede cosa abbia potuto creare nelle societ il bisogno di ricorrere a riti, si portati a pensare che luomo, angosciato dal fatto di avvertirsi come mistero per se stesso, si sia sentito diviso tra il desiderio di definire tramite regole una condizione umana immutabile e, daltra parte la tentazione di restare pi potente di queste regole, di superare ogni limite. 13
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J. Cazaneuve, op.cit., p.40. W.F.Otto, 1965, Dyonisus Myth and Cult, Bloomimgton, Indiana University Press. J. Cazeneuve, op.cit., p.42.

Il rituale pu portare insomma tre tipi di soluzioni: il numinoso pu essere allontanato come impurit, pu altrimenti essere manipolato come un principio di potenza magica, e, infine, si pu presentare con il carattere sovraumano di ci che sacro, divenendo nucleo delle religioni. E evidente che non sono tali speculazioni metafisiche che hanno guidato gli uomini primitivi verso il rito, e nemmeno una qualche forma di determinismo scientifico: essi cercavano piuttosto di marginare quel sentimento di angoscia di cui non conoscevano le cause. Lvi Strauss, analizzando per la differenza fra scienza e magia si domanda se: ...il rigore e la precisione di cui danno prova il pensiero magico e le pratiche rituali, non siano da ritenersi manifestazioni di unapprensione inconscia della verit del determinismo, inteso come condizione desistenza dei fenomeni scientifici, crisi che il determinismo verrebbe ad essere globalmente presentito e vissuto, prima di essere conosciuto e rispettato. I riti e le credenze magiche apparirebbero allora quali espressioni di un atto di fede in una scienza che deve ancora nascere. Questipotesi
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viene a rafforzare lutilit stessa del rito, utilit riconducibile alla funzione di

esorcizzazione delle tensioni individuali o collettive, delle angosce esistenziali che solo rivolgendosi al numinoso possono farsi pi sopportabili. Victor Turner nella sua opera Il processo rituale, riprende i risultati delle ricerche strutturaliste, oltrepassandole e offrendoci una visione pi integralmente umana del comportamento rituale e simbolico. Turner incentra la sua ricerca sui rituali femminili degli Ndembu dellAfrica centrale, proponendo un legame fra il simbolismo e il comportamento rituale e i bisogni e le strutture sociali in cui questi elementi sono inalveati. Turner giunge quindi a considerare i processi rituali come tali, dando particolare risalto ai concetti di liminalit e communitas, concetti che applicher, oltre che alle sue ricerche sul campo in Africa, a fenomeni sociali quali la formazione dellOrdine francescano nel medioevo, il misticismo ind e alcuni fenomeni recenti e prettamente giovanili quali il movimento hippies e gli Hells Angels degli anni60. Credo sia molto interessante e utile, sempre ai fini dellanalisi di un fenomeno come il rave, considerare tali apporti. 1.2 Lantistruttura Lossatura alla base del lavoro di Turner sta nei concetti di analisi dei sistemi simbolici e analisi della dinamica processuale; lautore difatti riprende la definizione di struttura derivata dalla scuola antropologica inglese, ma si rende conto che unimmagine organicistica, per quanto strutturata, rimane statica, riduttiva. Egli, infatti, dopo avere fissato le strutture familiari, economiche e politiche per arrivare a definire la loro funzionalit organica, comprese che un simile procedimento non riusciva a cogliere le percezione della processualit della vita umana, vale a dire le trasformazioni, il significato dinamico strutturale sia individuale che collettivo.

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C.Lvi-Strauss, op.cit., p.24.

Bench le strutture siano laspetto pi stabile del lazione e dellinterazione, e gli eventi regolari e ritmici possano essere misurati in forma statistica, rivelando una struttura sincronica, il modello processuale, il profilo diacronico, a permetterci la comprensione della vita umana. Secondo Turner non esiste quindi distinzione fra statica sociale e dinamica sociale, in quanto unazione non pu mai dirsi statica, e per questo importante insistere sulla qualit dinamica delle relazioni sociali. Occorre a questo punto unermeneutica adeguata, uno strumento metodologico in grado di analizzare i fatti sociali nel loro significato simbolico, significato che si muove allinterno della societ, delle istituzioni, dei fenomeni culturali. La ricerca di Turner si inserisce in quella problematica antropologica e culturale che si propone di definire un metodo scientifico di analisi del significato umano (meaning) delle forme simboliche culturali, individuali e sociali, e dei processi che operano nella struttura e nella societ. In questo modo lanalisi dei processi rituali, cui Turner dedic gran parte della sua ricerca, divenne veicolo per comprendere la profondit della vita sociale. Egli condusse unanalisi esegetica dei processi simbolici e dei loro significati, distinse i vari elementi simbolici, riuscendo cos a spiegare quella parte dellattivit e della vita collettiva che era stata fino a quel momento incomprensibile: il rito non pi visto, quindi, come espressione di un mondo fantastico e definito in termini prerazionali e irrazionali. Attraverso gli studi di Turner, e il concetto di lanalisi processuale, limmagine della societ perde quella rigidit organica che laveva finora distinta, la struttura diviene legame esterno o circonferenza, piuttosto che il centro di un sistema di relazioni sociali e idee, le strutture sono sistemi di azione, fasi di un processo sociale costantemente impegnate da un rapporto dinamico con lantistruttura. E qui si inserisce il concetto di antistruttura, fondamentale nel pensiero di Turner, e fecondo di idee per chi dopo di lui. Lantistruttura lunit dinamica sociale, una situazione di sospensione strutturale, dove i membri della societ possono ritrovare il significato sociale globale. Attraverso lantistruttura il senso umano collettivo pu emergere in tutta la sua completezza, senza alcun supporto istituzionale e spazio-temporale. Lantistruttura un sistema dinamico, strutturato simbolicamente, immediato, portatore dei significati dei rapporti umani e dotato di una propria autonomia dinamica. Lantistruttura communitas e liminalit. 1.3 Communitas e liminalit E come se vi fossero due modelli principali per i rapporti fra gli esseri umani, modelli che si affiancano ed alternano. Il primo quello della societ come sistema strutturato, differenziato e spesso gerarchico di posizioni politico-giuridicoeconomiche[...]. Il secondo, che emerge in modo riconoscibile nel periodo liminale, quello della societ come comitatus, comunit o anche comunione non strutturata o rudimentalmente strutturata e relativamente indifferenziata di individui uguali che si sottomettono insieme allautorit generale dei majores rituali. 15

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V. Turner, 1972, Il processo rituale, Brescia, Morcelliana, p.113.

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Con il termine communitas Turner indica insomma una situazione nella quale le relazioni assumono un carattere sociologicamente indifferenziato, in cui si hanno immediate, spontanee, ugualitarie. Una tale situazione permette lespressione totale di valori individuali e collettivi, attraverso un complesso di simboli e di azioni simboliche comuni. Turner riprende poi la definizione che Van Gennep propone in Les Rites de Passage: liminalit come fase intermedia del rito di passaggio, passaggio che avviene far una struttura minore e una struttura maggiore. Van Gennep ha dimostrato che tutti i riti di passaggio o di transizione sono contrassegnati da tre fasi: separazione, margine(o limen che in latino significa soglia) e aggregazione. La prima fase (di separazione) co9mprende un comportamento simbolico che significa il distacco dellindividuo o del gruppo da un punto precedentemente fissato della struttura sociale, da un insieme di condizioni culturali (uno stato) o da entrambi. Durante il periodo liminale che segue, le caratteristiche del soggetto del rito (il passeggero) sono ambigue; egli passa attraverso una situazione culturale che ha pochi attributi (o nessuno) dello stato passato o di quello a venire. Nella terza fase (riaggregazione o reincorporazione) si compie il passaggio. Il soggetto rituale, individuale o collettivo, di nuovo in uno stato relativamente stabile, in virt del quale ha diritti e doveri di fronte agli altri di tipo chiaramente definito e strutturale; ci si aspetta che si comporti secondo norme tradizionali e criteri etici che vincolano il titolare di una posizione sociale in un sistema di tali posizioni. 16 Secondo Turner questo passaggio non avviene attraverso un continuum, ma attraverso un cambio radicale, che prevede un abbandono delle strutture simboliche precedenti e lintroduzione di nuovi valori e di nuove strutture, valevoli sia sul piano collettivo-unitario della societ che su quello individuale-unitario dellindividuo strutturato. Liminalit quindi come depositaria dei significati concreti di un sistema culturale e sociale, come situazione socialmente astrutturata che si riapre alla struttura, trovandosi tra due situazioni strutturate. Il rito elabora i passaggi fra queste due situazioni, cio il passaggio infrastrutturale, ma elabora anche il passaggio antistrutturale. Lantistruttura cos sospensione delle varie strutture sociali, ma anche riaffermazione di quelle strutture simboliche entro le quali viene costruito il significato dellesistenza individuale e collettiva. Emerge qui chiaramente unambivalenza strutturale, una tensione fra il tutto dinamico e la parte strutturale: la struttura sociale per sua natura ambivalente, perch umana, individuale e collettiva al tempo stesso. In questa interazione fra societ e individuo, lindividuo diventa parte strutturale e dinamica di un collettivo che, a sua volta, diventa parte costitutiva dellindividuo, arricchendolo di una propria struttura simbolica e di una propria economia processuale. La societ differenziazione umana , la divisione del lavoro di Durkheim, e se senza struttura non si pu definire una forma vitale sovraindividuale, lindividuo strutturato relazioni dirette,

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Ibidem, p.111/112.

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difficilmente si potr sottrarre al significato globale, e la struttura tender a definirsi come potere e come valore. Lantistruttura rende possibile, attraverso una situazione simbolica liminare improntata su relazioni di Io-Tu-Noi, una riappropriazione e ridefinizione collettiva e individuale del collettivo stesso. A questo punto occorre precisare cosa sia per Turner la liminalit, in quanto unestensione di questa pu divenire utile strumento di analisi per fenomeni contemporanei, ben lontani dal contesto delle popolazioni tradizionali da cui stato enucleato il concetto. Gli attributi della liminalit o delle persone liminali (persona-limite), sono necessariamente ambigui, poich questa condizione e queste persone sfuggono o scivolano tra le maglie della rete classificatoria che normalmente colloca stati e posizioni nello spazio culturale. Gli esseri liminali non sono ne da una parte ne dallaltra; stanno in uno spazio intermedio (betwixt e between) tra posizioni assegnate e
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stabilite

dalla

legge,

dal

costume,

dalle

convenzioni

dal

cerimoniale.

Gli esseri liminali non possiedono niente, come i neofiti

dei rituali diniziazione, non hanno

status ne propriet, nessuna insegna o veste indica il loro rango o il loro ruolo. Gli esseri liminali, come i neofiti nei riti di iniziazione o della pubert, possono essere rappresentati come chi non possiede niente.[...]Il loro comportamento normalmente passivo o umile; implicito che debbano obbedire ai loro maestri ed accettare senza lamentarsi punizioni arbitrarie. [...]Al proprio interno i neofiti tendono a sviluppare intensa solidariet ed egualitarismo. 18 Solo cos essi si possono preparare ad affrontare una nuova fase della vita. Il concetto di liminalit, cos delineato, difficilmente applicabile o rintracciabile in situazioni diverse dai rituali di iniziazione e dai riti di passaggio preso le culture tradizionali, ma il termine liminale pu essere applicato, per estensione, ad individui non (ancora) integrati nella societ, individui non marginali e problematici, ma che non trovano un loro spazio ed un loro ruolo. La condizione liminale pu essere, ai nostri giorni, quella di un individuo che non ha trovato una strada da percorrere, che si trova in una fase in cui non pi un adolescente ma nemmeno ancora adulto, e sappiamo bene quanto sia difficile un tale passaggio nella nostra societ, in cui ogni sacralizzazione e collettivizzazione dei passaggi fondamentali della vita andata perduta. Inoltre gli esseri liminali sono, sempre presso le culture tradizionali, dotati di poteri mistici e morali, dovuti alla loro temporanea condizione di inferiorit: Nella maggior parte dei tipi di liminalit viene attribuito un carattere mistico al sentimento di appartenenza al genere umano e in moltissime culture questa fase di transizione posta strettamente in rapporto a credenza relative a poteri protettivi e punitivi di esseri o poteri divini o preter-umani. 19
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Ibidem, p.112. Ibidem, p.112. Ibidem, p.125.

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Turner si chiede perch le situazioni e i ruolo liminari siano dunque quasi sempre accompagnati da attribuzioni di tipo magico-religiose, e perch queste situazioni siano considerate pericolose. La risposta sta nel fatto che per chi interessato al mantenimento della struttura ogni situazione in cui emerge la communitas appare pericolosa e anarchica, e deve pertanto essere controllata tramite sanzioni e norme precise. Inoltre, come nel caso del buffone di corte medievale, detentore di una sorta di potere di arbitraggio morale, questi tipi mitici, liminali, strutturalmente inferiori e marginali, sono: ...strutturalmente inferiori o marginali, e tuttavia rappresentano quella che Bergson avrebbe chiamato morale aperta in contrapposizione alla morale chiusa, identificabile essenzialmente nel sistema normativo di gruppi limitati, strutturati, particolaristici. 20 Riporto qui la differenza fra le propriet della liminalit e quelle del sistema di status, come proposte da Turner in Il processo rituale 21 , ritenendo che tale strumento si riveler molto prezioso per analizzare alcuni aspetti del rave in quanto fenomeno liminare, inteso in senso traslato, come vedremo in seguito. Turner, alla maniera di Lvi-Strauss, si serve di una serie di opposizioni e discriminazioni binarie, che possono essere cos ordinate:

Liminalit Transizione Totalit Omogeneit Communitas Uguaglianza Anonimia Assenza di propriet Assenza di status Nudit o vestiario uniforme Continenza sessuale Minimizzazione delle distinzioni sessuali Assenza di rango Umilt Noncuranza per laspetto personale Assenza delle distinzioni della ricchezza Mancanza di egoismo Obbedienza totale Sacralit Istruzione sacra Silenzio Sospensione dei diritti e dei doveri parentela Riferimento continuo ai poteri mistici Stoltezza Semplicit
20 21

Stato Stato Parzialit Eterogeneit Struttura Disuguaglianza Sistemi di nomenclatura Propriet Status Distinzione nel vestiario Sessualit Accentuazione delle distinzioni sessuali Distinzioni di rango Giusto orgoglio della posizione Cura dellaspetto personale Distinzioni della ricchezza Egoismo Obbedienza soltanto al rango superiore Secolarit Sapere tecnico Parola di Diritti e doveri di parentela Riferimento intermittente ai poteri mistici Sagacia Complessit

Ibidem, p.127. Ibidem, p. 123.

13

Accettazione del dolore e delle sofferenze Eteronomia 1.4 La communitas oggi

Fuga dal dolore e dalle sofferenze Gradi di autonomia

Turner compie unanalisi molto interessante sulle varie istituzioni in cui la communitas si incarnata durante i secoli, dalla confraternita fondata da S. Francesco dAssisi alle moderne comunit hippie. Tra le manifestazioni pi notevoli di communitas, bisogna includere i movimenti religiosi cosiddetti millenaristici, che si formano tra quelle che Norman Cohn ha denominato masse sradicate e disperate della citt e della campagna...che vivono ai margini della societ, o laddove delle societ gi tribali cadono sotto la sovranit straniera di societ industriali complesse. 22 Nei movimenti millenaristici, come ci ricorda Turner, sono rintracciabili alcune delle propriet della communitas: omogeneit, uguaglianza, anonimia, assenza di propriet, stesso livello di status per tutti i membri, continenza sessuale (che in alcuni casi diventa comunit sessuale), obbedienza al capo carismatico o al profeta, accettazione del dolore e delle sofferenze, follia sacra, sospensione dei diritti di parentela, semplicit dei modi e della parola, e cos via. E degno di nota il fatto che molti di questi movimenti, nella fase iniziale, superano le divisioni tribali e nazionali. La communitas, o societ aperta differisce dalla struttura, o societ chiusa, proprio per il fatto di essere potenzialmente o idealmente estensibile fino ai limiti dellumanit stessa. 23 Tali movimenti nascono in momenti storici simili, quando vi un passaggio di gruppi o categorie sociali da uno stato allaltro, sono cio fenomeni di transizione, ed per questo che molta parte del loro simbolismo riflette quello dei riti di passaggio classicamente intesi. La cronaca racconta di quanto sia facile che tali movimenti divengano culla per lo sviluppo di fanatismi religiosi, quanto sia insomma breve il passo fra accettazione delle sofferenze e martirio, fra ubbidienza e sottomissione, fra religione e follia collettiva. Nella societ industriale altri esempi di ritorno alla communitas sono stati quelli legati al movimento della beat generation prima e degli hippies poi, fino agli odierni travellers. Questo ritorno alla communitas rispecchia la mancanza totale di riti di passaggio, che spinge alcune categorie di adolescenti, che rifiutano lordine sociale imposto dallo status, a dare importanza pi ai rapporti personali che agli obblighi sociali. E interessante notare che fino agli anni 60 e 70 questi giovani vestivano spesso i panni degli umili, e amavano vagabondare per il mondo, arrangiandosi con lavori occasionali. Oggi i tempi della beat generation e degli hippie sono passati, le mode si sono evolute e le scelte radicali dei giovani hanno cambiato aspetto. Ma, come vedremo proprio nel caso del rave: La communitas del presente; la struttura radicata nel passato e si protende verso il futuro mediante il linguaggio, la legge e il costume. Anche se noi ci
22 23

Ibidem, p.127/128. Ibidem ,p.128.

14

occupiamo

delle

societ

tradizionali

preindustriali,

diventa

evidente

che

le

dimensioni collettive, communitas e struttura, si ritrovano in tutte le fasi e in tutti i livelli della cultura e della societ.24 1.5 Tensione sociale e rito Fra struttura e antistruttura esiste una tensione che dinamica ancor prima che strutturale, tensione che si crea fra la totalit dellindividuo e lindividuo nella totalit. La societ costruisce e ricostruisce costantemente strutture di azioni dinamicamente adeguate, cio quelle strutture collettive simboliche e quei processi semantici in grado di definire e ridefinire in continuazione le strutture mentali e i processi di adattamento individuali, riducendo cos le situazioni conflittuali interne. Questa tensione sociale sta allorigine sia riti di passaggio infrastrutturali sia dei passaggi dal particolare al totale in cui, come nelle feste, nei riti e nelle rivoluzioni, si attua un recupero del contatto con la totalit. In entrambi i casi si ha una sospensione della struttura, che si riflette nelle liminalit collettiva o individuale, zona in cui la funzione universale della struttura viene ridefinita, attraverso il contatto con il mito e i simboli comuni: alla destrutturazione segue la strutturazione simbolica delle forme vitali e dei significati simbolici collettivi. La liminalit in questo senso sacra, protetta da tab, contro il potere di una secolarit distruttiva. Liminalit energia, movimento e rinascita. Il rito ha in questa situazione il compito di guida, conduce da una situazione allaltra, il passaggio fra struttura e liminalit, fra liminalit e struttura. Il riti variano a seconda della mediazione strutturale di cui si fanno portatori, alla loro funzione individuale o collettiva, alla posizione centrale o meno, alla cadenza ciclica e ripetitiva del rapporto fra struttura e antistruttura. La tensione intrastrutturale rivela il contrasto, il dramma umano, la tensione fra dipendenza dinamica e strutturale dellindividuo dal sistema collettivo di cui parte e la diversificazione dellindividuo e del gruppo dal sistema di valori collettivi, questa diversificazione sociale per Turner alla base di una vasta attivit simbolica. La societ primitiva era dramma come lo la nostra tuttoggi, dramma che correlativo alla coesione sociale, e la sua risoluzione parte integrante della processualit e della dinamica della societ. Inoltre, attraverso il dramma, viene disvelata la profondit dellunit sociale. Il dramma sociale sempre conseguenza di tensioni intrastrutturali e pu avere origine fisici da una deliberata trasgressione dalle norme, ma pu anche avere origine da fenomeni naturali o che, introducendo unanomalia nella struttura, obbligano ad una sua ridefinizione collettiva. Turner analizza i riti di passaggio seguendo questa logica, per Turner infatti il rito di passaggio corrisponde ad un processo di trasformazione profonda dellindividuo, entro il significato collettivo e la responsabilit dello status sociale cui lindividuo introdotto. Il rito di passaggio presuppone una regressione strutturale che permetta allindividuo una pi complessa conoscenza ed esperienza della vita collettiva, rivissuta attraverso un sistema simbolico e mitico ed un contatto diretto con lorigine , con le strutture fondamentali di valore, contenute nei simboli e nel mito.
24

Ibidem, p.129.

15

Il dramma sociale pu avere invece soluzione difficile se le variazioni introdotte non sono di carattere individuale o non ne siano definite le modalit di soluzione. Un caso del genere si verifica quando una struttura o un gruppo di interesse si contrappongono al sistema, facendo s che la tensione strutturale e la liminalit si espandano a tutta la societ, provocando una ricostituzione della struttura precedente oppure un cambio strutturale, a seconda delle forze in campo e della loro capacit creativa simbolica. Un dramma sociale molto interessante si verifica nel caso in cui un sistema esterno si contrappone alla societ, minando non solo i rapporti strutturali, ma lo stesso equilibrio fra struttura e antistruttura. Nella maggioranza dei casi allinterno della societ sottomessa sopravvivono quelle che erano le funzioni autonome strutturali, ma sotto forma di antistruttura, entro la nuova societ. 1.6 I simboli rituali I pi importanti risultati dellanalisi di Turner sono il perfezionamento del metodo di analisi dellazione rituale, con lemergere di quella continuit e omologia di significato fra struttura istituzionale e simboli e azioni rituali, e la definizione di liminalit e communitas, concetti preziosi per spiegare quei fenomeni simbolici e istituzionali antistrutturali non riconducibili a situazioni intrastrutturali. Turner, inoltre, mise in evidenza la speciale portata ermeneutica della liminalit, vale a dire la sua somiglianza strutturale e simbolica con linferiorit e lesclusione strutturale, in modo da definire in termini pi generali lantistruttura e la relazione dialettica che la communitas ha con questa, considerare la societ come un processo, piuttosto che come un organismo o un sistema atemporale, permette di cogliere meglio le relazioni esistenti appunto, ad ogni punto e ad ogni livello, fra struttura e communitas. Il modello processuale influisce sul modo di studiare i simboli, qui guidato dal modello dinamico, e permette di mostrare come operi un simbolo rituale. Il simbolo, agendo allinterno della processualit, va quindi osservato entro lo sviluppo storico concreto, tenendo in considerazione il rito completo; occorre analizzarlo nei suoi vari aspetti semantici e definirne tute le connessioni strutturali e antistrutturali. Dalle ricerche di Turner risulta che simboli e metafore non sono affatto costruzioni atemporali entro rigide strutture logiche: il simbolo partecipa infatti alla processualit sociale stessa, essendo la tensione strutturale e antistrutturale profondamente presente entro le strutture cognitive e ideologiche stesse. I simboli devono quindi essere considerati come entit che operano entro processi temporali e che sostengono quei processi che comportano trasformazioni nelle relazioni sociali; il simbolo insomma un condensatore di referenti, un entit che reca in se un complesso valore affettivo, oltre che cognitivo, che concentra referenze biologiche e fisiche e referenze strutturali o ideologiche. La struttura del simbolo opera attraverso un meccanismo metaforico, ricollegando il valore catetico di un referente al valore dinamico di un atro referente, da cui deriva la multivocalit del simbolo, il fatto che questo sia cio suscettibile di pi significati. Nel dramma dellazione rituale, in una situazione liminale di communitas, si stabilisce la simbiosi fra individuo e societ, attraverso la fusione dei vari poli semantici. Turner distingue i simboli rituali da quelli individuali:

16

...mentre i simboli rituali sono mezzi generali e poco differenziati per affrontare la realt naturale e sociale, i simboli psichici si modellano prevalentemente sotto linfluenza di spinte interne. 25 Quella di Turner una vera e propria ontologia dei simboli e delle azioni rituali, pi che una descrizione di strutture formali, in Turner i simboli non sono epifenomeni della struttura sociale, e la vita sociale stessa si costituisce nella complessa dinamica simbolica, dinamica che ha in s una struttura dinamica originaria che resiste allinterno delle varie formazioni normative e razionali che si sviluppano nellesperienza storica. Il simbolo rituale ha una propria struttura e funzione dinamica, inserita in formazioni metaforiche non lineari; accanto ai sistemi comunicativi e alle formazioni simboliche con particolare struttura logico-cognitiva, i simboli rituali e mitici liminari, hanno in s una componente affettiva non riducibile a formazioni logiche. 1.7 Rituali di crisi vitale, periodici e di passaggio Ritornando alle tre fasi che secondo Van Gennep contraddistinguono il passaggio da uno status culturalmente definito ad un altro (separazione, margine e riaggregazione) e tenendo inoltre conto dellulteriore distinzione fra preliminare, liminare e postliminale che lautore utilizza per indicare le fasi di transizione spaziale allinterno del rituale, risulta evidente il legame inscindibile fra questi termini e il concetto di liminalit. Turner distingue due principali tipi di liminalit , pur ammettendo che molti altri se ne possono scoprire: ...in primo luogo la liminalit che caratterizza i rituali di elevazione di status, nei quali il soggetto rituale o novizio viene trasferito in modo irreversibile da una posizione inferiore ad una superiore in un sistema istituzionalizzato di posizioni di tal genere. In secondo luogo, la liminalit che si riscontra frequentemente nel rituale ciclico e legato a un calendario,[...]nel quale in certi momenti culturalmente definiti del ciclo stagionale, gruppi o categorie di persone che di solito occupano nella struttura sociale posizioni di basso status, ricevono listruzione precisa di esercitare unautorit rituale sui loro superiori... 26 Tale tipologia corrisponde alla tradizionale distinzione antropologica fra riti di crisi vitale e riti periodici: i riti di crisi vitale sono quelli nei quali i soggetti passano da una fase della vita allaltra, eventi come la nascita, la pubert, il matrimonio, la morte, inoltre questi riti si riferiscono allingresso in uno status superiore raggiunto allinterno, ad esempio, di un sistema politico, di un club, di una societ segreta, tali rituali hanno generalmente carattere individuale; i riti stagionali, invece, coinvolgono generalmente la collettivit e la societ intera, e sono eseguiti in momenti precisi del ciclo produttivo annuale, testimoniando il passaggio dalla penuria allabbondanza (le feste legate alla raccolta del grano, della frutta, o allo stesso equinozio di Primavera), nonch il passaggio dallestate allInverno, dallabbondanza alla penuria, dalla quale si cerca una protezione magica o sacra. A tali riti occorre aggiungere:
25

V. Turner, 1976, La foresta dei simboli, Brescia, Morcelliana, p. 64. Ibidem, p.182.

26

17

...Tutti i rites de passage, che accompagnano ogni modificazione di tipo collettivo da uno stato a un altro, come quando unintera trib va in guerra o quando una vasta comunit locale esegue riti per invertire gli effetti della carestia, della siccit o delle pestilenze. I riti di crisi vitale e i rituali di insediamento in una carica sono quasi sempre riti di elevazione di status; i riti stagionali e quelli delle crisi di gruppo possono essere talvolta riti di inversione di status.27 Nella societ occidentale contemporanea persiste leco dei riti di inversione di status, inversione in questo caso dei ruoli sessuali e dei ruoli legati allet: tradizioni come Halloween conferiscono infatti un vero e proprio potere liminale e temporaneo ai preadolescenti; i bambini di Halloween esemplificano pi di un motivo liminale: essi sono infatti mascherati, e ci garantisce loro lanonimato, anonimato che ha per qui una funzione di aggressione e non di umiliazione, come avviene nella maggior parte dei riti di inversione. Le maschere mostruose sotto le quali spesso si nascondono rappresentano principalmente potenze di demoni terrestri -streghe che compromettono la fertilit; cadaveri o scheletri da sottoterra.[...]Queste piccole potenze terrestri, se non vengono propiziate con buona accoglienza e leccornie, faranno scherzi fantasiosi e capricciosi alla generazione detentrice degli adulti di casa... 28 In questi aspetti Turner rintraccia qualcosa di simile ai riti primitivi, come la funzione del mascherarsi che, secondo molti psicologi, ha sia per il bambino che per luomo primitivo lo scopo di indebolire il nemico, identificandosi con esso traendone potere. Nei rituali di inversione di status, in realt, la categoria che si permette di agire come se fosse strutturalmente inferiore, rimane in uno status inferiore, e il temporaneo scambio di ruoli e status sempre permesso e controllato dai detentori dello status superiore, essendo prevedibili le modificazioni strutturali da questi permesse. I rituali di inversione di status sono inoltre da vedere anche sotto lottica del rapporto fra communitas e struttura: i rituali di inversione di status, infatti, in una societ strutturata in posizioni, status e cariche politiche, giuridiche ed economiche, sono in grado di riportare communitas e struttura nel giusto rapporto reciproco. I rituali di inversione di status sono generalmente collocati in momenti strategici del ciclo annuale, o provocate da disastri concepiti come conseguenza di gravi colpe sociali, cui si pu rimediare solo facendo diminuire il grado di spostamento della struttura dalla communitas. Turner individua anche degli esempi di inversione di status legati a pseudo-gerarchie nate in contesti occidentali moderni: ne sono un esempio i Massoni, alcune sette scismatiche mormoniche, e le bande motociclistiche come gli Hells Angels. In entrambi i casi si deve notare un gran numero di cariche, ma un numero limitato di membri; una gerarchia complessa, che si basa su anzianit e appartenenza territoriale e una organizzazione formale con complicate cerimonie diniziazione e gradi di appartenenza simbolizzati da distintivi. Prendiamo ad esempio le cerimonie diniziazione degli Hells Angel californiani: i novizi non si sentono cittadini come gli altri, non accettano le regole e hanno deciso di stare fuori dal
27 28

Ibidem ,p.184/185. Ibidem, p.187/188.

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sistema strutturale, ma non sono ancora Hells Angel, e si trovano pertanto in una situazione liminare. Durante la cerimonia diniziazione le reclute, i novizi, si devono presentare con giubbotti e blue-jeans nuovi, affinch questi vengano imbrattati, cos che la loro condizione lacera e sporca sia il segno di un nuovo status raggiunto, e dellabbandono dello status di normali cittadini. E interessante notare come nel caso degli Hells Angel la struttura gerarchica assuma prevalentemente una funzione espressiva, e come vengano in realt seguiti i valori della communitas.

CAP.2 Un apporto performativo al rituale 2.1 Lanalisi formale del rituale Stanley Tambiah1 , professore di Antropologia presso la Harvard University, autore di importanti studi sul rapporto fra religione, ordine sociale e politico nelle societ e culture dellAsia meridionale. Tramite il suo originale approccio in cui si combinano antropologia, linguistica e sociolinguistica, egli analizza i rituali, le cosmologie e gli schemi di classificazione, sempre considerati come fenomeni in cui vi unione di pensiero e azione. Latto rituale per questo autore unamalgama inscindibile di parole e di gesti, fondato sulluso simultaneo di molteplici mezzi di comunicazione (uditivo, tattile, visivo e olfattivo), e su di una particolare presentazione della realt attraverso la danza, il canto, la musica e la recitazione. Tambiah sottolinea come ogni cosmologia sia il frutto non di fatti mentali, ma di veri e propri progetti di vita che si traducono nella pratica: le descrizioni e le classificazioni del mondo da parte dellindividuo e della comunit riflettono le valutazioni, i preferenze derivanti dai diversi contesti culturali e sociali. I rituali, come rappresentazione, devono dunque venire studiati sotto un duplice aspetto: da un lato occorre approfondire il fondamento della dimensione formalizzata del rituale, e dallaltro occorre successivamente affrontare la questione del significato contestuale. Si pu in generale affermare che un rituale riproduca nella ripetizione delle sue celebrazioni certe sequenza stereotipate, che sono allapparenza invarianti, ma in realt, e ogni antropologo che abbia compito ricerche sul campo lo sa molto bene, non si pu avere alcuna celebrazione di un rito che sia esattamente identica ad unaltra: come abbiamo detto vi sono certi fattori variabili, come le circostanze in cui si trovano gli attori e le loro caratteristiche sociali, che influenzano ogni volta in maniera differente lo svolgersi del rito. Le componenti contestuali rendono flessibile il nucleo fondamentale del rituale, che , per quanto possa essere rigidamente stabilito, sempre legato alle pretese di status e agli interessi dei partecipanti, e nemmeno vanno dimenticati gli avvenimenti accidentali e imprevisti.
1

principi morali, i divieti e le

S.Tambiah autore di Buddhism and Spirit Cults in Northest Thailand (1970), World Conquerer and World Renouncer (1976), (1984), Sri Lanka: Ethnic Fraticide and Dismantling of Democracy (1986).

19

I rituali, comunque e dovunque si presentino nelle societ umane, tendono ad assumere una certa forma. Nel fare questa affermazione sono abbastanza consapevole di quanto siano variabili nelle societ le concezioni ideologiche e simboliche e di quante trappole comporti laffrontare la variabilit delle concezioni culturali con un pretenzioso complesso di concetti analitici tratti da unesperienza strettamente occidentale 2 Allinterno della medesima societ, cos come tra pi societ, i rituali variano per grado di formalizzazione, per le esigenze e i significati contingenti, per luso di diversi e molteplici media che vanno dalla danza alle parole, alla musica, alluso di oggetti simbolici e cos via. Tambiah comunque convinto che gli uomini strutturino dappertutto, in modo comune, determinati eventi considerati importanti, che possiamo riconoscere come rituali. Pur non essendo possibile, in nessuna societ, n linguisticamente n

dimostrativamente, definire i confini di un ambito rituale (separato da altri ambiti), ogni societ ha per nominato e segnato cerimonie, rappresentazioni e feste che si possono identificare come esempi tipici o focali di eventuali rituali. 3 Ma come riconoscere il rituale partendo dalla sua forma? Pur non potendo separare allinterno di una societ ci che rituale e ci che non lo , si possono compiere distinzioni relative attivit sociale. Ogni societ ha infatti nominato e segnato cerimonie, rappresentazioni come esempi tipici di eventuali rituali. Questi eventi mostrano alcune caratteristiche comuni: un ordinamento o procedura che li struttura, un senso di recita collettiva e comunitaria che tende a raggiungere un particolare obiettivo e la consapevolezza che si tratta di un evento fuori dallordinario, fuori dal quotidiano. Luso di certi mezzi di comunicazione, e di determinati strumenti sono caratteristici del rituale, in quanto permettono di sperimentare e attivare lo straordinario, lextramondano. Il rituale un sistema di comunicazione simbolica costruito culturalmente. E e feste identificabili (pi che assolute) per distinguere tra alcuni tipi di

costituito da sequenze di parole e di atti, strutturati e ordinati e spesso espressi con molteplici mezzi, il cui contenuto e la cui disposizione sono caratterizzati in vario grado da formalismo (convenzionalit),
4

stereotipia

(rigidit),

condensazione

(fusione) e ridondanza (ripetizione).

Lazione rituale preformativa in tre sensi: nel senso

per cui dire qualcosa anche fare

qualcosa in quanto atto convenzionale; nel senso di una rappresentazione scenica che usa molteplici mezzi, grazie ai quali i partecipanti sperimentano lintensit dellevento; ed infine preformativo nel senso dei valori indicati dagli attori durante la performance. 2.2 Integrazione fra descrizione culturale e analisi formale
2

S.J: Tambiah, 1995, Rituali e cultura, Bologna, Il Mulino, p.126. Ibidem, p.127. Ibidem, p.130.

3 4

20

Il pensiero di Tambiah si basa sullassunto che: ...il rituale sia un sistema di comunicazione simbolica costruito culturalmente: il che equivale a dire che il suo contenuto culturale radicato in costrutti cosmologici o ideologici particolari. La definizione si basa anche sullassunto che il rituale rappresenti determinate caratteristiche di forme e strutture e si avvalga di determinati mezzi di comunicazione e semiotici. 5 Detto questo, possibile integrare una spiegazione culturale con unanalisi formale? Tambiah ritiene che le considerazioni di ordine culturale siano integralmente implicate nella forma che il rituale assume, che la conciliazione fra forma e contenuto sia essenziale sia per il carattere preformativo che per lefficacia dellazione rituale. In un certo senso si tratta di integrare le prospettive neotyloriane, per le quali la caratteristica distintiva della religione e del rituale sta nel credere e nel comunicare con il mondo sovrannaturale, con le prospettive della scuola semiotica, che vede invece il rituale come categoria che unisce il sacro col secolare, il naturale col soprannaturale. E mia idea che ci si possa liberare delle limitazioni della dicotomia neotayloriana tra naturale e soprannaturale riconoscendo innanzitutto che tutte le societ posseggono delle cosmologie le quali, avvalendosi dei loro numerosi e diversi strumenti di classificazione, mettono in relazione luomo con luomo, luomo con la natura e gli animali, e luomo con gli dei e i demoni e con altre entit non umane. 6 Tali cosmologie non sono da intendersi puramente nei termini delle credenze collettive. Con cosmologia si deve intendere quel corpo di concezioni che elenca e classifica tutti i fenomeni che compongono luniverso, visto come un tutto ordinato, e le norme e i processi che lo regolano; le principali nozioni cosmologiche di una societ sono tutte quelle che orientano le concezioni e i principi considerati sacrosanti, e degni quindi di essere perpetuati. Se si ritiene che le credenze precedano le azioni, inoltre, si finisce per ritenere lazione rituale come secondaria, ignorando o sottovalutando il fatto che il rituale un mezzo per trasmettere significati, per costruire la realt sociale e portare alla luce lo schema cosmologico stesso. ...i costrutti cosmologici sono inseriti (ovviamente non in modo esclusivo) nei riti e i riti a loro volta inscenano e incarnano le concezioni cosmologiche.[...]...se i rituali pi importanti di una societ sono strettamente associati alla sua cosmologia, possiamo allora legittimamente domandarci cosa una societ cerchi di trasmettere ai suoi membri nelle cerimonie pi importanti... 7 Tambiah illustra una teoria molto interessante, secondo la quale qualsiasi cosa verso la quale si adotti un atteggiamento di indiscutibilit o tradizionaleggiante possa essere considerata
5 6 7

affermate dai

soggetti, ma sono inserite nei miti, nei rituali, nei codici, e in tutte le rappresentazioni

Ibidem, p.131. Ibidem, p.132. Ibidem, p.133.

21

sacra, i rituali costruiti attorno a tale carattere sacro possono in tal senso avere caratteristiche comuni e simili ai tradizionali rituali dedicati agli dei o agli antenati. Egli osserva inoltre che i rituali di recente invenzione sono costruiti in modo che le ripetizioni interne di forma e contenuto lo rendano come se fosse davvero tradizionale, e si suppone che questo trasmetta la stessa convinzione irriflessiva di ogni rituale ripetitivo tradizionale. 2.3 Il rituale come azione convenzionale La formalizzazione del rituale legata la fatto che questo unazione convenzionale, convenzionalit che tiene i partecipanti ad una certa distanza psichica dallazione sacra del rituale. In quanto comportamenti convenzionali, i rituali non sono n designati n intesi a esprimere intenzioni, emozioni
8

e stati mentali individuali

in modo

diretto,

spontaneo, naturale.

Lelaborazione culturale dei codici consiste proprio nel prendere le distanze da queste espressioni spontanee e naturali, caratteristiche di un comportamento comunicativo normale. Durante la comunicazione rituale non si codificano cio intenzioni, ma simulazioni di intenzioni; il prendere le distanze separa le emozioni private dalla morale pubblica, la messa in scena rituale garanzia della comunicazione sociale. Il rituale non in questottica una libera espressione di emozioni, ma una ripetizione disciplinata di atteggiamenti corretti. ...qualsiasi teoria del rituale, come evento che modifica direttamente i sentimenti, che consente alle persone di esprimere le proprie aggressioni o frustrazioni, e quindi raggiungere uno stato di placidit e serenit, troppo semplicistica e ingenua. 9 Ma torniamo alla
10

forma

del

rituale:

riprendendo,

seppur

criticamente

le

teorie

dellinformazione del rituale.

, Tambiah applica, come abbiamo visto, il concetto di ridondanza allanalisi

Ridondanza, in questo senso non solo come ripetizione di un messaggio tramite canali diversi e molteplici, ma come ricorsione di eventi allinterno del rito. In tutti i riti complessi si possono cio discernere delle regole di sequenzialit, ed essendo il discorso rituale di fatto un evento convenzionale, non c da stupirsene, inoltre chiaro che la logica delle sequenze obbligate non pu essere appieno compresa se non la si mette in relazione alle azioni sociali di cui la veste: forma e contenuto del rituale sono necessariamente fusi. ...il secondo senso in cui io vedo il rituale come un atto performativo che esso unattuazione drammatica la cui struttura distintiva, che comprende la stereotipia e la ridondanza, ha qualcosa a che fare con la produzione di un senso di comunicazione elevata, intensificata, fusa. Gli obiettivi di tale intensificazione sono
8 9

Ibidem, p.137. Ibidem, p.138 10 G.A. Miller, 1951, Language and Communication, New York, McGraw-Hill; C. Cherry,1961, New York, On Human Communication, Scienze Editions.

22

stati variamente espressi come la sottomissione delle persone a restrizioni vincolanti[...], oppure come un passaggio a uno stato di coscienza sopranormale, trascendentale, antistrutturale, numinoso o alterato; oppure come uneuforica comunione coi propri simili, oppure come una subordinazione a una performance collettiva. 11 I mezzi di comunicazione possono infatti, nel loro uso ripetitivo e ridondante, permettere di abbandonare il quotidiano per entrare nel tempo sacro e nel soprannaturale, ne sono un esempio le formule verbali degli esercizi di meditazione buddisti, o le litanie mantriche degli induisti, veri e propri supporti alla meditazione, strumenti per la concentrazione. Parte seconda: Il fenomeno rave fra transe, festa e danza rituale CAP.1 La transe 1.1 Transe e stati modificati di coscienza La parola transe viene ad assumere significati assai diversi a seconda del contesto e dellepoca storica in cui viene usata, e per questo molto difficile darle una definizione preliminare. Nel XI sec. la parola transe significa la morte, ma gi nel XV sec. assume il senso moderno che deriva dal verbo transire, andare oltre. Nel XIX sec., la parola trances appare nel vocabolario inglese prima e in quello francese poi, designando lo stato del medium, spersonalizzato, posseduto. Fino a quel tempo il termine veniva collegato a due diversi movimenti, allo spiritismo, appunto, e a quel vasto movimento che va da Mesmer 2 fino a Freud; la nostra idea di transe pi simile allaccezione dello spiritismo, mentre la corrente basata sullipnosi, il mesmerismo appunto, ha interesse maggiore per laspetto sperimentale del fenomeno, per le condizioni cio che permettono di raggiungere un tale stato. Negli anni successivi la parola entr finalmente nel vocabolario delletnologia. Sul vocabolario italiano ho trovato la seguente definizione: stato ipnotico caratterizzato da perdita pi o meno cosciente della coscienza; in esso cadono i medium durante le sedute spiritiche 3

11 2

S. Tambiah, op.cit., p.159. F.A.Mesmer, capostipite della scuola del magnetismo animale, dar il via agli studi sullipnosi, ionosi che nel caso della scuola mesmeriana veniva indotta musicalmente, portando ad una transe benefica, una crisi salutare che il medico pu padroneggiare. Tra le opere di Mesmer: F.A. Mesmer, Le magnetisme animal, Payot, Paris, 1971. 3 Dizionario Garzanti della lingua italiana, 1968. In italiano si usa leccezione trance, cio il termine in lingua inglese, mentre in lingua francese si usa transe; nel corso del mio lavoro preferir il termine francese, visto limportante apporto dato allargomento da autori francesi, specie G. Lapassade, e ai quali mi riferir spesso. Alcuni autori usano invece laccezione inglese, la quale potr cos comparire nelle citazioni. Trance indica inoltre, per estensione, il genere musicale legato al fenomeno della techno-transe.

23

Si tratta di definizioni assai deboli e limitative, che non sono affatto sufficienti a connotare laspetto innovativo sostenuto da un nuovo approccio al fenomeno, di cui il maggiore esponente G. Lapassade4, definizione alla quale mi riferir nel mio lavoro. La parola transe indica sempre, come abbiamo detto, un passaggio, una transizione da uno stato allaltro, una rottura dellequilibrio cui ne segue uno nuovo: la nascita, la morte, le diverse fasi dellesistenza sono passaggi fondamentali della vita, e proprio per questo, nellantichit e tuttoggi presso le popolazioni primitive, questi momenti sono accompagnati da rituali di transe. La transe questo passaggio dal caos a un nuovo ordine, mai stabile, Mai definitivo. Ma anzi espressione di quel lavoro sia del linguaggio sia della cultura che da forma e orizzonte simbolico alla ricerca, spesso tempestosa, di un significato -sia pure di compromesso- integralmente umano. 5

Ma la transe anche passaggio fra questo e altri mondi, fra la Coscienza Ordinaria e gli Stati Alterati di Coscienza, quel meccanismo che permette agli sciamani e ai mistici di comunicare con lo Spirito. La transe lantitesi della stasi, della stabilit, e gi in questa sua definizione si coglie lenorme portata rigeneratrice del fenomeno, in qualunque epoca e sotto qualsiasi forma essa si presenti: la transe come rottura dellordine quotidiano, sospensione che permette di fuggire momentaneamente alla pesantezza della vita, per sopravvivere. Prima di analizzare brevemente attraverso quale percorso la transe sia giunta fino a noi, vediamo cosa la transe, un po pi nello specifico. Transe e Stati Modificati di Coscienza La questione della transe si pone ancora oggi sulla scia degli studi di Ferguson 6 sugli alterated states of consciousness, per cui risente di unimpronta psichiatrica che non le rende affatto giustizia. Lapassade, antropologo francese che negli ultimi anni si dedicato allo studio delle istituzioni della transe, preferisce indicare questultima come: ...lidea o limmagine di una coscienza esplosa, aperta, altra da s. La transe, dunque, laltra coscienza.
4 7

G. Lapassade, docente di Etnografia e Scienze dellEducazione presso lUniversit di Parigi, ha svolto numerose ricerche sulla transe in Africa, Brasile e nellItalia del sud. Fra le sue opere: 1971, Il mito delladulto. Saggio sullincompiutezza delluomo, Firenze, Guaraldi;1983, Saggio sulla transe,Milano, Feltrinelli; 1993, Stati modificati e transe, Roma, Sensibili alle foglie; 1994, Etnosociologia ed etnografia scolastica, Lecce, Madona Oriente; 1994, Intervista sul tarantismo, Lecce, Madona Oriente; 1996, Transe e dissociazione,Roma, Sensibili alle foglie; 1997, Dallo sciamano al raver, Milano, Urra. 5 G.De Martino, 1997, Post-scrictum, Dallo sciamano al raver, Milano,Urra.
6 7

M.Ferguson, 1974, La rvolution du cerveau, Parigi, Calman-Lvi. G. Lapassade,1997, Dallo sciamano al raver, Roma, Sensibili alle foglie, 1997,p.197.

24

Usare il termine alterata significherebbe per questautore presumere lesistenza di una coscienza primaria , che verrebbe poi modificata, ma le alterazioni che definiscono gli stati secondi, non sono affatto modificazioni secondarie: Al contrario la coscienza lucida ad essere seconda e ad essere una coscienza mutilata, e nello stesso tempo asservita sia alle necessit della produzione che alle esigenze dellordine. Al coscienza cosidetta alterata al contrario originaria, la coscienza dello stato primario, e non secondo, di fusione e indistinzione. 8 E la transe proprio quel meccanismo che permette alla coscienza di rivelarsi in tutta la sua interezza, senza il controllo delle regole razionali indispensabili al normale svolgersi delle azioni umane legate alla sopravvivenza. Ma mentre nellantichit, e ancora oggi presso le culture tradizionali, esistono momenti in cui questa coscienza pu e deve disvelarsi, le culture occidentali tendono a dimenticarsene, prese come sono dallasservimento ai ritmi del tempo produttivo. Il fenomeno della transe stato fino a poco tempo fa di fatto studiato solo in campo psichiatrico, con tutte le limitazioni e aberrazioni che ne sono seguite; il fatto che lo stato di transe dia luogo ad un comportamento bizzarro del corpo ha fatto s che venisse associata, nel recente passato del nostro mondo occidentale, alla follia, alla malattia mentale, comunque a comportamenti patologici. La transe , innanzitutto, un comportamento motorio diverso dal solito. Per losservatore occidentale, essa un sintomo psicopatico. Ma latrove, tradizionalmente, nella cultura religiosa e popolare, essa o lestasi del corpo , oppure lintervento di un dio, di uno spirito, di un demone che cavalca il corpo dei posseduti. 9 Anche nel mondo occidentale, che ha oggi perduto la sua memoria, era un tempo un fenomeno normale, legato alla vita delluomo e alla sua spiritualit. Ci che importante comprendere che la transe non un fenomeno patologico, ma un normale fenomeno la cui base neurofisiologica, corporale; su questa base neurofisiologica ogni cultura ha poi costruito la sua transe, nelle varie istituzioni che vedremo fra poco. La transe sono, secondo il modello della stimolazione transmarginale elaborato da Sargant 10 nel 1957: ...delle risposte del sistema nervoso centrale a diversi gradi di stimolazione o

inibizione che debordano da ci che il corpo e preparato ad affrontare. Questo debordare dissesta lorganismo fino allisteria e alla sincope. La fatica, le droghe, i cambiamenti ghiandolari, possono abbassare la resistenza del soggetto fino a tali esiti estremi 11

8 9

Ibidem, p.197. Ibidem, p.198. 10 W. Sargant, 1957, Battle for the Mind, Maryland, Penguin Books. 11 G. Lapassade, op.cit., p.199.

25

La transe , insomma, tutto quellinsieme di Stati Modificati di Coscienza (SMC) che comprende lestasi, il sogno e il sonno, lipnosi, gli stati isterici di dissociazione, le aberrazioni provocate dagli psicofarmaci, il delirio, lisolamento sensoriale. 1.2 Alcuni tentativi di sintesi La maggior parte degli studi relativi agli SMC tendono generalmente a prendere in esame fenomeni specifici, come lipnosi, la meditazione, la possessione, mentre rimangono rare le ricerche che tentano di integrare i vari aspetti del fenomeno. Anche quando ci accade si ha una netta divisione fra le varie discipline, cosicch gli unici tentativi di sintesi sugli SMC, seppure molto interessanti, vengono compiuti separatamente da psicologi , sociologi o antropologi: una teoria generale sugli SMC resta da fare. Fra questi tentativi di sintesi i pi interessanti sono quelli di Shutz 12 con la sua fenomenologia delle realt multiple, le sintesi psicologiche di Charles Tart 13 e di Arnold Ludwig 14, e infine i saggi di stampo antropologico di Erika Bourguignon e di J. P. Valla. Vediamoli brevemente. Shutz parte, nella sua analisi, descrivendo quello che latteggiamento naturale delluomo nel mondo, quella coscienza ordinaria di veglia, quella norma dalla quale ci si possa poi staccare. Garfinkel suggerisce limmagine del viaggio oltre una terra ferma dalla quale si pu partire e poi ritornare: Le scene familiari delle attivit quotidiane...forniscono il punto fisso, il cest a al quale torniamo negli stati di veglia, e sono i punti di partenza e di arrivo per ogni modificazione del mondo quotidiano che si compie nel gioco, nel sogno, nella transe, nel teatro, nella ricerca scientifica e nelle grandi cerimonie. 14 Shutz individua gli aspetti fondamentali di questo atteggiamento Naturale delluomo nel mondo: 1. Una tensione specifica della coscienza, legata allidea di attenzione alla vita(attenzione attiva). 2. Una epoch specifica, cio la sospensione del dubbio . 3. Una prevalente forma di spontaneit, in modo specifico il movimento corporeo. 4. Una specifica forma di percezione del proprio Io come Io totale. 5. Una forma specifica di socialit, il mondo comune dellintersoggettivit, dellazione sociale e della comunicazione. 6. Una prospettiva temporale specifica di tempo comune. Partendo da questo atteggiamento naturale, caratteristico degli SOC (Stati Ordinari di Coscienza), si possono descrivere altrettanti aspetti degli SMC, vale a dire:

12 13

A.Shutz, 1987,Le chercheur et le quotidien, Paris, Mridiens. C. Tart, 1969, Alterated States of Consciouness,New York, John Wiley; 1977, Stati di Coscienza, Roma, Astrolabio. 14 A.Ludwig, 1968, Alterated States of Consciouness, in Trance and Possesion States, Montreal, ed.Raymond Price. 14 A.Garfinkel citato in G. Lapassade, 1997, Stati modificati e transe, Roma, Sensibili alle foglie, p.74.

26

1. Una

tensione

decrescente

una

diminuzione

dellattenzione

alla

vita(attenzione

passiva ). 2. Unepoch di transe, una messa fra parentesi del mondo del lavoro. 3. Una spontaneit di transe, il corpo della transe. 4. Un Io diviso, dissociazione, identit di transe. 5. Esperienze tanto di solitudine che di relazione allaltro. 6. Durata pura, contratta o dilatata. Ora, come possibile il passaggio fra SOC e SMC? Shutz usa il termine salto, trauma, ma non spiega come questo possa prodursi o svilupparsi, non affronta il problema dellinduzione, non parla di droghe, di ipnosi, o delle varie tecniche della transe, limitandosi a descrivere le situazioni in cui questo passaggi avviene. E questo un grande limite della pur interessante teoria di Shutz. Le sintesi proposte dalla psicologia americana risentono fortemente dellinfluenza dellesperienza psichedelica, ma non per questo non sono valida dal punto di vista scientifico. A.Ludwig sottolinea il fatto che i caratteri fondamentali degli SMC variano da cultura a cultura, ma individua i dieci tratti fondamentali di tali stati15: 1. Modificazione del pensiero, con maggiore attenzione verso linterno, disturbi alla memoria e alla capacit di concentrazione. 2. Disturbi nella percezione del tempo. 3. Perdita del controllo, possibilit di perdita del controllo cosciente per il raggiungimento della verit. 4. Mutamenti nelle emozioni, minor controllo, minore inibizione. Possibilit di distacco ed emozioni pi primitive. 5. modificazione nella percezione del corpo, spersonalizzazione, sensazioni di integrit, di trascendenza, scissione corpo-spirito. 6. Distorsioni percettive, allucinazioni, anche determinate dalla cultura, dal gruppo, da fattori neurofisiologici. 7. Modificazione del senso e della significazione. Maggiore importanza allesperienza soggettiva, alle idee e alle percezioni. Illuminazione, intuizione, crescita del significato. 8. Ineffabilit dellesperienza. Difficolt a ricordarsene o a comunicarla. 9. Impressione di ringiovanimento e di nuova speranza. 10. Ipersuggestionabilit, maggiore propensione ad ubbidire agli ordini di un capo o delle aspettative culturali. Ludwig, a differenza di Shutz, distingue anche cinque tipi di situazioni in grado di produrre SMC: 1. Diminuzione dellattivit motoria, delle stimolazioni eterocettive, deprivazione sensoriale, esposizione a stimoli ripetitivi e monotoni ( ipnosi, stati mistici e ascetici, letargia). 2. Aumento dellattivit motoria ,degli stimoli eterocettivi, dellemozione ( danza, stati mentali di eccitazione, transe ipercinetica, raduni di folle...). 3. Ipervigilanza, asseto mentale convergente e selettivo (preghiera, coinvolgimento totale nellascolto di unorazione...).
15

Ibidem,

p.78.

27

4. Diminuzione della vigilanza, stato mentale passivo e diminuzione della capacit critica. 5. Modificazione nella neurofisiologia e nello stato chimico del corpo (assunzione di droghe ma anche assopimento, disidratazione, anoressia, mancanza di sonno...). Il raggiungimento dello stato di transe determinato, secondo Ludwig, dal concorso di diversi fattori, il cui grado di presenza e la cui specificit determina il carattere della transe. Cos diversi fattori concorrono al raggiungimento della transe in societ diverse, ma anche nella stessa societ in diversi tipi di transe, e nello stesso soggetto in diverse occasioni. Ludwig, inoltre, individua negli SMC due diverse funzioni: si hanno infatti funzioni di disadattamento e funzioni adattive. La transe pu infatti svolgere una funzione di difesa in situazioni minacciose per la coscienza, e risolvere conflitti emozionali non affrontabili dal soggetto, con fughe ed amnesie. E questa la funzione adattiva della transe, spesso non riconosciuta in Occidente, ma che, come ci insegna letnopsichiatria, in culture differenti dalla nostra, viene considerata benefica per lindividuo e per la societ. Sempre di stampo psicologico il modello sistemico proposto da C. Tart nel 1975, che prende in esame i lineamenti fenomenologici degli SMC, descrivendo di volta in volta le modificazioni provocate dalla transe: Si constatano, anzitutto, dei disturbi nella concentrazione, nella memoria, nellattenzione, nelle valutazioni- con regresso a modi di pensare pi arcaici[...]Il senso del tempo pu venir perturbato da impressioni di arresto del tempo, da accellerazione o rallentamenti, il trascorrere del tempo pu apparire duna durata infinita oppure, al contrario, infinitesimale. 16 Altri punti focali dellindagine di Tart ci insegnano che si hanno cambiamenti rilevanti nellespressione delle emozioni, che limmagine del corpo pu subire distorsioni eche anche il senso dellidentit personale pu essere compromesso dalla transe, della quale linconscio la dimensione essenziale; in realt egli preferisce parlare di subconscio, intendendo con questo termine non solo il subconscio freudiano, ma anche un subconscio creativo, pi olistico che analitico, legato al funzionamento della parte destra del cervello, quello preposto all transe. Infine diamo uno sguardo ai tentativi di sintesi antropologica di E. Bourguignon e di J.P. Valla. La Bourguignon affronta il problema della transe seguendo una via assai diversa da psicologi come Tart e Ludwig, e propone un saggio di sintesi nel suo Trattato di antropologia psicologica del 1979, organizzando la sua sintesi su rituali che implicano la presenza di due grandi categorie della transe: la transe con visioni dello sciamano e le transe rituali di possessione. Le transe con visioni si incontrano generalmente nei gruppi etnici meno complessi che vivono di caccia, pesca e raccolta. Esse possono essere provocate con mortificazioni del corpo di vario tipo, lisolamento e la deprivazione sensoriale ad esempio, nella ricerca di visioni degli Amerindi, o con allucinogeni.[...]Le transe di possesione rituale sincontrano in quei gruppi etnici pi complessi la cui vita

16

G. Lapassade, op.cit., p.78.

28

dipende sopratutto dallagricoltura o da una combinazione di agricoltura e pastorizia. 17 Questi diversi tipi di transe sono, secondo lautrice, risposte a stress che differiscono secondo le forme sociali la posizione dei gruppi nelle varie societ, pubblica performance, che abbisogna di un pubblico. La particolarit degli studi della Bourguignon sta nel fatto che ella si preoccupata di studiare gli SMC nei loro contesti e nelle loro consuetudini culturali, andando oltre le analisi di laboratorio degli psicologi. Infine J. P. Valla18 nota presenta una tipologia dei differenti atteggiamenti addottati dalle varie societ nei confronti delle esperienze indotte dallassunzione di sostanze allucinogene, e quindi, per esteso i differenti atteggiamenti verso gli SMC. Se in alcune societ la transe un fatto comune cui tutti possono accedere, come nel caso delle societ che ammettono i culti di possessione, in altre gli SMC vengono ritenuti patrimonio di pochi specialisti, ed questo il caso degli sciamani e dei medium. In altri casi lo SMC non utilizzato solo su scala individuale, ma, attraverso la mediazione del profeta, diviene fattore scatenante di movimenti sociali, come nel caso delle culture della crisi e nelle varie forme di messianesimo. E se in molte societ gli SMC sono associati ai riti di passaggio e divengono esperienza di tutti almeno una volta nella vita, alcune societ vedono con sospetto gli SMC, come nel caso della caccia alle streghe, che in Europa tra il XIV e il XVI sec. , port alleliminazione di quasi ogni forma di transe rituale. E nel mondo occidentale? Secondo Valla per la societ occidentale gli SMC sono la follia, pur se a partire dal movimento psichedelico qualcosa cambiato. Certo che la razionalit occidentale ha emarginato nellirrazionale qualcosa che in tempi diversi godeva di ben altro statuto. 1.3 Breve storia della transe Per meglio comprendere il valore e il peso del recupero della transe ai giorni nostri, e la sua presenza durante i rave, occorre fare un passo indietro, e vedere come la transe si sia presentata nelle varie epoche, come sia stata interpretata. La transe un comportamento del corpo. Nello stesso tempo, come tutti i comportamenti, essa , fin dallorigine, modellata dalla cultura. Ma non basta enunciare questo principio generalmente ammesso: la determinazione culturale della transe diversa, non solo a seconda delle culture, ma anche dei momenti storici. La transe, quale oggi si pu osservare in certe cerimonie descritte dagli etnologi, un comportamento rituale estremamente complesso, surdeterminato,
19

e se la transe visionaria dello

sciamano principalmente unesperienza personale, la transe di possessione diviene una

surcodificato: essa racchiude nei gesti, nelle forme espressive, negli atteggiamenti, una stratificazione di modelli che sono stati elaborati in diversi momenti.

17

E.Bourguignon, 1979, Psychological Anthropology, cit. in G. Lapassade, 1996, Stati modificati e transe, Roma, Sensibili alle foglie, p.86/87. 18 Valla J.PP.,1983, Lexprience hallucinogne, Paris, Masson. 19 Clment-Cixous, 1975,,citato in G. Lapassade,1997, Dallo sciamano al raver, Milano, Urra, p.LIV.

29

La possessione Tra le varie istituzioni della transe il culto di possessione stato in particolare studiato, fin dallinizio di questo secolo, a partire dagli studi sul condombl di Bahia e sul vodu di Haiti; in seguito le ricerche si sono moltiplicate, e disponiamo oggi di numerose descrizioni di questi riti. H. Jeanmarie presenta un riassunto sintetico dei punti acquisiti della materia: E una caratteristica costante che il posseduto, qualunque sia lambiente della setta e il gruppo linguistici cui appartengono gli adepti, fa da cavallo allo spirito possedente. Si dice che un tale il cavallo di questo spirito. 20 Ma la nozione di possessione diabolica appare fin dal 1694 in seguito allaffare delle ossesse di Loudun, scoppiato nel 1632, quando alcune suore Orsoline manifestarono segni di crisi individuale poi esplosa in numerosi casi di possessione da parte del Demonio; allora da un essere soprannaturale e malefico: Il detto padre avendo preso la detta sorella degli Angeli e comandato a Leviathan di apparire, il viso le diventato ridente e grazioso in modo straordinario...Ed essendo incitato ad obbedire , il viso grazioso qual era nella su detta sorella si tramutato in maniera assai furiosa, ed stato agitato da violentissime convulsioni. E lesorcista, sempre continuando, a invitato pressamente Leviathan a riferire il suo patto. E stato detto alla sorella : a chi pensi tu di parlare? Interrogato: chi sei? Ha detto Behemt Al che lesorcista ha fatto comando a Behemt di ritirarsi ed a Leviathan di salire nella testa della sorella...
21

con

possessione diabolica si indicavano infatti quei casi in cui un essere umano abitato e diretto

Ma basta togliere laggettivo malefico attribuito alla divinit soprannaturale e avremo il significato etnologico della possessione, in cui la divinit in questione non ha affatto attributi malefici, come nel caso di culti di possessione africani nei quali, non esistendo una netta distinzione fra Bene e Male, caratteristica dei culti cristiani, la possessione non pu essere opera del diavolo. Lo stesso discorso vale per il concetto di possessione legato alla civilt greca antica. Non esiste collettive. Una equivalenza fra possessione e transe sarebbe riduttiva quanto linterpretazione medianica della stessa: possessione e transe diabolica non sono che categorie della transe, e le definizioni in base al comportamento convulsivo del corpo sono assai limitative. una netta equivalenza fra possessione e transe, e ci evidente in alcuni culti africani, in cui la possessione non necessariamente accompagnata da forme di transe

20

H. Jeanmarie, 1972, Dionisio. Religione e cultura in Grecia, Torino, Einaudi, p. 119. 21 Lettera di Killygrew, citata in G. Lapassade, 1997, Dallo sciamano al raver, Roma, Sensibili alle foglie, p. 79.

30

Occorre superare e integrare le interpretazioni del fenomeno della transe caratteristiche del momento magnetico e momento etnologico, facendo cos esplodere il concetto: il materialismo isterico, sostenuto fortemente da G. Lapassade , cerca di spiegare cosa oggi la transe significhi, seguendo un approccio genealogico. Lo sciamano Il termine sciamanesimo in primo luogo collegato alla religione di certe zone della Siberia e della Mongolia (il termine deriva dalla parola tungusa shaman), caratterizzate dal culto della natura e degli spiriti e ha quindi unorigine geografica ben precisa, ma il termine stato poi utilizzato per designare la figura centrale di molte altre religioni, specie quelle africane e sudamericane. Lo sciamanesimo la pratica della tradizione, che risale al Paleolitico superiore, di guarigione, di divinazione, di recitazione teatrale basate sulla magia naturale, nate e cresciute in un periodo che va da diecimila a cinquantamila anni fa.[...]che lo sciamano sia un Inuit abitante dellArtico, o un Witoto dellAmazzonia superiore, certe tecniche e certe aspettative sono le stesse. Tra questi fattori invariabili il pi importante lestasi...[...]Eliade ha dimostrato come, mentre i temi specifici possono variare tra le diverse culture, e perfino tra individui, risulta chiara la struttura generale dello sciamano: come neofita lo sciamano subisce una morte simbolica seguita da una resurrezione, intesa come trasformazione radicale in una condizione sovraumana. 22 La transe e lestasi dello sciamano non vengono spiegate con lintervento di entit superiori, lo sciamano non un posseduto, come ci illustra M. Eliade: Una prima definizione di questo fenomeno complesso, quella, forse, che ancora al meno azzardata, potrebbe essere: sciamanismo=tecnica dellestasi.[...]Bench lo sciamano sia, fra laltro, un mago, non ogni mago pu essre qualificato come sciamano. La stessa precisazione si impone nel riguardo delle guarigioni sciamaniche: ogni medicine-man un guaritore, ma lo sciamano utilizza una tecnica propria solo a lui. Quanto alle tecniche sciamaniche dellestasi, esse non esauriscono tutte le variet dellesperienza estatica attestate dalla storia delle religioni e dalletnologia religiosa: non si pu dunque considerare un qualsiasi estatico come uno sciamano; questi lo specialista di una transe durante la quale si ritiene che la sua anima pu lasciare il corpo per intraprendere ascensioni celesti o discese infernali. 23 Lo sciamano insomma compie, attraverso la transe, un viaggio spirituale, che gli permette di mettersi in contatto con gli dei, gli spiriti o i demoni:

22 23

T. Mc Kenna, 1995, Il nutrimento degli dei, Milano, Urra, p.5. M. Eliade,1953, Lo sciamansimo e le tecniche arcaiche dellestasi, Roma,Milano,Fr. Bocca Editori, pp.18/19.

31

Occorrerebbero diversi volumi per studiare adeguatamente tutti i problemi che si pongono in relazione allidea stessa di spirito e dei suoi possibili rapporti con gli essreri umani...Ma lo studio dello sciamanesimo non esige tutto questo: baster fissare la posizione dello sciamano nei confronti dei suoi spiriti ausiliari. Ad esempio si vedr facilmente che uno sciamano si distingue da un ossesso: egli domina i suoi spiriti nel senso che lui, essre umano, riesce a comunicare con i morti, coi demoni, con gli spiriti della natura, senza per questo trasformarsi in loro strumento.[...]Gli sciamani sono degli eletti, e come tali hanno accesso ad una zona del sacro impenetrabile per gli altri membri della comunit.
24

Anche Lapassade sottolinea la differenza fra lestasi sciamanica e la possessione, interpretando i fenomeni psicosomatici osservati: ...nello sciamanismo, la transe ha per finalit luscita da se (k-stasis) e lingresso nella sfera della divinit, il viaggio dellanima. Nella possessione, al contrario, sono gli dei che entrano nei loro cavalli.25 La figura dello sciamano si trova presso tutte le popolazione primitive, e ,se non lunica figura della transe presso tali popolazioni, tuttavia la pi elaborata. La transe dispotica La transe , in epoca preistorica, un fenomeno individuale, cos come lestasi mistica dello sciamano. Solo quando lo Stato, nella sua forma primaria, comincia ad esistere, si assiste alla collettivizzazione della transe: il potere organizzatore si dovuto impadronire della transe, per servirsene allo scopo di mantenere lordine costituito. La transe collettiva assume la forma di una transe di possessione, non vi pi il rapporto duale caratteristico dei riti iniziatici, ma si assiste alla nascita di riti ipnotici e sonnanbolici, come i grandi rituali dellAfrica occidentale (Fon, Yoruba) e in maniera minore i rituali afroamericani quali il condombl. Il legame fra transe collettiva e dispotismo molto evidente nei grandi imperi di tipo non feudale, ma asiatico, caratterizzati da un potere totale, capace di manipolare luso della transe. In questo momento del dispotismo lipnosi, accompagnata o no dalluso delle droghe, diventata un elemento essenziale della messa in transe, del condizionamento e delliniziazione. Per riuscire a spiegare il capovolgimento che si verificato nella storia della transe, e che rimane leggibile nelle grandi transe rituali di oggi, nelle istituzioni della possessione di tipo africano, non sufficiente descrivere queste analogie far il comportamento estatico e il comportamento ipnotico[...].E necessario anche mettere questo uso manipolato della transe in rapporto con una forma determinata
26

di

potere

politico

che

pu

essere

definita[...]come un potere totale.


24 25

Ibidem pp.19/20 G. Lapassade, op.cit.,pp.9 26 Ibidem, p. LVII.

32

Nei rituali originati dalla diaspora dei neri dAfrica, come il suddetto condombl, la macumba e la derdeba, alleredit specifica del dispotismo ( in cui si ha una transe rigida, controllata e senza alcuna funzione terapeutica), si mescolano altre sedimentazioni storico-culturali, come la teatralizzazione della transe e il concetto di possessione diabolica caratteristico dellepoca feudale. Dalla transe profetica alla funzione terapeutica Attorno al VI sec. a.C., si assiste al declino del dispotismo orientale, e con questo, allattenuarsi della transe dispotica. Il corpo non pi sottomesso a condizionamenti e comandi programmati, e si assiste cos alla nascita della transe profetica : il profetismo ebraico e il menadismo greco, prima, e la transe araba poi, la quale sopravvissuta fino ai giorni nostri attraverso le confraternite araboislamiche. Parallelamente nasce anche la transe catartica e drammatica dei culti di Dionisio, che rappresenta una nuova fase nello sviluppo della transe: nel rito cominciano a infiltrarsi i bisogni individuali. Il sistema greco della schiavit rende pi complessa , pi conflittuale la societ, la stratificazione in schiavi e uomini liberi fa s che i riti di possessione assumano una funzione di ribellione. A Roma, nel II sec. a.C. quei culti verranno repressi: la danza di possessione era stata fino a quel momento alleata dei poteri tradizionali, diventa ora strumenti di ribellione. Pressoch in ogni fase della sua storia, la transe legata alla lotta di classe. [...]Presso i Greci la contrapposizione Dionisio e Apollo la contrapposizione fra dominati e dominanti: Ci diventa particolarmente visibile a Roma, con la repressione della transe dionisiaca.[...]Secondo Tito Livio, pi di settemila persone, uomini e donne, sarebbero state implicate nella congiura. [...]Vi fu un gran numero di esecuzioni capitali. Venne ordinata la distruzione, ovunque, dei luoghi di culto (i Bacchanalia) pubblici o privati, col divieto di costruirne altri. Va detto, tuttavia, che Bacco non il diavolo,
27

che

non

siamo

ancora

esattamente

allepoca

dellInquisizione...

E la transe catartica, liberatoria, nella quale si introduce il gioco, larte drammatica; linfiltrazione dei desideri individuali nella celebrazione degli dei indica che la transe ha ora una funzione terapeutica. Transe satanica Nel medioevo Dionisio diventa il Diavolo. Attraverso un lungo processo che raggiunge il suo culmine nei sec. XVI e XVII, si assiste in Europa alla demonizzazione della transe, ad opera della religione Cristiana imperante: la religione decaduta diventa stregoneria per quella imperante.

27

Ibidem, pp.35/36

33

La

transe

popolare

diventa

cos

una

pratica

demoniaca,

condannata

perseguitata

dallinfernale macchina dellInquisizione. La strega cade in transe, sotto leffetto di erbe allucinogene quali lo stramonio, la belladonna e laconito: per il potere ecclesiastico ella non che la schiava del Demonio, del nemico di Dio. J. Michelet, nella sua opera La strega, propone una ricostruzione storica e allo stesso tempo romanzata della stragoneria e della nascita del sabba: Le vecchie danze pagane probabilmente infuriarono allora pi che mai.I nostri negri delle antille, dopo un giorno orribile di calura, di fatica, andavano pure a ballare sei miglia lontano. Cos faceva il servo. Ma alle danze si mescolavano probabilmente certe allegorie di vendetta, farse satiriche, beffe e caricature del signore e del prete. Tutta una letteratura notturna, che non ebbe punto a che fare con quella del giorno...Ecco quel che significavano i sabba prima del 1300. Perch assumesse la stupefacente forma di una guerra dichiarata al Dio di quel tempo, ci vuole ancora di pi, ci vogliono due cose: non solo che si scenda al fondo della disperazione, ma anche che non si rispetti pi nulla. Questo avviene soltanto nel secolo XIV. 28 La demonizzazione della transe in Europa, e le sue ripercussioni su tutto il mondo occidentale, spiegano la quasi totale scomparsa della stessa, e la sua trasformazione in isteria. Transe isterica Listeria, nel modo di produzione capitalistico, ha sostituito la transe diabolica. Non deve dunque meravigliare il fatto che il corpo in transe metta in opera delle tecniche che si assomigliano nelle diverse fasi della sua produzione, e che evocano per noi il corpo isterico: si comprende ci nel momento in cui si ammette quel processo di produzione al termine del quale la transe, privata di ogni forma specifica culturale e sociale di espressione nel contesto dl cristianesimo e del capitalismo, trova il suo estremo rifugio in questo estremo avatara.
29

Listeria , insomma, una forma della transe, che si manifesta per la prima volta nel XVI sec., nella transe isterico-diabolica degli ossessi di Loudun. Isteria come ultima fase della transe, insomma, e da qui al divano di Freud il passo breve. Quando Freud e Brauer raccontano le tecniche terapeutiche che usano per curare listeria, essi parlano di una lotta che la stessa che gli inquisitori organizzano su scala europea contro i demoni. 30 Transe planetarie Cosa rimane oggi di tutte queste forme della transe?

28 29

J. Michelet, 1971, La strega, Torino, Einaudi, p.86. G.Lapassade, op.cit., p. LIX. 30 Clment-Cixous, citato in G. Lapassade, Milano,Urra, , p.LIX

1997,

Dallo

sciamano

al

raver,

34

Presso le culture tradizionali dell Indionesia, dellAfrica, dellAustralia e del Sud America, i riti si ripetono uguali da migliaia di anni, ma la vita tribale e le tradizioni rischiano di essere schiacciate dal peso del progresso occidentale, e mentre in Europa rimane ben poco, oltre ad alcune forme di transe isterica, come il tarantolismo pugliese, nel mondo musulmano e in America latina le istituzioni della transe hanno invece conosciuto unaltra storia, pervenendo fino ai giorni nostri e trovando ancora un vasto seguito popolare. Ai fini del nostro lavoro ritengo pi utile dare unocchiata a quelle istituzioni della transe che ci sono, diciamo cos, pi vicine: il fenomeno del tarantismo, i rituali musulmani che attraverso limmigrazione sono giunti nel vecchio mondo, e il fenomeno dei nuovi visionari. Il tarantismo La danza dei tarantolati stata studiata e documentata fin dal lontano XIV sec., perch proprio a partire da quellepoca il fenomeno si svilupp, non solo nel Salento, ma in molte altre zone dellEuropa, dove prendeva il nome di ballo di S.Vito o ballo di S. Giovanni. Le zone colpite da fenomeni simili erano molte povere, e colpite ripetutamente dalla peste e da altre epidemie. La danza dei tarantolati era lunico mezzo a disposizione della popolazione per liberarsi momentaneamente delle proprie miserie e dei propri dolori. Tutto nasce quando il Cristianesimo arriva in Puglia, e per conquistare la popolazione deve adattarsi alle antiche credenze pagane: sulle rovine dei luoghi di culto sorgono le chiese, i santi cristiani prendono le funzioni e gli attributi delle divinit pagane, e le antiche usanze pagane, come la processione, vengono adottate dal Cristianesimo. C per qualcosa che la religione costituita non pu accettare : i riti orgiastici legati al culto del dio Dionisio, profondamente radicati nella cultura salentina, che nonostante tutti gli sforzi della Chiesa, resistettero, sotto falsa maschera. Probabilmente ci si riuniva di nascosto, , per ballare e praticare ancora quanto legato agli antichi culti, ma tutto questo era peccato, da cui lesigenza di una maschera. Se il Tarantismo, che un culto di possessione europeo, ha potuto sopravvivere a questa repressione, ci dovuto al fatto[...]che esso ha saputo mascherare se stesso: in questo culto la possessione diventata infezione dovuta al veleno della tarantola ed il rito di possessione una tecnica di terapia musicale apparentemente distinta da ogni rappresentazione di ordine sovranaturale
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Secondo la credenza la pizzica era infatti lunico rimedio contro il morso della tarantola, ragno molto diffuso nellantichit nella zona di Taranto, e da cui prende nome la danza. E cos chi danzava al ritmo del tamburello non era pi un peccatore, ma una vittima del ragno, che solo cos poteva aver salva la vita. Cos, attraverso i secoli, leco del culto di Dionisio e la danza profana giungono fino ai giorni nostri: ancora oggi infatti, il fenomeno resiste :certo sono in pochi, pure in Salento, a ballare al ritmo della pizzica, ma ancora danzano. Nel corso di una inchiesta sul tarantismo, nel 1959, E. De Martino e la sua quipe scoprirono per caso, a Nard, nel Salento, una tarantata, cio una donna che manifestava tutti i sintomi della danza del ragno; da questa esperienza nacque unopera molto interessante, perch
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G. Lapassade,1997,Stati modificati e transe, Roma, Sensibili alle foglie, p.89.

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frutto di unosservazione diretta di un fenomeno di transe in un contesto occidentale e moderno, sopravvissuto fino ai giorni nostri grazie ad una maschera, come abbiamo visto, ma grazie anche alle condizioni di arretratezza culturale e sociale della Puglia del dopoguerra. Il tarantismo un fenomeno di transe tipicamente femminile, spesso associato alla transe di possessione, ma nel quale non difficile individuare il dispositivo ipnotizzatore, rintracciabile nel rituale terapeutico: E davvero le cose si svolgevano sotto i nostri occhi come se si trattasse di far s che il corpo-taranta della tarantata si tramutasse in corpo-strumento e quindi in corpo ritmico e melodico, per ristabilire cos il rapporto con qualche cifrato patire psichico. 32 Nella danza del ragno si rintracciano, in realt, pi le caratteristiche della transe isterica, o meglio si ha una conferma dellanalogia fra isteria e transe terapeutica: ...ai primi accordi dei suonatori, la tarantata rest immobile sul letto, ma al prorompere della tarantella un grido altissimo accompagnato dallinarcarsi del corpo a ponte sottoline lapertura della giornata rituale. Era un arco isterico classico, di quelli che oramai si leggono solo nei libri: puntamento sui talloni e nuca ipertesa, braccia semiflesse, corpo iperflesso. 33 Una nuova cultura visionaria Nel 1858 a Lourdes, nel Nord della Spagna, ad una giovane ragazza apparve la Vergine Maria e, bench altre apparizioni si fossero prodotte in precedenza (famose sono quella di Fatima in Portogallo e quella di Medjugorje in Bosnia) fu da quellevento che si svilupp una nuova cultura visionaria (NCV), studiata, fra gli altri, da G. Lapassade. Secondo Lapassade queste NCV prolungano tradizioni gi stabilite, ma si arricchiscono di nuovi e specifici caratteri, ancora poco studiati. I visionari sono generalmente bambini, o adolescenti, che cadono, al momento dellapparizione in uno stato di transe presentate come estasi. Le apparizioni della vergine sono spesso accompagnate da una visione di Satana, e dal prodursi di stigmate. G. Lapassade ha dicumentato alcune di queste apparizioni: La Domenica 31 maggio, la Madonna invita i presenti a guardare il cielo. Si pu allora osservare il sole girare vorticosamente su se stesso, alternativamente nei due sensi, assumendo colori sempre diversi.[...]Ma ecco che Satana far la sua entrata in scena.[...]Si scatena allora il finimondo. I ragazzi paiono indeminiati. Afferrano ogni oggetto a portata di mano e
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lo scaraventano

per

terra.

Spogliano

violentemente laltare di ogni addobbo.


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E. De Martino, 1976,, La terra del rimorso. Contributo a una storia religiosa Sud, Milano, il Saggiatore, p.68. 33 Ibidem, pag. 70.
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Lapassade, op.cit.,pp.118/119

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Questi tratti non si ritrovano sistematicamente in tutte le visioni, ma definiscono l orizzonte culturale in cui tali apparizioni si verificano, a Lourdes come a Oliveto Citra, nei pressi di Salerno, e come a Crosia, cittadina in provincia di Cosenza. I tratti essenziali di tali apparizioni fanno ritenere che si tratti piuttosto di un fenomeno di transe, in quanto lestasi si produce non nella solitudine, nel silenzio e nellimmobilit, ma in mezzo ad una folla di pellegrini, con laccompagnamento di musica, a volte prodotta dagli stessi visionari. Inoltre in questa NCV ritroviamo le grandi forme della transe religiosa: estatica, sciamanica e diabolica, e ci dimostra le diverse influenze e stratificazioni di una transe moderna. Alcune transe dal mondo arabo Attraverso limmigrazione sono giunti anche in Europa e nel mondo occidentale riti e credenze islamiche, legati alla transe. I pi diffusi fra questi rituali sono la lila, e la danza dei dervisci roteanti. La Lila una cerimonia di origine sudanese, introdotta in Marocco dagli Gnawa, confraternita di schiavi neri utilizzati come corpo militare elitario dopo la disfatta dellimpero del Mali e del Songhai., fin dalla fine del XVI sec.. La diaspora verso i paesi del Maghreb ne acceler lislamizzazione, ma le antiche pratiche sopravvissero in seno al sufismo nord africano. Ancora oggi in Marocco queste pratiche sono tollerate, ma considerate con disprezzo dalla intellighenzia locale. La Lila una festa, E anche uno spazio di incontro, dove austeri veli trasformati nei teli luminosi dei sette colori dellordine cosmico impressionano il loro doppio celeste. La musica chiama gli dei: uno ad uno questi geni si impadroniscono dei loro adepti, e li vestono dei loro colori. La danza-transe comincia. Ogni incanto, ritmo, colore, gusto e profumo corrisponde a un carattere, a un dio. La musica qui il filo sottile che collega il dicibile allindicibile, il conosciuto allo sconosciuto, il razionale allirrazionale...
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La derdeba il rituale completo della festa lila che dura da tre a sette notti, e permette di rimettere la propria persona nellordine cosmico, grazie ad un complesso gioco di corrispondenze. La Transe di possessione in questo caso un ritorno ai propri principi costitutivi, psichici, mentali e spirituali. La lila una cerimonia di musica e danza, basata sulla credenza negli jnoun (i geni, gli spiriti) che diviene catarsi, liberazione e terapia, attraverso lespressione ritmica del corpo e il senso dellumorismo, considerato dagli Gnawa in grado di aprire lo spirito. Si tratta di una cerimonia pubblica e segreta allo stesso tempo, durante la quale si assiste talvolta a guarigioni miracolose e a fenomeni di chiaroveggenza, considerati come stati di grazia, doni divini.

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A. Baldassarre,1996, I neri dellIslam, in G. Gallina (a cura di) , Transe - Il passato remoto della musica del futuro, Mialno, Virus-Musica 90, p.9.; la lila ha fatto il suo ingresso nel mondo occidentale, come altre cerimonie appartenenti al mondo islamico; in Italia il rituale completo stato per la prima volta realizzato nella Cascina del parco delle Vallere, a Torino, durante la settima edizione di Musica 90- Dalle nuove musiche al suono mondiale.

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La danza dei Dervisci roteanti si distingue per la sua carica fortemente spettacolare, e proprio per questo forse la cerimonia islamica pi conosciuta nel mondo occidentale. Anchessa ha tuttora una valenza strettamente religiosa, essendo una vera e propria preghiera, pur se celata sotto ad una vera e propria opera artistica di musica, poesia e danza. Con il termine dervisci si indica gli appartenenti a una confraternita mistica sufi, la cui tradizione, diffusa soprattutto in Turchia, ma anche in Siria, Egitto e Irak, risale fino al XVI sec.; i dervisci seguono le regole del Corano, che esorta a seguire la pratica del dikr, cio alla ripetizione del nome di Dio attraverso cantilene e recitazioni ripetitive, ma aggiungono a questa pratica comune un nuovo elemento: il movimento. Come la ripetizione e la cantilena aiutano la concentrazione , cos certi movimenti del corpo, ripetitivi e circolari, favoriscono il raggiungimento dellascesi mistica e della transe. Accompagnato dal suono di flauti, cimbali, chitarre e diverse percussioni, il rituale Sama inizia col canto dello scheik, maestro rituale, seguito dai tre munschiddin, che elogiano il profeta Maometto. A questo punto, accompagnati da un assolo di flauto i tre danzatori lasciano cadere il mantello nero e scoprendo gli abiti bianchi stretti in vita da unalta cintura, e cominciano la loro originalissima danza roteando sul proprio asse in senso antiorario. Le vesti si alzano formando ampi cerchi nellaria, dando vita ad una rappresentazione dellunione fra cielo e terra, e a una simulazione dellordine cosmico. La perfezione estetica preannuncia il prossimo raggiungimento dello stato di transe. 1.4 Recupero della transe nel mondo occidentale Qualche centinaio di giovani in maglietta Adidas e felpa col cappuccio ballano fino a mattino in un capannone alla periferia di una grande citt dellOccidente; danzatori balinesi ripetono gli stessi gesti dei loro avi, sulle alte scogliere battute dal vento; a Bhaia, in Brasile, dove si intrecciano le religioni africane delle origini e il Cristianesimo, le sacerdotesse del condombl cadono in transe ripetendo gesti in cui le pratiche cristiane si mescolano alle religioni africane esplose. Cosa accomuna tutti questi rituali, quale il filo che unisce il raver al sacro danzatore congolese? Sebbene, come abbiamo visto, la transe collettiva e terapeutica tenda a scomparire, negli ultimi anni si assiste, anche nel mondo occidentale, ad un rinnovato interesse nei confronti della transe, evidente in movimenti come quello per il potenziale umano e nel recupero della transe da parte di quella parte della controcultura che la pone in una prospettiva nuova e innovativa: la transe come scarica, tecnica liberatrice per un inconscio serbatoio di desideri, oltre che di demoni. Si sta assistendo insomma alla forte diffusione di uno spiritualismo, che oltre la sensibilit New Age, assume forme originali e nuove, sganciate dal peso delle grandi religioni monoteiste che per secoli hanno schiacciato lOccidente (e non solo...) con le loro dottrine ferree. Si assiste alla nascita di una spiritualit diversa, necessaria a coprire i vuoti lasciati dalla crisi della razionalit e dellindustrialismo (e delle grandi religioni), una spiritualit dotata di connotazioni tribali e primitivistiche, che ha nella transe il suo fondamento. Recupero della transe in Occidente, come nuova forma di avvicinamento al divino, quando le regole e la cultura ufficiale non sanno, non possono, pi dare risposte. Transe liberatoria, che avvicina al divino e allo stesso tempo libera luomo da quelle sovrastrutture che non gli permetterebbero di guardare oltre i pregiudizi e la diversit di pensiero della propria cultura.

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Questo accomuna il raver che saluta il Sole con lEcstasy nelle vene e la fratellanza nel cuore a tutti gli Uomini e alle culture che ancor oggi, e prima di oggi, si sono abbandonati ai piaceri (e agli Inferni) della transe: la ricerca di uno stato di consapevolezza dellimportanza dellesserci qui e ora, quel senso di totale armonia con la Natura, quel sentirsi parte del Cosmo. Ed tutto questo che rende cos interessante il fenomeno della techno-transe. 1.5 Techno transe Cosa esattamente la techno transe? E questa la questione di fondo che negli ultimi tempi ha animato numerosi dibattiti, in seguito allesplodere del fenomeno rave, al quale la technotranse indissolubilmente legata. Fra le ricerche sulla questione vorrei ricordare le preziosissime opere di tre studiosi francesi, gi ricordati pi volte nella mia opera: C. Fontana, A. Fontaine e il sempre presente, quando si tratta delle istituzioni della transe, G. Lapassade. Cos insomma lo stato di rave? Si tratta di un tipo di transe, se di transe si tratta, gi conosciuto? Diversi dispositivi messi in opera nellorganizzazione della festa mirano a creare una rottura con il quotidiano. Il rave in questo senso un rituale che permette e organizza il passaggio da uno stato di coscienza a un altro. 36 Luso della parola transe ha[...]il pregio di situare la ritualit rave in una prospettiva di pratiche che sono vecchie come lumanit: lo sciamanesimo, le possessioni ritualizzate, le estasi dei mistici. Questo non significa ricercare in questi fenomeni la chiave per linterpretazione della transe nei rave, ma solamente ricordare che un grande numero di societ sono ricorse allalterazione volontaria della coscienza ordinaria in contesti ritualizzati. La transe stata vista dunque da molte societ come una risorsa, uno strumento in pi. Ed esattamente ci che succede durante i raves. Il punto centrale della discussone esattamente questo: come si pu spiegare oggi questa ricerca massiccia e deliberata di stati di transe? 37 In questi passaggi Fontana e Fontaine notano una deliberata ricerca di stati alterati nel dispositivo rave, mentre Lapassade si spinge oltre, introducendo un legame fra il rave e altre ritualit transferiali, ricordando la funzione della transe come risorsa e chiedendosi perch proprio ora riaffiori lesigenza di ricercare stati altri. Gli autori qui non mettono affatto in dubbio lesistenza di una techno-transe, e si preoccupano piuttosto di indagarla, sempre tenendo conto che: ...non voglio sostenere che tutti i ravers sono alla ricerca esplicita di stati di transe, ma indubitabile che per molti sia importante proprio luscita dalla coscienza ordinaria 38
36 37

A. Fontana e C. Fontaine, 1997, Raver, Roma, Sensibili alle foglie, p. 22. G. Lapassade, Dallo stato di dikr allo stato di rave-La questione della transe nel movimento techno, in G. Gallina (a cura di), Trance-Il passato remoto della musica del futuro, Milano, Virus Production-Musica 90, p.40. 38 Ibidem, p. 40.

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Come ci ricorda Lapassade, gli SMC

divengono delle transes effettive quando una societ

sceglie di coltivare questo o quellaltro stato, da cui si deduce che, essendo i raves organizzati proprio in modo da sfuggire a ogni logica di condizionamento culturale e sociale ordinario, per fare esperienza di stati non ordinari, li si possa accomunare ai rituali di transe tradizionali. Il rave allora come rituale di transe, transe che non pu essere indotta in modo automatico: asserire che tutti i ravers che si recano ad un raduno cadranno in transe assolutamente folle. Lapassade ci ricorda che la transe risponde ad una disposizione neuro-psicologica che lindividuo ha in s: un soggetto, pur anche sottomesso ad un condizionamento estremo, pi o meno disposto culturalmente e intellettualmente a entrare in transe. E grande gioco hanno i condizionamenti psicologici e fisiologici: non tutti sono in grado di raggiungere lo stato di transe, e certo non tutti allo stesso modo. Linduzione di uno SMC presuppone il ricorso a delle azioni psicologiche e/o fisiologiche che destabilizzano la struttura dello stato di coscienza ordinario. Questa struttura, a seconda degli individui, pi o meno solida. Lasciarsi andare alla transe significa in primo luogo accettare
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di

mettere

temporaneamente

in

discussione la propria coscienza ordinaria.

Come dire che non tutti i ravers accetteranno di guardarsi dentro, specie se in quel determinato momento non si sentono in forma, hanno problemi personali, sono stanchi o nervosi. Il rischio di un brutto viaggio non piace a nessuno, se la situazione critica meglio non lasciarsi troppo andare. Lesperienza insegna. Inoltre: Il contesto culturale ha anchesso un ruolo essenziale nella transe: il quadro in cui essa ha luogo, come si manifesta esteriormente e come la manifestano gli individui, nel loro stesso sistema di pensiero, caratterizzano queste manifestazioni. Dunque la transe, integrata e socializzata altrove, qui essenzialmente oggetto di ricerca per tutte le discipline.[] La transe, a lungo messa da parte, nella sua forma collettiva, dalle nostre pratiche sociali, affascina e spaventa allo stesso tempo. 40 Il fenomeno della transe non famigliare al giorno doggi, come abbiamo visto spesso viene associato alla follia, e nemmeno al raver, che pure ne ha fatto esperienza pi o meno diretta, esso pare unesperienza normale, come potrebbe esserlo presso alcune popolazioni tradizionali, ancora oggi. E infatti, durante i rave, coloro che sembrano lasciarsi andare troppo alla transe fanno paura, mettono a disagio. La maggior parte dei ravers andr presumibilmente in uno stato confusionale simile alla transe, ma : Qualunque siano i mezzi tecnici utilizzati nel rave, questo vissuto profondo della festa non pu concernere che un nucleo di ravers: a nostro parere sono coloro per

39 40

Fontana e Fontaine, op.cit., p.23. Ibidem, p.24.

40

cui lo spirito della festa effettivamente legato allesperienza della transe, anche se essi non utilizzano spontaneamente questo termine. 41 Questa osservazione di fondamentale importanza ai fini del mio lavoro, come vedremo in seguito quando tenter di costruire una tipologia minima del raver, infatti la presenza e laccettazione di una techno transe che fa la differenza fra il vero rave e ci che rave non pu essere definito, ma anche di questo parleremo in seguito. Tornando alla disponibilit da parte del raver di farsi rapire dalla transe, possiamo utilizzare le nozioni di set e setting (dispositivo e disposizione) forniteci da Thimoty Leary e Ralph Metzner42, che furono, negli anni sessanta, pionieri nelle ricerche legate alle droghe psichedeliche e a tutto il movimento che nacque attorno a queste. La teoria prendeva in esame i fattori dellatteggiamento individuale (set), che comprendono attitudini interiori, personalit, motivazioni, aspettative e via dicendo, e i fattori esterni ambientali (setting), quelli cio del contesto, dellambiente, sia fisico che sociale, compresa la presenza di altre persone come il terapeuta, o medico, o guida. 43 Nel trattare la techno transe Lapassade ci ricorda che non basta la presenza di dispositivi essenziali, quali la scenografia, i giochi di luce, lassunzione di sostanze psicoattive, perch si produca una transe: occorre infatti che lindividuo sia mentalmente disponibile, che vi sia insomma un desiderio personale di lasciarsi andare alla transe. Questo vale sia per il raver che per altri rituali di transe, come la macumba brasiliana: La macumba... un rito di possessione in cui gli adepti in transe incarnano delle entit sovrannaturali. Se gli adepti di un centro vicino vi si recano in visita, in principio quella notte non debbono entrare in transe; ed effettivamente non saranno posseduti, bench il dispositivo (musica, scenografia, regole generali) sia lo stesso nei due entri vicini. Esiste certamente il dispositivo della transe, ma nei visitatori non c la disposizione (set) a lasciarsi andare alla transe44 Nei prossimi capitoli tratteremo meglio dei dispositivi che possono indurre la techno transe: leffetto di gruppo, la musica techno, gli induttori chimici, cio le droghe e descrivere lambiente rave, o, meglio, gli ambienti rave. Torniamo alla questione della presenza e dellesperienza della transe ai rave. Lappassade sottolinea che sarebbe assurdo tentare di comparare lesperienza dei raver con quella dei posseduti, legata allesperienza della dissociazione personalit.
41 42

cercheremo di

e allo sdoppiamento della

Ibidem, p.26. Tra le opere di Leary e Metzer ricordo:R. Metzner,1987,Transformation Processes in Shamanism, Alchemy, and Yoga, in S. Nicholson, Shamanism , Theosophical Books; R. Metzner, 1997, Applicazioni terapeutiche degli stati modificati di coscienza, in Altrove n.4, ; Metzer R.e Adamson S.,1992, Ecstasy, Roma, Stampa Alternativa ed. Millelire; Leary T., 1974, Lesperienza psichedelica, Milano, SugarCo; Leary T, 1990, I germi degli anni Sessanta, in Cyberpunk Antologia, Milano, Shake Edizioni. 43 R.Metzner,1977, Applicazioni terapeutiche degli stati modificati di coscienza, in Altrove , p 115-124 44 G. Lapassade, op.cit., p.96.

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Lapassade ci ricorda che ...non si osservano nei raver consumatori di ecstasy ne convulsioni ne allucinazioni (al di fuori di qualche caso patologico)... 45, e qui occorre chiarire un minimo la questione. Se si tiene conto che, come vedremo brevemente anche in seguito, lEcstasy dellultima generazione raramente MDMA puro, e non raro che nella composizione delle pasticche compaiano sostanze allucinogene, quali per esempio la mescalina, o psicofarmaci che in associazione con altre sostanze provocano vere e proprie allucinazioni, il discorso si complica. Lecstasy rimane la sostanza da rave per eccezione, ma non assolutamente lunica. Anche Metzner, pioniere della ricerca psichedelica, si pone la questione di che tipo di transe si tratti la techno transe e nella sua piccola ma preziosa opera sullEcstasy46 ritiene lMDMA in grado di produrre un vero e proprio SMC, nonostante non dia generalmente luogo a modificazioni nella percezione, come nel caso degli allucinogeni tanto cari alla generazione psichedelica. Metzner prosegue la sua analisi sostenendo che un livello intermedio fra la techno transe e la transe di possessione potrebbe essere simile agli SMC prodotti dagli allucinogeni, la cui presenza sulla scena techno tuttaltro che marginale, considearata la diffusione dellLSD. In definitiva la techno transe sembra essere una transe a tutti gli effetti, ma valutarla rimane un problema aperto come sottolinea Lapassade: La valutazione dello stato di rave secondo le categorie degli SMC e della transe presenta dunque almeno due difficolt dinterpretazione : un primo ostacolo avrebbe origine nellidea riduttiva che in genere in occidente si fa della transe, legandola essenzialmente a quella della possessione con le sue manifestazioni di tipo isterico; un secondo ostacolo deriverebbe dal fatto che la nozione di SMC, come abbiamo ricordato, si sviluppata soprattutto nel contesto della ricerca e del movimento psichedelico, e che pertanto si trova associata alla fenomenologia degli stati provocati dallutilizzo degli allucinogeni. 47 A questo punto ci si domanda quale sia il legame fra la techno transe, e quindi lesperienza che della transe ci si pu fare al rave, e il misticismo tanto in voga negli anni della psichedelia, legato al misticismo orientale, e alluso di potenti droghe psichedeliche, come lLSD, appunto. Fin dallinizio del secolo i lavori dedicati alla descrizione degli stati mistici, in particolare dellestasi, si sono basati sugli scritti dei mistici stessi, che avevano avuto esperienza di tali stati nella solitudine della meditazione. Le cose cambiano durante gli anni della psichedelia, per opera di quei giovani ricercatori di psicologia riuniti attorno alla figura di Timothy Leary. Ai fini della nostra indagine pu essere invece molto utile il modello di transe estatica elaborato da uno di questi ricercatori, W. Pankhe48, nel 1962, in collaborazione con W.A. Richards. Seguendo unottica del tutto nuova, Pankhe analizza le caratteristiche principali degli SMC sperimentali, indotti cio dallassunzione volontaria sostanze psichedeliche, e costruisce un modello basato su nove categorie:
45 46

G. Lapassade, op.cit., p.104 R. Metzner-Adamson S., Ecstasy,1992, Roma, Stampa Alternativa Millelire. MDMA: Metilene-Diossi-Metanfetamine, sostanza base dellEcstasy. 47 G. Lapassade, op.cit., p.104. 48 Pankhe W.-Richards W.A.,1966, Implications of LSD and Exerimental Mysticism, in Tart C., 1977, Stati di Coscienza, Roma, Astrolabio.

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1. Lunit 2. La trascendenza dello spazio e del tempo 3. La certezza della realt della conoscenza intuitiva ottenuta 4. Il senso del sacro, ovvero quel sentimento di timore referenziale e di rispetto descritti da R. Otto come mysterium tremendum) 5. La percezione del paradossale 6. Lineffabilit dellesperienza 7. La transitoriet dello SMC ottenuto 8. Un sentimento profondo e di responsabilit pi universale 9. Un cambiamento in positivo nei comportamenti e nelle attitudine a riconoscere lintero universo come base della propria sicurezza. Rispetto ai modelli proposti da studiosi come Ludwig, si nota una certa enfasi mistica, e forse un minore rigore scientifica, ma questo non toglie affatto che per analizzare la techno transe questo sia un preziosissimo contributo. Pochettino, nel presentare le nove categorie proposte da Pankhe commenta:ho trovato il loro legame con le sensazioni descritte dai ravers cos preciso che considero utile elencarle.49 Fontana e Fontaine sono della medesima opinione, quando notano che alcuni raver nelle loro testimonianze: ...sottolineano il fatto che una conoscenza nascosta e ineffabile si riveli

parzialmente loro in questi secondi. Hanno lintuizione intima di una verit essenziale, straordinaria ed evidente, una sensazione di immensit, una visione dellarmonia delluniverso, un ritorno alle origini. La modificazione dello stato di coscienza ordinario per loro unapertura verso qualcosaltro, vissuta come una rivelazione pi o meno sconvolgente. 50 Lapassade, di fronte a questi argomenti ammette che la difficolt di metterli in dubbio, ma ritiene che il problema teorico di fondo, e quindi il riferimento dei raver allesperienza mistica tradizionale, vada riformulato. Egli sottolinea il fatto che lestasi di tipo mistico prevede un dispositivo che allopposto di quello rintracciabile nella techno transe, i tratti essenziali del misticismi si rintracciano infatti nella ricerca di solitudine, nel silenzio, nellimmobilit, nella preghiera e nella meditazione. E quello che Ludwig definisce come dispositivo di ipostimolazione, contrapposto alliperstimolazione su cui invece fondato il rave. ...non pi la solitudine, ma il gruppo, la folla, le migliaia di partecipanti; non pi il silenzio , ma la musica techno ad alta intensit sonora; non pi limmobilit della preghiera o della meditazione, di tipo orientale, ma il movimento e la danza Seguendo Ludwig
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si deve parlare di estasi per quelli stati vissuti nellipostimolazione, e di

transe per quegli stati vissuti invece nellipostimolazione, come il rave appunto.

49 50 51

B. Pochettino, 1996, Rave, sostanze e rit(m)o, in Altrove n.3. p.121. Fontana e Fontaine, op.cit., p.55. G.Lapassade, op.cit., p.109.

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Insomma la nozione di transe che si deve usare per lesperienza della techno transe, a dispetto dellEcstasy e della sua popolarit. Tornando allipostimolazione, la si pu collegare alleffetto di gruppo, tratto generale dei rituali di transe, assai evidente nelle cerimonie, religiose, sportive o politiche che siano. Gli studiosi che si occupano di questi rituali sono in genere restii ad occuparsi di tale aspetto, nonostante esista una letteratura di tipo psicosociologico e psicoanalitico legata alla questione.52 Da tali studi emerge il fatto che i grandi raduni possono avere un effetto ipnotico sui partecipanti, facendoli entrare in uno stato di coscienza diverso da quello ordinario, e che la folla, in soggetti predisposti, pu scatenare delle vere e proprie crisi di panico e disteria. Tutto ci assai evidente al giorno doggi, epoca delle grandi folle, durante i grandi raduni sportivi, o i grandi concerti: la calca, il caldo, la stanchezza, provocano si SMC, ma anche, innegabile, fenomeni di violenza, aspetto questultimo assai raro durante i rave. G. De Giuli, in un suo saggio inedito nota, a proposito delleffetto di gruppo: I rave riuniscono un gran numero dindividui giunti con la stessa intenzione, fare festa[]. Lampiezza della dimensione collettiva, la sua strutturazione questo rito particolare di fine settimana.
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e le

relazioni che si instaurano assumono un ruolo particolare nella regolazione di

E lampiezza dei raduni rave, nonostante esistano anche raduni meno affollati e pi intimi pu raggiungere cifre incredibili: a Castlemorton, nel 1992, si stimarono ben 10.000 partecipanti, e alla Love Parade di Berlino, nellestate del 1997 si dice siano accorsi ben 400.000 raver da tuttEuropa 1.6 Techno-sciamani Non esiste alcun tipo di studio che si chieda se, e in che misura, siano possibili altri tipi di transe durante il rave. Fontana e Fontaine rifersicono che durante i rave alcuni partecipanti hanno una funzione dinamizzante, fanno salire gli altri, e aggiungono: Si assiste a volte a danze figurative, a specie di mimi molto personali che potrebbero facilmente essere accomunati, in unaltra cultura, alla possesssione. Nel corso di una festa siamo rimasti alungo affascinati da un tipo che ballava, il cui comportamento ci sembrava incomprensibile. Riproduceva senza sosta un insieme di movimenti, come un mimo. Cominciava col tendere le mani al cielo come per ricevere dellaqcua da una fontana immaginaria e con cui si cospargeva il volto. Si teneva la testa e gesticolava
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, qui parlare di folla risulta riduttivo!

con

smorfie

spaventose,

poi

ricominciava,

instancabile, lo stesso gioco.

Come abbiamo accennato e come vedremo meglio in seguito leffetto della techno, delle droghe, del gico di luci, non lo stesso in tutti i soggetti. Vi sono individui predisposti per cui molto pi facile, rispetto agli altri raver, cadere in transe, viaggiare.

52

Sigehele S., 1983, La folla delinquente, Padova, Marsilio. G. De Giuli, La transe nella folla citato in Fontana e Fontaine, op.cit., p.26. 54 Fontana e Fontaine, op.cit., p.42.
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Parlare qui di sciamanesimo sarebbe azzardato, ma ci che appare evidente lesistenza di individui conosciuti per la loro capacit di mandare fuori, di attirare pur involontariamente lattenzione su di se. Si tratta probabilmente di individui in cui i confini della coscienza sono pi deboli, mistici forse, o santi. Non questo il luogo in cui analizzare ci che in comune hanno sciamani, santi e profeti, cio poi la capacit, il dono, di comunicare con mondi altri , ma vorrei solo sottolineare che se in tutte le culture tradizionali c sempre stata una figura legata alla transe e alle sue istituzioni, perch non potremmo, oggi, avere degli techno-sciamani? Non esiste nessuno studio, ma solo qualche testimonianza su questi techno-sciamani, che spesso, non correttamente dal mio punto di vista, vengono associati alla figura del DJ. Occorre innanzitutto precisare che lappellativo di techno-sciamano viene utilizzato, in ambienti underground pi spesso per indicare individui dotati di grande genio nel campo della computeristica e della tecnologia in genere o individui cyber, pi che per indicare raver dotati di grande carisma. Molto interessante questa testimonianza, in cui passato e futuro si mescolano in un originale visione del mondo: La visione sciamanica del mondo significa normalmente il credere in forze soprannaturali, alle quali si pu accedere per ottenere cambiamneti nella realt esterna. Normalmente si pu avere accesso a queste forze soprannaturali appellandosi a vari spiriti, che vivono in un mondo degli spiriti nel quale si pu giungere in sogno o attraverso altri metodi di alterazione dello stato di coscienza ( stanchezza, sostanze psicoattive, canto, danza estatica, ecc...). Questi spiriti sono disposti a interagire con gli uomini nello stesso modo in cui gli uomini interagiscono con loro: trattati, appelli, compensi... Lo sciamano usa un modo di operare noto come bricolage (dal francese bricoleur, fai da te). Come un ingegnere, che ha qualche idea sui principi teorici ai quali dare unimplementazione pratica, il bricoleur possiede un set di tecniche dal quale egli preferisce e sceglie lo strumento appropriato per la situazione che ha sotto mano. [] Il set di strumenti dello sciamano include un insieme di associazioni simboliche che lo aiutano a capire come contatare un certo spirito. [] Molto importante: lo sciamano tradizionalmente associato a una comunit, e la serve come guaritore, come psicologo, come colui che pu fare i miracoli. Quando una comunit si trova di fronte ad un problema che non pu risolvere con i metodi di tutti i giorni, si rivolge allo sciamano per aver una assistenza soprannaturale. Inoltre lo sciamano orchestra i rituali che tengono insieme la comunit. La visione techno-sciamanica unestensione di tutto questo. Significa crdere che le infrastrutture tecnologiche dellumanit siano divenute cos complesse da non poter essere comprese interamente tramite un modello teorico ingegneristico. In ogni modo queste sovrastrutture hanno un impatto diretto sul modo in cui viviamo la nostra vita. Cos il techno-sciamano serve la comunit avendo accesso alle infrastrutture tecnologiche , non come qualcuno che usa degli strumenti per ordinare a una macchina di fare qualcosa, ma come qualcuno che sente di dover negoziare con qualcun altro per portare a termine un compito. Luso di droghe, la danza estatica, la musica transe, sono oggi ben stabilite nella sub-cultura techno-sciamanica, come lo il loro uso negli eventi ritualistici che

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tengono insieme la comunit. Si pu vedere facilmente un legame fra la rete dei computers e lo spirito del mondo, e fra i computer e quelle potenti entit con le quali in contatto lo sciamano tradizionale. 55 Il concetto di bricolage, qui utilizzato riferendosi allattivit dello sciamano, derivato dalla teoria di Lvi-Strauss, il quale utilizz il concetto di bricolage tecnico paragonandolo a quello intellettuale, per analizzare il pensiero mitico. Il pensiero mitico appare cos come una sorta di bricolage intellettuale, il che spiega le relazioni che si riscontrano tra i due. Come il bricolage sul piano tecnico, la riflessione mitica pu ottenere sul piano intellettuale risultati veramente pregevoli e imprevedibili... 56

CAP.2 Il rave 2.1 La festa Il rave una festa, ma non nellaccezione che il termine ha comunemente assunto. E innegabile che la festa sia oramai scomparsa dalla nostra vita, sostituita dai divertimentifici del sabato sera, dal fanatismo sportivo, o , nel migliore dei casi, da tristi imitazioni di quelle che erano le vere feste dei nostri padri. Le varie sagre e fiere, nella maggior parte dei casi, del vero spirito liberatorio e anti-identitario che caratterizzava la festa in passato, hanno conservato ben poco, asservendosi cos alle tristi leggi del mercato e trasformandosi spesso proprio in quei divertimentifici dai quali pretenderebbero forse di distinguersi : zucchero filato e banda non fanno una festa. La vera festa una festa totale, senza limiti, sottintende lidea di una transe. E generalmente celebrata attraverso danze collettive che si concludono con transes e crisi di possessione delirante 57 La vera festa composta da tre elementi essenziali che sono : il gioco, la rottura col quotidiano, la trasgressione. Il rave, quindi, potrebbe essere una vera festa: attraverso lingestione di sostanze psicotrope, o lo stordimento causato dalla stanchezza e dallaffollamento, il raver gioca con se stesso e col proprio corpo, il proprio ruolo, i propri limiti. Esso prova una vertigine ludica, che lo stordisce e gli permette di staccarsi da una quotidianit opprimente e monotona, che il gioco, fonte di vita e di crescita (il diritto al gioco non
55

Technoshamanism,<http://www.yperreal.org/raves/technoshamanism/technoshaman_Definition.html>, from erich@hrl5.cs.tamu.edu 56 C. Lvi-Strauss, 1964, Il pensiero selvaggio, Milano,il Saggiatore, pp.30.
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Fontana e Fontaine,1997,

Raver, Roma, Sensibili alle foglie, p.65.

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patrimonio dei bambini!) spezza con la sua capacit quasi magica di dare spazio ai sensi e allo spirito. Ludico il senso di estraniamento, il cambiamento nella percezione di se stessi e del mondo che spezza le regole e ne crea delle nuove, slegate dalle necessit materiali e quotidiane che , se non esorcizzate, possono rendere la vita insopportabile. Il gioco rompe le costrizioni sociali legate al ruolo, allo stato sociale, ai doveri :durante la festa ognuno pu essere chiunque, e fino in fondo s stesso. Questa sovversione e trasgressione dellordine sociale e dei divieti , nel caso del rave particolarmente evidente nel caso degli illegal, in quanto in un contesto fuori dalle regole pi facile sorpassare lordinario. Sin dalle origini della civilt l' abolizione rituale-festiva delle differenze servita al rinsaldamento dell' ordine gerarchico , a rendere accettabili le differenze stesse. Nelle complesse societ occidentali di oggi l'edonismo la forma rituale attenuata , "laica". Il techno-party gestito orizzontalmente agisce precisamente e conflittualmente su questo terreno tentando di sfondare la nozione di festa, immettendole elementi di rottura , di critica , di sperimentazione... 58 Ma per rompere le regole al raver basta il fatto stesso di partecipare ad un evento comunque non accettato fino in fondo dalla societ in cui vive e probabilmente incomprensibile agli occhi dei genitori, della famiglia, dei colleghi di lavoro, ma sacro agli occhi degli altri raver, del gruppo, dei simili, di chi pu capire. Il rave, come ogni festa, ha un carattere trans-sociale e trans-culturale: (I danzatori) tentano di sfuggire alla ritmica abituale del corpo, di svuotarlo da tutto ci che contiene, dai gesti imposti da uno status sociale o da un mestiere. 59 Ed proprio questo desiderio del raver di esprimere le proprie pulsioni pi profonde che il quotidiano soffoca a fare del rave una vera festa, nel senso pi profondo. Come i contadini delle nostre campagne aspettavano trepidanti il d della festa per mettere il vestito buono e dimenticare per un poco le sofferenze, cos il raver aspetta la sua festa, per lasciare per un poco a casa le ansie per lo studio, i problemi di lavoro, le turbe amorose, le litigate con i genitori.

Il rave terreno fecondo di disobbedienza identitaria-estetica rispetto alle linee esistenziali imposte. 60 Certo non la stessa cosa, la cadenza dei festeggiamenti non legata, non solo almeno, al ritmo delle stagioni, la fatica meno grave, la povert molto meno pesante, ma lo spirito il medesimo, lo spirito della festa: quella trascendentalit che rende effimero ed improduttivo il tempo, che crea solo illusioni, desideri, vertigine.

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Testimonianza di un raver illegale, in Potenziale trasgressivo del rave, Hyperreal, http://www.hyperreal.com/illegal . 59 Fontana e Fontaine, op.cit., p.41. 60 Damian, Scintille di pubblico disordine, in A. Natella e S. tinari (a cura di), Rave Off, Roma, Castelvecchi, p.50.

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Nessuna societ o mai stata estranea alla festa, pur se questa si manifesta in forme assai differenti. Cos anche la nostra societ, occidentale e disincantata, necessiterebbe di momenti di vara festa, ma le poche feste a cui assistiamo sono spesso organizzate, incanalate, addomesticate, ed hanno perduto le loro funzioni pi benefiche. La vera festa utile allindividuo cos come al gruppo, ed proprio per questo che riappare sotto la forma del rave : essa ha una funzione rigeneratrice che permette al partecipante di guardare la propria vita con maggior distacco, e pu indurre importanti cambiamenti, ed una diversa valutazione della propria situazione. I ravers dimostrano in effetti una rigenerazione, una purificazione, un conforto dato da questi momenti di festa. Questo viaggio al di fuori delle strutture e delle regole imposte dalla societ libera il corpo dalle sue contrazioni.
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Il rendersi comunque conto della transitoriet della festa pu indurre ad uno sguardo pi critico verso il proprio modo di vita e verso la societ; inoltre si pu parlare di una funzione unificatrice della festa: questa infatti contribuisce a rendere compatto il gruppo sociale, e risponde ad una: Volont di riunione, di unificazione, di eliminazione di tutti i fattori individuali collettivi di diversit, di non conformit
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Durante il rave non importa chi sei, di che colore la tua pelle, non importano le tue preferenze sessuali, ci che conta lesser-ci con gli altri, il confondersi, lessere una cosa sola. Questo aspetto della festa assai evidente nel caso del rave anche per via delleffetto di sostanze psicotrope quali lEcstasy, che rispondono proprio ad una necessit di unione fra tutti i partecipanti, il fenomeno del karmacoma di cui parlano con enfasi i ravers, quellessere una sola cosa, che respira e si muove allunisono, quando la festa raggiunge il parossismo. Durante la festa ha davvero poca importanza il concetto di tempo: non ha importanza ci che accadr domani, non conta il passato, lunica dimensione riconosciuta il presente: Gli estasiati hanno un altro rapporto con il tempo. Non si preoccupano in genere delle ore che passano, hanno perduto la nozione comune di tempo. Dei momenti molto brevi possono sembrare loro infinitamente lunghi; inversamente passano ore senza che se ne rendano conto. Vivono essenzialmente nel presente.
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I raver rivendicano insomma un diritto alla vera festa, che sfugga ad ogni organizzazione sociale o politica, e proprio per questo divengono bersaglio di forte repressione. La vera festa pu essere pericolosa, ed per questo che la nostra societ non la ammette e non la tollera. Il discorso assai diverso se si parla delle serate in discoteca, fortemente commercializzate , istituzionalizzate, controllate.

61 62

Fontana e Fontaine, op.cit., p. 42. S. Mandon citato in Fontana e Fontaine, 1997, Raver, Roma,Sensibili alle foglie, p.69. 63 Ibidem, p.47.

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Certo discutibile il fatto che per lasciarsi veramente andare sia necessaria lingestione di sostanze stupefacenti: La festa autentica non pu mai essere prodotta per mezzo di catalizzatori farmacologici. E la loro assenza non impedisce la sua venuta. Lo spirito della festa, come una musa, contiene in s la sua volont
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Certo le droghe possono aiutare a rompere con la quotidianit, rendono meno faticosa e pi magica questa rottura. Il legame fra la festa e il consumo di droghe e vino innegabile, proprio perch queto tipo di rituale non ammesso durante la vita quotidiana, e non con questa conciliabile; bisogna inoltre ricordare che le occasioni di festa per il raver possono essere assai numerose nellarco di un mese, e pertanto lapporto di sostanze che permettano di dimenticare la fatica diviene quasi indispensabile. Ci si pu a questo punto domandare perch proprio ora, e proprio in Occidente, si assiste alla ricomparsa della vera festa. Le feste nascono quando si passa da un sistema allaltro, da un insieme ad un altro e quando la caduta dei valori di un mondo non permette ancora di prevedere le norme del mondo che si sta preparando 65 Il ritorno alla necessit di una vera festa indica quindi uninsofferenza nelle giovani generazioni nei confronti del vivere quotidiano, delle regole di vita imposte, e unincapacit del sistema di rispondere allesigenza di cambiamento e crescita nei giovani. E se la maggior parte di questi si accontentano di ci che la societ offre loro pronto e impacchettato, i ravers non accettano forse le regole imposte, e hanno necessit di una festa vera, non preconfezionata, non banale. La nascita della festa rave segna la rottura con il divertimento istituzionalizzato, e riporta in vita la festa dei nostri avi, la festa in quanto tale, totale, esorcizzante, a volte mistica. La festa che porta a confrontarsi con i propri limiti, e con i limiti del giorno e della notte, della vita. 2.2 La danza Danza primitiva e danza rituale

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Cox, citato in Fontana e Fontaine,1997, Raver, Roma, Sensibili alle foglie, p.68. 65 Duvignaud, citato in Fontana- Fontaine, 1997,Raver, Roma, Sensibili alle foglie, p.78.

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La danza stata fin dallalba dellUomo uno dei pi potenti mezzi di socializzazione, di esorcizzazione, di comunicazione con il divino. La danza non solo musica, ritmo, arte: molto prima di divenire tutto questo -involgarendosi in un certo senso- la danza esprimeva lessenza stessa della vita, il movimento. Si potrebbe dire che la vita stessa fosse una danza, o -come antichi miti narrano- la vita fu creata dalla danza . ...Siva (fausto) la personificazione dellassoluto (brahman), il principio distruttore e al tempo stesso rigeneratore del mondo, dispensatore di morte e rinascita[...]. Nei templi Siva spesso rappresentato nelle vesti di un danzatore con lepiteto di Nataraja, signore della danza. La danza cosmica simboleggia il continuo rinnovarsi del mondo, in un ritmo infinito di dissoluzioni e rinascite. Per gli induisti la danza pi antica del mondo stesso, perch proprio danzando sul monte Kailasa che Siva cre il cosmo lattuale epoca. [...]Danzando e battendo il tamburo , il Danzatore cosmico fa risvegliare la vita; ma dalla stessa danza scaturisce la scintilla che distrugger la terra e per questo il dio porta nella mano sinistra pi alta la lingua di fuoco. Tamburo e fiamma sono i due elementi del gioco. Creazione-distruzione e le due mani che questi oggetti stringono rappresentano lequilibrio fra la vita e la morte.66 La danza e la musica sono ,presso le cosidette culture tradizionali ed erano, presso le popolazioni primitive, parte integrante della vita della societ, sottolineandone i momenti pi importanti, sia individuali che colletivi. Le occasioni per danzare sono molteplici, e fanno parte della vita quotidiana: si danza per invocare la pioggia, per celebrare il raggiungimento della pubert, per festeggiare le nozze, per salutare un nuovo nato e si danza anche in occasione della morte di un membro della comunit, per propiziargli un buon viaggio verso un altro mondo. Presso le popolazioni primitive e le culture tradizionali, la danza ricopre infatti una sfera dazione molto pi ampia che nella nostra societ, e non ha , come in quella occidentale contemporanea, una funzione estetica o di intrattenimento. La danza primitiva, non spettacolo: ci che conta maggiormente laspetto sociale e rituale, presso tali popolazioni non esiste infatti una netta separazione fra la sfera privata e quella collettiva, quindi ogni fenomeno naturale, esistenziale o sociale viene affrontato dallintera comunit. Chiaramente anche presso le popolazioni primitive, in determinate occasioni, laspetto estetico viene ad assumere una certa importanza, come nel caso delle danze per la fertilit, durante le quali non solo si rende omaggio a Madre Terra ma si assiste alla nascita e al consolidamento dei legami sessuali allinterno della comunit, del gruppo. Le occasioni nelle quali si danza sono comunque sempre sostenute e collegate a rituali vivi e complessi, che hanno funzione di risposta e sostegno nei momenti critici. Si tratta di una tecnica mediante la quale le popolazioni affermano e esprimono s stesse davanti alle proprie ansie e paure e alle condizioni ostili dellambiente. La musica, nellantichit, era considerata la risonanza di un ordine cosmico superiore, si riteneva potesse influire cos sulla vita degli uomini e sui suoi sentimenti, la sua salute.
66

Enciclopedia delle religioni, Garzanti, Milano, 1989, pp. 425/427.

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Corpo e psiche

erano inseparabili, e gli antichi sapevano molto bene quanto la psiche, le

emozioni, potessero influire sulla salute delluomo, consapevolezza che le medicine orientali mai hanno perso, e che solo da pochissimo tempo sta riaffiorando in quell Occidente, che, annegato nel razionalismo, riuscito a perdere (e non si sa se mai ritrover) il senso del Tutto. In questo ambito anche le malattie assumono una connotazione sociale, non sono, come accade nella cultura occidentale, oggettivate e autonomizzate, bens vengono contestualizzate, espresse, condivise e rielaborate in chiave mitica. 67 Nelle societ primitive, come abbiamo gi detto, la musica e la danza ricoprivano numerose funzioni, fra le quali la funzione di guarire: lo sciamano, lo stregone, danzava e invocava lo spirito degli antenati per far uscire le malattie dal corpo del paziente. Il potere taumaturgico della musica e della danza era gi riconosciuto in Cina 2600 anni prima di cristo, quando si cominciarono a costruire i primi rudimentali strumenti in grado di emettere quattro note: il Fa, il Do, il Sol, il La. In Egitto si intonavano canti magici per curare la sterlit e i dolori reumatici, in Tibet la medicina occidentale non mai entrata, e ancora oggi si intonano gli antichi mantra, suoni sacri in quanto rivelati ai mistici e agli sciamani dagli dei. Lo strumento privilegiato nelle danze riuali il tamburo, il cui ritmo osssessivo , secondo studiosi come M.Eliade, capace di produrre , o facilitare, la transe: il tamburo quindi come strumento per comunicare con il mondo degli spiriti. Il tamburo si distingue da tutti gli altri strumenti usati per la magia del rumore proprio perch rende possibile una esperienza estatica. 12 Le danze rituali, come le danze dionisiache dellantica Grecia, o quelle dedicate a Siva in India, hanno in comune la celebrazione collettiva di eventi che possono provocare nel singolo sentimenti di angoscia o paura, si tratti di eventi legati al ciclo della vita umana, come la nascita, la morte, la malattia, o di eventi esterni, come gli eventi atmosferici o la guerra. Attraverso la danza rituale, come abbiamo accennato, lo sciamano, membro della comunit investito di un ruolo sacro, comunica con forze non materiali, la danza rituale quindi come medium fra naturale e sovranaturale. Ora, abbiamo detto che tutti i passaggi fondamentali della vita delluomo erano contrasegnati da riti di propiziazione. Prendiamo in considerazione i riti di iniziazione: durante questi riti ladolescente viene sottoposto a prove molto difficili e dolorose, si assiste ad una morte simbolica, alla quale segue la nascita di un nuovo uomo, di un adulto. La danza rituale come rappresentazione, in questo caso. La danza rave Esiste una differenza fra danza rituale e danza tribale, e se sucessivamente anlizzeremo il rave come rito e la danza collegata al fenomeno sar pertanto definibile come rituale, si pu fin da ora definire la danza rave come danza tribale.
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B. Braggio, 1995, Danza rituale e stati modificati di coscienza, in Altrove n. 2, p. 86. M. Eliade, citato in A. Marchisio, Tecnosciamani ed etnodeviazioni, in G. Dal Soler e A. Amrchisio (a cura di), Trance & Drones,Roma, Castelvecchi, p.76.
12

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Come vedremo, allinterno del fenomeno esistono vere e proprie trib, la cui esistenza totalmente interrelata con il mondo rave: si tratta di gruppi la cui occupazione principale organizzare raduni e feste, e che possono in qualche modo essere considerate delle trib, come nel caso dei travellers e delle tribe , ma si tratta per di un fenomeno nel fenomeno. Inoltre si hanno situazioni in cui il rave raggiunge livelli tali di partecipazione e Unione per cui si pu asserire di trovarsi di fronte ad una vera e propria trib, seppur effimera: la technotrib della Zona Temporaneamente Autonoma, destinata a sciogliersi alla fine della festa, per poi ricrearsi in un altro luogo e in un altro tempo. In questo senso, alora la danza rave sar danza tribale. Vediamo ora quali sono le occasioni della danza rave. Le occasioni della danza per le popolazioni primitive erano, come abbiamo accennato ,legate profondamente ai cicli della vita individuale e delle stagioni, caratteristica questa che si pu individuare anche nella periodicit dei raves. E innegabile che, ai giorni nostri, basti loccasione di un Sabato per festeggiare, ma questo non esclude che determinate ricorrenze abbiano tuttora importanza, o -meglio- labbiano riconquistata dopo anni di oblio. Vi sono occasioni pi importanti di altre, come il Capodanno e il Carnevale, e accanto a queste festivit comandate riaffiorano ricorrenze che sembravano dimenticate: il Capodanno Celtico, trasformato dalla tradizione anglosassone nella festivit di Halloween (in Italia Tuttisanti) viene frequentemente salutato con un rave speciale, preparato con maggior cura dei particolari, e cos per lEquinozio di Primavera e per il Solstizio dEstate. In occasione di queste due ricorrenze, riaffiorano nella festa rave usanze tradizionali, come quella dellaccensione dei fuochi, attraverso la quale nellantichit si propiziava larrivo della bella stagione e della prosperit dellagricultura; il fuoco uno degli elementi di maggior fascino dellimmaginario rave, sempre presente in occasione delle feste pi importanti, nelle quali giocolieri e mangiafuoco non mancano mai. Occasioni importanti sono date poi dalle notti di Luna piena (Full Moon Parties) , se non altro per la carica energetica ed estetica che il plenilunio diffonde; non bisogna dimenticare che presso le culture tradizionali, e ancora oggi in Oriente, i cicli lunari sono considerati molto importanti e i loro riflessi sullumore, sulla produttivit, sulle maree, sulla natura tutta, vengono segnati da precise ritualit; importante inoltre il ruolo della luna nelle leggende nordiche e in tutto limmaginario fantastico della nostra cultura. Attraverso il rave tali ritualit riemergono. Ma torniamo al Capodanno. Per il raver il capodanno pi che altro una festa comandata in occasione della quale il doversi divertire per forza pu anche risultare molto antipatico. Non si tratta di un momento di passaggio molto sentito, come era per i nostri antenati: La festa di Capodanno un grande complesso religioso proprio di societ ai pi svariati livelli culturali. Esso muta forma, significato, funzione da un ambiente culturale allaltro. Anche mutano rispettivamente forma, significato, funzione, i temi religiosi onde il significato stesso costituito.[]Il carattere delluno (il complesso) e degli altri (i temi) stanno in funzione del regime economico-sociale di esistenza, in funzione altres dellambiente e delle congiunte esperienze di vita. 68

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Lanternari V., 1976, La grande festa, Bari,

Dedalo libri, p.523.

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Le festivit popolari e contadine riaffiorano , facendo rivivere tradizioni che nemmeno il Capitalismo, la Tecnocrazia e lo stress post-moderno possono cancellare, facendo s che allalba del Duemila le nuove generazioni rendano omaggio al Sole e alla Luna, esattamente come fecero prima di loro milioni di Uomini. Dicevamo che, ad ogni modo, ai giorni nostri pu valere molto anche il festeggiare un fine settimana, specie se si trattato di una settimana di lavoro e studio, e il Sabato diviene cos, da giorno di riposo sacro a Dio che era, occasione per dimenticare, o mettere da parte per una notte almeno, tutti i problemi e lo stress della vita quotidiana. Il Sabato sacro, ancora, ma in un altro senso, perch permette di scaricare le tensioni e lo stress settimanale. Cos come i contadini si godevano il meritato -e desiderato- riposo dopo il lavoro settimanale nei campi, cos ora i giovani, che di quei contadini sono il seme, esorcizzano i problemi di tutti giorni, la noia e la routine attraverso la danza, lo stordimento, le droghe. Il Sabato notte tutto permesso. Per poi tornare alla vita reale. Questo discorso vale, chiaramente non solo per il fenomeno rave ma per tutte le tendenze giovanili in fatto di gestione del tempo libero, dalla discoteca alla tifoseria sportiva. Ci che distingue forse il fenomeno rave forse il fatto di essere legato in maniera pi conscia ed entusiasta a certe ritualit, che in altre situazioni sono perlopi una scusa per festeggiare. Come dire che il raver festeggi perch ci crede, nonostante talvolta si finga di credere proprio per festeggiare. Un discorso a parte meritano i riti di iniziazione, inesistenti -o meglio scomparsi , nella nostra societ. Non esiste pi nulla che segni il passaggio dalla fanciullezza allet adulta, e questo fa s che il giovane contemporaneo sia spesso vittima di nevrosi e insicurezze, dovute alla confusione dei ruoli, allincapacit di fare delle scelte precise ed assumersi la responsabilit della propria esistenza. In Italia specialmente, anche in seguito alla disoccupazione giovanile e alla carenza di alloggi e assistenza, si tende sempre pi a posticipare labbandono della casa dei genitori e se pure il giovane ha un lavoro o grandi sempre pi tardi. Il rave un evento coinvolgente, ma manca di una figura indispensabile ai fini di un rito iniziatico: ladulto, colui che porta con s liniziato, verso un nuovo stadio della sua esistenza. Non esiste una guida, qualcuno dotato di grande esperienza che aiuti il giovane a non sbagliare, e a non perdere la strada. Come vedremo meglio nel discutere del rave in quanto rito, la mancanza di tale figura fa s che un qualcosa di simile alliniziazione avvenga comunque, ma che assuma aspetti assai differenti: questiniziazione riguarda quasi totalmente luso delle sostanze psicotropiche e iniziato e guida appartengono generalmente alla stessa classe generazionale: la guida in questo caso colui che si fatto un sacco di viaggi e conosce sufficientemente le varie sostanze e i meccanismi del rave per preparare il novizio ad affrontare la situazione . Ci che lega fortemente il rave alle antiche danze tribali o primitive, la presenza della transe, spesso legata alluso di sostanze psicotrope. Fin dalla pi tarda antichit luomo ha usato le droghe per raggiungere determinati stati di coscienza, legati alle ritualit sacre, ma le droghe da sole non bastano, non sono mai bastate. vive lontano (emblematico il caso degli studenti fuori sede) il processo di emancipazione tarda sempre pi, e con questo tarda la crescita interiore, si diventa

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E proprio la danza, il movimento, a mandare in transe: la ripetizione dei movimenti, la perdita dei punti di riferimento e dellequilibrio, legati alleffetto ipnotico della musica, sono una tecnica per raggiungere la transe, oggi come sempre: Il ballo, col passare del tempo, provoca dei disturbi allequilibrio e delle modificazioni dello stato dei partecipanti a livello psicologico e fisiologico. Ballare significa inserire la musica nello spazio, e questo inserimento si realizza attraverso una modificazione incessante dei rapporti delle varie parti del corpo. 69 Nel caso del raver leffetto aumentato sovente dallingestione di Ecstasy, trips della danza. La coscienza del corpo, come fa osservare Rouget, ne totalmente trasformata. Il ballo pu essere considerato qui una tecnica di transe come nel sama dei mevlevi, I dervisci danzanti di Konya, dove la transe, di comunione, viene indotta da una tecnica di rotazione del corpo molto particolare che simbolizza la rotazione delle sfere delluniverso. Ma nel rave la danza anche espressione della transe in quanto libera e poco codificata. Il pi delle volte astratta, esprime una liberazione manifesta dei danzatori, senza alcuna ricerca estetica. 70 Durante i rave si assiste talvolta a danze figurative che in altri contesti potrebbero essere o altre

sostanze. E le luci stroboscopiche, i laser e la scenografia rafforzano ulteriormente leffetto

accomunati alla possessione: alcuni raver danno luogo a figure mimiche molto espressive, sorridono o combattono il frutto del proprio delirio. Alcuni raver hanno una funzione dinamizzante per gli altri: i loro movimenti fanno salire lestasi, e spesso divengono centro dellattenzione altrui. La transe, accomunata alla danza, qui un modo di liberarsi, pregare, forse, come lo era per le popolazioni primitive. Ma per meglio analizzare il profondo legame fra il fenomeno rave e lancestrale legame delluomo con la danza occorre precisare alcune questioni. Si diceva che la danza si in un certo senso involgarita, ed necessario illustrare questa importante affermazione. Si possono distinguere tre dimensioni della danza: quella profana, quella sociale e quella sacra71; a queste dimensioni si associano tre diversi tipi di funzione. La danza profana personalistica, egoistica e materialistica e svolge una funzione prettamente egoistica, di autogratificazione della personalit. E danza essoterica, che da luogo a fenomeni di divismo, dove il ruolo dellattore disgiunto da quello dello spettatore. La danza sociale animistica, superindividuale, storica, e svolge una funzione di socializzazione. Il ruolo dellattore e dello spettatore si mescolano, e si alternano, divenendo spesso la stessa cosa. Ultima, non certo per importanza, la dimensione sacra della danza, di cui le altre dimensioni possono essere considerate il
69 70

di esprimersi totalmente, di

decadimento: la danza sacra impersonale, spiritualistica,

Fontana e Fontaine, opp.cit, p.41. Ibidem 71 A. Forte, 1977, Esoterismo e socialit della danza, Roma,

Atanor, p.75.

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metastorica. E la danza esoterica, una volta patrimonio di stregoni e sciamani, ed ha una funzione reintegrativa, in cui il singolo si fonde nel Tutto , in cui il danzatore attore e spettatore di s stesso. E danza che crea, ma che pu anche distruggere, danza pura, di cui ogni danza non pu che essere la deformazione. Vorrei tentare di analizzare la danza rave, perch nonostante le differenti correnti musicali (techno, trance, gabber ecc...) e la trasformabilit della danza sotto i diversi influssi culturali ed ambientali , credo si possano individuare delle costanti che rendono la danza rave diversa da ogni altra danza contemporanea. Innanzitutto si tratta di una danza di gruppo, in cui ogni partecipante condizionato dagli altri, sia fisicamente che psicologicamente : si pu ipotizzare che le caratteristiche della danza di gruppo siano le caratteristiche stesse del gruppo -o dei gruppi- che vi partecipano. Non sar difficile infatti notare limportanza che i legami vengono ad assumere durante la danza, mettendo in evidenza un vero e proprio schema ; anche anche in quella che pu sembrare la pi anarchica delle situazioni. Questo significa che il raver si muover e agir in prevalenza allinterno della sfera delle amicizie pi strette ma , essendo il rave per sua natura un fenomeno sociale, non mancher di ballare e intrattenersi con altri, allargando cos le proprie amicizie e complicando il disegno di fondo. Ma cosa cerca il danzatore raver? Lintenzione pu variare da profana a sociale, il raver pu cio essere interessato ad un puro appagamento egoistico ed allesaltazione estetica : in tal caso probabilmente si porr in qualche modo al centro dellattenzione, curando i gesti da compiere, lespressione del viso, e dando probabilmente molta importanza allabbigliamento e al trucco. Questo non significa affatto che il raver profano sar unedonista inguaribile: egli potr appagare le proprie pulsioni egocentriche anche stando in disparte, comportandosi in maniera grossolana, ballando e gesticolando freneticamente. Non bisogna dimenticare che i preparativi e il post-rave (vestizione e svestizione) fanno parte della cerimonia quanto la danza stessa. Si pu supporre che il danzatore profano impieghi gran parte della cerimonia proprio a crearsi il personaggio, se mi si concede il paragone teatrale. Il danzatore essoterico bader insomma molto allapparenza, non gradir essere troppo simile agli altri danzatori, e gradir invece autogratificarsi nellessere ammirato o pure detestato , sar innanzitutto attore e non spettatore. Il danzatore sociale invece amer con-fondersi con gli altri danzatori, divenendo al tempo stesso spettatore e attore, sar simile agli altri anche nel modo di muoversi, nei gesti, nellabbigliamento. Il danzatore sociale profondamente storico, nel senso che segue la moda, non quella patinata e adulta, chiaramente, ma quella dettata dallappartenenza al gruppo, dei raver in questo caso. Ora, sappiamo bene che si tratta di idealtipi, e che nella realt tutte queste caratteristiche si mescolano, ma si tratta comunque di costruzioni assai indicative: nel caso del danzatore sociale abbiamo infatti lesempio di quello che dovrebbe essere il raver per antonomasia, se -come vedremo pi avanti- il rave davvero basato sullempatia e la socializzazione, almeno idealmente. Un discorso a parte merita il danzatore sacro: difficile dire se il raver possa aspirare a tanto. la danza di gruppo presuppone infatti , come ogni altra danza, uno schema aprioristico, che coordini i movimenti

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Come abbiamo visto, alcuni danzatori hanno una funzione dinamizzante per gli altri, li fanno salire come ci ricordano A. Fontaine e C. Fontana in Raver.72 Si tratta di raver forse pi fuori degli altri, le cui movenze incantano, ipnotizzano, sciolgono chi li guarda. Non di rado, durante i rave, si formano cerchi attorno ad un danzatore che fa da catalizzatore per gli altri, per poi lasciare il posto ad un altro. Difficile dire se questi raver particolari stiano compiendo una vera e propria danza sacra, ma certo che alcune sostanze psicotrope, specie lLSD e la mescalina 73, possano spingere molto oltre il danzatore, aprendogli le porte verso mondi lontani, fuori o dentro che siano, e gli permettano cio di accedere a Stati di Coscienza Modificati legati danza sacra. Chiunque abbia la possibilit di assistere ad un rave si render facilmente conto che nella cerimonia convivono tutte e tre le dimensioni riconosciute alla danza, e probabilmente ne riconoscer la spettacolarit, ammirandola o pure avversandola. Ad un osservatore esterno qualsiasi tipo di rave, che si tratti di un illegal in un grande capannone in disuso o di un rave Goa immerso nelle colline, apparir senza dubbio uno spettacolo unico, oltre che un fenomeno sociologicamente interessante. Questa spettacolarit data dallambiente innanzitutto, che varia a seconda del luogo, della nazione ,del clima, della tecnologia utilizzata. Ad ogni modo lambiente e la scenografia sono due elementi fondamentali nella danza rave, e ne sono parte integrante e indispensabile, perch ci che realmente conta latmosfera, e questultima sar determinata non solo dalle caratteristiche e dalle movenze dei danzatori, ma anche dal gioco di luci, dai costumi e dalla scenografia. Non esiste un ambiente caratteristico del rave, si hanno rave nei prati di collina, nei grandi capannoni in disuso alla periferia delle grandi citt, nei centri sociali, nei clubs, sulle spiagge assolate indiane, persino sulle rive del Nilo. Paese che vai ambiente rave che trovi . 2.3 I padri psichedelici Il festival rock fu semplicemente la festa pi folle e pi influente di tutta la storia. Per un fine settimana, un campo di una fattoria divenne la terza citt dello stato di New York. Quasi mezzo milione di giovani americani viziati, ricchi, istruiti, schiacciati, compressi, compattati in un pascolo di vacche.[]Il pi grande, pi pagano evento musicale di tutta la storia, con abbondanza di gioiosa nudit e di sacramenti psichedelici. E fate click qui: neanche un solo caso noto di violenza! Il festival di Woodstock fu un revival altamente spettacolare del rito religioso pi antico e pi fondamentale: una celebrazione pagana della vita e della natura primitiva, una classica cerimonia di possessione di gruppo in cui la congregazione va fuori di testa.74 Non c dubbio alcuno che i free-festivals inglesi e americani siano in un certo senso gli antenati del rave.
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allo sciamanesimo e alla

Fontana e Fontaine,op.cit. p.43. A tale riguardo vedere il capitolo dedicato alle Droghe da rave del presente lavoro. 74 T.Leary , 1996, Woodstock e i suoi nipoti in G. Gallina (a cura di), Trance-Il passato remoto della musica del futuro, Milano, Virus Production-Musica 90, p.48.

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In Inghilterra si avuto, dalla fine degli anni 80 ad ora, una vera e propria trasformazione di quelli che erano i festivals hippie in rave; in particolare fu da eventi quali i raduni per il solstizio dEstate e lequinozio di Primavera a Stonehenge che si produsse la prima scintilla rave: la musica psichedelica delle generazioni hippie e freak si trasform in techno, e i free festivals divennero rave: Quanto alla trasformazione, a partire dai primi anni novanta, dei vecchi festival hippies in rave, in particolare in rave illegali, va ricordato che questa fu dovuta sia a persone che vivevano ancora in comunit hippies, sia dalla gente del viaggio, i traveller che si situano nella medesima scia... Tale trasformazione si riflette anche nella musica: Molti puristi storceranno il naso al solo pensiero di paragonare il fenomeno rave e la sua musica a ci che fu londata psichedelica dei tardi anni60, ma ci che si consiglia lesame in macro di tutta la musica, non come singolo brano o musicista. La sua funzione... di creare un continuum temporale, che trasporti in uno stato di trance[...] portando il danzatore a sincronizzarsi su ritmiche transpersonali, che lo avvicinino a quel senso di unione, di Unit, che sta alla base di ogni rituale, di ogni ricerca profonda. 76 Ci sono insomma molti elementi che fanno pensare ad una continuit fra il movimento dei free festival hippie e il movimento rave: il desiderio di trasgredire con luso comunitario delle droghe, di fare festa nel vero senso della parola, di liberare il corpo e fare viaggiare la mente, di vestire in maniera particolare, di essere insomma riconosciuti come hippie o come raver. Il sentimento identitario di gruppo, comunque probabilmente pi debole nel raver che nellhippie, in quanto, a meno che non si trattasse di un falso hippie, egli vedeva tutta la sua vita coinvolta in un tale tipo di scelta; e la dimensione comunitaria che nei rave nasce solo per svanire dopo poche ore, era invece assai presente nel movimento hippie, che proprio sul concetto di comunit fondava gran parte della sua filosofia: le comuni hippie che prolificarono allepoca ne sono un esempio. Esistono quindi delle differenze molto forti fra i due movimenti che non possono essere ignorate, la differenza pi evidente sta nel fatto che intendeva rompere con il sistema: Era convinzione dei figli dei fiori che la libert si potesse raggiungere solo disertando la societ ufficiale senza scendere a compromessi e senza mantenere legami di sorta con essa. Quindi gli hippies rompevano del tutto col sistema e si stabilivano ai suoi margini, rifiutando a priori qualsiasi tipo di impegno. Il loro distacco dalla societ veniva progettato come distacco totale, radicale e ben definito. 77 il movimento psichedelico, o hippie,
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G. Lapassade, 1997, Dallo sciamano al raver,Roma, Sensibili alle foglie, 107 76 B. Pochettino, 1996, Rave, sostanze e rit(m)o, in Altrove n. 3, p.133. 77 W, Hollstein, 1971, Undergroung. Sociologia della contestazione giovanile, Firenze, Sansoni, p. 84.

p.

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Questo desiderio di rottura non appare nel movimento rave, se non nel caso delle tribe e dei traveller, che si pongono, come movimento, proprio come congiunzione fra gli hippies (e i punks) ed i ravers, ma si tratta di poche migliaia di persone nel mondo, mentre i ravers, che sono molto pi numerosi, non sentono la necessit di un taglio cos definitivo e totale con la societ, anzi, come vedremo in seguito, la filosofia rave sta proprio nel vivere nella societ, tuttalpi ignorandola, e scavarsi una propria nicchia ecologica in cui esaudire il proprio desiderio di libert. Difficilmente si tratta di un distacco totale e irreversibile: il raver generalmente non un individuo che rifiuta la societ in toto, piuttosto un individuo che delle contraddizioni di tale societ fa unarma di liberazione: prende ci che gli piace (e gli serve) e cerca di ignorare il resto. Una tale filosofia giovanile potrebbe essere interpretata come nuova via di fuga, dopo il fallimento di movimento di opposizione totale quali quello hippie e quello studentesco del 68 e del 77, che, pur avendo ottenuto vittorie in campo sociale hanno lasciato lindividuo fondamentalmente solo e confuso. Il movimento rave non si propone di cambiare il mondo, ma semmai di scuoterlo dal suo torpore, mostrandogli dove sta la festa. Questo non toglie che alcune parole dordine, come love and peace siano state riprese (la Love Parade di Berlino, che riunisce ogni estate migliaia e migliaia di giovani ne un esempio), e che alcuni tratti in comune rimangano evidenti, si pensi per esempio al ruolo della donna: finalmente liberata dal movimento femminista degli anni70, ella ha durante il rave il medesimo ruolo delluomo, non esiste cio una distinzione vera e propria di ruoli. Anche nellabbigliamento le differenze non sono profonde, se non altro per via della ricercata comodit, necessaria per ballare ore e ore di continuo. Questo non vuole significare che la donna raver sia profondamente androgina o non ci tenga a mettere in evidenza la propria femminilit, ma solo che ella non user presumibilmente tale femminilit per differenziarsi dagli altri. La sessualit durante il rave, e anche in questo la differenza con gli anni della psichedelia profonda, non molto importante, semmai durante il rave si pu parlare di sensualit, ma non esiste pi quella necessit di liberazione sessuale che contraddistingueva gli anni della protesta giovanile, riflettendosi in comportamenti sessuali liberati e presumibilmente nemmeno troppo naturali. Per quanto riguarda i rapporti fra i sessi il rave, come abbiamo visto, riflette i principi della liminalit proposti da Turner, non vi sono cio distinzioni nel vestiario, vi si pratica una certa continenza sessuale (rintraciabile nella sensualit che sostituisce la sessualit), e vi una minimizzazione delle diferenze sessuali; fra gli hippies le cose stavano in maniera assai differente: la minimizzazione delle differenze, e la proclamata libera sessualit per entrambi i sessi, era profondamente legata alla lotta femminista per la parificazione dei diritti. Un altro tratto in comune fra il movimento hippie e quello rave invece individuabile nel processo di commercializzazione che del movimento hippie segn la fine, e che sta cercando sempre pi di impadronirsi della filosofia rave per farne magliette, spille, borse e cos via. Non ci sarebbe da meravigliarsi se il movimento rave cadesse proprio sotto i colpi di tale commercializzazione. Ma, come ci suggerisce F. Bolelli, lo spirito della psichedelia e unidea, e come tale non pu morire, forse sar cos anche per lo spirito rave (o forse lo stesso spirito che si trasforma nel tempo?).

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Un tempo biologico e mitologico, un tempo di estasi, un tempo al di l del tempo. Un tempo quintessenziale, che abbraccia insieme archetipi e presagi, richiami ancestrali e spinte evolutive. E questa la dimensione della psichedelia: niente anni sessanta. Perch psichedelia non uno stile storico, ma lesperienza vitale vissuta in uno stato di grazia. Psichedelia tutto quanto trasmette al nostro DNA un senso di espansione, ci sintonizza con la corrente del divenire, ci porta in contatto con il grande gioco dellenergia. 22 2.4 Tribe e travellers I travellers, la gente della strada, a differenza dei ravers , e pi similiarmente agli hippies, non accettano le regole societarie, e la loro scelta non pi indirizzata verso una nicchia ecologica e temporanea: essi scelgono una libert totale, una fuga infinita. Questi giovani nomadi apparterrebbero a due tradizioni differenti e talvolta

antagoniste: gli hippies e i punk. Questi avrebbero effettuato il passaggio dai festival tradizionali dei giovani al rave, cosa che gi uninformazione interessante per chi sinteressa alle origini del rave in quanto dispositivo: tale dispositivo troverebbe quindi la sua origine sia negli interdetti miranti a sopprimere le manifestazioni techno (proibizioni e leggi che hanno contribuito a costringerle allillegalit) sia, nello stesso tempo, nella trasformazione dei vecchi raduni hippie tipo Woodstock, con un apporto neo-hippie che costituirebbe cos una delle origini del tratto neo-mistico nei rave78 Accanto e dentro al fenomeno dei traveller nascono le tribe, veri e propri sound systems che organizzano raduni rave; questi giovani, insieme ai travellers, sono i discendenti pi stretti della generazione hippie, la cui filosofia di vita viene per arricchita di nuovi elementi, quali il rapporto con la tecnologia: se gli hippie amavano la campagna e uno stile di vita privo delle comodit tecnologiche moderne e si riallacciavano al passato, i nuovi nomadi guardano al futuro, i travellers e le tribe sono coloro che hanno portato il seme del rave per le strade del mondo: Si formano le prime tribe, che nel frattempo riescono a trovare i soldi per formare sound system da portare in giro con i furgoni per free festival, configurazioni di zone temporaneamente autonome. Nasce in questo modo una nuova forma di vita in movimento, frutto della contaminazione tra i figli del post-moderno, portatori di unespressione mediata da interfacce tecnologiche, e i figli dei fiori, esempio lampante di scelte di vita nomadi, in perenne viaggio (inteso da pi punti di vista) sono appunto i traveller, esistenza in totale distacco dallappartenenza territoriale (a volte per succede che il distacco non sia parallelo a una forma identitaria che va

22

F.Bolelli,1996, Estasi-Espansione-Creazione, In G. Gallina (a cura di), Trance-Il passato remoto della musica del futuro, Torino,Virus Production-Musica 90, p.45.
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a costituirsi rendendo la tribe chiusa) e invadente rispetto alla cultura che sta attraversando. 79. Anche allinterno del movimento delle tribe e dei travellers vanno fatte le dovute distinzioni: alcuni traveller si procurano da vivere spacciando o accattonando per la strada, ma altri traveller hanno invece dato vita a sound system di grande inventiva e portata artistica, come gli Spiral Tribe o i Mutoid Waste Company: queste tribe girano tutta lEuropa, e si spingono fino in America, portando i loro grandiosi spettacoli e organizzando rave di grande effetto, inoltre compongono loro stessi la musica techno che propongono, queste tribe finito per corrispondere un vero e proprio genere. I Mutoid Waste Company, per esempio, nonostante ripetute suddivisioni e le diverse scelte dei vari membri, hanno mantenuto negli anni la fama di una delle tribe pi capaci, sia dal punto di vista musicale che da quello spettacolare: i loro macchinari cyber, le performance di techno industriale dal vivo, suonata su bidoni e su altri materiali di scarto, gli spettacoli col fuoco e il loro originalissimo look post-atomico li hanno fatti entrare di diritto nella storia del rave. Ma, come dicevamo, non tutti i traveller fanno le stesse scelte, e certi loro atteggiamenti antisociali hanno fatto guadagnare loro, soprattutto in Inghilterra dove il movimento ha subito una forte repressione legislativa, una pessima fama: Una volta li chiamavano semplicemente il convoglio hippie, ora hanno attirrato vocaboli pi ricchi e peggiorativi: pustolosi, scimmie delle siepi, Brew crew, punk abbestia. Alimentano delle voci ostili, spesso inverosimili, per esempio che. il motivo per cui molti di loro hanno un cane per avere un extra di otto sterline sul sussidio di disoccupazione.
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cos che ad ognuna di

A ben vedere, comunque, i traveller, sound systems famosi o punk abbestia che siano, sono legati al movimento rave fin dalle sue pi lontane origini, e se tale forma di nomadismo non si fosse sviluppata, il rave, quello illegal, almeno, avrebbe sicuramente conosciuto unaltra storia; inoltre in tali fenomeni di nomadismo post-moderno si scorgono nuovamente i lineamenti di quella communitas che era valore per gli hippie e riaffiora nel rave. 2.5 Il rave non spettacolo Il pubblico non ha storia e non ha futuro; il pubblico vive in un momento dorato creato da un sistema creditizio che lo lega ineluttabilmente a una ragnatela di illusioni mai sottoposta a esame critico. E questa la conseguenza finale dellaver interrotto il rapporto simbiotico con la matrice gaiana del pianeta; il risultato della mancanza di condivisione, il retaggio dello squilibrio tra i sessi, la fase terminale

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Damien, 1997, Scintille di pubblico disordine, in A. Natella e S.Tinari (a cura di), Rave Off, Roma, Castelvecchi, p. 53. 80 R. Low-W. Shaw,1996, Traveller e raver, Milano, Shake edizioni, p. 21. In Italia non esiste una tale fantasia, e si definisce punk abbestia solo quei traveller, che forse nemmeno traveller sono, che vivono di spaccio e di vari espedienti, e amano soggiornare per ore nelle piazze, tra lindifferenza della gente. Per quanto riguarda il fatto che i punk abbestia sono spesso circondati da cani, evidente che non si tratti di un affetto utilitaristico, anche perch in Italia non esiste affatto un sussidio di disoccupazione! Piuttosto pare che i cani tengano caldo, oltre che dimostrare fedelt ai propri padroni.

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di una lunga discesa verso la mancanza di significati e verso la tossicit della confusione esistenziale. 81 In questo brano McKenna, con la sua caratteristica enfasi, sottolinea i limiti del rapporto che si ha generalmente fra pubblico e performer, rapporto in cui troppo spesso al pubblico riservato solamente il compito di gradire o meno ci che gli viene proposto, senza potere interagire con quanto sta accadendo. E il caso del teatro classico, del cinema, e anche dei concerti rock e pop che tanto hanno appassionato, e ancora appassionano, generazioni e generazioni. Fin dagli anni 60 si ha per assistito alla nascita di un nuovo concetto di performance, in cui il pubblico diviene parte integrante e attiva della situazione; si ha cos , da parte delle avanguardie artistiche, un tentativo di superamento della concezione aristotelica-occidentale dellarte, cio dellopera darte intesa come imitazione, rispecchiamento e riflesso della realt di fronte alla quale il pubblico non pu che rimanere in contemplazione. La condivisione dell'eccitazione (determinata dalla prestazione dei musicisti) tipica della situazione del concerto si trasforma nel rave in un moltiplicarsi esponenziale di inputs, di stimoli che si riproducono; ognuno protagonista ricevendo e trasmettendo energia. In questo contesto la musica finisce per costituire un sottofondo. Musica di sottofondo che esplode, musica immaginifica, portatrice di immagini, capace di lasciare un maggiore margine creativo alla fantasia del corpo e della mente di chi ascolta,aiutato dal supporto di uno spazio sonoro. 82 La scommessa di gruppi come il Living Theatre e il Performance Group era quella di coinvolgere lo spettatore in una performance collettiva, sempre in bilico fra il per finta e il per davvero, in cui ritrovare la dimensione ludica e corporea , la necessit teatrale di esprimere quella radicalit fisica senza finzione. Un tale concetto di spettacolo non affatto nuovo: gli antichi rituali erano contemporaneamente spettacolo e preghiera, danza collettiva e corteggiamento. Lofficiante, lo stregone, lo sciamano, era si la figura centrale e catalizzante, ma tuta la trib, il clan, era in un modo o nellaltro coinvolta. Il rave potrebbe quindi essere interpretato come un ritorno al concetto gaiano di performance illustrato da McKenna, in cui attore e spettatore coincidono, e ogni singolo parte necessaria per lo svolgersi della danza, della festa, del rituale. ...il rave rappresenta il superamento della performance live, che prevede la presenza di uno o pi protagonisti sul palco e di un pubblico che si gusta lesecuzione. Durante il rave lesecuzione musicale assume valenze del tutto diverse, il DJ manipola musica registrata, la consolle molto pi nascosta rispetto al palco, la folla non si raduna per guardare verso ununica direzione ma semmai per guardarsi. 83 Quanto esposto nel brano precedente di fondamentale importanza, perch illustra la differenza principale fra il movimento rave e tutti gli altri movimenti giovanili che lo hanno
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T. McKenna, 1995, Il nutrimento degli dei, Milano, Urra, p.260. Testimonianza di un raver illegale, op.cit.. 83 Pol G.,Musica di sottofondo in A. Natella e S. Tinari (a cura di), Rave Off, Roma, Castelvecchi, p. 26.

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preceduto: nel rave non si ha netta separazione fra colui, o coloro, che eseguono e coloro che assistono, e questo ha una portata rivoluzionaria nel campo delle mode giovanili. Anche durante gli anni della psichedelia, contraddistinti da idee rivoluzionarie e fortemente anticonformiste e innovative, non si aveva per questa fusione totale fra i partecipanti. Persino a Woodstock il pubblico era il pubblico e la star era la star, per quanto le idee di cui si faceva portavoce fossero le idee di tutti. Questo, nel pi recente passato, si visto solo in fenomeni neo-pagani come i free festivals inglesi, che del rave sono infatti i predecessori. Nel rave non si hanno idoli da imitare, il raver non un fan. ... un fenomeno di identificazione con i musicisti, pi spesso con i cantanti che, nel rock, ha generato degli stili, delle parvenze, delle attitudini identificabili. E la differenza pi evidente tra un rave ed un concerto rock: nel rave il DJ non viene messo in evidenza, in questo modo, il rave non spettacolo. 84 Ed proprio analizzando il ruolo del DJ ed il materiale da lui utilizzato che si pu sottolineare dove e in che modo la performance rave fa la differenza. Per quanto concerne il materiale discografico importante sottolineare che i mix utlizzati dai DJ durante i raves non sono normalmente commercializzati, e provengono generalmente da cicuiti underground: il rave non infatti un fenomeno musicale se lo si intende come categoria o genere musicale cui legato tutto un mercato ad hoc. Il vero rave non segue la moda, non fa vendere dischi, e il suo successo non dipende, e questo importante, dal nome del DJ, dalla sua fama, quanto dal genere di musica techno che propone. I nomi che appaiono sui flayers (volantini) spesso non riportano nomi di DJ ma solamnete quelli dei sound systems che organizzano levento; se si mettono in evidenza nomi di DJ solamente per evidenziare il genere di techno su cui si baser la nottata. A volte messa in evidenza la provenienza geografica del performer, in modo che sia chiaro se si tratta, ad esempio, di un rave Goa con transe israeliana o di un illegal con gabber olandese a 300 b.p.m.. Lanonimato quindi una caratteristica del DJ raver, a differenza delle serate in discoteca, che proprio sul nome e la popolarit dei DJ fanno la loro fortuna. 2.6 Zone Temporaneamente Autonome TAZ, Zone Temporaneamente Autonome : utopie temporanee, nella definizione di Hakim Bey, autore di grido della controcultura americana, la cui opera divenuta stimolo di dibattito negli ambienti underground italiani, allinterno dei centri sociali prima e della scena dei rave illegal poi. La TAZ come una sommossa che non si scontra direttamente con lo Stato, unoperazione di guerriglia che libera unarea (di tempo, di terra, di immaginazione) e poi si dissolve per formarsi in un altro dove, prima che lo Stato la possa schiacciare. 85

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Fontana e Fontaine, 1997, Raver, Roma ,Sensibili alle foglie,

p. 86.

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TAZ quindi come effrazione del codice, sia sul piano spazio-temporale che su quello simbolico, che viene schiacciata se si perpetua come rito sempre uguale a se stesso. Bey riprende il concetto di Fourier di serie passionali, cio di un gruppo di spiriti liberi, una organizzazione che sfugga alla dialettica assassina delle istituzioni, il numero di uomini psichicamente collegati necessario a esprimere e realizzare un obiettivo passionale, condiviso e comune.86 Bey spera nello sviluppo di tali gruppi, gli unici, secondo lautore, in grado di realizzare lutopia, il non -luogo dove realizzare i propri desideri di uomini liberi. E per libert Bey intende sempre un agire che non provochi auto-sofferenza, che non sia controproducente e che allo stesso tempo non arrechi danno agli altri: Non voglio realizzare i miei desideri a spese della sofferenza altrui. Non perch sarebbe immorale, ma perch sarebbe psichicamente una sconfitta nei miei stessi confronti: la sofferenza genera sofferenza.[...]Io lo rifiuto (il crimine) per ragioni meramente egoistiche : per realizzare i miei desideri devo evitare la legge, o addirittura infrangerla, ma non faccio nulla di sbagliato seguendo la mia strada e non accetto nemmeno di essere etichettato come criminale. 87 E il rave in questo senso proprio un non-luogo, la realizzazione di unutopia fuori dai ritmi del tempo istituzionalizzato, fuori dai luoghi del quotidiano, che non si contrappone alla legalit, alle dinamiche di mercato, ma semplicemente le ignora. Il raver combatte la societ che non gli da modo di esprimersi, ignorandola, scavandosi una sua nicchia ecologica dove realizzare i desideri, almeno per lo spazio di una notte. Un nuovo modo di opporsi allappiattimento della coscienza e delle idee di una societ dominata dallonnipresenza dei media. E in questo senso il discorso di Bey stato ripreso dal movimento controculturale italiano, e cos dai ravers, per la sua carica sovversiva. La politicizzazione del rave, specie in Italia, molto forte, e bench dal fenomeno non sia scaturita alcuna nuova teoria, buona parte del movimento studentesco degli anni passati si riversata nel fenomeno, come vedremo quando tratteremo degli illegal. Il pensiero di Bey ha le sue debolezze che sono poi le debolezze del pensiero situazionista, ma i concetti di psicotopologia e di tela si riflettono in una certa filosofia di fondo del movimento illegal rave e del movimento Goa. Riprendendo il Bey pensiero: la mappa psico-geografica del rave pone al centro le periferie e i luoghi normalmente tagliati fuori dalle dinamiche del mercato, una rimappatura, insomma, dellarea urbana ed extraurbana, meno controllata dalla Polizia e pronta per essere ristrutturata per loccasione. La tela si differenzia dalla rete in quanto se questultima linsieme della comunicazione far isole chiuse, con collegamenti verticali e unidirezionali, la tela caratterizzata invece una struttura aperta, orizzontale e alternativa di scambi di informazione. 2.7 Rave e tecnologia.

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H. Bey, 1997, citato in A. Natella, Intro in4/4 - 180 bpm, in A. Natella e S. tinari, Rave Off, Roma, Castelvecchi, p. 11. 86 H. Bey , 1997, Lape criminale , in A. Natella e S. tinari, Rave Off, Roma, Castelvecchi, p. 142. 87 Ibidem, p.142.

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La tecnologia parte integrante del movimento rave, che , sebbene rituale che mira alla ricerca di un altrove, poggia la sua base allinterno della civilizzazione. Il rave integrato nella tecnologia, il rave tecnologia. E comunque un fatto che il rapporto con la tecnologia sia uno degli elementi qualificanti dellesperienza rave: la tecnologia industriale degli spazi riutilizzati, quella elettronica dei campionatori e delle drum machine, quella chimica delle sostanze empatogene e psichedeliche. 88 Allinterno del movimento rave si sviluppata lutopia di di una tecnologia pi umana, in cui la tecnologia ad essere asservita agli scopi delluomo e non il contrario; alcune tribe, come i Mutoid Waste Company e gli Spiral Tribe fanno del riciclaggio tecnologico (waste) una filosofia di vita. E lutopia cyber, un movimento indirizzato al futuro e alle nuove tecnologie nel quale la tecnologia in accordo non solo con luomo, ma con la natura e la spiritualit; lattuazione del vecchio sogno fantascientifico che, fin dallepoca del movimento psichedelico, credeva negli accresciuti sviluppi delle possibilit di controllo sulla tecnologia, la risposta al Grande Fratello da parte di un uomo autonomo non pi soggiogato ad una qualche volont tecnologica superiore. Tale filosofia si rispecchia nel movimento letterario della fantascienza cyberpunk, il cui immaginario si tesse attorno agli elementi della nostra cultura per descrivere un futuro prossimo in cui alcuni temi tornano con regolarit: il potere governativo in mano alle grandi multinazionali, le citt sono popolate da moltitudini di gruppi e di etnie in lotta fra di loro, e le frontiere da conquistare non sono pi quelle fisiche , ma quelle informatiche e virtuali del cyberspazio. In questo immaginario futuro la tecnologia diviene anche una droga in grado di aumentare le capacit del corpo e della mente umana. Il riciclaggio, come abbiamo visto, diviene fonte di creativit, nel campo musicale come in quello della gestione degli spazi e del proprio corpo, fino a riflettersi negli stessi flyers, volantini nati per indicare il giorno e il luogo del rave che divengono incisivi mezzi di comunicazione visuale, patchwork di immagini scannerizzate e riassemblate al computer. Ma la valenza della filosofia cyber va ben oltre le speculazioni fantascientifiche della letteratura: il movimento rave, proprio per la sua capacit di riciclaggio e di recupero (non solo degli spazi, ma delle idee, delle musicalit, delle culture diverse, lontane geograficamente e temporalmente), assume una valenza fortemente controculturale: ...il mercato tecnologico, nella sua velocissima evoluzione, ha permesso

lavvicinamento da parte della massa ai suoi scarti. Sempre pi persone iniziano a realizzare cosa significa usare determinati mezzi per esprimersi e porre la propria forma di creativit contro un determinato potere. Ecco che le porte della mente vengono aperte da chiavi tecnologiche permettendo le esplosioni delle pi profonde potenzialit umane.[...]La macchina non serve pi per produrre merci impalpabili bens per creare cultura antagonista. 89

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Fontana e Fontaine, op.cit., p 6. Demian,op.cit, p. 57.

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E il rave si fa ancora pi controculturalemente tecnologico quando entra in Internet, rompendo ogni forma di copyright attraverso la comunicazione telematica. In questo suo unire il passato al presente, tecnologico, rave appare in tutto e per tutto un fenomeno tecnologia che , in questo caso, rende liberi piuttosto che schiavi: la trib

tecnologica dei ravers balla oltre i limiti del corpo, un corpo liberato dai limiti della fatica, grazie alla tecnologie delle droghe sintetiche, immerso nel suono della techno-music. 2.8 Transe e techno, dal passato la musica del futuro. luogo comune che la musica di questi anni viva una profonda crisi di idee, luogo comune determinato dal non sapere, o volere, guardare nella giusta direzione. Gli stessi musicisti hanno avuto difficolt ad accettare i nuovi strumenti che linnovazione tecnologica offre, ma dopo anni di sperimentazione da parte di personaggi di indubbia genialit, quali Brian Eno e i Grateful Dead, tanto per citare i pi famosi, la scena elettronica e techno ha finalmente trovato il suo meritato spazio di espressione, con la nascita e la diffusione di un fenomeno di grande interesse. La musica elettronica, pur frantumata in numerosi generi, porta al compimento il progetto di quegli artisti visionari della fine degli anni 60, come Terry Riley, che proponevano una musica non pi eurocentrica e autoreferenziale, ma aperta verso il mondo e la sua storia, verso le altre civilt. La musica minimale e ripetitiva della generazione di Ginsberg e Burroughs, traeva ispirazione dal movimento psichedelico, legato fortemente alla spiritualit indiana, ad un diverso approccio allesistenza, al rapporto con gli altri con la natura. E oggi come allora si scopre questo bisogno di uscire dagli schemi di vita convenzionali, per raggiungere stati altri, nuovi e antichissimi allo stesso tempo. Linteresse per la transe, per lestasi e per la ritualit ci che accomuna la ricerca psichedelica alla techno, la nuova musica elettronica che a ben guardare uno dei fenomeni musicali pi interessanti degli ultimi anni. Nel migliore dei casi la musica techno diviene ponte fra la metropoli e le civilt diverse da la trasforma, la quelle occidentali, fra passato e futuro. Essa recupera la musica etnica, profonde e ripropone lo stesso bisogno di armonia e di rigenerazione. La musica transe appartiene a tutte le epoche, bisogno di sacro. La transe non melodia. piuttosto musica allo stato puro, ritmica, ripetizione. Non un qualcosa da ascoltare, ma piuttosto un qualcosa da vivere, accettare, fare proprio, un qualcosa capace di unire luomo ai suoi simili, un dispositivo indispensabile per il raggiungimento di stati altri. La musica transe non permette un ascolto passivo, ma coinvolge lascoltatore in modo totale, lo avvolge, ne plasma i pensieri e i movimenti, il pensiero: danza che crea. E proprio alla danza la transe indissolubilmente legata, oggi nel mondo occidentale come in ogni altra parte del mondo ed in ogni epoca. Il recupero della transe implica anche diverse modalit di fruizione, non pi un ascolto passivo in teatri e concertifici, ma partecipazione attiva e totale nei clubs, partecipazione resa ancora pi totale durante i raves. legata allUomo in quanto tale e al suo

plasma, la rende fruibile allascoltatore di oggi, ma allo stesso tempo ne rispetta le valenze pi

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Ed ecco che nelle periferie urbane si balla questa musica in cui passato e futuro si incontrano: musica etnica e elettronica si fondono, con risultati a volte grandiosi. La funzione sociale della musica etnica sposa la tecnologia e si assiste cos ad un rito di transe metropolitana, dimostrazione che, se pure in diversi contesti sociali e culturali, il mondo e con luniverso dentro e fuori di noi. Ma vediamo meglio quali sono le caratteristiche principali della musica transe, e della technomusic in genere. La musica, parte centrale, preponderante del rave deve servire come un continuum sonoro, come un tappeto per la preghiera del corpo e deve quindi rispondere a requisiti ben precisi per amalgamarsi con altri brani. Di conseguenza la critica che viene spesso sollevata nei confronti della musica da ballo di essere tutta uguale, priva di interesse o di comunicativit, cade di fronte a unintera situazione in cui la musica viene analizzata per uno scopo ben preciso [...]. La necessit di un tappeto sonoro omogeneo dettata dal bisogno dellindividuo danzante di potervisi adagiare con sicurezza. 90 La techno-music si basa su di un tappeto ritmico incessante, che crea una tensione che non si risolve, e proprio per questo motivo procura piacere . La techno-music si avvale delle tecnologie pi innovative, computer e sintetizzatori , per la costruzione di pezzi basati su ritmi ripetitivi e ossessivi, che facilitano linserimento dei danzatori in uno stato ipnotico. E questo il tratto essenziale che accomuna le varie correnti interne alla techno-music (acid, garage, trance, hard-core, industriale, ecc.) e che rende possibile un parallelo fra il ritmo rave e forme musicali tradizionali, anchesse associate ai riti notturni della transe, ai riti di possessione. Lapassade propone un parallelo fra la ritmica rave e quella associata ad alcuni riti africani tradizionali: Quelli che conosco meglio sono quelli dei gnuaua marocchini, che animano le notti di transe essenzialmente con un liuto (guembri) e i crotali, ma senza il tamburoche per si ritrova nei riti della stesa categoria, come per esempio nella macumba. Anche qui i flussi sonori sono intensi, ripetitivi, ossessivi, con poche variazioni ritmiche. Ma, a differenza della techno, la musica tradizionale di transe comporta generalmente il canto di litanie. 91 In questo passo Lapassade pone in parallelo la musica techno e la musica tradizionalmente legata ai rituali di transe, evidenziando cos alcuni tratti essenziali della techno-music: un suo legame con la musica etnica, che abbiamo gi illustrato, luso del tamburo come sottofondo ritmico e la prevalente assenza del canto, presente invece nei rituali tradizionali. Partiamo proprio dal canto, dalla sua presenza o dalla sua assenza, per analizzare ci che della techno riconduce alla musica etnica e tribale, e ci che la rende cos diversa altro genere musicale contemporaneo.
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si ha oggi

come in passato la stessa esigenza di benessere e armonia nel rapporto con i propri simili, con

da quasi ogni

B. Pochettino, 1996, citato in F. Begozzi, Generazione in Ecstasy, Torino, Edizioni Gruppo Abele, p.118. G. Lapassade,1997, Dallo sciamano al raver, Milano, Urra, 1997, p. 99.

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La musica techno, dicevamo, basata sulla ripetizione ossessiva di una ritmica di fondo, non ha, come la canzone tradizionale, un inizio e una fine ben distinguibili, la base di fondo non serve da sottofondo ad una melodia di primo piano cantata o suonata da uno strumento. La struttura della techno piuttosto composta di piste sonore che si sovrappongono e giustappongono, si inseguono e svaniscono per poi riapparire. Non esiste un dualismo melodia-accompagnamento , tipica della musica leggera, del pop, ma anche del canto popolare. Come dicevamo pi sopra, la techno non melodia, musica pura, suono, ritmo. Mentre i compositori del passato intendevano comunicare un determinata

impressione estetica, e per farlo miravano alla chiarezza, subordinando il dettaglio alla melodia e al ritmo di ampio movimento, con un apporto accuratamente sfumato tra certezze e ambiguit, gli autori d'avanguardia preferiscono la saturazione e la prolissit dei fenomeni musicali con la finalit di cancellare le proprie tracce e quindi di creare quello che pu essere definito un effetto magico. Questa musica va percepita istantaneamente in uno stato di shock creato da alterazioni rapide o in stati quasi onirici creati dall'estensione apparentemente senza fine di schemi pressoch identici che si ripetono costantemente. La musica deve circondare costantemente l'ascoltatore,
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eliminando

cos

il

divario

convenzionale tra mittente e destinatario.

Lassenza del canto, della parola come strumento di comunicazione, fa quindi s che sia il suono, il ritmo, a coinvolgere la mente e il corpo dellascoltatore, che non viene, per cos dire, distratto da una storia, dalle parole, dal sentimento. Tradizionalmente la canzone costruita formalmente attorno al testo, assegnando cos un ruolo predominante alla comunicazione verbale. La parola ha per assunto sempre pi valore di puro suono: la tecnologia elettronica permette di ricreare, di campionare, di decontestualizzare la voce umana e nella techno la parola andata progressivamente scomparendo, favorendo lo sviluppo di modalit comunicative meno facilmente definibili .93 I due elementi fondamentali della techno-music sono rintracciabili nel modo in cui la techno viene composta e nel modo in cui si ascolta, e se le tecniche di composizione, che come abbiamo gi detto sono basate sulluso di computer e sintetizzatori, hanno poca rilevanza ai fini del nostro lavoro, le caratteristiche di fruizione appaiono invece molto interessanti. Infatti proprio lassenza di un percorso narrativo, di una storia, di un inizio e di una fine permette allascoltatore di entrare in una dimensione in cui si ha una costante percezione del presente: la ripetizione infinita di frammenti musicali e la circolarit fanno presa sullascoltatore, il quale pu scegliere quale pista sonora seguire, isolandola fra le altre. Cos c chi preferir le sonorit basse e pi lente e chi quelle veloci e alte, senza che si creino dei gaps fra i danzatori. Al culmine tutti i diversi percorsi musicali si ricongiungono e si fondono, il ritmo aumenta, fino al sincronismo perfetto, momento in cui si assiste, durante il rave, al karmacoma, durante il quale i corpi e le menti si fondono, e danzano allunisono.
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Testimonianza di un raver illegale, op.cit. . Ibidem

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La musica techno, questo il punto pi interessante, non induce

sentimenti, bens

sensazioni, veicolate dallorgano dellimmersione e dellemozione per eccellenza: lorecchio. A occhi chiusi ci si immerge totalmente nella magia del suono, tutto il resto tagliato fuori, si come posseduti, e non solo ludito a essere stimolato: le vibrazioni sonore muovono il corpo, e mentre le sonorit basse agiscono sulla parte inferiore del corpo, le braccia, le mani e la testa seguono i loops delle sonorit alte. La techno permette lespressione del corpo, che gioca con la musica, mima, oscilla, totalmente dominato dal suono. Questa musica va percepita istantaneamnte in uno stato di choc creato da alterazioni rapide o in stati quasi onirici craeati dallestensione apparentemente senza fine di schemi pressoch identici che si ripetono continuamente. La musica deve circondare costantemente lascoltaore, eliminando cos il divario convenzionale tra mittente e destinatario. Alcuni ritengono che il suo effetto sia migliore nella musica registrata, con gli alti livelli sonori e gli altoparlanti di alta qualit che estendono (e a volta trasformano) le posizioni e la distribuzione dei suoni. Lascoltatore dunque materialmente immerso nel suono.
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Lo studio delle musiche da transe rivela che caratteristica comune di queste musiche sono il ritmo ripetitivo e laccelerazione del tempo, da cui limportanza fondamentale del tamburo in quasi ogni rituale tradizionale di transe. Rosseau riteneva il tamburo dotato di un potere misterioso di scuotere nervi, di produrre la transe, M. Eliade, grande studioso delle istituzioni della transe, sottolinea invece il ruolo primario che il tamburo assume nel rito sciamanico, essendo considerato un mezzo che permette il contatto diretto con il mondo degli spiriti.95 Se si ammette che il ritmo ossessivo dei bassi della techno possa in qualche modo sostituire il ritmo tribale dei tamburi, la techno pu essere considerata una nuova musica da transe: techno, insomma, come induttrice di transe. Un dispositivo musicale che, affiancato dalluso sapiente delle luci, degli strobo e allingestione di sostanze psicotropiche, aiuta il raggiungimento dello stato di transe, come vedremo a suo tempo. Lapassade sottolinea per il fatto che le musica da transe, e quindi anche la techno music, abbiano pi la funzione di regolare la transe, piuttosto che indurla. Capita spesso che il solo ascolto di un brano techno possa, in persone predisposte o iniziate portare allo stato di transe automaticamente, come una specie di riflesso condizionato; unaltra caratteristica della musica techno che rende possibile un parallelo con le pi tradizionali musiche da transe infatti fenomeno dell iniziazione-techno: Molto spesso dopo una prima festa, i novizi associano i suoni particolari della techno al rave quando li riascoltano in un altro contesto. La musica costituisce un segno per la memoria; le emozioni, le sensazioni vissute nel momento della festa rinascono con lascolto. Durante le nuove uscite, per coloro che sono gi iniziati alla techno, il passaggio da uno stato di coscienza allaltro pi facile. Limportanza
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Demian, op.cit., p. 57. Eliade M., 1953, Lo sciamnismo e le tecniche arcaiche dellestasi, RomaMilano, Fr. Bocca Editori.

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della musica nella transe qui comparabile al ruolo che essa ha in alcuni rituali tradizionali: come mostra Bastide presso gli Yoruba per esempio, in questo stato di transe si insegnano agli iniziati dei riflessi condizionati in modo che possano, ascoltando alcuni leitmotiv musicali, entrare ancora in stati simili .96 Aspetto assai interessante della scena techno il suo rapporto con la musica per cos dire istituzionalizzata e sottomessa alle regole delle grandi multinazionali del settore, alle leggi del mercato che sulla musica, come su ogni altro aspetto del loisir moderno, hanno costruito un immenso giro di affari. Se per "fenomeno musicale" si intende appunto una categoria o un genere musicale che vende dischi e che sia riferibile ad un contesto preciso, la scena techno non pu definirsi tale: il suo sviluppo, la sua crescita, il suo "successo", non dipendono dalle vendite dei dischi, dal fatto di rappresentare un buon prodotto commerciale; inoltre non possibile identificare in maniera precisa i suoi acquirenti, tantomeno i suoi luoghi deputati in quanto essi vengono cercati, creati, oppure semplicemente vissuti di volta in volta in modo diverso97 E c anche un altro aspetto che rende la techno meno assoggettabile alle regole del mercato, ed questo il secondo aspetto preso in considerazione da Fontaine e Fontana: il modo in cui la techno viene creata. La tecnologia alla base della creazione della musica elettronica oramai divenuta alla portata di tutti e, di conseguenza, lo statuto del musicista mutato. Quella stessa tecnologia che permette, attraverso il mixaggio, di integrare diversi stili e diverse culture musicali, libera il musicista della necessit di un grande apparato di musicisti e strumenti, permettendogli oltretutto di materilizzare molto velocemente le sue idee, attraverso computer e sintetizzatori. Molti storceranno il naso, commentando che la techno non vera musica, ma questa solo una questione di punti di vista. Certo le moderne tecnologie aiutano il genio musicale, ma il creatore di techno, come ogni altro artista, deve conoscere perfettamente gli strumenti a sua disposizione, per creare qualcosa di bello, di innovativo e originale, deve saper selezionare le traccie, cambiare il ritmo, sopprimere le note stonanti. Non tutti possono essere bravi artisti techno, ma il fatto imprtante e rivoluzionario sta proprio in quella possibilit data a tutti di poter accedere agli strumenti dellartista. Come dire che, in questo caso, la tecnologia si fa pi democratica. ...La tecnologia si rivelata completamente indipendente. Possiamo installarla dappertutto, soundsystem, djs, raves, fino ai capi del momdo. Comunicando agli iniziati grazie alle reti e ai modem. Nella scena sulla quale ci muviamo, migliaia e miglia di persone fanno i loro movimenti e comunicano. Niente denaro, niente controlli, noi seguiamo il cammino della vita. [] Non vendiamo dischi, ma una
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Fontana e Fontaine, op.cit., p. 34. Testimonianza di un raver illegale, op.cit.

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cultura totale. Posssono Sony o Philips fare una cosa del genere? Ecco il punto chiave: a parte la festa, cosa vuoi fare della tua vita?98 La techno non vuole proporre solo musica, essa propone invece un vero e proprio modo di relazionarsi allesistenza, una filosofia, pi filosofie: da quella del riciclo cyber a quella pangenica delle feste Goa, ma sempre un qualcosa che coinvolga lesistenza tutta, in ogni suo aspetto. E non far nessuna meraviglia se il goano misticheggiante far uso delle pi innovative tecnologie di rete, per diffondere il suo messaggio per le vie del mondo. 2.9 Le droghe rave LEcstasy e le nuove droghe Cercare di analizzare il fenomeno rave senza dare giusto spazio alle sarebbe davvero ingenuo, oltre che ipocrita. Il fenomeno rave nato insieme al diffondersi di tutta una serie di nuove droghe, che hanno permesso il sorgere di un movimento giovanile che del consumo di sostanze stupefacenti diverse fa una bandiera. I raver, come la maggior parte dei consumatori di Ecstasy, non sentono pi addosso leredit di quel no future che ha caratterizzato il movimento punk, e nemmeno vogliono cambiare il mondo, come gridavano i giovani contestatori negli anni 60 e 70, fra uno spinello e un trip di LSD. Cambiano i tempi e cambiano le droghe, cambiano i ritmi di vita e cambiano i modelli di assunzione, cambiano i desideri e alle droghe oggi si chiede, anche, qualcosa di diverso. Credo si debbano chiarire un paio di questioni, prima di dare unocchiata al panorama delle droghe da rave. Innanzitutto, come vedremo, le droghe classicamente associate al mondo giovanile sono tuttaltro che scomparse, ognuna di loro ha conosciuto un iter del tutto particolare, ma ci che interessa ai fini della nostra ricerca sono le nuove modalit dassunzione, il come, il dove e il perch delle nuove droghe. Occorre innanzitutto sottolineare che le sostanze da rave sono generalmente droghe assolutamente non letali, certo pericolose se non le si conosce, ma non pi legate a quel culto di morte insito nel consumo di eroina. Con questo non voglio dire che leroina non sia mai entrata ad un rave, ma solo che si tratta due mondi diversi, anche se confinanti, mondi che cercano cose differenti, specie quando si tratta di fuggire. Il raver, come abbiamo visto, non un disperato, non un individuo marginale in cui prevale il desiderio di morte; non il punk degli anni 70 che odia tutto e tutti e affonda la sua disperazione in una vena iniettandosi qualche grammo di sostanza marroncina, ma non nemmeno il mistico che delluso di droghe psichedeliche fa una vera e propria filosofia di vita, una via interiore di ricerca. sostanze psicotropiche

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C. Ballaira, 1996, Pronoia, in G. Gallina (a cura di), Transe, il passato remoto della musica del futuro, Milano, Virus Production-Musica 90, p.67.

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Il raver sta forse nel mezzo, cerca una temporanea fuga dal mondo, vuole stare bene e magari viaggiare, ma mai spingersi troppo lontano, la sua droga sar quindi una droga i cui effetti non durino troppo, e che non porti in luoghi da cui sarebbe difficile tornare. E qui si apre unaltra questione: il raver, in generale, non un mistico e nemmeno un drogato nellaccezione comune del termine, ma esistono, allinterno del fenomeno, delle differenze assai evidenti, sia nel tipo di sostanza usata, sia nelle modalit di assunzione, diversit non solo riscontrabili, chiaramente, da individuo a individuo, ma assi evidenti tra movimento e movimento. Alcune sostanze presenti massicciamente nel mondo illegal, legato alle tribe e ai travellers, sono quasi assenti dal mondo delle discoteche, e sono meno presenti nei rave organizzati dai centri sociali e nei party Goa, come vedremo meglio quando illustrer le diverse situazioni presenti sul territorio bolognese. Questo un punto molto importante, perch solo conoscendo, senza entrare troppo nello specifico, gli effetti delle sostanze, si pu cercare di comprendere lo spirito del rave, o, meglio, lo spirito dei raves. Un ultima osservazione: lEcstasy, come altre sostanze stupefacenti, hanno da tempo fatto il loro ingresso nelle discoteche, diventando spesso oggetto di studio; in libreria non mancano giornali, riviste, libri, che trattano largomento, senza avarizia di dati, e anche serie ricerche da parte di enti e associazioni; tali ricerche per, se pur interessanti, non hanno grande interesse al fine del nostro discorso, essendo appunto incentrate su un mondo vicino ma assi diverso da quello del rave. La ricerca diffusissima di alterazione sensoriale non riguarda solo il consumo di droghe pi o meno pesanti ma la capacit di sollecitazione del proprio corpo attraverso la veglia, la fatica, lo stress psichico. Si tratta con la propria adrenalina, si scatenano i recettori meno utilizzati del cervello. Aspetti che non possono essere liquidati come mera disfunzione generazionale, non pi, perlomeno.
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E lEcstasy, questa sostanza dal nome invitante, la droga da rave per eccellenza. Ecstasy e rave nascono insieme, e insieme si evolvono, mutano, invadono il mondo. In termini temporali, a essere precisi, lE (Ecstasy), nasce molto prima, e viene sperimentata su cavie umane in un contesto assai diverso da quello, pur caotico e off limits, del rave o della discoteca. LMDMA infatti una sostanza brevettata nel 1913 dalla compagnia tedesca Merkc, nata, secondo la diceria, come dimagrante ma mai immessa sul mercato poi riapparsa nei laboratori della NATO alla fine degli anni40 e utilizzata come euforizzante per le truppe americane durante la Seconda guerra mondiale. Il rapporto fra droga e guerra e antico quanto luomo, antico cio quanto il rapporto fra uomo e droga in generale: accanto alle tecniche psicologiche e di combattimento, fin dallantichit durante e prima del combattimento si fatto largo uso di sostanze psicoattive, dallalcol (noto luso del vino come euforizzante presso le truppe romane), al dioniso celtico (che si suppone fosse una miscela di vino e altre sostanze psicoattive come lAmanita Muscaria), dalle anfetamine di cui si imbottivano i kamikazen giapponesi durante la seconda guerra mondiale, al kath ampiamente utilizzato durante il conflitto somalo.100

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Infante C., Un corpo invaso da circuiti, lUnit, 21/12/1995.

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LEcstasy sarebbe insomma il materiale di scarto di sperimentazioni che avevano tuttaltro obiettivo che scoprire una sostanza empatogena, in grado di avvicinare la gente, di dare euforia e fiducia in se stessi. Padre adottivo dellMDMA R. Shulgin, biochimico californiano, ricercatore presso la Dole, una compagnia chimica Amricana, il quale ha studiato per anni lMDMA, descrivendone gli effetti sia sul corpo che sulla psiche umana, giungendo ad avernene una visione assai positiva ed a proporne luso in psichiatria.101 Ma prima di vedere gli effetti dellEcstasy occorre chiedersi perch il fenomeno rave sia cos strettamente legato al consumo di sostanze psicoattive. Credo vi siano due ordini di motivi: luno legato al desiderio di abbandonare temporaneamente le ansie, la fatica e i problemi del quotidiano, laltro invece pi strettamente di orine fisico, in cui la droga altro non che una sostanza che permette di andare oltre i confini della notte senza troppa fatica, e soprattutto senza cedere al sonno. LEcstasy risolve entrambi i problemi, permettendo al raver di sentirsi bene fra gli altri e dandogli lenergia necessaria a 6-8 ore ( e anche pi) di ballo ininterrotto. Non obbligatorio calare per partecipare ad un rave, ma certo le sostanze psicoattive rendono pi facile la cosa, sono una scorciatoia verso i confini della mente e della notte. ...una scorciatoia tanto potente quanto potenzialmente dannosa. Sono le sostanze psicoattive a permetterci, per alcune ore, di andare oltre la coltre dello stress per ricevere quella spinta alle spalle necessaria per compiere il salto di coscienza, sciogliere i freni inibitori e ritrovarci completamente immersinella danza, trapassati dal suono e pronti a farci trascinare per un viaggio lungo una notte. 102 Questa filosofia off limits del raver insomma la spiegazione delluso massiccio di Ecstasy e anfetamine durante le feste techno: lEcstasy insomma una techno droga per techno eventi. Esiste poi un altro motivo che spinge la maggior parte dei raver a fare uso, o almeno a sperimentare, Ecstasy: lassumere insieme agli altri le pasticche, il dividersele con gli amici o con lamato un gesto simbolico che unisce, gesto in grado di rinsaldare i rapporti (o di decretarne la fine), un modo speciale di dividere unesperienza speciale, fuori dallordinario. Qual la connessione fra il culto techno e lEcstasy? Vanno di pari passo: superamento del limite fisico, empatia. Alla fine dellevento noi sappiamo di aver partecipato a un qualcosa che ci ha arricchito interiormente e emotivamente che ha rinsaldato dei legami. A cosa serve il culto tribale? A rinsaldare i legami allinterno

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Un saggio molto interessante sullargomento :1996, Carlo Alfredo Clerici, Droghe da guerra, in Altrove n.3, p.51/59. 101 Di A.T. Shulgin ricordo: Shulgin A.T., 1986,The Background and Chemistry of MDMA, in Journal of Psychoactive Drugs n.18; Shulgin A.T.-Shulgin A.,1991, PihKal. A Chemical Love Story, Berkeley, Transform Press. Sulluso dellMDMA e dellLSD in psichiatria: Camilla G.,1996, LMDMA e le terapie psichedeliche: una prospettiva storica, in Altrove n. 3. Pubblicazioni interessanti ed esurienti sullMDMA sono: 1996, Emaptogeni, in Altrove n. 3 ; Pagani S., 1996, Ecstasy, neurodanze e abusi, in Altrove n.3; Bolelli F., 1994, Le nuove droghe,Roma, Castelvecchi; Landriscina F.,1995, MDMA e stati di coscienza,in Eleusis n.2; Metzner R.-Adamson S.,1992, Ecstasy,Roma, Stampa Alternativa Millelire; Saunders N.,1995, E come Ecstasy, Milano, Feltrinelli. 102 B. Pochettino, 1996, Rave, sostanze e rit(m)o, in Altrove n.3, p.125.

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del gruppo. Bisogna vedere levento -con cadenza quindicinale, mensile- come una grande nursery in cui noi ci possiamo liberare e rigenerare. 103 LEcstasy pu insomma essere vista come parte integrante di un vero e proprio rito, cui occorre essere iniziati: Lassunzione di droghe, spesso allarrivo del luogo del rave, in qualche modo un rito di partecipazione alla festa. In molti casi anzitutto un rito delliniziazione dei novizi: lassunzione in una prima esperienza pu bastare a far aprire i pi timidi al mondo della techno e dai rave, affinch entrino nel delirio, nello spirito della festa, mettendo da parte tutte le loro apprensioni 104 Ma quali sono gli effetti dellEcstasy di cui sono tanto entusiasti i raver? Come abbiamo detto, ultimamente la composizione delle pasticche spacciate come Ecstasy comprende in realt sostanze di vario genere e provenienza, quindi pi corretto vedere gli effetti dellMDMA. LMDMA un empatogeno, sostanza cio in grado di amplificare la capacit di empatia, ossia la facolt di identificarsi con unaltra persona, e di sentire ci che laltra persona sente; la comunicazione diviene pi facile, cadono le barriere, e si preferisce cos la compagnia allisolamento. Attraverso lassunzione di MDMA si raggiunge, durante il rave, lo stato di karmacoma, durante il quale i partecipanti si fondono, divenendo ununica cosa: il momento centrale del rave, quello in cui viene raggiunto quel senso di Unione con i propri simili e con la Natura che fa di un rave il vero rave. LMDMA puro non un allucinogeno, modifica la percezione del tempo, ma generalmente lo spazio mantiene la sua dimensione ordinaria; gli effetti sul corpo sono descrivibili come un benessere diffuso, come un senso di leggerezza. Si tratta insomma di una droga adatta ad una generazione che cerca rifugio dal quotidiano in mezzo agli altri, piuttosto che dentro alla propria mente; una droga comoda, in un certo senso ipocrita, non troppo pericolosa per lequilibrio della psiche, che non porta insomma troppo oltre, fa stare bene, e al ritorno, il giorno dopo lassunzione, si potr al massimo avvertire il down fisico dovuto alla stanchezza. ...luso di MDMA limitato alla capacit di abbattere le barriere relazionali, rendendola sostanza perfetta per gli anni 90, fondamentalmente svuotati e insicuri; ecco quindi spieagata la sua grande e velocissima diffusione, possibile acettarsi, essere accettati in un batter docchio, tutti diventano affabili, simpatici, anche i perfetti sconosciuti...Il tutto in ogni caso rientra nel percorso fisico-psichico ordinario, non scende in profondit, non scalza le norme del quieto vivere quotidiano...
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Certo importante distinguere fra uso e abuso: un uso continuato e indisciplinato pu portare a serie psicosi, ma basti pensare che dopo essere stati cos bene il ritorno alla realt pu anche essere molto spiacevole!
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F. Bagozzi, opp. cit., p.116. Fontana e Fontaine, op.cit., pp 15. 105 B. Pochettino, 1996, Rave, sostanze e rit(m)o, in Altrove n.3, p.126.
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Chiaramente lMDMA, come qualsiasi altra sostanza, non ha i medesimi effetti su tutti gli individui: il suo effetto dipende dalle predisposizioni, dalla personalit, dalle motivazioni, dal contesto ambientale, fisco e culturale nel quale si trova lindividuo, dal set e dal setting, insomma. Cos lMDMA pu avere effetti diversi da individuo a individuo, e anche nello stesso individuo in occasioni differenti. N.Saunders in un suo articolo su The Guardian, intitolato Agonia e Estasi sul sentiero di Dio, mostra come lMDMA possa essere impiegato anche per scopi religiosi. Alcuni monaci benedettini e alcuni monaci provenienti da differenti discipline Zen hanno infatti assunto dosi di MDMA prima delle meditazione, notando come questa sostanza renda meno faticoso e pi naturale il contatto col divino: Il monaco Rinzai Zen si rese conto che lEcstasy laveva genuinamente aiutato nel suo cammino per diventare abate. Egli lo ha sperimentato durante gli anni, giungendo alla conclusione che questa sostanza avesse molto effetto il secondo giorno di sette giorni di meditazione, quando vi era il pericolo di essere distratti da sensazioni meravigliose. Anche il monaco Soto Zen sostiene che droghe come lEcstasy possano aiutare la mediatazione : Quando lo prendi lMDMA ti aiuta a capire come sederti, e ti fornisce conoscenza esperenziale, e aggiunge che la grande maggioranza dei suoi studenti ha cercato di imparare attraverso esperienze indotte da droghe, ed egli sicuro che lo stesso discorso possa valere per molte scuole occidentali. Ma un buon modo per imparare? E come una medicina, un meraviglioso strumento per imparare...[...]Il rabbino ha una visione positiva delluso delle droghe giovanile. Le religioni tradizionali hanno perso labilit di fornire esperienze mistiche ai loro seguaci. Difatti ai giovani di oggi piace molto di pi avere esperienze tali in Lsd o Ecstasy.[...]Molte persone usano lEcstasy per i rituali religiosi.
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Lecstasy, insomma potrebbe essere un valido strumento di conoscenza, se applicato in contesti differenti dal rave, che riamane pur sempre una festa collettiva, un divertimento. Certo c rave e rave, e i raver non sono tutti uguali. Alcuni raver predisposti, mistici forse, potranno avere qualche iiluminazione preziosa, oltre che sentire lo spirito della festa! Se normalmente LMDMA fa nascere un sentimento di Unit con gli altri simili, non per assolutamnte escluso che in individui particolari, mistici o semplicemente predisposti, questa sostanza apra la possibilit di accedere a livelli conoscitivi normalmente preclusi. Di questo si parla poco, anche nei libri specializzati sullargomento: lMDMA pu provocare una vera e propria transe, sia legata al rave, questo il caso della techno-transe, ma anche transe definibili come isteriche o dissociative, per non azzardare che possa essere indotta adirittura una transe di tipo sciamanico. Non questo il luogo per discutere su tali supposizioni, solo voglio sottolineare che lEcstasy, sebbene normalmente utilizzata in contesti profani, e troppo spesso soggetta ad abuso, potrebbe essere lLSD. di per se una sostanza dalle grandi possibilit, come lo potrebbe essere

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N. Saunders, The Agony and Ecstasy of gods path, The Guardian, 27/7/1995.

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La nuova psichedelia Fin dagli anni Sessanta la diffusione di culti popolari di transe e di danze disco e reggae ha rappresentato un allontanamento sano quanto inevitabile, dalla forma generalmente letargica ormai assunta dalla religione occidentale ad alta tecnologia.Il collegamento tra rock and roll e psichedelici un collegamneto sciamanico; transe, danza ed ebrezza compongono la formula arcaica sia per una celebrazione religiosa che per un buon divertimento garantito.
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Spendiamo ora qualche parola proprio sullLSD, sugli acidi tanto cari alla generazione psichedelica. Il consumo di LSD durante i rave molto interessante, in quanto questa potente sostanza non risponde certo a quel desiderio di benessere e fratellanza assicurato, o almeno promesso, dallMDMA. LLSD una sostanza psichedelica , in grado di destabilizzare fortemente la psiche, e pertanto pericolosa, non tanto dal punto di vista fisico, quanto da quello mentale, per quanto riguarda lequilibrio psicologico. E importante sottolineare che lLSD di oggi non lo stesso degli anni 60 e 70: basti pensare che un francobollo (trip) dellepoca conteneva 250 microgrammi di LSD, e ora ne contiene 50, inoltre la sua composizione molto cambiata, adattandosi alle nuove esigenze: i nuovi trip sono spesso fortemente anfetaminici, contengono cio in quantit maggiore sostanze che agiscono sul sistema nervoso periferico risultando cos assai meno destabilizzanti psichicamente e fornendo energia fisica ed eliminando la stanchezza, cosa che il vecchio LSD non faceva affatto, inducendo anzi spesso uno stato di transe cos intensa da impedire qualsiasi movimento. Il mercato ha fatto nascere, come nel caso dellEcstasy, tutta una serie di laboratori clandestini che, rimodellando la molecola di partenza dellLSD 25, sintetizzano nuove sostanze, pi adatte alle nuove esigenze e quindi meglio commercializzabili. Questo non toglie che lLSD rimanga uno dei pi potenti strumenti per viaggiare: questa sostanza infatti agisce sul sistema nervoso centrale, scatenando unesperienza interiore , individuale e fortemente psicologica, cos anche i trip moderni, seppure meno potenti provocano allucinazioni, inducono illusioni uditive e stati onirici, fino a portare allo stato di confusione e alla spersonalizzazione. S.Grof108, psichiatra che ha studiato per anni gli effetti dellLSD, distingue quattro livelli principali o tipi di esperienze indotti da questo tipo di acido, si possono distinguere cos: 1.Le esperienze astratte ed estetiche 2.Le esperienze psicodinamiche che provengono dal campo dellinconscio individuale e delle zone della personalit accessibili negli stati ordinari di coscienza e che sono legate a ricordi forti, a problemi affettivi, a conflitti non risolti o ad ogni materiale rimosso della vita di un individuo

107

T. Mc Kenna, op.cit., p.66.

108

S. Grof,1984, Le domaines de lincoscient humain, in Au del de lEgo, Paris, La Table ronde.

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3.Le esperienze perinatali che ruotano intorno a i problemi centrali quali la nascita biologica, la sofferenza fisica, la malattia, linvecchiamento, la vecchiaia, lagonia e la morte, e sono accompagnate da una crisi esistenziale lacerante 4.Le esperienze transpersonali, che si producono soltanto durante le sedute avanzate di terapia psicolitica, il cui denominatore comune che lindividuo sente che la sua coscienza si estesa oltre i limiti ordinari del suo ego e di quelli del tempo e dello spazio. A proposito di LSD Fontaien e Fontana notano: I ravers che non assumono acido vivono essenzialmente di esperienze estetiche come Stanislav Grof le caratterizza. Queste corrispondono per lui al grado pi superficiale dellLSD e danno luogo a distorsioni sensoriali che possono in gran parte essere considerate come il risultato di uno stimolo chimico degli organi sensoriali, riflettendo la loro struttura interna e le loro caratteristiche funzionali. 109 Chiaramente anche per lLSD vale il medesimo discorso dellMDMA: ci che conta non solo la quantit e la qualit dellacido ingerito: a fare la differenza sono le caratteristiche culturali, la predisposizione e le aspettative individuali, legate oltretutto alla situazione esterna e agli stimoli sensoriali. LLSD, come dicevamo, una sostanza allucinogena, o psicodisleptica, che da origine ad allucinazioni e illusioni visive e sonore, pertanto il raver sotto acido sar facilmente attirato da disegni geometrici che assumeranno contorni e aspetti sempre diversi, dalle luci strobo che trasformeranno lambiente, e si fisser facilmente su oggetti, su suoni e colori, scoprendone particolari mai notati, e nuovi significati. LLSD allontana dalla realt ordinaria sicuramente pi dellMDMA, e fa s che spesso lindividuo, specie se ha assunto una quantit non irrisoria di acidi, si chiuda in se stesso, per esplorare il proprio mondo interiore, lontano dagli altri. LLSD inoltre provoca dei disturbi motori evidenti, che spaziano dalla ripetizione costante e ossessiva di movimenti e gesti, alla totale immobilit; ogni riferimento di spazio e di tempo facilmente perduto. Lesperienza dellLSD pu anche essere traumatica per chi non vi preparato, o si trova in un momento non facile: leffetto dellacido dipende in grande parte dallumore e dalle condizioni del viaggio, e il bad trip non unesperienza rara. Un bad trip pu procurare una sensazione di angoscia insopportabile, pu procurare vere e proprie crisi di panico e daltronde non si sa mai cosa si pu andare a scoprire, quando si liberano i propri demoni! Nonostante lLSD non sia insomma una droga facile come lo pu essere lEcstasy, il suo consumo durante i rave tuttaltro che un fenomeno secondario: LLSD come sostanza da rave, quindi, tenendo sempre presente che in un fenomeno cos ampio e multiforme, che vede coinvolte pi di un milione di persone nella sola Europa, sarebbe assurdo tentare di generalizzare il tutto in una semplice dicotomia, ma, anche e soprattutto per esperienza diretta, vi sono alcuni aspetti che non possibile non notare. Innanzitutto lutilizzo di sostanze psichedeliche sposta il raggio dazione della cognizione umana: scompare laspetto empatogeno e
109

Fontana e Fontaine, op.cit., p. 52.

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lindividuo si cala in una solitudine grandiosa, unica, dove si muove in senso verticale su piani pi alti di coscienza. Non vi pi sentimento di unione, ma di Unit110 Il movimento psichedelico degli anni60 aveva fatto delLSD la sua droga regina, mettendo in evidenza laspetto mistico dellesperienza, lo stesso T. Leary e R. Metzner ritengono che le droghe psichedeliche possono scatenare vere e proprie esperienze religiose, oltre che estetiche e terapeutiche. Alcol ed altro Ma, come dicevamo, dentro allEcstasy non c solo MDMA, e le sostanze in circolazione sono centinaia e centinaia: le pasticche vengono tagliate con Roipnol, con eroina, con antidepressivi, con mescalina e con numerose altre sostanze chimiche e farmaceutiche. Parlare di tutte le sostanze che passano per il rave sarebbe impossibile, ma alcune di queste hanno un posto donore di fianco allEcstasy e allLSD: mescalina, speed, ketamina, senza tralasciare la presenza, tuttaltro che esigua, dellalcol. Per quanto riguarda lalcol vero il discorso che questo non rientri nellottica rave, se consumato da solo, ma la birra, bevanda consumata massicciamente dai giovani, non manca quasi mai, ed calorica e dissetante quanto basta per il raver affaticato che, oltretutto, tende a perdere liquidi per via dello sforzo fisico e dellingestione di MDMA; non raro inoltre che lalcol venga usato per far scendere la botta, accanto allhashish, quando si ha calato troppo e le anfetamine non danno tregua. Il discorso cambia nel caso dei superalcolici, raramente presenti sulla scena. Lo speed invece unanfetamina in polvere dalleffetto prettamente energizzante, nata nei club Jungle 111 inglesi e poi approdato nel resto dellEuropa; lo speed viene generalmente usato per aumentare gli effetti dellEcstasy, per aiutare fisicamente un trip poco energetico e per permettere di continuare a ballare quando, al mattino, gli effetti delle sostanze cominciano a svanire. La ketamina una sostanza anestetica usata in origine in veterinaria e in pediatria, oltre che per le anestesie locali, ha forma liquida ma sulla piazza arriva in polvere, generalmente in capsule, e spesso viene spacciata per Ecstasy. I suoi effetti sono invece assi diversi da quelli dellMDMA: essa infatti provoca allucinazioni e forme di dissociazione. La mescalina ha invece una storia molto pi lunga e dignitosa: si tratta di unanfetamina visionaria molto potente, che si ritrova in natura nel cactus del Peyote Lophophora williamsii, utilizzato da secoli dagli indio messicani dello stato di Sonora. Aldous Huxkey, nel suo Le porte della percezione descrive gli effetti di tale sostanza: Ecco come bisognerebbe vedere continuai a dire mentre mi guardavo i calzoni, o davo unocchiata ai libri splendenti negli scaffali, alle gambe della sedia infinitamente pi che vangoghiana: Ecco come bisognerebbe vedere, ecco come le cose sono veramente112
110 111

B. Pochettino, op.cit., p.130. La jungle un sottogenere della techno, ammiccante a sonorit africane, ripetitive e dal ritmo molto veloce. 112 Huxley A., 1958, Le porte della percezione, Milano, I Quaderni dello Specchio, p.35.

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La mescalina compare sul mercato sotto forma di pasticca, generalmente di colore rosa o arancione, spesso in associazione ad altre sostanze, come lMDMA puro. A questo punto necessario spendere due parole anche sulleroina, sostanza che, come ho detto, non rientra nella filosofia rave ma non , purtroppo, assente dalla scena . Delleroina, in questo caso, non si fa luso classico, non viene cio sciolta e iniettata in vena, ma sniffata per calmare gli effetti di altre sostanze. Dallinizio del97 ha cominciato a diffondersi una sostanza chiamata cobret, che per alcuni consumatori altro non sarebbe che un derivato delleroina, che viene usata al termine della nottata, per diminuire gli effetti del down. Il successo di un rave dipende in definitiva in grandissime misura dal tipo di sostanze presenti; certo la musica, lambiente, le persone presenti hanno unimportanza fondamentale, ma una cattiva droga, o lassenza di sostanze sulla piazza, pu facilmente decretare il fallimento di una nottata. Il tipo di sostanza pi diffuso in quel momento decide in un certo senso il carattere della nottata: se, per esempio, in quel momento il mercato offre pasticche di MDMA puro, il rave sar presumibilmente molto caldo e lo spirito sar lo stesso pi o meno per tutti; se invece, ad esempio, le pasticche sul mercato sono fortemente anfetaminiche, allora ci sar forse meno intesa fra i partecipanti, meno empatia, ma sicuramente si baller pi a lungo. Se la sostanza regina lLSD, allora si avranno molti raver assorti nei loro personalissimi viaggi, ad occhi chiusi, come se il resto del mondo non fosse nemmeno l. Certo non tutti i partecipanti assumeranno le medesime sostanze, e quello che per un raver un rave meraviglioso e coinvolgente pu risultare insipido per un altro. Il discorso complesso, riguarda, come abbiamo gi detto, le aspettative, lumore, lo stesso stato di salute fisica, la predisposizione e mille altri fattori, ma indubbio che le sostanze psicoattive abbiano in tutto questo un ruolo molto importante. Droghe elettroniche La televisione: nessuna epidemia, nessuna tossicomania e nessun isterismo religioso si mai mosso cos rapidamente, o convertito tante persone, in un tempo cos breve. Lanalogia pi prossima per descrivere il potere di assuefazione della televisione, insieme alla trasformazione dei valori che avviene nella vita del videodipendente pesante, probabilmente leroina. Leroina appiattisce limmagine, con questa droga le cose non sono ne calde ne fredde, il tossicomane osserva il mondo con la certezza che, qualunque cosa sia questo mondo, non ha importanza. Questa illusione di sapere e di controllare generata dalleroina analoga allinconscia supposizione, da parte del consumatore di Tv, che, da qualche parte del mondo, ci che vede sullo schermo sia reale. In realt ci che si vede solo la superficie, cosmeticamente rivalutata, dei prodotti. La televisione. Anche se non invasiva dal punto di vista chimico, da luogo ad assuefazione e a danni psicologici non meno di qualsiasi altra droga.113

113

T. Mc Kenna, op.cit., p.224.

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In questo brano Mc Kenna va ben oltre il concetto di Tv come mezzo di propaganda, e ci presenta una situazione in cui ci si pu immaginare una fuga dalla realt della vita non cercata attraverso luso di una qualche droga, della quale si pu generalmente intuire il rischio, bens attraverso una visone passiva del mezzo televisivo, con tutto ci che ne consegue. Il videodipendente vive di una realt che non solo non gli appartiene, ma non esiste neppure, se non nella fantasia di colui che ha creato un dato spettacolo, un dato film, e di questo lo spettatore difficilmente vuole accorgersi. Chi vive unesistenza monotona e non gratificante pu entusiasmarsi per le intricate vicende amorose di uneroina da telenovela, ed emozionarsi per ci che accade, come accadesse a qualcuno che si conosce, e che esiste da qualche parte, nel mondo. MA se si pensa ai livelli raggiunti dalla tecnologia dei mezzi di comunicazione, alla diffusione dei computers e di Internet e allo sviluppo della realt virtuale, la droga televisiva sembrer davvero innocua. Droghe virtuali Mazzoli e Artieri riferendosi al movimento cyberpunk e alle posibilit aperte dalle macchine virtuali, propongono un parallelo fra lesperienza della realt virtuale e quella dallassunzione di sostanze psichedeliche: Ritroviamo qui quel recupero delle esperienze lisergiche, mistiche, sciamaniche, spirituali e psichiche...che potrebbero permettere di uscire dal mondo...seppur in senso laico, e di inserire la tecnologia in una dimensione mitopoietica. 114 Lo stesso T. Leary115, grande pioniere della psichedelia, nellultimo periodo della sua vita am particolarmente la tecnologia virtuale e le possibilit legate al diffondersi di uno strumento democrartico quale Internet. Egli, come altri esponenti legati al , vedeva movimento psichedelico nel cyber-spazio il punto di arrivo di tutta una serie di tensioni ideali, indotta

filosofiche, politiche e religiose, che sfociarono negli anni 60 e 70 nella ricerca di una interiorit e in una coscienza tramite luso delle droghe psichedeliche. E, se la demonizzazione delle sostanze stupefacenti ha, insieme ad altri fattori, determinato il fallimento della filosofia psichedelica, una democratizzazione della tecnologia permetterebbe ,secondo Leary, questa ricerca interiore a tutti e non solo a eretici criminali, come lo stesso Leary stato definito. Ma come sar possibile, se lo sar, il raggiungimneto dell autocoscienza della coscienza alla base della coscienza del s? Come potr la realt virtuale regalare alluomo il raggiungimento di un cos prezioso dono? In un suo saggio dal titolo Realt virtuale e autogestione della coscienza, lo psicoterapeuta e neurofisiologo M. Margnelli ritiene che questa possibilit sar determinata dallincontro di scoperte e nuove conoscenze avvenute nei pi svariati campi di studio e che hanno finito per convergere su di un elemento comune, la coscienza appunto.

114

G. Mazzoli e G. Boccia Artieri,1995, Lambigua frontiera del virtuale, Milano, Franco Angel, p. 61. T. Leary, 1990, I germi degli anni Sessanta, in Cyberpunk Antologia, Milano, Shake Edizioni.
115

79

Se le discipline mistiche di origine orientale hanno orientato, con il loro know how, gli studi nel campo della neuropsicologia, lantropologia ha scoperto la centralit della coscienza nei sistemi di pensiero cosiddetti primitivi studiando le pratiche sciamaniche; la filosofia, studiando la coscienza, ha dovuto fare i conti con la relativit dei sensi, revisionando lepistemologia ; gli studi in campo psicopatologico hanno rivelato limportanza della soggettivit e la complesit dei collegamenti analogici interni e la psicologia delle religioni ha evidenziato limportanza del binomio soggettivit-emozioni non solo nellambito dellimmaginario spirituale, ma anche in quello individuale e quotidiano. Secondo lautore il naturale prodotto di queste scoperte indirizzer la realt virtuale verso uno sbocco laico, piuttosto che mistico, di un concetto di esplorazione dello spazio interiore che verr dimostrato e divulgato a livello di coscienza di massa. Lautore presenta poi un parallelo fra gli SMC e lesperienza virtuale. Egli parte dal presupposto che nel corso dei secoli luomo abbia deliberatamente recintato quelle zone della sua coscienza che non erano adattabili alla vita di tutti i giorni, ma rimane in lui il desiderio latente di non subire passivamente gli stati di coscienza, e desiderer, talvolta, esplorare il proprio spazio interno, la propria coscienza, manipolando lo stato di veglia ,per gioco o per piacere, assumendo alcol o droghe. Si ha cos una autocoscienza della coscienza, coscienza di quel desiderio di conoscere se stessi vecchio come il mondo. Accanto alla coscienza ordinaria, come ben sappiamo, esistono numerose altre coscienze, la cui esperienza diretta pu rivelare lampiezza della mente, le potenzialit della fantasia, il vero s e molto altro ancora. Margnelli prosegue la sua indagine ritenendo possibile una gestione, e una autogestione della coscienza attraverso la tecnologia virtuale: La realt virtuale... potenzialmente una tecnica di autocoscienza, l dove permetter di provare dentro s stessi lesperienza di altri stati di coscienza. Finora stata percepita e divulgata come una cinematografia a tre dimensioni sensoriali (vista, udito e tatto) ed certo che la prima commercializzazione sar indirizzata in tal senso. E tuttavia, come accade ai consumatori di sostanze psichedeliche, che la consapevolezza (sempre conservata durante lesperienza) qualche

microgrammo di un composto chimico pu cambiare

completamente i propri

rapporti con la sensorialit e con la propria mente, cos anche unesperienza virtuale potr indurre qualcuno a interrogarsi sullepistemologia, sulla realt della realt, sul valore della soggettivit rispetto alloggettivit, sulla convenzionalit del mondo di riferimento, e cos via. Verso tutti i temi cari alla controcultura spirituale e filosofica di tutti i secoli. 116 Lautore prosegue proponendo un parallelo fra lopera di un ipnotizzatore e quella di un

romanziere, di un regista: ...il regista televisivo o cinematografico suggerisce alla mente pre-ipnotica una realt completa ( e comunque una realt sensoriale bidimesionale) che va oltre limmaginario soggettivo dello spettatore.
116

M. Margnelli, 1993, Realt virtuale e autogestione della coscienza, in Altrove , p.95/96.

80

Autori e registi tentano di rendere il lettore e lo spettatore partecipe delle loro allucinazioni, cos come succederebbe se un ipnotista, non tenendo conto della soggettivit del suo cliente, gli suggerisse contenuti esperenziali appartenenti al suo vissuto personale, o addirittura da altre culture.117 La tecnologia virtuale ha delle enormi possibilit di sviluppo, insite nella sua capacit di

coinvolgere tutti i sensi umani, di simulare, appunto un mondo che non esiste, ma appare come vero ai sensi e : ...promette, dunque, un avanzamento sia nel modo di porgere i contenuti (linguaggio) che nella potenza e nella significativit del messaggio stesso. 118 La possibilit di un futuro in cui le droghe elettroniche, virtuali, affiancheranno, se adirittura non sostituiranno, le droghe naturali e sintetiche, non poi cos remota. Una simile ipotesi al centro di film e opere letterarie di successo, basti ricordare le opere cinematografiche Nirvana di G. Salvatores e Strange Days di K. Bigelow, in cui viene presentato un futuro non troppo lontano in cui tutti, in un modo o nellaltro, dal potente finanziere ,al poliziotto allo spacciatore dimezza tacca, vengono coinvolti in una guerra per il controllo di queste fantomatiche droghe elettroniche. E il messaggio tuttaltro che ottimista. Ad ogni modo una fede particolare nelle possibilit aperte dal mondo del virtuale, che creda possibile uneperienza virtuale del tutto simile a quella determinata dallasunzione di sostanze psicotrope eguagliando la grandiosit della creativit e fantasia umana, quanto meno discutibile, almeno allo stato attuale delle cose: una macchina virtuale, per quanto tecnologicamnte avanzata, potrebbe proporre solo simulazioni di esperienze lisergiche, o permettere una fruizione dellaltrui esperienza, ma non potr mai definirsi illimitata e profondamente umana quanto la reale esperienza dellassunzione di psicotropici. E se la realt virtuale per la massa giovanile, solo un bel gioco, le droghe, quelle vere, sono una realt non trascurabile. Transe informatiche Ma senza stare troppo a scomodare la fantasia dipendenza, in questo caso. Il diffondersi dello strumento-computer prima e di Internet poi ha creato una vera e propria mania, che coinvolge numerosi giovani e li reclude in una sorte di mondo parallelo e virtuale, al cui centro sta, appunto, il computer, la rete. La vita di questi giovani pu esserne totalmente sconvolta, portandoli ad un isolamento in cui gli unici amici, oltre ad computer sempre pi friendly, cio vicino e simile alluomo, divengono quelli virtuali conosciuti tramite le chat-line di rete, senza che traspaia, appunto la virtualit di tutto questo: e fare congetture sul futuro, esiste un

fenomeno che si pu gi definire come una vera e propria dipendenza, una Internet-

117 118

Ibidem, p.100/101. Ibidem, p.101.

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Navigando in un ipermedia possibile...fare unesperienza simile a quella di unazione: con un mouse, o altre interfacce, spostiamo (virtualmente) degli oggetti, apriamo degli spazi, delle finestre, accogliamo delle risposte dallambiente informativo paragonabili a quelle provocate da unazione reale119 Andando oltre queste osservazioni , si pu parlare di vere e proprie techno trib, della quali fanno parte non solo gli hackers, i pirati del virtuale, ma anche tutti coloro che amano perdersi nei labirinti della transe informatica. Esiste dunque una transe informatica, accanto a quella virtuale, non pi associata allo scatenarsi dellirrazionalit, anzi, la transe informatica per sua stessa natura razionale, e procura una vera e propria illuminazione della ragione, lontana dagli inferni caotici della transe tradizionale. Questa transe si organizzata attorno ad un rapporto simbiotico delluomo con la macchina, e sfocia in un modello comunicativo e di ragionamento comune ad entrambi. In questo inedito faccia a faccia delluomo con la sua creazione, tutti i normali rapporti di tempo e spazio mutano profondamente. Il corpo deve sparire per lasciare posto alla mente pura, e in questo si rintracciano le radici filosofiche della microinformatica: Il sistema del mondo al quale linformatica e il buddismo zen fanno riferimento non lascia assolutamente spazio al corpo. Nelle due filosofie bisogna dimenticare, sorpassare il proprio corpo per accedere al mondo reale, quello dove lindividualit tende a dissolversi in un insieme pi vasto.[]Linformatica esalta questa forma di appello al mondo che non fa riferimento al corpo ma allo spirito. 120 La relazione senza corpo uno dei valori centrali della trib informatica, la cui transe unautostrada di dati , di bit, di impulsi. Privato del corpo, colui che vi si abbandona, vedr sovvertite tutte le regole del tempo, un tempo che ,senza corpo, non pu pi essere lo stesso: Il tempo consacrato al computer in certa maniera un tempo sacro che permette un accesso originale al cosmo e alle sue leggi fondamentali. Il tempo passato davanti alla macchina non ha in effetti niente a che vedere con il tempo ordinario. Il tempo soggettivamente percepito in queste situazioni sembra scorrere molto pi rapidamente. In questo senso linformatica sposta coloro che la praticano nel loro rapporto con gli altri, procurando infine una sensazione di accesso al cosmo privilegiata. 121 La transe informatica quindi come punto di passaggio, accesso ad almeno una piccola parte dellarchitettura di un universo ordinato. Ma cosa c dallaltra parte dello specchio?

119

C. Infante, op. cit. P. Breton ,La trib informatica , Transes-Il passato remoto della musica del futuro, Virus Production-Musica 90, Milano 1996, p.57. 121 Ibidem
120

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Il paese delle meraviglie un mondo di ordine e disordine, e le domande impertinenti di Alice costituiscono una sicura linea di separazione fra ci che appartiene allorganizzazione, ci che ha senso perch logicamente giusto, e ci che, dallaltra parte, il Male, incarnato dal disordine, il caso, la mancanza di coerenza dovuta al non rispetto delle regole logiche elementari. 122 Lo spazio aperto dal computer in questo senso infinito, anche se la sua memoria non lo , perch permette alluomo il contatto con luniverso del formalmente vero, in questo senso la transe informatica rende liberi di distaccarsi dal mondo ordinario per accedere ad un mondo reale. La trib informatica ama fondersi e confondersi allinterno di questo territorio, in cui i giochi sono metafore del viaggio allinterno della memoria del computer e in cui luomo per muoversi, in un tempo vicino al sacro, deve conoscere perfettamente le regole del gioco. Solo una perfetta conoscenza delle regole permette alluomo della trib informatica di sopravvivere, per cercare di raggiungere laltra parte del labirinto, in cui non trover che s stesso, immagine nello specchio. In questo momento non ancora possibile dare un giudizio sulla bont, o sulla pericolosit di tali droghe. La ricerca in continuo sviluppo, e non accenna a rallentare. Non possiamo sapere dove le possibilit donateci dal computer porteranno la coscienza delluomo. E se per tutte le cose, specie per le droghe, esiste un uso ed un abuso: Le nuove musiche elettroniche, i raves, Internet, appartengono ad una nuova generazione di sensazioni che sta a noi accettare o rifiutare e come tutte le cose buone, per godersele non c nessun bisogno di abusarne.123 2.10 Lutopia comunicativa Attraverso la danza ognuno esplora il suo universo, si scopre. Questa pratica permette di sviluppare una coscienza ed unarmonia del corpo. [] Lesperienza del rave appare come loccasione per riscoprire il proprio corpo attivo, sensibile. Esso diviene un mezzo di espressione privilegiato dellessere perch permette unespressione diretta, spontanea, perch materializza ci che i sensi provano senza passare per intermediari quali il pensiero e il linguaggio.[] Il corpo giunge ad esprimere delle pulsioni, degli istinti, ci che pi naturale in noi, pi diretto. E attraverso di lui che arrivano le sensazioni pi forti e lemozione di una percezione nuova. 124 Durante il rave tutte i codici di counicazione ordinari cadono, per fare posto ad un nuovo modello comunicativo, in cui la parte non verbale della comunicazione assume un ruolo primario.

122 123

Ibidem Kana.com,1996, Internet- Il rave planetario, in G. Gallina (a cura di), Transe, il passato remoto della musica del futuro, Milano, Virus ProductionMusica 90, p.42. 124 Fontana e Fontaine, op.cit.,p.42.

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Non pi parole, ma gesti, sguardi, sorrisi, mimica, con i quali si comunicano le sensazioni e le emozioni, in maniera pi diretta. Il comportamento rivela il modo in cui gli individui percepiscono la situazione, mette in evidenza i contatti cercati e quelli evitati, oltre a rivelare la pi intima personalit dellindividuo. Quando non ci sono le parole di mezzo diventa molto pi difficile mentire: lo sguardo parla, e gli occhi non sanno mentire; se le parole possono divenire strumento di potere, nel silenzio si tutti molto pi simili. Insomma, sembra proprio che questa comunicazione non verbale semplifichi le relazioni interpersonali, facendo nascere una convivialit e una solidariet del tutto particolare, quello spirito di comunione rivendicato dai ravers. Il corpo in festa, tutti divengono parte integrante dellambiente fisico centinaia di corpi danzanti, svuotati, si fondono in una amalgama sensoriale in un unico corpo, nel quale la musica e le luci agiscono come neurotrasmettitori, un organo sospeso in una soluzione idroponica, che si muove, si contorce, immerso, nutrito e stimolato dalle onde sonore.
125

In tutta questa situazione viene ad assumere un ruolo fonadamentale il tipo di droga assunto dal raver, la cui scelta dipende non solo dai desideri individuali ma anche, siamo sinceri, da ci che offre in quel momneto il mercato. Come abbiamo visto, non sempre lEcstasy MDMA, e pu succedere che una partita cattiva di stupefacenti non faccia decollare il rave. In linea di massima, comunque, gli effetti empatogeni delle pasticche danno una buona mano al raggiungimento di quello stato in cui la comunicazione assume tuttaltro aspetto rispetto al quotidiano. LX facilita la comunicazione e la comprensione dellaltro, fa preferie la compagnia allisolamento ed quindi adatto allesperienza collettiva. Si sviluppa la voglia di scoprire nuove sensazioni attraverso il contatto con altri corpi e se si avvicina un raver sotto leffetto dellX questo sar senza dubbio disposto a parlare, abbracciarsi, ecc. Le emozioni verso la persona amata vengono intensificate. Leffetto empatia che caratterizza questo psicotropo fa nascere nei ravers un sentimento di unit
126

Lesaltazione della componente non verbale acuisce il processo intuitivo e la componente telepatica: I corpi divengono interfaccie comunicative nel dare forma alle emozioni suscitate dalle vibrazioni sonore techno tramite la danza. La telepatia prende il posto della comunicazione verbale. Si crea, in contesti del genere, un rimescolamento dei confini tra centro e periferia. Non vi un centro creatore di input e una periferia ricevente bens tutti centri che creano, esprimono il loro essere liberi nel trapassare i confini di una legalit imposta e non condivisa. Il ruolo di periferia/ricevente contemporaneo al centro/emittente. Ci

125 126

B. Pochettino,op.cit., p.120. Fontana e Fontaine, op.cit.,p. 47.

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provoca

un aumento

della

velocit

dei

flussi

comunicativi

e determina
127

il

protagonismo di ogni singolo partecipante con un feedback sempre pi forte.

Certo ci sono delle eccezioni non trascurabili, come nel caso dellassunzione di acidi da parte del raver, nel qual caso, come abbiamo visto discutendo delle droghe da rave, lindividuo dar luogo a delle manifestazioni narcisistiche contrarie allo spirito di comunione rivendicato dai raver, assorto , ad occhi chiusi nel suo personalissimo viaggio, e il suo comportamento far s che difficilmente qualcuno lo disturbi. Tornando alla comunicazione silenziosa dei raver, spesso da parte di persone non introdotte nel fenomeno, seppur giovani, giunge la critica di un mancato dialogo durante i rave, ma a ben vedere lassenza della parola veicola in fondo una nuova utopia, quella della comunicazione non verbale, fusionale ed empatica: ...la rivolta pi sottile e profonda si esprime anche attraverso il rifiuto del linguaggio stesso. In questo ritorno alla festa-transe si esprime la contestazione di una cultura che poggia su delle ideologie alle quale nessuno crede pi. Luniverso del discorso rimpiazzato da quello delle vibrazioni e del ballo. 128 Non bisogna inoltre credere che il raver resti in silenzio per ore; molto spesso, anzi, leffetto di Ecstasy e Lsd da vita al desiderio di raccontare e di raccontarsi e ad a interminabili monologhi! 2.11 Il corpo raver Ma torniamo al corpo, alla sua riscoperta, alla grande possibilit di espressione che ha in s, espressione che non si attua solo nel movimento, nella danza, ma che nellapparire in questo o quellaltro modo, segue o meno la moda, da spazio allestro e alla fantasia, mescola generi e origini, appartenenze e desideri. Il corpo rave un corpo in mutazione, che riflette i cambiamenti tecnologici della societ occidentale, ma ha in se il ricordo e lesperienza del passato, un corpo col quale si gioca, col quale si esprime il proprio essere e i propri gusti, le proprie scelte attraverso il vestiario, gli accessori, il tatuaggio, il piercing, il colore e il taglio dei capelli. Il corpo raver si pone fra il passato dei segni tribali e il futuro della tecnologia degli abiti e delle tinte, degli scarti industriali che divengono gioielli, monili simbolo di una generazione che impara dal passato per guardare avanti. In questo melting-pot spazio temporale tutto permesso, il corpo rave non ha regole perch non importa chi tu sia, quale il colore della tua pelle e le tue prefernza sessuali. Ci che conta , in fondo essere davvero s stessi, tirare fuori, anche per poche ore, desideri e illusioni. Il raver gioca col segno, lo plasma, lo sovverte, lo trasforma. Il bullone, la rondella industriale sfuggono alla dinamica di mercato, e diventano ingranaggio sono ora riciclati per fare bella mostra di se e arricchire il corpo. gioielli da esibire, ma anche simboli, un qualcosa che doveva essere solo la piccola parte di un immenso

127

Demian, op.cit., p.44. Fontana e Fontaine, op.cit, p.98.

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La filosofia cyber, il waste, il riciclo, specchio di quella tendenza che vive gi nel futuro, in quel futuro nero da romanzo apocalittico in cui tutto deve essere riutilizzato, per sopravvivere, mutando appunto. A parte letroso vestiario di alcuni sound system, come i Mutoid Waste Company, che della filosofia cyber fanno una scelta di vita, il raver comune mescola i generi, tira fuori dallarmadio la maglietta di quando aveva dodici anni, o ne compra una simile nel negozio pi trend, ma comunque facilmente identificalbile. I raver, o comunque coloro che gravitano attorno al fenomeno, si sanno riconoscere. Certo le differenze fra paese e paese sono evidenti: se si pensa al raver canadese si noter immediatamnte una certa aria da bravo ragazzo cresciuto a vitamine, che il raver inglese, per fare un esmpio, avr molto meno. Il tipo di rave, e quindi di musica , fa la differenza maggiore, e, cos come vedremo in sede di tipizzazione, se gli amanti della Goa indossano vesti colorate e monili orientali, il raver dellillegal preferir labbigliamento militare, e un look postatomico. Tatuaggi e piercing sono divenuti oramai di moda, ed molto difficile credere che tutti i giovani, e i meno giovani che deturnano il proprio corpo lo facciano seguendo un preciso codice simbolico, come usanza, legata spesso ai miti e alle credenza locali, presso le popolazioni primitive. Forse oggi, nella maggioranza dei casi, il tatuaggio e il piercing sono solo gesti estetici, ma questo non toglie che in certi casi possano mantenere quel valore di segni atti a chiudere un momento e ad aprirne un altro, a chiedere qualcosa ai propri spiriti, offrendo dolore in cambio recuperando cos quella sacralit data presso le popolazioni tribali al segno corporale. Questo ritorno al valore del dolore che si fa preghiera e atto di coraggio evidente nel raver in quanto questo molto spesso preferisce tatuaggi tribali a fiorellini, putti e farfalline. Il tatuaggio tribale ha un suo valore particolare, e riflette non solo i gusti dellindividuo, ma anche un suo virtuale legame a popolazioni e culture diverse dalla nostra. Insomma: un conto tatuarsi un cuoricino perch tanto dolce, e un conto rintracciare dei propri personali simbolismi in un tribale di altri tempi, convinti, perch no, che , ad esempio, un tribale celtico dia forza a chi sente di avere, nel sangue, origini nordiche. E il pierging? Cosa si cela dietro a questo atto che ai pi pare masochismo puro? Anche qui si sente chiaro leco di usanze tribali legate alla spiritualit, al sacro, in un atto di coraggio, di dolore e di godimento allo stesso tempo. Piercing e tatuaggi, insomma, come forme di neotribalismo e neoprimitivismo: La mutazione in atto sta determinando non solo un adeguamento allavanzamento tecnologici ma anche una serie di comportamenti collettivi che sarebbe semplicistico liquidare come mode giovanili. Unanalisi delle diverse pratiche della cosidetta modernit primitiva necessaria per comprendere i segnali di orgogliosa regressione e insofferenza che emergono da fenomeni come i rave, veri e propri ambienti techno-transe. Fenomeni ancor pi radicali verso forme estreme di sessualit sono il trans-gender e il piercing. Molte altre pratiche sullestremizzazione del corpo si fondano in parte su pulsioni sadomasochiste. Sono attivit che agiscono su particolari recettori del cervello che normalmente non sono sollecitati. Esperienze che rientrano in una diffusa fenomenologia out of limit fatta di azioni che attraversano anche la dimensione

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dello sport estremo, atti vissuti pericolosamente per scatenare ladrenalina in corpo.
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Nellatto del tatuarsi, inoltre, si scorge un vero e proprio rtuale minimalista: Tramite il rito dellincisione delle carni un individuo si mette in relazione con se stesso, con gli altri e con i mutamenti sociali in atto.[...] Un individuo, quando decide di timbrare sulla carne qualcosa, evidenzia il passaggio da una fase della vita a unaltra; si pone in temporanea sospensione, in una zona liminale, vissuta dentro un tatoo studio, in cui ci si allontana da ci che si era prima ma non si ancora qualcun altro. [...]Il rito offre a coloro che lo consumano una pluralit di significati, crea una condizione che situa gli individui nel mezzo dei processi culturali, in cui si sperimentano anche modelli di vita alternativi. 130 Inoltre, il tatuaggio pu essere visto come una forma di identificazione e di presa di coscienza della propria identit: Il tatuaggio ripropone infatti limprescindibile e narcisistico gioco dello specchio:

Chi sono io?, Chi siete voi?, che diviene pi essenziale e radicale quando una societ in tumultuoso cambiamento e da meno certezze su cui fondare lidentit individuale e sociale
131

Certo un comportamento off limits sembra rientrare nei desideri, pure inconsci, del raver, che spesso porter il proprio corpo oltre i limiti della stanchezza fisica, oltre che della notte. Ma viene da chiedersi: in unepoca in cui sesso, droga e rock and roll non scandalizzano pi nessuno, non ci sar nel tatuarsi e nel riempirsi di anelline varie anche un, peraltro normalissimo, bisogno di stupire genitori, familiari vari e coetanei troppo conformisti? CAP.3 La notte e il rito 3.1 Il rituale rave I ravers stessi, pur avendo difficolt a definire lo stato di rave come uno stato di transe, considerano questa particolare festa un vero e proprio rito moderno. Per coloro che vi partecipano il rave per un rito inteso in senso comune, i ravers non fanno certo riferimento a categorie antropologiche: il rave per loro un rito nel senso di un evento che si ripete, sempre simile a se stesso, e che permette di liberare lo stress della vita quotidiana, di divertirsi, lontani dal clamore delle discoteche istituzionalizzate, lontani dalle regole imposte loro dalla societ. Ma, in questo senso, usando cio il termine rituale in senso comune, anche per gli amanti della discoteca la serata spesa a ballare potrebbe essere una sorta di rito, un evento che si

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C. Infante, op.cit. . A. Castellani,1995, Ribelli per la pelle, Genova, Costa & Nolan, p. 77. Ibidem, p. 82.

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ripete nel tempo, che permette di dimenticare lo stress settimanale, e di divertirsi ripetendo gli stessi gesti, perch cos si sempre fatto. Quali sono dunque le caratteristiche del rave che rendono possibile un confronto con i rituali del passato, e fanno s che il movimento rave possa essre definito un fenomeno rituale, non accomunabile con la comune nottata in discoteca? In questo messaggio, riportato allinterno di un Cd di techno-musica, ecco riassunto ci che il rave , o meglio ci che il rave dovrebbe essere: Un rito un atto sacro con unintenzione focalizzata. La nostra intenzione di creare un tempio moderno, uno spazio positivo creato con amore, in cui possiamo trovarci come ununica trib, per viaggiare nel profondo della trance, come i nostri antenati molto tempo fa. Consideriamo la danza uno spazio sacro, un luogo per collegarci con la nostra forza. La forza nostra, che la si usi con i cuori aperti!132 Si parla di transe, di atti sacri, di templi, termini questi prettamente antropologici, in che modo si pu dunque affermare che il rave un rito facendo riferimento a tali termini e alle categorie antropologiche in generale? Cominciamo col distinguere il rito dalla cerimonia. Se per cerimonia si intende un evento che ha una funzione sociale, indica un modello cui conformarsi ed alla base del comportamento religioso e politico, si pu affermare che il rave sia, in questo senso, prima di tutto una cerimonia, come lo sono le funzioni religiose, le manifestazioni politiche e persino la tifoseria sportiva. Chi partecipa ad una cerimonia riconosce un quid di superiore, cui votare la propria esistenza, almeno per un pomeriggio, una notte, o anche qualche anno. Si pu supporre che il raver abbia una fede, che non in sostanza cos differente dalla passione politica, e probabilmente si riconosca e identifichi in un gruppo preciso , quello dei ravers, appunto. Ma il rave pu diventare rito, e non solo per quella parte del movimento pi legata a certi aspetti sacri del fenomeno, allala mistica del fenomeno per la quale il rave diviene qualcosa di pi che una fede per il fine settimana ma ricerca interiore, scelta di vita, bens per tutti coloro che, consci o meno delle loro scelte, preferiscono le modalit del rave a quelle di qualsiasi altra gestione del tempo della festa giovanile. Lelemento coesivo del senso di appartenenza per eccellenza il rito. Il rito ha la funzione precipua di celebrare, nella ripetizione, lesperienza dellappartenere. E questa forte esperienza crea implicitamente una morale, una rettitudine non imposta, ma scelta. Con il senso di appartenenza viene espresso anche un profondo senso di gratitudine in quanto lappartenenza non si limita al gruppo o al clan ma si estende a tutte le altre forme di vita. 133 Ecco un primo elemento che fa s che il rave possa essere considerato un rito e non una cerimonia: il sentimento di appartenenza che si estende a tutte le forme di vita, e che allontana la presenza di un qualche tipo di competitivit, presenti invece nelle cerimonie, specie in quelle sportive o politiche. di danza

132 133

Retourn to the Source-Deep trance & ritual beats, cd + book RTTS 1, 1995. S. Tambiah, 1995, Rituali e cultura, Bologna, Il mulino, p.153.

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Non ci si reca ad un rave per sentirsi diversi, o avversi agli altri, ma per sentirsi uniti agli altri come parti di uno stesso universo. Il rito non infatti un gioco, come ci ricorda Lvi-Strauss: Ogni gioco viene definito dallinsieme delle sue regole che rendono possibile un numero praticamente illimitato di partite; invece il rito, che anchesso viene giocato, somiglia piuttosto a una partita privilegiata, scelta fra tutte quelle possibili poich la sola a risultare in un certo tipo di equlibrio fra i due campi 134 Il rave potrebbe quindi essere considarato una partita privilegiata, ma quali sono le regole del gioco? Sappiamo che il rito, che sia individuale o collettivo, comporta sempre determinate regole, nonostante la sua elasticit, elasticit necessaria ad ammortizzare i fattori variabili legati alle pretese dei partecipanti e agli avvenimenti naturali e imprevisti. Lindividuazione di tali regole nella dinamica del rave, regole sempre uguali e se stesse, in qualsiasi evento e in qualsiasi parte del mondo, avallerebbe la possibilit di considerare il rave un vero e proprio rito moderno. Il rave va dunque oltre la cerimonia, oltre le regole del gioco inteso classicamente, ma quali sono dunque le sue regole, cio le regole che rendono simili tutti i raves, in qualsiasi parte del mondo si svolgano ? Innanzitutto il rave un evento notturno e giovanile : i raves cominciano sempre di notte: fine della festa landare oltre i confini della stanchezza, della mente e della notte, per vedere lalba di un nuovo giorno. Ecco un primo elemento che caratterizza il rave in quanto tale, la cui importanza alla base della filosofia rave stessa: landare oltre, la sua tendenza off limits. Un secondo elemento che caratterizza il rave in quanto tale lo stretto legame che la festa rave ha con la tecnologia nelle sue varie espressioni: la tecnologia chimica delle sostanze psicotropiche, che permettono appunto di andare oltre i confini del tempo e della mente attraverso una pi o meno ricercata esperienza estatica; la tecnologia elettronica con cui viene composta la musica techno, altro elemento caratteristico dellevento; la tecnologia industriale degli spazi riutilizzati (negli illegal rave in particolare). La tecnologia assume un ruolo fondamentale allinterno dei rave. Essa rappresenta il medium creativo, la capacit di dare mille forme comunicative al proprio sentire. 135 La presenza di quella che abbiamo definito come quale la transe assume un ruolo centrale. Il rave una festa-transe, un esperienza di sacro-selvaggio...La transe spontanea.
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techno-transe un altro importantissimo danza collettiva, nella

fattore che accomuna i raves, raves che altro non sono che festa e

del

rave ludica, ebbrezza, vertigine, eccitazione, non-istituita, fuori dalle regole,

134 135

C.Lvi-Strauss, 1964, Il pensiero selvaggio, Milano, il Saggiatore, , p.43. Demian, Scintille di pubblico disordine, in A. Natella e S. Tinari (a cura di), Rave Off, Roma, Castelvecchi, p.56. 136 A. Fontana-C. Fontaine, 1997, Raver ,Roma, Sensibili alle foglie,p. 97.

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Ricapitolando, gli elementi che accomunano tutti i raves sono: la filosofia off limits, che porta al consumo di sostanze psicotropiche, nellattesa dellalba del nuovo giorno e la presenza di techno-transe e musica techno. Il rave quindi un rituale tecnologico, oltre che prettamente giovanile. Per quanto concerne una certa misura di formalismo insita in ogni rito che si possa definire tale, Lapassade, considerando il rave come un vero e proprio rituale, individua tre aspetti della programmazione musicale del rave, che autorizza secondo lautore un confronto con altri rituali, che come il rave si svolgono nel corso di unintera nottata: La programmazione e lorganizzazione del rave comporta: a)lapertura, lapogeo della serata (verso le 3 o le 4), e latterraggio; b)la qualit del DJ di sentire la sala e di far ballare e delirare i ravers; c)lattesa dellalba, con il sorgere del nuovo giorno. 137 Lapassade associa tali fasi a quele rilevabili durante i rituali gnaua marocchini, in cui si possono rilevare perlomeno tre aspetti: il crescendo musicale, il legame che si stabilisce tra i musicisti e ladepta in transe e lattesa dellalba. Linsieme di carattersitiche comuni al fenomeno rave illustrato in precedenza e le regole formali proposte da Lapassade fanno pensare al rave come vero e proprio rituale. Il rave, inteso allora come rito, caratterizzato da un certo formalismo, che come abbiamo visto stato individuato da Lapassade; da un certo grado di stereotipia che fa s che, nonostante le differenze, tutti i rave si assomiglino,; da un certo grado di condensazione, cio da una caratteristica fusione dei significati collettivi ed individuali e infine dalla ridondanza dei contenuti. Il rave, insomma come rito tecnologico in cui allamalgama di parole, silenzi, danza e musica si aggiungono molteplici mezzi di comunicazione (specie uditivi e visivi) mediati dalla tecnologia, il cui effetto amplificato dalluso udi sostanze psicotropiche. La danza, la musica techno e la presenza di quella che Lapassade ha definito techno-transe mettono particolarmente in evidenza il carattere di ridondanza caratteristico del rito: vi infatti una costante ripetizione di messaggi, tramite i diversi mezzi costituiti dalla musica, dalla scenografia e dalle sostanze psicotropiche: la musica techno , come abbiamo visto, per sua natura ripetitiva, il tappeto sonoro reso omogeneo dallesperienza del DJ, la ritmica costante, cresente fino al parossimo, ma sempre ripetitiva; le luci stroboscopiche e i laser rompono costantemente il buio, e le sostanze assunte fanno s che il corpo del raver non possa sottrarsi alla ripetizione costante degli stessi movimenti, il ballo ininterotto o quasi. Allinterno del rituale rave ricorrono costantemente gli stessi schemi, pi volte nella stessa nottata: il raver balla, trasportato dalla musica e supportato dalle sostanze psicotropiche, si ferma, beve, si riposa per qualche minuto. Poi ricomincia a ballare, mentre attorno a lui lo schema musicale si ripete a grandi cicli. Ma qual il significato del rave, inteso come rituale? Perch il rituale rave nato proprio ora e perch ha fatto la sua comparsa nel mondo occidentale? Sappiamo bene che non sarebbe possibile analizzare un rito senza tenere conto del contesto storico e culturale, ed proprio analizzando la societ contemporanea occidentale che si accorge di una quasi totale mancanza di riti di passaggio, riti che conducano i giovani verso

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G. Lapassade, 1997, Dallo sciamano al raver, Milano, Urra, p. 100.

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lo stato adulto, o che permettano di accedere a stati di coscienza non ordinari, e questa una prima ipotesi. Si pu quindi pensare al rito rave come possibilit di ricreare momentaneamente il senso di comunit, perso con lavvento della vita moderna, entro il quale siano resi possibili una sorta di riti di passaggio, e la creazione di spazi in cui sia permessa non solo la vera festa ma anche un allargamento della coscienza, spazi quasi inesistenti nel contesto della moderna societ occidentale, e di cui, probabilmente, i giovani sentono fortemente la mancanza, se non altro inconsciamente. Gi il movimento hippie degli anni 60 e 70 aveva tentato il recupero della communitas, dando cos importanza ai rapporti sociali paritari pi che agli obblighi di ruolo imposti dalla societ, ma la loro fu una scelta forse pi totale, che coinvolgeva ogni aspetto della vita, i ravers, come vedremo, vedono invece nel rave la possibilit di un ritorno temporaneo alla communitas, senza che questo significhi una scelta definitiva, un mutamento esistenziale. Ci che accomuna il raver allhippie dunque, pur se a diversi livelli, il non adattamento alle strutture collettive simboliche continuamente ridefinite dalla societ, e quindi loriginarsi di una tensione sociale, che spinge alla sospensione della struttura e si riflette nella liminalit individuale o collettiva. Il rave sarebbe insomma unespresione dellantistruttura, e il rito techno elaborerebbe questo passaggio dalla struttura allantistruttura, situazione in cui i raver potrebbero ritrovare un significato sociale globale, diverso da quello istituzionalizzato e determinato spaziotemporalmente. 3.2 Il rave come antistruttura Molti di voi hanno avuto una profonda esperienza di solidariet e un vero senso di comunit attendendo eventi come questo. Ci che noi vogliamo fare come gruppo espandere questo sentimento allinterno delle nosrte vite e della comunit globale. Noi, allinterno del gruppo siamo incredibilmente diversi: siamo multirazziali, multi etnici e dotati di talenti diversi. Siamo artisti ed ingegneri, ballerini e impiegati di banca, dottori e avvocati, scienziati e mistici.[] Abbiamo imparato a comunicare, agire e fare festa con ogni altra persona, al di l della linea di razza, di ceto, di classe e di preferenza sessuale. Siamo entrati insieme in una casa (house) per dividere qualche momento di eternit, prima di tornare alle nostre attivit nel mondo reale...
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Leggendo questa testimonianza si sarebbe portati a credere che il senso di comunit sia globalmente percepito e rivendicato dai ravers ma questo nella realt dei fatti non succede; ci che certo che, i partecipanti se ne accorgano o meno, il rave, essendo un rituale, presuppone un ritorno alla communitas, pur se dotato di caratteristiche tutte sue, e legate al contesto profondamente edonista e non sacrale del rituale rave. Tale recupero del concetto di communitas deve essere visto come recupero temporaneo, che si attua solo entro i limiti della Zona Temporaneamente Autonoma: il ritorno alle regole societarie inevitabile.

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Certamente il rave non far rinascere la comunit. I ravers non hanno un Dio comune, sono soli nel loro delirio, soli nella loro transe anche se essa collettiva. Ma le loro esperienza sono abbastanza vicine da sentirsi insieme, in accordo,[...] essere presenti gli uni agli altri, senza parlare, durante la festa.139 Fontana e Fontaine hanno una visione quantomeno pessimista della situazione reale dei ravers, ma quello che , tristemente, certo che il senso di comunit, accanto al senso di Unione, spesso destinato a morire alla fine della festa; questo non toglie affatto che una tale esperienza delle modalit comunitarie possa in qualche modo influenzare le scelte di vita e le modalit di pensiero dei ravers. La communitas prevede uno stato liminale per coloro che la sperimentano, e se il rituale rave pu essere considerato come il passaggio dalla struttura allantistruttura della communitas, il raver in che modo pu essere visto come essere liminale? Certo non si pu porre un parallelo fra i novizi di un qualche rito di passaggio delle societ tradizionali e il moderno raver, ma alcune caratteristiche della liminalit sono rintracciabili comunque nel raver. Occorre precisare subito che la liminalit del raver non una condizione temporanea che passaggio da una conduce ad una condizione definitiva, non vi , nel caso del raver un struttura inferiore ad una superiore, come vedremo meglio in seguito. Ma vediamo in che senso il rave ricrea le condizioni della liminalit. Il rave un evento transitorio, la cui durata coincide generalmente con la resistenza fisica e psicologica dei partecipanti; esso coinvolge lindividuo e la collettivit in modo totale, dal punto di vista dellimpiego dei sensi e dal punto di vista mentale; durante il rave si crea una situazione in cui vi omogeneit fra i raver, vi un senso di uguaglianza e la communitas rinasce, come antistruttura. Non si tiene conto dei normali ruoli sociali, non vi sono distinzioni di status e di rango, i raver vestono in modo abbastanza uniforme e non si notano distinzioni di ricchezza; le differenze sessuali sono minimizzate e, se non si ha una vera e propria continenza sessule, ci che certo che alla sessualit viene preferita la sensualit. Dicevamo che la liminalit del raver non coincide assolutamente con quella del novizio, e certo la communitas rave non ha il carattere di una confraternita religiosa, il rave sempre un fenomeno in certa misura edonista: non si avr qundi una reale assenza di propriet, ne una noncuranza nel vestire, obbedienza, accettazione del dolore ed umilt. Sembrerebbe, da questa analisi, che lo stato di rave si situi a met strada fra la liminalit e il sistema di status, dalle cui regole il raver non pu, e non vuole sfuggire totalmente. Inoltre il carattere di sacralit dellevento sar da intendere nel senso di un evento cui si attribuiscono speciali caratteristiche che lo distinguono, per importanza e riferimento a determinati valori indiscutibili, da ogni altro tipo di evento: i rituali costruiti attorno a tale carattere sacro possono avere caratteristiche comuni con i rituali tradizionali dedicati agli dei o agli antenati. E se la situazione liminale richiama, presso le culture tradizionali, attribuzioni di tipo magicoreligioso e gli esseri liminali sono considerati pericolosi, il fenomeno raver, in quanto liminale consiederato pericoloso solo nella misura in cui non sottost alle regole istituzionali e sociali, agendo in maniera antistrutturale, rendendo possibile, tramite una situazione simbolica improntata su relazioni di Io-Tu-Noi, una ridefinizione del collettivo (individuale e collettiva) diversa da quella comune.
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Fontana e Fontaine, op.cit., p.97.

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Ci si potrebbe chiedere di quali problemi dellesistenza dei giovani il rave possa essere una, temporanea, soluzione. Se gli uomini primitivi e quelli appartenenti alle culture tradizionali vedono il rito capace di allontanare langoscia, procuratagli dallimprevedibilit di unesistenza non soggetta a regole infrangibili, per il raver varr lo stesso; ma se le preoccupazioni delluomo primitivo derivano principalmente dal mondo naturale e sociale, il raver si trova di fronte anche un altro, potentissimo nemico, di ordine culturale: la tecnologia. Ecco il motivo per cui il rave un rito tecnologico, oltre che naturale: non solo occorre rivolgersi alla natura e alle sue forze, occorre anche rivolgersi alla tecnologia, nuovo grande dio occidentale. Se in passato la potenza da accattivarsi o allontanare , dotata di caratteristiche sovraumane, era la Natura (compresa la natura delluomo), ora occorre relazionarsi con molte altre insicurezze che derivano dalla vita moderna, tecnologizzata e informatizzata. Il rave un rito moderno, e come tale sar costruito su di una cosmologia che rispecchi la cultura da cui ha avuto origine; il rito rave potr quindi essere visto come tentativo di risoluzione dei problemi legati allessere giovani nel mondo occidentale contemporaneo, e rifletter quelle crisi esistenziali dovute alla difficolt di trovare modelli cui conformarsi ed un equilibrio fra identit e identificazione. Il rito permette un abbandono temporaneo del ruolo sociale, ed terreno fertile per lantiidentit: Il rave soddisfa temporaneamente un bisogno di sfuggire a tutti i codici sociali, di oltrepassare la propria condizione, identit, di sormontare la normalit.
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Dicevamo che la cultura occidentale non contempla pi gli antichi riti di passaggio, non solo fra le varie et nella vita ma anche fra gli stati della coscienza, individuale e collettiva. A ben guardare, dunque, la funzione del rito rave potr rispecchiare quel desiderio di una vita ordinata e senza angosce alla base di ogni rituale, ma il carattere di vera e propria fuga temporanea da un mondo caotico e da una vita stressante e senza sicurezze rimane evidente. Si potrebbe dire che il raver, attraverso azioni simboliche particolari, cerchi di allontanare come impurit quel sentimento di indeterminatezza che gli da angoscia, rintracciabile anche in quella tendenza alla fuga caratteristica dei giovani, i quali non avendo ancora trovato la propria strada, e non volendo, o non riuscendo, ad assumersi delle responsabilit divenendo adulti, preferiscono vagare lungo il confine fra questi due stadi, senza una meta precisa. Il rito rave, come ogni altro rito, non ha unefficacia empirica ed osservabile, ma la sua efficacia extra-empirica fa s che il raver percepisca come positiva e liberatrice lesperienza; inoltre presumibilmente il rave incarna per il raver quei caratteri della vita che egli ritiene indiscutibili, e pertanto, come abbiamo visto, il rito gli apparir in certa maniera sacro, e il parteciparvi sar una sorta di atto di fede. 3.3 I simboli del rituale rave Il rave, come fenomeno antistrutturale, implica una sospensione della struttura , ed una sua ridefinizione attraverso
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simboli comuni, alla destrutturazione segue cio una nuova

Ibidem, p.67

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strutturazione simbolica dei significati collettivi, e se il rituale un sistema di comunicazione simbolica costruito culturalmente, evidente che i simboli rave troveranno il loro fondamento nel contesto culturale da cui il rituale rave ha avuto origine. Abbiamo sottolineato pi volte lo stretto rapporto fra il rave e la tecnologia, espressione della cultura che, accanto ai simboli naturali, costituir la cosmologia del raver; tale cosmologia costituita da simboli rituali, e pertanto collettivi, aventi il medesimo significato per tutti i partecipanti. Il rave, un fenomeno che si sviluppato in grande parte del mondo occidentale, e pertanto i suoi simboli rispecchieranno di volta in volta il contesto culturale a cui fanno riferimento, vi sono per alcuni tratti che legano i simboli rave in quanto tali. Abbiamo visto che una caratteristica fondamentale del rave quella di essere indissolubilmente legata alla tecnologia, molti dei suoi simboli saranno quindi di ordine tecnologico. Il rave, specie lillegal, come avremo modo di vedere, attua un recupero della tecnologia e dei suoi simboli, sovvertendone il significato: ed ecco che il capannone abbandonato, frutto della tecnologia industriale, diventa nuovo tempio della vita, non pi luogo di lavoro, ma luogo di liberazione e libert. La filosofia waste di certa parte del movimento rave emblematica di questo recupero delle vestigia del passato, in senso ludico e ricreativo. Tale tipo di recupero e deturnamento si riflette anche nellabbigliamento e nel look: Cos labbigliamento sportivo off ( che ha portato lAdidas a mettere di nuovo in produzione articoli che aveva dimenticato), che nasce dallesigenza di dover ballare fino al sole, sconfina dal rave e si impone completamente decontestualizzato, magari a richiamare una ginnastica della psiche pi che del corpo. Locchiale da sole che serve solo a proteggere locchio dalle strobo e a godersi il flash dellalba () assolutamente decontestualizzato dalla sua valorizzazione produttiva.141 Sempre per quanto riguarda laspetto dei raver, accanto ai simboli di carattere tecnologico se ne aggiungono altri che riflettono un vero e proprio ritorno al passato: tatuaggi, pierging, vesti orientalizzanti e look tribali danno mostra di se rivendicando unappartenenza al genere umano come tale, che intende forse allontanarsi dalla pigra, monotona e grigia apparenza della modernit. Il pierging e il tatuaggio, quindi, non solo come moda, ma come recupero di una simbologia corporale e di una libert di espressione raver alla trib degli Uomini. Le droghe, le sostanze picotropiche si pongono, allinterno di tale quadro in una posizione particolarmente interessante: esse sono al tempo stesso frutto della tecnologia chimica (simbolizzando il legame col presente), ma indicano anche un ritorno ,o meglio la continuit, col passato (simbolizzando e rievocando il rapporto millenario fra luomo e le sostanze psicotropiche). La techno-transe del danzatore rave, supportata dallingestione di sostanze altamente tecnologiche in questo senso simile alla transe iniziatica di certi riti di passaggio presso le popolazioni tradizionali in quanto non contemplati dal mondo occidentale , ma che riallacciano il raver alluomo primitivo e alla vita di communitas, e indicano lappartenenza del

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Demian, op.cit., p.15.

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...mira a rompere la personlit sociale, a rompere con la realt ordinaria, a viaggiare. Il raver tenta di sfuggire al mondo delle norme e dei valori e ad uscire da se stesso, dal suo proprio condizionamento.La transe un varco.142 Ma la simbologia delle sostanze psicotropichee va anche oltre: la divisione delle pasticche , fra amici e coppie, sta a simboleggiare limportanza del rapporto, e se pure non vi una divisione fisica delle sostanze, il raver si sentir simbolicamente unito agli altri che come lui hanno assunto una qualche sostanza, pur non conoscendoli. Anche nel simbolismo che gli proprio, il rave sottolinea quel carattere di ponte fra passato e futuro, in quanto accanto ai simboli tecnologici della modernit resuscitano, come abbiamo visto, gli antichi simbolismi espressi attravero il deturnamento del corpo, le vesti, i simboli pagani ed orientalizzanti ripresi dalla tradizione e riportati alla vita in nuove forme; il caso per esempio dei simboli solari che spesso appaiono nelle scenografie dei rave; di simboli orientali quali il tao, rappresentante la perenne convivenza e lotta fra bene e male, la cui immagine, fin dagli anni della psichedelia, appare su magliette, ciondoli e altri accessori giovanili; della spirale , simbolo spesso utilizzato nella iconografia rave e che rappresenta i ritmi ripetuti della vita, i carattere ciclico dellevoluzione. Limmaginario dei ravers unisce i simboli, il tempo,le religioni, esalta un futuro utopico. Gi vi si legge labbozzo di un nuovo linguaggio, di un sistema comune. 143 3.4 Il rave come rito di passaggio Il rave, sebbene possa, come abbiamo visto, essere considerato un rito, non pu essere facilmente identificato ne come rito di crisi vitale, ne come rito periodico: esso infatti non implica un passaggio da una fase della vita allaltra, pur se si pu ipotizzare che il raver, come essere liminale inconsciamente sia ala ricerca di una posizione meno instabile. Il motivo per cui ricorrenze quali il solstizio dEstate o le notti di luna piena vengono festeggiate dai raver non inoltre legato ad una reale ricerca di protezione sulla produzione o al tentativo di controllare il ritmo delle stagioni: si tratta piuttosto di ricorrenze tradizionali, che riemergono anche in un contesto tanto legato alla tecnologia , il rito rave anche senso pu essere visto come un ponte fra passato e futuro. Si potrebbe invece ipotizzare che, in certo qual modo, il rito rave possa essere accostato a certi riti di inversione di status, come LHallowen dei bambini, in cui il potere temporaneamente in mano a coloro che nella quotidianit non lo detengono. In questo senso il raver sarebbe libero, avvenuto il passaggio rituale, di esprimere se stesso al riparo dalle sanzioni sociali in cui potrebbe incappare se si comportasse liberamente in unaltra situazione. In realt il rito rave mostra maggiormente le caratteristiche del rito di passaggio quando si prende in considerazione il ruolo delle sostanze psicotrope: le fasi illustrate da Van Genepp 144 (separazione, margine e aggregazione) vengono messe in evidenza nelle modalit di assunzione delle sostanze. Il raver,infatti, per entrare nellatmosfera del rave spesso fa ricorso a Ecstasy, LSD e ad altre sostanze, tali sostanze, una volta assunte, faranno s che lindividuo si stacchi dal suo ruolo
142 143 144

in questo

Fontana e Fontaine, op.cit., p.97. Ibidem, p.98. Van Gennep A., 1985, Riti di passaggio,Torino,

Bollati Boringhieri.

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quotidiano, che venga cio parzialmente slegato dai condizionamenti strutturali e culturali; in una seconda fase, quella della salita delleffetto della sostanza, egli non si sentir pi vincolato allo stato precedente, ma ancora non sentir lo spirito della festa, che raggiunger infine nella fase di riaggregazione, unendosi cos agli altri partecipanti. Chiaramente il discorso vale anche per chi non fa uso di alcune sostanza, o per chi invece di aggregarsi agli altri compie un suo viaggio personale: il rave ,in questo senso, permettendo o comunque facilitando il passaggio da uno Stato di Coscienza Ordinario ad uno Stato di Coscienza Modificato, rito di passaggio. Il rave dunque un rituale tecnologico, in cui rintracciabile una forma particolare di rito di passaggio, permesso dalla presenza dell techno-transe. Gli stessi raver riconoscono inoltre nellassunzione di una qualche sostanza psicotropica un vero e proprio rito di iniziazione dei novizi, che va oltre l atto di condivisione simbolica: tale iniziazione chimica permetter infatti alliniziando di entrare in sintonia con gli altri, e di percepire lo spirito del rave. Quando vi sono persone in un gruppo che escono per la prima volta queste sono affidate agli iniziati che rispondono alle loro domande, danno loro dei consigli e parlano delle loro esperienze.Coloro che scoprono il rave ed entrano nel movimento provano spesso il bisogno di condividere questa esperienza con gli amici poich per loro essenziale e perch bisogna provare almeno una volta nella vita. Iniziare altre persone significa per i ravers rispondere al problema
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dellincomprensione a cui essi vanno incontro.

Il raver, una volta raggiunta la fase di aggregazione, si comporter secondo quelle che sono le norme del rave, e se si comporter in maniera non definita corretta degli altri raver verr presumibilmente guardato con sospetto. Lo stato di rave, ad esempio, non contempla, come abbiamo visto, una sessualit esibita, o un look troppo dissimile dagli altri. Il rituale rave, come rituale di transe, nonostante possa essere considerato rito di passaggio in senso allargato, come abbiamo visto, non ripropone per quel fondamentale gioco di ruoli caratteristico dei riti di passaggio tradizionali, esso piuttosto un simulacro di quelli che erano, anche presso la nostra societ, i riti iniziatici e di passggio, dunque come sottolineano Fontana e Fontaine: Questa esperienza, integrata, potrebbe divenire un rito di passaggio. Ma screditata, clandestina, senza guida certa, prende troppo spesso il percorso inverso e blocca quelli che si avventurano senza precauzioni in una marginali dolorosa, li scotcha su delle false piste.146 3.5 Il totem tecnologico Ma se il rituale rave unisce il passato al presente, attraverso la riutilizzazione di spazi dismessi, frutto del lavoro (e luogo del lavoro) di uomini del passato, si potrebbe azzardare lipotesi di un
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Fontana e Fontaine, op.cit., p.11. Ibidem, p. 97.

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totem tecnologico, rappresentato proprio dalle vestigia dellindustrialismo, abbandonate e riportate in vita come nuovo tempio tecnologico. Non occorre che il totem sia obbligatoriamente un rappresentante del mondo naturale, il totemismo non mette infatti in relazione natura e cultura, ma piuttosto cerca di superare la loro opposizione unificandole in un senso, tale senso potrebbe essere rintracciato proprio nel recupero dei luoghi di lavoro degli antenati. ...nel sistema totemico, lindividuo non esiste veramente come uomo se non iniziato, cio modellato ritualmente e integrato nella societ grazie al contatto con i simboli sacri, al rapporto con gli antenati totemici che appartengono a un mondo al di sopra delle regole
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In senso lato abbiamo visto esistere nel fenomeno rave una sorta diniziazione, che uniniziazione chimica e dunque tecnologica che permette al novizio di entrare in un sistema, o meglio in un sottosistema antistrutturale preciso; i simboli sacri sono anchessi legati alla tecnologia, e fanno riferimento ad una tecnologia buona e umanamente ricuperabile, al di sopra delle regole perch spogliata di quel carattere angosciante che ha nella vita quotidiana. Cos, come abbiamo visto, accanto alle simbologie tradizionali culturalmente determinate, il totem tecnologico assume una posizione importante, e la festa rave: Sfugge al razionalismo, riallaccia con il sacro selvaggio unessenza, e nello stesso tempo riconcilia luomo col suo ambiente industriale, tecnologico, morto. La festa abolisce la rottura tra vivente e artificiale. Nei suoi spazi re-incantati il raver sente di esistere una nuova volta.
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Si potrebbe obiettare che non tutti i rave avvengono in zone industriali dismesse, ma in campagna, in collina o in riva al mare, nel bel mezzo della natura. Qui il totem tecnologico sar forse pi nascosto e meno evidente, si nasconder nelle sonorit etniche recuperate dalla techno-music, nei vestiti indossati dai ravers in cui la moda e la tecnologia tessile e degli accessori si mescolano allispirazione fornita da culture altre e lontane da quella occidentale; nelle droghe naturali, (quali lhashish, la marijuana, i funghetti magici)149 che si affiancano a quelle sintetiche e che sono state utilizzate da milioni di uomini prima dei ravers; nelle parole, nel linguaggio che negli anni mutato ma ha portato fino a noi il messaggio del passato.

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J. Cazeneuve, 1996, Sociologia del rito, Milano, Est, p. 380. Fontana e Fontaine, op.cit., p.98. 149 Mentre lashish e la marijuana, sostanze derivate dalla pianta nota come canapa indiana (Cannabis sativa), sono assai diffuse fra i giovani, i funghetti magici, dotati di effetti alluginogeni, sono invece forse sconosciuti ai pi, oggigiorno, ma fin dall antichit sono stati utilizzati dalluomo, anche in ambito religioso e sacro; opere interessanti sullo psylocybe cubensis (il fungetto magico pi diffuso alle nostre latitudini) e sui suoi partenti pi prossimi sono: T. Mc Kenna, 1995, Il nutrimento degli dei,Milano, Urra; S. Pagani, 1993, Funghetti, Torino, Nautilis; Festi F.,1993, Funghi allucinogeni, una panoramica, in Altrove n.1, Nautilus, Torino, 1993; G. Samorini, 1995, , Maria Sabina e i funghi messicani, in Percorsi psichedelici, Bologna, Grafton 9.
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Viene da chiedersi se il raver che si traveste di tecnologia non compia un atto simile al danzatore delle culture tradizionali e ai bambini di Halloween che si travestono da animale feroce, demone, forza della natura, per esorcizzarne la paura e conquistarne il potere. Il totem della trib rave al tempo stesso tecnologico, e naturale, antichissimo e cosmopolita, racchiude in s il passato non solo del proprio popolo ma di grande parte del mondo, le innovazioni tecnologiche ma anche il senso di appartenenza ad una cultura precisa, profondamente radicata nel passato.

Alcuni tentativi di categorizzazione del fenomeno In questa terza parte dellopera tenter di descrivere i due fondamentali tipi di rave, cio il rave metropolitano (rave illegal e raves organizzati nei centri sociali e dunque politicamente schierati), e il rave Goa (o Goa party). A queste due tipologie rave se ne aggiunge una terza, che chiameremo rave commerciale, pur se si tratta in qualche modo di una contraddizione di termini visto che di rave in realt non si tratta; metter quindi in evidenza il fenomeno della commercializzazione del rave e la perdita di significato dellevento cos decaduto. Fra il rave illegal e il rave Goa vi sono differenze peculiari, tanto evidenti da ricondurre a veri e propri modelli ideali, e di questo occorrer tenere conto, perch non escluso che i modelli si mescolino fra loro dando vita a sempre nuove originali configurazioni, cos ,ad esempio, nei centri sociali si possono avere sia rave Goa sia rave i cui elementi riconducono allillegal. Il fatto che i party Goa siano legati agli open-air (feste allaperto in occasioni speciali quali il plenilunio) e gli illegal alle periferie in disuso non assoluto: si possono avere Goa-party allinterno di capannoni, illegal allaperto (caso emblematico sono i tecknivals, organizzati allaperto se non altro per questione di spazio) o serate di techno-music, che sia la trance dei Goa o la techno industriale generalmente legate allillegal, in piccoli club. Nel corso di tale tipizzazione mi riferir prevalentemente alla realt del fenomeno sul territorio bolognese, o comunque regionale, perch da me meglio conosciuta.

Prima di analizzare i rave metropolitani e i Goa party, ritengo interessante prendere in considerazione i tentativi di categorizzazione proposti da quegli autori che si sono interessati maggiormente del fenomeno rave : G. Lapassade e A. Fontaine e C. Fontana; tali tentativi di categorizzazione si riveleranno utili ai fini del mio lavoro successivo. Bench, come abbiamo visto trattando della techno-transe, non sia facile e tantomeno scontato parlare di Stati Modificati di Coscienza e transe in ambito rave, Fontana e Fontaine ritengono che: Si possono quindi distinguere tre categorie di ravers associate a tre distinti approcci alla transe: i neo-mistici, che si visto essere la minoranza, gli edonisti puri e gli adepti dello sballo. Per i neo-mistici la festa ha una dimensione spirituale. Come le feste di un tempo o di un altrove, il rave crea un ponte tra sacro e profano, permette ai partecipanti di scoprirsi in una dimensione spazio-temporale pi vasta, di accedere a stati transpersonali, li inizia ad una realt trascendentale.

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Per gli edonisti puri, al contrario la transe favorisce limmersione in un mondo immaginario, individuale. Apre il campo di esplorazione della propria individualit, permette attraverso lespressione del corpo la realizzazione di un s che ordinariamente inibito, pone le basi di una nuova relazione con laltro.[...]La festa un tempo di fuoriuscita passeggero, limitato, ma alcuni vi scoprono la transe come un metodo per sfuggire ad una realt in cui non si sentono al loro posto.[...]Per loro linteresse principale dellavvenimento diventa lassunzione di psicotropici: sono quelli che i ravers chiamano gli sballati.[...]lo spirito del rave, alquanto gioioso ed orientato verso una politica edonista del fine-settimana dei primi tempi ha avuto una lenta deriva, per alcuni, verso una politica sinistra dello sballo. 150 In questo passo Fontana e Fontaine mettono in evidenza le diverse tendenze dei ravers, mostrando brillantemente degli idealtipi, che nella realt si mescolano fra di loro, cos che il raver neo-edonista potr rivelarsi in in occasione di un altro rave uno sballato, o ancora si potr avere il caso di un raver edonista che scopre a poco a poco la dimensione neomistica dellesperienza. Anche Lapassade in un suo breve saggio, spiega che : I neo mistici costituirebbero il nucleo del movimento techno, mentre, allaltro estremo, gli amanti dello sballo ascoltano la musica techno e frequentano i rave per il gusto di essere fuori sulla base in particolare modo delluso non ragionato e spesso sovrapposto di diverse sostanze, spesso mescolate allalcol.
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Lapassade, nel riprendere la categorizzazione proposta da Fontana e Fontaine nota: ...Fontana e Fontaine si interessano soprattutto dei neo-mistici, bench questi costituiscano probabilmente una minorit fra i raver: la maggioranza degli utilizzatori della techno si trovano piuttosto dalla parte degli adepti dello sballo, ma questo sballo qui visto come una lenta deriva del movimento, cio della sua decadenza. 152 Riprendendo lanalisi delle danza rave da me proposta, si pu notare una coincidenza fra il raver neo-mistico e il danzatore sacro, mentre lo sballato pare corrispondere alla figura del danzatore profano; non esiste invece alcuna corrispondenza fra il danzatore sociale e il raver edonista. In realt il danzatore raver, come abbiamo visto, fortemente sociale, e la mancanza di tale tipologia in Lapassade e Fontana e Fontaine lascia un poco perplessi. Un altra importante distinzione allinterno del movimento rave quella legata ai due generi pi diffusi di techno-music, cio la Trance Goa e lHardcore:

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Fontana e Fontaine,1997, Raver, Roma, Sensibili alle foglie, p.59. G. Lapassade,1996, Dallo stato di dikr allo stato di rave. La questione della transe nel movimento techno, in G. Gallina (a cura di), Trance-Il passato remoto della musica del futuro, Torino, Virus Production-Musica 90, p. 40. 152 G. Lapassade, 1997, Dallo sciamano al raver, Roma, Sensibili alle foglie, p.104.

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...se il pubblico della Trance Goa predilige un immaginario orientalizzante, manifesta unattitudine peace e neo-babacool, quello Hardcore, composto soprattutto da adolescenti, preferisce un immaginario da film horror, rivendica uno stato spirituale pi violento e ribelle.153 Infine, e per quanto riguarda la situazione in Italia: Oggi coesistono tre tipi di raves in Italia: i rave commerciali organizzati in discoteche, i raves autogestiti e i raves illegali politicizzati, ugualmente autogestiti, emanazione dei centri sociali, che
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sono

apparsi

in

reazione

alla

forte

commercializzazione del movimento

B.Pochettino, a proposito delle differenze fra il rave illegale e il rave commerciale nota: La membrana che separa i due fenomeni, arrischiando una terminologia forse esgerata, quella che divide laspetto profano del ballo da quello sacro, quello fisico da quello magico.Definizione da considerare con le dovute precauzioni, ma indispensabile per separare i due corpi, gemelli siamesi, le discoteche, aspetto consumistico, edonistico, fisico-erotico del ballo ed il Rave, il lato oscuro, profondo, spirituale e magico. 155 Prima di dedicarmi alla tipizzazione del fenomeno, ritengo quindi indispensabile fare un paio di precisazioni. Innanzitutto lo spazio dedicato al rave commerciale sar forse pi esiguo, e mirer a dimostrare che di vero rave non si tratta, tale concetto di vero rave si verr costituendo man mano che proceder nella descrizione del rave nei centri sociali, dellillegal e del Goa party, in quanto verranno messi in evidenza elementi propri di tali ambiti, non rintracciabili nella commercializzazione del fenomeno. In secondo luogo, la tipizzazione da me proposta, frutto dellosservazione diretta del fenomeno a Bologna, verter , per quanto riguarda il vero rave sul genere musicale proposto pi che sul luoghi dove il rave si svolge, perch, come abbiamo gi avuto modo di precisare, si possono avere Goa party in capannoni industriali cos come illegal allaperto, ci che far la differenza sar quindi principalmente legato al genere musicale proposto e ai tipi di sostanze assunte, oltre che alle dimensioni dellavvenimento. In realt la suddivisione in due sole categorie (cui si aggiunge il rave commerciale)applicabile alla realt bolognese e italiana in genere non applicabile ad altre situazioni, come quella francese, in cui la trance pi diffusa rispetto alla techno industriale, o a quella svizzera, dove agli amanti della Goa, generalmente sui 25 anni e oltre, si accosta un vasto movimento adolescenziale di amanti della techno-gabber. Transe metropolitane: gli illegal e i rave nei centri sociali

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Fontana e Fontaine, op.cit., p. 90. Ibidem, p. 14. 155 B. Pochettino,1996, Rave, sostanze e rit(m)o, in Altrove n.3, p.122.

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Il rave illegale nasce, in Italia, come risposta alla commercializzazione del fenomeno, che, come si pu leggere nel profilo storico, sembrava avere preso le redini del rave quando questo apparve nella penisola, nei primi anni 90. Il rave illegale da un lato lemanazione diretta dei centri sociali autogestiti, e dallaltro il frutto del lavoro di sound-system stranieri, che oltre ad organizzare ed autogestire raves per conto proprio, hanno spesso collaborato con realt locali presenti sul territorio. A Bologna, per esempio, si avuta pi volte una collaborazione fra i Mutoid Waste Company e realt antagoniste quali il Livello 57 e gli occupanti delex deposito dellAtc di via del Terrapieno , nonch con il Link di via Fioravanti. Ma da dove nasce questa tendenza dei centri sociali ad organizzare dei rave? Da un lato, molto semplicemente, si assistito ad un mutamento dei gusti musicali giovanili, per cui ,anche allinterno degli spazi autogestiti, al punk, al reggae e allhip-hop si affiancata la nuova ondata elettronica della techno-music; inoltre, come abbiamo visto, non difficile rintracciare nelle modalit del rave illegale, in quanto Zona Temporaneamente Autonoma, un nuovo modello di azione politica. ...parte degli amanti della techno e dei raves incontra gli attivisti della controcultura italiana e da questo incontro nasce il rave dei centri sociali. Questo accostamento, come la diffusione delle teorie di Hakim Bey, agevola
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la

politicizzazione, questa volta di sinistra, di una parte del movimento italiano

Il rave illegale, lo dice la parola stessa, per definizione politico, in quanto si riappropria, illegalmente, di zone dismesse, tagliate fuori dal circuito dei divertimentifici istituzionalizzati, ma va anche oltre la politica, superando i vecchi modelli del fare politica giovanili, il rave illegal un: ...atto politico libero di ogni falsa coscienza ideologica. C chi lega

automayicamnetb il termine politica a quello di ideologia, snaturando il significato oroginario di cambiamento pratico della realt circostante. Il rave esattamente la destabilizzazione di questo riflesso condizionato, lindicatore palese del passaggio dalla forma politica ideologica a quella pratica, comunicativa, di azione diretta. 157 Ecco quindi che i centri sociali, Zone Permanentemente Autonome per H.Bey, cambiano rotta, e, anche per spezzare la routine politica fatta di concertini e birre al bancone, costituiscono delle vere e proprie Taz, Zone Temporaneamnte Autonome dove possa esplodere un rave. Certo i centri sociali sono luoghi fisici, stabili, e molto facilmente controllabili. Ecco perch spesso le Tribe e i sound-systems preferiscono seguire una strategia nomade che li porta ai margini della citt, lontano tanto dai divertimentifici istituzionalizzati che dai centri sociali. E cos ai margini della notte e della citt, i fantasmi del tardo industrialismo rinascono sotto le luci stroboscopiche e pulsano di nuova vita, al ritmo di 140/200 b.p.m.(battiti per minuto).
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Fontana e Fontaine, 1997, Raver, Roma, Sensibili alle foglie, p.103. Damien, 1997, Scintille di pubblico disordine, in A. Natella e S. Tinari, Rave Off, Roma, Castelvecchi, p.42.

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Vecchi capannoni in disuso sacralizzati per loccasione, i muri sfregiati dai graffiti, lo spazio rimodellato:la creazione di un non-luogo per la festa di una notte. La scelta del luogo da utilizzare unoperazione che richiama le esperienze psicogeografiche dei situazionisti, la deriva sullo spazio metropolitano linterpretazione di una nuova metropoli, una metropoli su cui possibile leggere percorsi diacronici di sviluppo e morte, o parallelamente spazi mai divenuti produttivi, aborti spontanei da trasformare in party. Si tratta di una rimappatura dello spazio urbano che adotta geometrie non euclidee, movimenti inconsulti, desideri spastici estranei alle ragioni quotidiane dello spostamento legato al lavoro o al consumo. 158 Non ci sono confini: ne recinzioni ne cartelli di divieto, conta solo il desiderio, illegale, di costruire qualcosa al di fuori, al di sopra delle regole, di riempire di vita lo spazio vuoto, inutilizzato e morto di quelli che erano magazzini, fabbriche, hangar. Qui comincia il gioco: la ristrutturazione ludica ha inizio, e accanto alle consolle, allamplificazione e ai piatti si plasma lambiente usando tutto ci che si trova: vecchi

macchinari in disuso, scale, pezzi meccanici; il regno della filosofia waste, la filosofia del riciclo in aria post-atomica, dottrina di gruppi come i Mutoids Waste Company. Intanto la tela attivata: coi flayers (volantini)si indica un luogo, sempre ai margini della citt, lontano dagli occhi della polizia, in periferia, da cui si parte, talvolta in carovana, per il luogo della festa. Qualche volta nel flyer compare il numero di telefono di un cellulare, linfo line, oppure un altro foglietto, con le indicazioni, non sempre dettagliate. E una sorta di caccia al tesoro, ci si scambiano notizie con gli altri, si ipotizza, si cerca. E quando laria vibra e la musica nellaria si arrivati. Pochi soldi allingresso, raramente una fila. E dove una volta si lavorava, dove si perpetuavano le leggi di mercato, dove luomo era schiavo del sistema, si balla. Dove il lavoro morto si balla sulle sue ceneri, e dalle ceneri rinasce la vita. In questo riciclaggio, che spazia dal recupero delle zone industriali a quello degli scarti tecnologici che divengono, sotto le mani degli cyber-scultori vere e proprie opere darte, non difficile leggere un messaggio politico, di liberazione dai percorsi istituzionalizzati del divertimento, dellarte e della vita. Il rave illegale raggiunge il valore massimo nel momento in cui ogni singolo partecipante riesce a estrapolare, da unesperienza del genere, il bisogno di essere antagonista in termini pratici nella realt quotidiana e quindi opporsi a ogni forma represiva che grava sulla sua esperienza menomata nella realt d espressione 159 Qui il messaggio politico va anche oltre il superamento della forma politica ideologica proposta dai rave nei centri sociali:le tribe, cui spesso fanno riferimento i sound systems che organizzano i rave illegal, fanno politica nel senso che rifiutano la societ preferendo una vita nomade che li porta in giro per il mondo, a diffondere il rave-messaggio.
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A. Natella, 1997, Intro in 4/4 Off, Roma, Castelvecchi, p. 12. 159 Damian, op.cit.,p. 45.

- 180 bpm, in A. Natella e S. Tinari, Rave

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Qui non si tratta pi dei ravers dei centri sociali,cio di giovani, spesso studenti universitari o comunque generalmente di estrazione piccolo borghese, che militano nei centri sociali ma al tempo stesso lavorano o studiano: i travellers e i membri delle tribe hanno fatto una scelta pi radicale, per loro il rave non un rito di fine settimana, ma la vita stessa. Lesperienza nel far rave delle tribe talmente alta che la loro presenza diviene generalmente garanzia di successo per la serata; chiaramente non tutte le tribe godono di stima, e in questo losservazione conoscenza. Alcuni sound-systems, come i pi volte nominati Mutoids Waste Company (o Mutoidi) sono generalmente considerati fra i migliori sound-systems sulla piazza, insieme agli Spiral Tribe, altre tribe, quali gli OQP, i Total Resistance e i Facom, hanno invece conosciuto un certo declino, e sono legati a realt marginali come quella dei punk abbestia che seguono la tribe pur non facendone parte. Mentre i Mutoidi e gli Spiral Tribe propongono, oltre ad un loro sound particolare, scenografie post-atomiche, spettacoli con macchinari cyber e mangiatori di fuoco, altre tribe recano un immagginario assai pi povero e marginale. Sarebbe ingenuo e ipocrita, in questa sede, fare finta che in tutto ci la droga non centri per nulla: non infatti un mistero che alcune di queste tribe minori siano nate dallunione di individui che facevano parte di altre tribe, ma che hanno avuto problemi con i compagni a causa delleroina! Questo non significa affatto che vi sia un legame preciso fra il rave illegal e leroina, fatto che sarebbe oltremodo imbarazzante per coloro, come i frequentatori dei centri sociali, che come abbiamo visto sono in stretto rapporto con gli organizzatori degli illegal e che negli anni passati avevano come parola dordine ne eroina ne polizia. Si pu comunque supporre che vi siano delle modalit di assunzione e delle sostanze proprie dellillegal, che non si riscontrano, ad esempio, nei rave Goa, o comunque luso di sostanze meno utilizzate in altri contesti. Chiaramente si tratta di tendenze generali e non di verit assolute, tendenze che per possono illuminaci sul carattere altamente off-limits dellillegal: sostanze come lo speed e la ketamina, ad esempio, sono comparse sulla scena degli illegal, prima di diffondersi in altri contesti rave. Lo speed una sostanza fortemente energizzante, adatta alle sonorit industriali dellillegal; considerata una sostanza cattiva, che non lascia tregua, e che riflette dellillegal si ispira in parte. Quanto alla ketamina certo non si pu dire che si tratti della tipica sostanza empatizzante ed euforizzante normalmente accostata al fenomeno rave: i suoi effetti ricordano da lontano quelli delleroina, almeno ad un osservatore esterno, e non per nulla tale sostanza usata in misura maggiore dai cosiddetti punk abbestia, o comunque da coloro che certo non si preoccupano del sottile confine fra uso e abuso. Lo speed, invece, usato prevalentemente per aumentare leffetto e la durata di altre sostanze, come LMDMA, per reggre fisicamente meglio il ballo ininterrotto e le ore di veglia continuata. Lo speed ha un effetto prettamente fisico, e il suo uso massiccio pu essere accostato a quelli che Fontana e Fontaine hanno definito gli sballati, coloro cio che trovano assolutamente necessario strafarsi per il gusto stesso di farlo, mettendo ancora una volta in evidenza il carattere fortemente off-limits dellillegal e le sue radici nel movimento punk. in un certo qual modo il legame con il movimento punk degli anni70, cui anche liconografia sul territorio bolognese diviene utile strumento di

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Nella realt del territorio bolognese, i frequentatori dellillegal sono generalmente gli stessi che frequentano i centri sociali, e sono fortemente legati alla zona universitaria della citt, sia che si tratti di studenti che di giovani legati per altri motivi, quali la politica e la frequentazione dei centri sociali, al mondo universitario. Questo dato molto interessante, perch, come illustrer pi sotto, vi sono forti differenze di target con gli esponenti del movimento Goa di Bologna, specie per quanto riguarda la provenienza geografica: mentre agli illegal, fra partecipanti e organizzatori, partecipano prevalentemente giovani provenienti da tutta Italia, specie dal Sud per via dellUniversit, e stranieri per via delle tribe; i party Goa sembrerebbero invece essere maggiormente frequentati dai bolognesi. Goa party Ma il rave non solo un fenomeno metropolitano: si balla in collina, in campagna, feste pi belle. Si trasportano gli impianti e il materiale in radure isolate, lontane dai centri abitati ( ma non sempre...), la corrente fornita al solito da un gruppo elettrogeno, nascosto da qualche parte, che non si noti troppo, sarebbe antiestetico. Le modalit per raggiungere il luogo della festa sono le medesime che per il rave illegal, ma gi dal flyers si intuisce la differenza: la scritta open-air in evidenza annuncia che il rave si terr allaperto. Qui il gioco ancora pi bello: le luci vengono puntate verso gli alberi, verso il cielo, e nessuna discoteca al mondo sar mai cos bella. Centinaia di persone danzanti, unite nella festa sotto al cielo aperto, liberi come non mai. Si aspetta il sole, e ai primi bagliori dellalba il rave esplode, come mai potrebbe in un capannone o in un centro sociale. Si danza rivolti verso laurora, nullaltro conta, ora. Tutta la notte si danzato , si andati oltre i limiti della fatica, del sonno, della mente, solo per vedere il nuovo mattino. Il ciclo della vita l, davanti agli occhi e nellanima di tutti. Non contano pi le ansie e i dolori della vita in citt, non contano il lavoro e gli studi. Uomini insieme ad altri uomini, sotto il sole, continuano a danzare, fino a quando la fatica, la sete, il sonno hanno la meglio. Ma gi unaltra sera. Questa e la filosofia di fondo dei rave Goa, rave che sono vera festa solo quando si svolgono allaperto, o in luoghi particolarmente mistici quali casolari in campagna , eremi abbandonati o castelli. Il rave Goa nato per essere open-air, per svolgersi sotto alle stelle in attesa dellalba, e perde molto del suo fascino se costretto entro le mura di un centro sociale o di un capannone. Goa una citt indiana, ex colonia portoghese, meta fin dai tardi anni 60 di hippies e freaks che abbandonavano i loro paesi dorigine per trovare s stessi in luoghi lontani dal caotico mondo occidentale e per immergersi nella cultura psichedelica approdata in India insieme al movimento hippie. A Goa, in India, che uno dei luoghi alti del movimento techno, si pu constatare la relazione tra questo movimento e quello della precedente cultura hippie. Visitato dai gruppi che organizzano dei full moon parties, rave allaria aperta nelle notti di sulle

spiagge, dove la Natura diventa protagonista, e dal suo incontro con la tecnologia nascono le

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luna piena, Goa sembra anche trovarsi associata allidea di transe presso i raver: una delle forme della musica techno, ispirata alle esperienze in India, si chiama Trance Goa 160 La musica trance associata ai rave Goa una techno del tutto particolare, misticheggiante, che la rende assai diversa da ogni altro genere di techno: ... proprio nuovamente lIndia, il topos per eccellenza di gran parte dei ravers; riferimento spirituale che lascia il segno sulla produzione musicale della techno sino a creare un proprio stile, o sottogenere, il Goa-Style, ammiccante a sonorit indiane, intessute su un continuo tappeto ritmico ad elevato numero di battute per minuto, circa 140-150, senza arrivare al parossismo della hardcore-techno dalle180-200 battute.161 Ci che differenzia la techno dei Goa da quella degli illegal si riflette anche nel modo in cui si svolge la festa rave, e i fini che si pone: Le nostre feste saranno sacre e dionisiache, al di l di tutte le religioni. Saranno punti di riferimento, come le stelle per i marinai. Il luogo ed il momento saranno scelte in funzione di criteri specifici. Queste feste si svolgeranno lentamente, dolcemente, come lapparizione dellalba, come i cicli della vita. Il ritmo sar graduale. Gli strumenti primitivi, a pelle, a vento, saranno l per prefigurare lavvento dellelettronica attraverso strati sonori dolci e cangianti per raggiungere nel cuore della notte il dilagare di una techno transe, obiettivo, o meglio mezzo del rituale che deve sciogliere la mente e liberare la confusione di pensieri per raggiungere nel cuore del ritmo la pienezza della coscienza, la vacuit della mente. E in questi istanti di grazia tutto possibile162 Come abbiamo visto vi uno stretto legame fra il movimento hippie e quello rave, e si pu affermare che i ravers della Goa (o goani) siano i discendenti pi simili ai padri psichedelici anche proprio per questa loro ricerca di misticismo, che si riflette anche in un uso diverso delle sostanze psicotropiche: i rave Goa sono infatti associati in maggior misura alluso di sostanze quali lLSD e la mescalina, o, meglio, tali sostanze hanno un posto donore in quanto allucinogene, e portatrici di esperienze mistiche . Fontana e Fontaine, a proposito della relazione fra droghe ed esperienza mistica osservano: Gli esponenti stessi del movimento psichedelico, sebbene non possedessero un sistema religioso strutturato, codificato, avevano una politica dellestasi, un discorso elaborato sugli stati di veglia indotti dalla transe. Il movimento rave non propone nulla del genere, con leccezione di alcuni organizzatori di feste Goa 163

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G.Lapassade,1997, Dallo sciamano al raver, Roma, Sensibili alle foglie, p. 106 B. Pochettino, 1996, Rave sostanze e rit(m)o, in Altrove n.3, p. 123. 162 Yayo, citato in Fontana e Fontaine, 1997, Raver, Roma, Sensibili alle foglie, p. 56. 163 Fontana e Fontaine, op.cit., p.56.
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Sembrerebbe insomma che si possa considerare il rave Goa come lala mistica del movimento, e i goani pi convinti dei neo-mistici. Effettivamente tutto il movimento che fa riferimento alla trance di Goa, contraddistinto da un misticismo di fondo, che si riflette oltre che nelluso di allucinogeni, nel modo di vestire orientalizzante, nelle scenografie, nelle scelte di vita. Se gli amanti dellillegal sono fortemente attratti da tutto ci che tecnologico, waste e metropolitano, attrazione che si riflette fortemente anche nellabbigliamento e negli accessori, i goani amano invece la natura e le filosofie orientali; se la divinit degli illegal la tecnologia, il rave Goa un tributo alla Madre Terra: Il rito della danza che dura unintera notte un ricordo che scorre a livelli profondi in tutti noi, un ricordo che ci porta indietro, al tempo in cui lumanit aveva rispetto per la nostra grande Madre Terra e per il prossimo. Un tempo in cui giungevamo insieme alla danza, come una trib, unita nello spirito. Comprendevamo i cicli della natura e i poteri degli elementi. 164 Dicevamo che a Bologna il movimento Goa fa capo principalmente ad un associazione chiamata Mr.Smart attorno alla quale gravitano in realt gruppi e sottogruppi di DJs ed organizzatori, quasi tutti bolognesi e non legati allambiente universitario. Tali particolarit si riflettono sulle modalit di scolgimento dei raves e sul target dei partecipanti:ai rave Goa partecipano generalmente meno persone, sono feste, diciamo, pi intime, a volte anche per una precisa scelta dellorganizzazione; i ravers della Goa a Bologna, come gli organizzatori, non sono necessariamente legati al movimento dei centri sociali, bench alcune feste si siano svolte in collaborazione con il Livello 57 o nei capannoni normalmente utilizzati per gli illegal, e vi sia comunque un certo scambio fra i due ambienti. Le festa Goa, nate come open-air, vengono organizzate anche al chiuso per evidenti motivi stagionali, ma le feste pi importanti, cui viene dedicata maggior passione, sono quelle legate al ciclo delle stagioni e a quello lunare: rispecchiando le tendenze seguite dal movimento Goa in tutto il mondo, i rave pi grandiosi vengono organizzati allaperto o in luoghi chiusi ma profondamente mistici e immersi nella natura, da giugno in poi, in occasione delle notti di luna piena, dellEquinozio di Primavera e del Solstizio destate. In occasione del Natale del 1997 e stato organizzato un party, resuscitando cos lantica festa pagana del Sole Invicto, festa sulla quale si impiant solo successivamnte limpianto del Natale cristiano, e che corrisponde al Solstizio dinverno. Il rave commerciale Il sistema capitalistico ha imparato molto bene l'arte del riciclaggio ed il primo a decontestualizzare ed a cambiare di segno la musica. I prodotti musicali devono fare i conti con il loro possibile ri-uso a scopo commerciale: almeno potenzialmente, una volta uscito un disco qualsiasi ha delle concrete possibilit di venire utilizzato come sottofondo.Gli spots dei servizi sportivi di Tele Pi 2 sono commentati musicalmente con il meglio di quella che viene definita "scena alternativa". 165
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Retourn to the Source- deep trance & ritual beats, cd + book RTTS 1, 1995. Testimonianza di un raver illegale, in Il potenziale trasgressivo del rave, Hyperreal, http://www.hyperreal.com/.

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Cos come nel caso del movimento hippie, anche il movimento rave si dimostrato essere sfruttabile dal punto di vista commerciale, diventato una moda, un fenomeno di costume che fa notizia sui giornali. Ora, da ci che abbiamo visto, appare evidente che il rave, il vero rave, inteso come rito, non possa svolgersi allinterno di una qualche megadiscoteca, o di un qualche capannone affittato per loccasione: non bastano due o tre bravi DJs, una buona pubblicit e un controllo non troppo severo allentrata, in modo da far passare quel tanto di pasticche che bastano per la nottata e un buon impianto di luci, per ricreare latmosfera del rave: Un rave in una discoteca quasi una contraddizione di termini. mercato 166 Il raver non , come abbiamo visto, un fan di un qualche gruppo, techno se vogliamo: egli si reca al rave proprio per sfuggire a quelle regole di mercato che tentano di impossessarsi del fenomneo per farne oggetto di lucro. Ecco uno dei primi elementi che mette in risalto limpossibilit di un rave in discoteca: i sound systems che organizzano illegal o Goa certo non lo fanno per ottenere un compenso, essi sono guidati dalla passione. Un rave illegal costa generalmente sulle 5.000 . mentre il prezzo medio di un Goa o di un rave organizzato da un centro sociale di 10.000 .; difficile pensare che dietro tali tariffe si possa nascondere una finalit di guadagno. Inoltre dopo una certa ora lingresso gratuito, cosa che succede generalmente quando si recuperato il denaro speso per lorganizzazione e che non pu di certo accadere nel caso di un rave commerciale. Per quanto poi la scenografia possa essere grandiosa, essa sar comunque fittizia, falsa, non potr eguagliare il fascino della filosofia waste o gli spazi aperti della Goa. Un altro elemento che impedisce di poter considerare come vero rave un evento cos organizzato la presenza di buttafuori, veri tutori dellordine, di cubiste, e di orari da rispettare: Alcuni locali notturni celebrano il rito della trasgressione riproponendo la gerarchia sociale della quotidianeit: nei lussuosi prive vengono ospitati gratuitamente vip freschi e riposati che sorseggiano i loro drinks e magari consumano droghe di ottima qualit, mentre nell' arena pischelli che hanno pagato lire 50.000 di entrata spesso e volentieri si scannano fra loro. Se si aggiunge un apparato repressivo di buttafuori culturisti pronti a punire qualsiasi eccesso si capisce bene come questi luoghi siano pieni di violenza e conflittualit a stento controllate.La vendita indiscriminata di superalcolici (che malissimo si accoppiano con le droghe sopra citate) testimonia il disinteresse totale per il benessere dei partecipanti. L'atmosfera di sensualit liberatoria propagandata degna
167

Il raver non

un fan. Il raver cio non (ancora) identificabile come acquirente da strategie di

consiste

in

una

squallida

esibizione

(retribuita)

di stereotipi erotici

delle veline

di "Striscia

la notizia",

accentuando la frustrazione.
166

Ibidem Ibidem

167

107

Il rave non un evento prevedibile, che pu essere programmato nei minimi particolari, piuttosto un viaggio, che non si sa bene dove porter; tuto ci viene messo in evidenza se si paragona il rave commerciale allillegal: Mentre il rave commerciale pu essere paragonato ad una vacanza in un villaggio turistico o comunque pre-organizzata, un consumo del tempo libero, il rave illegale rappresenta una sorta di vacanza fai-da-te, nel senso che comporta un'attitudine dei viaggiatori all'esplorazione. Da un punto di vista pi strettamente economico, il rave commerciale pu avvicinarsi ad una ipotetica "societ a responsabilit limitata", quello illegale ad un altrettanto ipotetica "societ a responsabilit illimitata". 168 Il rave, insomma, non uno spettacolo che si pu guardare dal di fuori senza partecipare, durante il rave non esistono ruoli ben definiti, non c un artista che esegue e un pubblico che ammira: il fatto setsso che i raver dellillegal e della Goa si guardino fra di loro ,o abbiano lo sguardo perso in un altrove, e che invece ,durante i rave commerciali, lattenzione generale sia concentrata verso il palco o la consolle del DJ lennesima dimostrazione che il vero rave con la discoteca non ha davvero nulla a che fare. Tutti questi elementi non hanno per impedito il prolificare di rave commerciali: La cultura techno si abilmente inserita in un settore ben collaudato dell'industria del divertimento: la scena "dance".Gli operatori delle discoteche italiane hanno immediatamente capito che dovevano appropriarsi di questa tendenza prima di altri per poterla sfruttare al meglio. Cos stato: a parte la riviera romagnola, quella veneta e quella toscana,ben fornite di strutture adatte,c'era bisogno di spazi sempre pi grandi, cos hanno cominciato ad affittare edifici industriali, tendoni, megabalere, decentrandosi rispetto al contesto urbano. 169

Anche il rapporto con le sostanze psicotropiche diverso: gli allucinogeni quali lLSD e la mescalina sono raramente utilizzati nel contesto delle discoteche, nelle quali la sostanza pi diffusa lEcstasy, proprio per la sua caratteristica di droga meno difficile e pi adatta alla vita dei giovani discotecari che, pure se si recano ad un rave commerciale, non sono certo alla ricerca di esperienze da neo mistici, il che fa ipotizzare a Lapassade: Occore...notare che lo sballo sarebbe piuttosto associato alle discoteche techno, a quei divertimentifici che i raver considerano spesso con disprezzo come dei luoghi senza rapporto con i rave.170.

Effettivamente, mentre vi sono dei rapporti costanti fra le varie anime del movimento rave e non raro che i goani si rechino ad un illegal e gli amanti dellillegal partecipino agli open168 169 170

Ibidem Ibidem G. Lapassade, op.cit.,p. 105.

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air, coloro che partecipano ai rave commerciali non hanno in realt nulla a che fare con gli altri tipi di rave, e si pu supporre che normalmente siano frequentatori di discoteche techno. Nei pressi di Bologna, al Tempio di Crespellano, si sono avuti due eventi definiti dagli organizzatori come rave, ma la mia diretta osservazione ha avvallato quanto illustrato sopra: il prezzo del biglietto dingresso era di 45000., vi era un apparato nemmeno troppo discreto di buttafuori, labbigliamento dei partecipanti faceva pensare tribale non vi era alcuna traccia. I partecipanti, invece che ballare in gruppi o a larghi cerchi, erano voltati verso i vari DJs che si spartivano la serata, e il culmine della nottata (che aveva come orario predefinito di chiusura le sette del mattino!) non coinciso con il karmacoma del rave, ma con spettacoli di famosi gruppi techno con tanto di cantante (femmina)sexy. Come abbiamo visto, vi sono tratti comuni fra i raver dellillegal e dei centri sociali e quelli della Goa, che li rendono simili fra loro e lontani dal mondo delle discoteche e del rave commerciale. Prova dello stretto contatto fra il movimento dei raves metropolitani e il movimento Goa, e dellestraneit del rave commerciale dalla scena, stata data sul territorio dai due tecknivals, che hanno visto riuniti nel 1996 quattro e nel 1997 ben dodici sound-systems; durante la settimane di durata del festival, i ravers della Goa si sono uniti a quelli dellillegal, e di commerciale nellaria non si respirava proprio nulla. Conclusioni Il rave, fenomeno legato alla tecnologia nelle sue varie forme, affonda le sue radici nel passato, recuperando il senso della festa, festa intesa come possibilit di sovversione delle regole, dei ruoli, e dellidentit, recuperando la danza non come forma spettacolare-estetica, ma come rito sociale, collettivo, che tenta di slegarsi da ogni possibile lettura consumistica, recuperando le sonorit, i ritmi, le musiche del passato, e riproponendole in versione tecnologizzata. La filosofia waste del fenomeno, tanto evidente nellillegal, forse ci che, insieme alla technotranse, costituisce il nucleo del fenomeno rave. Il fenomeno della transe, nelle sue varie forme ed istituzioni, individuali e collettive, costituisce da sempre il nucleo di tutti quei rituali che presuppongono uno Stato di Coscienza Alterato; la transe legata al fenomeno rave una transe estatica, fondata sulla iperstimolazione sensoriale, sulleffetto di gruppo e sugli induttori chimici rappresentati, oltre che dagli allucinogeni di antica data, dalle nuove droghe (Ecstasy, speed, Ketamina) di derivazione tecnologica. Il rave infatti un rito tecnologico, e si pone l dove la Natura incontra la Cultura, specie quella tecnologica nella quale si rispecchia la storia stessa della societ, e la tradizione. Il rituale rave costruito in modo da assomigliare a ogni altro rituale del passato: ha una sua forma caratteristica che si ripropone sempre uguale a se stessa, nonostante le varie tipologie riscontrabili nella realt, tipologie che riflettono le diversit culturali e societarie dei vari luoghi in cui cade il seme del rave; dal medesimo seme sono cos nati frutti diversi: dallillegal rave al Goa, dai surf rave californiani ai rave gabber amati dagli adolescenti svizzeri e tedeschi. Il rave nasce in Inghilterra, figlio legittimo dei free-festival, a loro volta nati come continuit di antichi rituali pagani, mai totalmente dimenticati; dallInghilterra il rave si diffonde in grande parte del mondo occidentalizzato, dalla Germania agli Stati Uniti, dal Giappone allAustralia, assumendo ogni volta nuove originali caratteristiche. a una mascherata e del rito

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Ci che rimane immutato, il nucleo del rave, il suo carattere di rito formalizzato, il carattere off-limits che conduce oltre i limiti della notte, oltre i limiti della fatica e della mente, per assistere allalba di un nuovo giorno, al rinnovarsi della vita. Il rapporto con la tecnologia, nelle sue varie forme in questottica, indissolubilmente legato la rituale rave: la tecnologia industriale dei capannoni, delle fabbriche , dei luoghi di lavoro abbandonati, deturnati e riportati in vita; la tecnologia chimica delle sostanze sintetiche e psicotropiche; la tecnologia elettronica e informatica di computers e masterizzatori con i quali si crea la musica techno, altro elemento indispensabile del rave. Ma, accanto alla modernit incarnata nel progresso tecnologico, si ha un recupero di tradizioni antichissime, definite oggi come tendenze neo-primitivistiche e neo-tribalistiche. Il raver al tempo stesso un neo-primitivo e un uomo di fine millennio: egli ama deturnare il proprio corpo, giocare con esso come mezzo di comunicazione di messaggi che solcano la pelle con i tatuaggi, e perforano le carni col pierging; ma il rave ama anche la modernit, e la comodit, della tecnologia , che gli offre finalmente prodotti innovativi a prezzi acessibili e sostanze euforizzanti, psichedeliche, empatogene e allucinogene, efficaci tanto contro la fatica e il sonno , e che gli permettono quindi di ballare per ore e ore di seguito, tanto per viaggiare, staccarsi per un breve periodo di tempo, dalle costrizioni di ruolo, dallo stress e dai problemi della vita quotidiana. In questa ricerca di percorsi off-limits, si rispecchia la situazione di questi giovani cresciuti in una societ che non in grado di dare loro una sicura identit e dei modelli da seguire, una societ in cui il confine tra la fanciullezza e let adulta non segnato da alcun tipo di rito di passaggio, e in cui non sono previste aree istituzionalizzate dove sia reso possibile accedere a Stati Modificati di Coscienza, aree in cui luomo, il giovane, possa esorcizzare le proprie ansie e le proprie paure, uscendone rigenerato. Il rituale rave nasce proprio da questa esigenza di nuovi percorsi, che consentano di andare oltre; la techno-transe, nata insieme al rave, la dimostrazione pi evidente che gli Stati Modificati di Coscienza, nelle sue vaie forme ,che spaziano dalla transe di possessione, alla transe isterica, alla transe dissociativa ,ma nache necessarie allequilibrio psichico umano stesso. La techno-transe una transe estatica, che ricorda da lontano le transe tradizionalmente legate ai riti di passaggio. E il rave in questo senso rito di passaggio fra gli stati di coscienza ordinari e gli Stati Modificati di Coscienza; un rito di passaggio fra la vita quotidiana e quella incantata (nel senso di sospesa nel tempo) delle Zone Temporaneamente Autonome, non luoghi dove reso possibile sfuggire alle dinamiche societarie e culturali che rilegano i giovani in ruoli e status precisi, senza per fornirgli una solida identit. Nelle Zone temporaneamente Autonome del rave si respira aria di communitas , quella communitas gi resuscitata dal movimento hippie e psichedelico degli anni60 e 70, e che sta tuttora alla base di fenomeni marginali come i travellers, la gente del viaggio, e delle tribe, trib tecnologiche la cui vita spesso totalmente interrelata con il mondo del rave. Durante il rave non contano le differenze di ruolo, di sesso, di ricchezza, quello che conta lesserci insieme, il danzare oltre i limiti, per sentirsi vivi, facendo qualcosa di importante che forse molti altri non possono capire. Solo gli iniziati al rituale rave, i ravers, possono sentire fortemente lo spirito della festa, uno spirito di libert e di sogno, lontano dallo spirito addomesticato e falso dei cosiddetti rave commerciali. al sogno, non sono affatto un fenomeno legato al passato della nostra societ e alle societ tradizionali contemporanee, ma sono aree

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Il vero spirito danza nei capannoni in disuso delle periferie metropolitane, negli spazi aperti delle colline, e in una discoteca, o in un capannone affittato per loccasione con premesso della SIAE, si sentirebbe in gabbia. Il vero rave non pu essere assoggettato alle regole del marcato proprio perch, insieme alla libert, perderebbe tutto il suo senso; il rave si diffonde in circuiti underground, lontano dai divertimentifici istituzionalizzati: il rave antistruttura, azione politica diretta, controcultura. Ma i ravers, per quanto controculturali, non intendono combattere la societ, essi piuttosto, quando non la ignorano, rubano quanto di buono la societ pu offrire loro, per costruirvi sopra nuovi modelli simbolici, e rintracciarvi nuovi (e antichissimi)valori. Il raver non un essere marginale, non vive ai limiti della societ, egli, durante la festa, piuttosto un essere liminale, che non sta ne da una parte ne dallaltra, sospeso fra due mondi senza appartenere a nessuno dei due: il raver vive nelle societ ma al tempo stesso le sfugge, ne riflette i condizionamenti culturali, ma anche capace di liberarsene temporaneamente. Ma perch il rave nato proprio ora, e proprio in seno ad una societ occidentale tecnologizzata e informatizzata? Le feste nascono nei momenti di crisi, quando si assiste ad un passaggio epocale; il rave parrebbe in questo senso accomunabile ai tanti microfenomeni che stanno sotto letichetta della New Age: la nascita di micro-comunit pseudo-religiose e religiose, un ritorno al valore mistico dellesistenza, la fascinazione della cultura orientale che, meglio della nostra, ha saputo conservare un forte legame con il passato. Loriginalit del fenomeno rave sta quindi in questa sua capacit di porsi fra Cultura e Natura, fra passato e futuro, fra struttura e antistruttura, dando vita a nuove originalissime conformazioni. In questo quadro la tecnologia viene sacralizzata, i capannoni industriali divengono veri e propri templi tecnologici; sono questi forse templi innalzati ad una nuova divinit, temuta e rispettata allo stesso tempo, e i ravers, come i bambini di Hallowen, si travestono con la tecnologia, e ballano per lei proprio per trarne forza e allontanarne la paura. Accanto alle divinit pagane riemerse nel rituale rave, il cui fine ultimo rimane sempre il raggiungimento dellalba del nuovo giorno, simbolo della continuit e ciclicit della vita, sorgono le nuove divinit tecnologiche. Il danzatore rituale moderno, il raver, ha cos due diversi ordini divini cui tributare il proprio ballo oltre i limiti: la Natura, Madre Natura, e la Cultura, Cultura tecnologica con cui luomo cerca, e ha sempre cercato, di porre argini alla potenza naturale. Il raver neo-pagano e uomo tecnologizzato di fine Millennio allo stesso tempo. In Italia questa tensione dicotomica Natura/Cultura, insita nel fenomeno rave, resa evidente nelle due principali tipologie rave: gli illegal rave e i rave Goa. Se, da un lato, il movimento Goa subisce prevalentemente la fascinazione delloriente ( dellIndia in particolar modo)e della natura, negli illegal la tecnologia ad avere un posto donore. Tali differenze si riflettono sulla musica associata alle due ali del fenomeno: la musica dei Goa trance, techno-music contaminata dalle sonorit mistiche orientali e in cui la sacralit spiccatamente di ordine naturale; la techno degli illegal invece pi dura e ricalca le sonorit industriali e metalliche legate alla tecnologia. Non si deve per credere che la techno dei Goa party non sia anchessa di derivazione strettamente tecnologica: la sua creazione , per modalit, del tutto simile a quella della tanto di

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techno industriale dellillegal; e se vi sono delle differenze evidenti anche fra il look dei raver della Goa (orientalizzante, con richiami mistici e assai colorato) e quelli dellillegal-industriale (look cyber, pi cupo e metropolitano), vi fra le due facce del movimento una forte similiariet, che li rende lontani e differenti dagli avventori dei rave Commerciali. Il mercato, infatti, scorgendovi la possibilit di lauti guadagni, ha cercato di impossessarsi del fenomeno, dando origine alla commercializzazione del rave. Come abbiamo visto, il rave in una discoteca una vera e propria contraddizione di termini: la discoteca un luogo istituzionalizzato, e come tale soggetto a norme e regole che, di fatto, non sono conciliabili con la filosofia del rave. Se, da un lato, la tendenza off-limits riscontrabile anche nei circuiti istituzionalizzati delle discoteche, e si riflette soprattutto nelluso delle sostanze psicotropiche, la caratteristiche funzione antistrutturale e rituale del vero rave non rintracciabile nelle dinamiche associate alla discoteca, in quanto questa ripropone proprio quella differenziazione di ruoli e status societaria e culturale a cui il vero rave, in quanto Zona Temporaneamente Autonoma, cerca di sfuggire. Certo non sarebbe la prima volta che un fenomeno muore, o perde di senso, sotto i colpi delle leggi del mercato, il caso del movimento hippie ne un esempio. In Italia, allo stato attuale delle cose non vi in realt quasi alcun tipo di contatto fra il fenomeno rave e gli eventi commerciali, se si escludono alcune performance artistiche che gruppi come i Mutoids Waste Company hanno eseguito in grandi discoteche della riviera romagnola, il che fa pensare che i due movimenti conosceranno destini diversi, non strettamente correlati. Il rave non uno spettacolo, non vi sono artisti che eseguono e un pubblico che osserva e ascolta, il rave nasce proprio dal superamento di tale divisione, e sorge nellarmonia e nellindifferenziazione simbolica fra esecutore e spettatore; questa dinamica non applicabile in un contesto istituzionalizzato, il che conferma ancora una volta il fatto che il vero rave col mondo delle discoteche non ha nulla a che fare. Questo non significa affatto che il raver sar un danzatore perfettamente in grado di percepire il perch e la dinamica delle sue scelte, ma egli apparterr presumibilmente a quei circuiti underground marginali rispetto alle dinamiche giovanili istituzionalizzate. I raver sono i figli e i nipoti degli hippies e dei punks che come loro, avevano preferenze quantomeno controculturali rispetto ai percorsi giovanili socialmente accettati. Il raver non un rivoluzionario, un anarchico, non considerato marginale, ma il suo comportamento ispira comunque curiosit tanto nei giovani ,che spesso non lo capiscono e non lo condividono, tanto nei mass-media, che vi trovano un argomento interessante e scottante con cui riempire gli spazi dedicati al costume. Una certa ipocrisia di fondo fa s che il rave venga spesso e volentieri liquidato dando risalto al consumo massiccio di sostanze psicotropiche piuttosto che agli aspetti sociali e rituali, senza tenere conto del fatto che il mondo delle discoteche legato al consumo di droghe, o meglio delle nuove droghe, in maniera altrettanto massiccia. In questo senso bisogna anche tenere conto della valenza rituale della condivisione delle pasticche, aspetto forse pi evidente nel rave che nellambito delle discoteche: un conto insomma la condivisione sacralizzata allinterno di un rituale tecnologizzato, un conto calare in una discoteca, vincolati dagli orari di chiusura e dal rispetto di tutta una serie di norme e vincoli societari. In una discoteca non si pu essere mai abbastanza liberi da permettere lavvento di una techno-transe esorcizzante e rigenerante.

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Non questo il luogo di discutere su uso e abuso delle sostanze psicotropiche, o di un loro uso sacro e di ricerca interiore, ma, come ha notato lo stesso Lapassade, gli sballati, coloro cio che calano per il gusto di farlo, senza rintracciavi una qualche valenza sacra o sociale, sono forse pi propensi a frequentare le discoteche piuttosto che i raves. Il rave sarebbe insomma la faccia mistica, spirituale, magica e sociale del fenomeno, mentre le discoteche sarebbero lala consumistica e pi prettamente edonistica. Se il danzatore raver allora un danzatore sociale, o persino un neo-mistico, ipotizzabile un qualche legame fra questa tendenza, che sembrerebbe legare il rave commerciale e il mondo delle discoteche in generale allo sballo e il rave ad una forma di danza rituale e tribale, e il livello di istruzione dei danzatori. La situazione a Bologna sembrerebbe avvallare una tale ipotesi, non infatti difficile scorgere una stretta corrispondenza fra il mondo del rave e quello della controcultura giovanile legata allUniversit e ai Centri Sociali Autogestiti. Tale corrispondenza presume una certa scolarizzazione dei raver sul territorio bolognese, o comunque una loro appartenenza ai circuiti contro-culturali precisi, che li rende lontani dai gusti e dalle scelte dei giovani lavoratori, lontani dalle dinamiche legate al movimento politico universitario e metropolitano. Tale corrispondenza molto evidente per quanto riguarda gli illegal, che dei centri sociali sono in Iatlia in certo qual modo unemanazione; per quanto riguarda invece lala goana del rave a Bologna, si nota una maggior presenza di bolognesi sulla scena, non sempre legati al mondo universitario, ma sicuramente legati a circuiti controculturali, il che determina uno scambio continuo e una compenetrazione fra le due ali del movimento. La realt bolognese riflette insomma quella caratteristica capacit di trasformismo insita nel rave e dimostrata dalla sua capacit di adattamento alle varie forme culturali e sociali cui approdato il fenomeno. A Bologna come in molte altre parti del mondo occidentale, si balla fino allalba e oltre al cospetto di Natura e Tecnologia, antica divinit pangenica la prima e oscura divinit moderna la seconda; Natura e cultura si fondono nella techno-transe, al ritmo della techno-music, nelle periferie di cemento come nelle colline e nelle campagne; i danzatori raver sperimentano quei rituali collettivi, fonte di rigenerazione ma anche di confusione, che migliaia di uomini prima di loro hanno considerato come normali eventi dellesistenza. La natura delluomo e il progresso tecnologico come ossatura del rave, insomma, ma viene da chiedersi fino a che punto tutto ci sia percepito dagli stessi ravers. Il vero rave raro, e in tali percorsi non istituzionalizzati e alternativi facile perdersi perch privi di una guida saggia che sappia indicare la strada giusta, o almeno il senso del cammino. Il rave forse una moda passeggera, che morir presto come mor a suo tempo il movimento hippie. Ci che certo che i valori che vi si nascondono sono idee, e come tali non muoiono e torneranno in futuro, sotto altre forme, con altri nomi. Profilo storico. Narra la leggenda che il termine house-music derivi dal nome di un club di Chicago chiamato appunto Warehouse, durante le cui nottate il DJ. Frankcie Knuckles avrebbe per primo miscelato i ritmi Disco funk e jazz con luso di campionatori elettronici e quindi il sostegno della tecnologia informatica creando cos una musica binaria e ripetitiva che seppur fondamentalmente spoglia finir per sconvolgere il panorama della dance music.

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Nel 1987 si hanno le prime serate house in quel di Ibiza, paradiso del turismo giovanile anni 80, e proprio qui la house incontra una droga nuovissima, lEcstasy, che ,recentemente introdotta in Europa, finir per sconvolgere le nottate dei giovani almeno quanto il nuovo tipo di sound a cui si accompagna. Il fenomeno delle nuove nottate a base di Ecstasy e house si sposta velocemente nei clubs inglesi, alla fine delle vacanze estive, e da qui al rave il passo sar breve. Parallelamente, nel 1988 nasce la scena techno- Detroit, e sebbene si tratti di un sound pi minimalista e rapido, i destini dei due generi finiranno presto per incontrarsi, e mentre gi nei clubs londinesi si balla al ritmo dell acid house, la techno di Detroit trova maggior fortuna in Belgio ed in Olanda. Il passaggio dalle feste nei club al rave rapido in quanto la chiusura obbligata dei clubs alle 3 di notte fa si che si preferisca trasferirsi in luoghi lontani dal controllo della Polizia e quindi dello stato. Alla periferia di quelle grandi citt che non vogliono accettare lestremo divertimento giovanile sorgono vecchie fabbriche abbandonate, hangar, magazzini in disuso, e proprio queste rovine del tardo industrialeismo divengono il teatro delle feste estreme, della liberazione delle energie negative di migliaia di giovani, giovani che forse proprio in quelle fabbriche dovranno sacrificare parte delle loro esistenza. Le rovine industriali sono un nuovo luogo di festa, accanto ai boschi e agli antichi luoghi di culto cari alla generazione hippie. Ai piccoli sound systems improvvisati si sostituiscono ben presto sound systems molto pi organizzati; il fenomeno incontra i travellers, dalle cui schegge nasceranno poi i migliori organizzatori di rave, le tecnologie usate sono le pi avanzate del settore, e ben presto alla musica si unisce lo spettacolo, con lingresso in scena di gruppi teatrali, mangiatori di fuoco, ecc. Nelle campagne inglesi prima che in qualsiasi altro posto il rave incontra la Tradizione, da qui in avanti i destini del rave saranno molteplici. Immediatamente il fenomeno viene associato alluso di stupefacenti e per questo fortemente represso, ma nonostante questo migliaia di persone continuano ad affollare i raves, dando vigore ad un nuovo spirito, che si oppone a quello elitario degli esordi, allelitarismo dei club londinesi e delle prime feste spagnole. Nella notte ballano insieme e armoniosamente giovani di ogni origine sociale, uniti nella danza dal potere dellEcstasy. E intanto anche lLSD riappare, trasformato per loccasione. DallInghilterra i raves si propagano in tutta Europa, assumendo caratteristiche e ampiezza varie da paese a paese. E nel nord dellEuropa che si ha la maggiore diffusione del fenomeno, in Germania, Belgio ed Olanda. Dal Belgio il fenomeno passa nella Francia del nord poi nella capitale. A Parigi si organizzano i primi raves di stampo inglese in barche, stabilimenti e cave, ma il fenomeno resta tuttavia marginale, interessando prevalentemente, almeno inizialmente, la comunit omosessuale. Da questo momento in poi il diffondersi del rave sembra non avere confini: si fa festa in Scozia come in Australia e in Spagna, e gi si consumano i primi riti moderni a Goa, nel sud-ovest dellIndia, celebre isola psichedelica a partire dagli anni 60.

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Siamo nel 1990, in Inghilterra e in Germania i raves continuano a riunire migliaia di giovani, nonostante linasprimento della legge; nel Gennaio dello stesso anno si ha a Londra una manifestazione di strada, con la quale si intende reclamare il proprio diritto alla festa. Ma di qui in avanti i provvedimenti legislativi tendenti a sopprimere il fenomeno non faranno che inasprirsi, con la conseguenza di dar ancora pi spinta la movimento. Anche in Francia il fenomeno si allarga, e dopo un rave organizzato al Parco delle Esposizioni del Bourget, Liberation intitola Parigi si mette a far raves. Siamo nel 1991 e i ravers inglesi in trasferta a S. Francisco portano un nuovo modo di usare lEcstasy: la transe collettiva e un alto livello di stimolazione. In Francia appaiono i primi rave illegali, e i conseguenti problemi con le autorit, problemi che in Inghilterra si fanno sentire maggiormente, pur non intaccando il movimento, che , sebbene alcune organizzazioni scompaiano, si rafforza con grandi feste n organizzate con mezzi pi poveri. Siamo nel 1992, e il movimento ha la sua consacrazione, le feste riuniscono ora fino a quattromila persone in Francia, in Inghilterra i travellers organizzano feste gratuite e imponenti: lanno del rave di Castelmorton, che riunisce dalle 25.000 alle 40.000 persone. Mentre i diversi generi musicali danno vita a correnti interne fortemente caratterizzate (come la Goa e lhardcore), alcuni nostalgici gi sentono puzza di commercializzazione, e sentendo svanire lo spirito dei primi tempi abbandonano il movimento, o tornano alle serate nei clubs, forse pi esclusive ed elitarie, ma certo pi pure. Nel 1993 il rave arriva anche nei paesi delex URSS, in Germania si organizzano feste gigantesche in locali come il Mayday, in Svizzera lanno dellEnergy e in Inghilterra dellUniverse. In Francia la prefettura vieta lo svolgimento della festa Oz, per la quale si aspettava la partecipazione di 18.000 persone, ma il movimento non si ferma. Il 1994 lanno del Criminal Justice and Public Order Act , il quale mira a sopprimere il movimento con provvedimenti legislativi molto duri1 . Nonostante la repressione nascono i Tecknivals, organizzati dai travellers, fra cui Spiral Tribe, OQP, Mutoids Waste Company, molti dei quali si trasferiranno allestero, in cerca di migliore accoglienza. Gli Spiral Tribe compiono numerosi soggiorni in Italia e Spagna. Se, da un lato, una parte del fenomeno ne esce ancora pi battagliera, si assiste anche al trasferimento delle feste nelle discoteche, e allinizio della commercializzazione, e quindi al decadimento, del fenomeno. Fin dal 1995 il movimento ormai frammentato, accanto ai rave illegali si hanno feste fortemente commerciali, in Francia, ad esempio la trance- Goa a divenire fenomeno commerciale, mentre in Italia rimane patrimonio di feste molto pi piccole ed elitarie. In Svizzera si hanno grandiose feste al ritmo violento della gabber, e il fenomeno interessa specialmente i pi giovani. In Inghilterra la scena varia: continuano le feste nei clubs ma si hanno anche grandi raves metropolitani, come il mega rave da 6.000 persone che invase una tangenziale londinese il 13 Luglio 1996, o il memorabile raduno a Castlemorton nel Maggio 1992, al quale parteciparono 50.000 persone.
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Il Cja diviene Legge il 3 Novembre 1994, con firma della Regina, e tende a sopprimere tutte quelle realt controculturali che nellInghilterra post-Thatcher avevano trovato terreno fertile per la propria espansione. E il caso di travellers, squatters e ravers, che con questa legge si vedono di fatto messi fuori legge.

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A tuttoggi, nel 1998, si hanno notizie di rave sulle assolate spiagge californiane (surf rave), si danza in Australia e in Giappone, in Canada e nella mediterranea Grecia. La situazione politica non impedisce che Israele sia uno dei paesi pi coinvolti dal fenomeno, oltre che uno di pi produttivi in campo musicale. Il movimento ha raggiunto praticamente tutto il mondo occidentale e occidentalizzato. Si dice che il movimento a Goa sia oramai morto, ma che ora si faccia festa molto pi a nord, sulle montagne di Dheli. Il destino del rave ancora lontano dallessere conosciuto, proprio perch in ogni terra in cui il suo seme caduto ha dato frutti assai diversi, adattandosi alla cultura del luogo, alla sua gente, alle tradizioni, alle esigenze e allimmaginario della sua giovent. La commercializzazione ha fatto si che gran parte della magia del fenomeno rimanesse patrimonio di pochi. Ma forse proprio il circuito underground riuscir a tenerne vivo lo spirito, aspettando lalba del 2000 a suon di tecnho. Ballando per non morire. In Italia il rave arriva nel Giugno del 1990, ma si ha un percorso praticamente contrario a quello avvenuto in Inghilterra: dopo un difficile debutto dellhouse e della techno in qualche locale allavanguardia, lo spirito organizzativo decisamente professionale, lobiettivo economico. Il primo evento rilevante si ha nei pressi di Aprilia, il Rose Rave, seguito, nel settembre del medesimo anno, dal World Dance Beat Festival, durante il quale una rissa a sfondo calcistico provocher un morto, dando cos pessima fama al fenomeno, che in realt delle feste inglesi aveva conservato ben poco. Difatti da quel momento i raves si sviluppano nella violenza, e il movimento si tinge di nero, assumendo simolismi fasisti, facilmente riconoscibili dai dischi e dai volantini dellepoca. Daltra parte si assiste allo sviluppo di rave prettamente commerciali, con tanto di regolare biglietto SIAE e affitto del locale. Si arriva cos al 1993, i rave neri scompaiono, nelle discoteche si continuano ad organizzare feste che dello spirito iniziale non hanno pi nulla, ma sotto qulcosa si muove. A Roma il rave incontra militanti dei Centri Sociali, e dal loro incontro nascono i primi rave illegali, gratuiti o quasi. Lingresso del rave nel panorama della contro-cultura italiana e la diffusione delle teorie di Hakim Bey segnano una nuova politicizzazione del movimento, questa volta a sinistra. La nascita e lo sviluppo dellillegal danno nuova vita al movimento, che a partire dallestate del 1993 si diffonde in gran parte della penisola, specialmente al nord. Le citt in cui si radicalizza maggiormente il rave sono Milano, Torino, Bologna, Napoli, e chiaramente Roma, citt cosmopolita italiana per ecccellenza. Le periferie e le campagne divengono teatro di un nuovo rito metropolitano, i maggiori sound systems, come gli Spiral Tribe, gli OQP, i Mutoids Waste Company, compiono numerose visite in Italia dando vita a feste memorabili, come i raduni tecknivals durante lestate del 1996 e 1997 nei pressi di Bologna. Ma accanto agli illegal e a Goa party fiorisce un ricco mercato che del fenomeno rave sfrutta il nome, organizzando rave in discoteca, con latrattiva delle performance di famosi DJs, scenografie studiate nei minimi dettagli e, chiaramente, costi elevati, dal biglietto di ingresso alla consumazione. In Italia come nel resto del mondo occidentale o occidentalizzato. accanto alla commercializzazione sopravvive, attraverso canali underground, lo spirito di sempre, lo stesso spirito che faceva ballare gli Uomini prima di noi.

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Testimonianze in rete Rave: festa senza limiti. Senza limiti di tolleranza, poco importa il colore della pelle, lorientamento sessuale, lodore del vostro spirito, siete in un rave e questo tutto. Luogo di scambio e di metissaggio, riflesso di una societ in mutazione, . Internet: pacifica perfetta anarchia. Generatrice di saggezza e di umilt, di comprensione e di condivisione. Sensazione di liberazione dai preconcetti, luogo di libarazione dei sensi. Una libert che non esiste altrove. Autogestione dei comportamenti regolati da una sorta di net-galateo, forme di condotta conosciute da tutti gli utilizzatori. Cos per i ravers. Non prendersi troppo spazio, non essre insolenti, rispetare le idee degli altri. Le ragole dei rave e di Internet sono il codice civile di una nazione che potrebe chiamarsi Libertyland. (Kana.com, Internet-Il rave planetario in Trance, il passato remoto dela musica del futuro) Il mondo del rave assomiglia insomma al mondo di Internet, e in questo senso Internet un rave planetario. Da questa somiglianza deriva una grande presenza di siti che si occupano di rave in rete, siti che si sono rivelati utili per il mio lavoro. ...lavanzamento tecnologico sta producendo una mutazione radicale attraverso quelle modificazioni psicologiche e percettive determinate dal nuovo rapporto tra uomo e mondo esterno . Si tratta a questo punto di comprendere che queste tecnologie multimediali sono dei nuovoi linguaggi in grado di modificare, come lo ha fatto la scrittura ad sempio, le nostre procedure mentali. E attraverso questo approccio culturale e nono solo meccanicistico (in cui si tende a considerare le tecnologie solo come strumenti) che sar possibile cogliere mutazioni che ora sono solo ad uno stato embrionale. E necessaria infatti una consapevolezza globale che possa coniugare i valori duso delle tecnologie con il potenziamneto delle qualit umane. Attraverso la multimedialit, la simulazione virtuale, e la comunicazione telematica quindi possibile individuare una nuova qualit culturale che opportuno definire come un nuovo paradigma cognitivo (Corpo e Mutazione <http://www.idra.it/cyberia/CorpMuta.htm>)

1) Promisedland 1997 Possiamo ricordare le oltre 10mila persone che si sono radunate nel capannone industriale ad otto chilometri dal confine italo-sloveno, per ballare 24 ore musica house, progressive e techno-hard core. I giovani protagonisti di questo rave si sono ritrovati pacificamente da tutta Europa: italiani, sloveni, croati, svizzeri, austriaci, tedeschi e persino danesi non sono voluti mancare a questo appuntamento. Oltre due ore prima dell'apertura dell'evento la frontiera registrava una coda di auto e pullmann di oltre 15 chilometri, con i cartelloni elettronici delle autostrade che segnalavano questa situazione gi ai caselli di Venezia. Un unico rammarico per

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chi si aspettava qualche episodio da cronaca nera. Al momento in cui scriviamo questo articolo - 24 ore dopo la chiusura di Promisedland - si registrano a malapena 4 collassi. Una percentuale di danni dello 0.0004 per cento. Osservazioni polemiche a parte, il rave italosloveno dimostra che questi raduni possono svolgersi nel migliore dei modi, senza che si creino pi problemi di ordine pubblico di quanto non si verifichino per incontri-clou di calcio e concerti delle pi mitizzate rock-star. Quando questo dato di fatto sar recepito anche in Italia? Perch bisogna emigrare sempre oltrefrontiera per vivere appuntamenti del genere? Promisedland 1997 ha anche un'appendice discografica. E' infatti gi in vendita in tutti i negozi di dischi la "Promisedland Compilation", mixata da... Pinina Garavaglia (contessa): "Atmosfera stupenda lunare e solare. Promisedland 1997 e' stato un evento che ci ha unito tutti quanti in un' unica grande famiglia. I presenti fanno del proprio corpo un'arte comportamentale". Francesco Farfa (dj): "Un ritrovo per tante persone in grado di confrontarsi ed aggiornarsi su tutto. Una lezione per il futuro, perch tutti capiscano che le linee individualistiche non pagano mai". Gabon (direttore artistico): "Volevamo stupirvi con effetti speciali, fosforescenti. Come i nostri striscioni piazzati all'entrata". Leo Sound (dj): "Non ho parole. Abbiamo radunato tantissima gente. Un'emozione incredibile". Mc Merlino (vocalist): "Promisedland 1997 si e' svolto in maniera costruttiva: la gente ha cantato, lavorato e ballato senza pregiudizi, senza problemi. Niente a che vedere con certi tipici provincialismi italiani". Stefano Noferini (dj): "Bellissimo. Mi sono divertito da pazzi. Si e' respirato quello che si respira abitualmente nei grandi rave europei. Speriamo si sia trattato del primo capitolo di una lunga serie". Ralf (dj): "Ho visto grandi cose, molto hard, non nel senso musicale di hard core, ma nemmeno come Teresa Orlowsky, anche se un po' di belle pupattole non sono mancate. Mi e' sembrata una puntata di guerre stellari". Randy (dj): "Nei rave colpisce sempre l'entusiasmo dei ragazzi, capaci di ballare per ore ed ore. Quando questi eventi in Italia? La strada da fare e' ancora lunga. Non e' soltanto un problema di permessi, quanto di mentalit". Alan Thompson (dj): "Tutto ok, gente estrosa e divertente. Questi rave sono situazioni davvero europee. Punti d'incontro per i giovani che giocano con la musica. Quando un Promisedland In Italia? Gli italiani sono abituati troppo bene, vogliono i bagni curati, i drink di classe". Joe T. Vannelli (dj): "E' andata bene. Davvero allucinante l'impianto musicale, sottoposto per ore ed ore a sforzi incredibili, in una struttura open space". Francesco Zappal (dj): "Gente sparsa per i prati, gente in pista a ballare. Un'atmosfera magica. Ci abbiamo preso anche questa volta". (Raves report<tp://planet.conecta.it/itahi/cose/magita/0/ravesrep.htm>) 2)Flames: Ya know im pretty sure there has only been one other heavy flame session on sfraves and it was over something pretty stupid just like this one does anyone else have a concept of raves being not just about music but about everyone else getting along and being friendly and

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accepting everyone's ideas as their ideas and whether or not you agree with them dont insult them, just tell them you disagree really flames suck they dont belong on sfraves nor should be associated with raves at all whether or not you need to swallow little wafers to do this, lets all just try to be friendly in person and on the net'kay? It gives me enormous amounts of pleasure to see a post like this. I admire Dana's idealism in his attempt to transcend differences as part of a quest for community. I feel, however, that conflict is actually part of the process of building unity. I'm reading M. Scott Peck's "The Different Drum: Community Making and Peace"; I managed to find a copy of it in the clearance bin of a bookstore here in Rochester for $2. If you don't already know, Peck is the author of a number of self-help books, including "The Road Less Traveled". I haven't finished the book yet, but I strongly recommend it for anyone who desires to be part of a community building process. Peck suggests that there are four stages in the construction of a true community: pseudocommunity, chaos, emptiness, and finally the sought-after community. Pseudocommunity is the stage in which the group initially forms, and everyone is polite and nice. Eventually, though, differences between people begin to manifest themselves as the original facades begin to come down, and someone gets on someone else's nerves. This is the chaos stage. The interesting part of the chaos stage is that often the biggest contributors to the chaos are those with the highest intentions, the people who have the strongest desire to "convert" people over to their way of thinking. This can potentially lead to organization, a tendency that could possibly degenerate the chaos back into pseudocommunity again. A healthier response to the chaos, however, is one of emptiness, an abandonment of personal agendas or prejudices. I can't define this emptiness any further than that it is a form of death. After the hard work of emptiness is done, however, comes the joy of community, where differences between individuals can be accepted, and true love and peace among members of a group can flourish. <http://www.yperreal.org/raves/spirit/culture/Stages_of_Community.html> 3)Rave Spirituality For me, the idea of a small, do-it-yourself ritual gathering was a natural extension of what I had found several years ago in the rave scene. Although the large, colorful raves that I started to attend some six years earlier did provide some amount of spiritual ranscendence, I was always searching for something more pure and real. I found myself enjoying smaller parties, and I quickly learned that the more energy you put into a gathering, the more energy you would get back. This was definately in my mind as I sat in the "staging area" for this evenings event, a friend's flat in Santa Cruz. Myself, and about 20 friends who I had met through the rave scene in the bay area, were all psyched for this evening's festivities. As more people arrived, we started to make some rudimentary plans: who would control parking, when to update the voicemail number, what the DJ order would be. All along there was a sense of excitement and anticipation. Renegade gatherings are especially exciting for two reasons. The first is that there is always the danger of being shut down by the authorities. Doing a party on the beaches north of Santa Cruz usually had a 50% success rate, not very good odds considering the amount of effort

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people put into these events. But, the fact that you are putting all this effort into the party is the other factor that makes it exciting. When it all comes together, you know that you and your small group of friends were entirely responsible for making it happen. Around midnight we make final preparations and leave Santa Cruz, heading north on the lonely Highway 1. Tonight I was with two new friends from Nottingham, England. I had met them over the Internet and they were visiting the bay area to check out the scene here. I was determined to show them a good time. The site is a completely isolated stretch of beach with a gated path leading down to the beach from the highway. Here the scene is chaotic and exciting. To make these gatherings happen, everyone takes responsibility for a certain part of the production. Everyone is depending on everyone else, because one mishap can render the whole adventure useless. In trying to drag an entire sound system 300 yards down a broken path, while at the same time hiding 300 people and their cars from being spotted by authorities, the number of things that can go wrong is substantial. But everyone keeps a positive attitude, and everyone is driven by some force within them to make the impossible come true. I quickly park my car by the gate and unload the generator, extension cords, and a variety of props and camping equipment, then park with the other cars, out of site across the highway. A small team of people are using flashlights to ID cars that look like they are looking for the gathering, and then park them safely off the road. Without these people, a passing highway patrol would certainly see at least a few mis- parked cars and come down to shut the gathering down. Soon, the sound system arrives and teams of people start the long process of moving 16 sound cabinets, amps, turntables, the generator, blacklights, water, brewing pots, banners, stands, tents, sleeping bags, firewood, fresh fruit, etc. down to the beach. I am taking full responsibility for powering this party, so once I have the generator in place, started, and extension cords running to a power strip and illuminating a small lamp, I feel relieved. In the mean time, two audio technicians are combing through their boxes of interconnects and plugs to figure out to best way to merge the two sound systems we are using into one. Another group of people are setting up the backlights and figuring out how to best position them to illuminate the two fluorescent art banners we have put up on either side of the speaker stacks. I get my tiki torches and arrange them in a sacred pattern around the dancing area, adding a tribal feel to our production. A team of girls are quickly placing many sacred objects on our alter in front of the DJ, including an orange fluorescent Buddha with a necklace of chasing LED's. Several random drummers are providing the beat while we work. At around 1:30am, the first beats are emanating from the speakers. Once the final tweaks are done to the sound system, the first DJ starts his set and the ritual is underway. Only now could all those involve finally take a deep breath, relax, and enjoy what they had created. I walk around being social, meeting up with friends, checking on some little details, meeting new people. It is always interesting to see what kind of people make it to an event like this, one that you only promote by small fliers at other small gatherings. After making some new friends, and concluding that this party was "go", I find one of the other key people involved with producing this gathering for the sacrament. He is eager to tear me off a single square of Q-bert, a variety of acid that got it's name from the 3-d cube design on the blotter that resembled the early 80's video game. Goa Trance music is our current obsession. It has a quality that is quick, light and spacy. The beat and sounds make one feel as if they are bouncing off the stratosphere. Rough, growling, grizzly synthesizers sounds cut like a rusty knife deep into your brain into your soul. These

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sounds penetrate you, get into you, touch you deep in your head. An hour after ingesting QBert I am grooving out relentlessly on the beach. The gathering is at critical mass, maxing out at around 300 people. The temperature has dropped substantially, forcing participants to generate their own heat by dancing. Time distorts tremendously in the vibe of this gathering. Dancing feels so right, so good, that one can continue for hours on end and think nothing of it. Two o'clock, three o'clock, four o'clock, the hours pass quickly and I enjoy the sheer pleasure of dancing in this environment that I have created for myself and my guests. The pulsating Goa beats drive my body directly. My brain is taken out of the loop of controlling my body. Instead, there is a direct connection between my aural nerves and my twitching leg and arm muscles. My body is so tied up with dancing, that my brain is no longer concerned about it's physical limitations. With the body taking care of itself pulsating to the beats, my brain is free to soar out into higher and higher dimensions of trancendental bliss. Dancing isn't something I have to force my body to do... it is simply what I want to do most. There is no thoughts of rest. No thoughts of pause. I am in the most satisfied state I have ever experienced, and I want it to continue. Thanks to years of trance-dancing, my body is fully capable of dancing non stop for a 6 hour stretch, so I let the beats push my body further and further... at the same time, my brain becomes increasingly detached from my physical body, my spirit soaring through higher dimensions of pleasure. This is everything I crave in life, dancing hard to ripping beats. By five am, the first hints of the next day are peaking over the eastern horizon. By now, only those people fully into the vibe are left. Anyone not into the party has either gone home or crashed out under a warm sleeping bag. Emerging from my trip, I can start to connect with those around me. Simple eye contact, glances, moving in sync with other people, is all it takes to confirm that they are in the same ecstatic state you are. There is some sort of energy field surrounding the party. It is warm and womb-like. Its like the generator is not only powering the sound system, but also somehow powering this energy field. I am gripped by a sense of love and warmth. It is 5am and I know that there is nobody on this deserted stretch of beach that will stop our gathering before sunrise. As the distant lights of dawn slowly illuminate those around me, I see nothing but wide smiles and utter, total, complete joy. It is in this state that I fully understand vibe... the feeling I get whenever I am in proximity of numerous other people in ecstatic states. Looking at the joy others around me are experiencing causes me to dance harder, which in turn forces them to dance harder, and the feedback loop continues driving us further into that state of transcendental bliss. Pre-dawn, the universe is in complete order, everything has worked out this evening and there is nothing left for us to do except enjoy it and push it further. Endorphins flood my body, naturally pushing me higher as the acid starts its long, slow retreat. There comes a time when you feel so at peace with yourself and the being around you, that you cannot possibly imagine it could get better. When you are proved wrong, you can justify a genuine spiritual experience. With the DJ spinning the perfect track, the sun finally makes its ascent over the horizon. The first rays of solar energy hit with the impact of a laser, piercing deep within me. I look around for the first time at the illuminated environment surrounding me... waves of the pacific ocean gently crashing on the white sand beach. The lighthouse in the distance. The rolling grassy hills inland... beautifully costumed and decorated people all around me. It is as if mother nature, or Gaia, or God, or whatever you wish to call the spirit that encircles this planet... with all of its infinite duties of spinning the earth around the sun, keeping balance between a trillion living organisms, has stopped, and paused, for just 60

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seconds, and acknowledged me as a life form. For the first 60 seconds of the new day, Gaia has decided to show me, one mere human, all of her beauty and glory in one concentrated burst. For sixty seconds I am floating above the earth below me, experiencing the most sheer beauty I have ever imagined experiencing in my life. Everything around me is pure light, pure positive energy, pure love and pure beauty all at once. For 60 eternal seconds I am being touched by the hand of god. For 60 seconds Gaia is saying to me, in her own language of light "I acknowledge you as a human... I am here and I am real." For 60 seconds I glimpse into heaven, eternity, or however else you can describe the highest level of human perception of what it means to be a living being on this planet. But it is not just Gaia I am getting energy from. As someone who helped make this happen, I am getting a little piece of everyone else's bliss. For all that BS I went through early that day, getting the generator and hauling it over a mountain in rush hour traffic, spilling gas, lugging it around, I am getting ten fold return on my efforts. I can only imagine the energy return the friend who gave me the acid is getting... or the DJ spinning the music... As the morning continued, the scene on the beach continues to be a true celebration of simply being alive on this planet. A few girls strip off their clothes and run naked, doing cartwheel and backflips, on the wet sand. There was not a lot to say to each other, just smiles and hugs. Even though the intensity slowly receded, the feeling of some sort of electrical force around the gathering continued. We all felt connected, and we all knew that a gathering that goes off this perfectly is a rare experience, so we simply savor and enjoy it. At around 8:30am, a friendly ranger comes down the path and tells us that we have had our fun, and it was time to pack it up and go home. We talk him into letting us run the generator until we had finished brewing our sacred hot Chia tea beverage. A tall, lanky friend with crazy long hair was supervising the sweet brew. Once it had completed, and some ingredients added, he poured a small amount and tasted it. We all sat speechless awaiting his verdict. A smile on his face indicated that the perfect brew had been achieved, and we all poured tall glasses and drank deeply delicious spicy beverage. Even the ranger, with a cup of chai in hand, seem to understand the vibe we had created here on this beach. One might think that after being awake for some 24 hours straight, dragging a sound system down to the beach, and then dancing for some 7 hours on end would make the job of dragging all the equipment up to the highway difficult. But with the magical vibe still flowing though us, and with everyone chipping in, it was actually quite easy. Slowly everyone packed their piece of the party into their cars and one by one we departed the beach. I took my time on the way home, stopping often along highway one to just peer at the wave crashing on the rocky shoreline, and ponder how amazing it is to be alive on this planet. (American man, aged 24, working as a computer engineer

<Http://csp.org/nicholas/A19.html>) 4)Secret Insight Knowledge About Trance! Visualize yourself dancing for hours without interruption, overflowing with bliss. Suddenly, that, which you've believed until than represented reality to you, explodes into a world of psychedelic imagery and leaves you within swirling energy patterns, that appear everywhere throughout matter. And when the world starts to glow, you've somehow recognized the symbols, that lead to specific reactions and caused an entire universe to tremble into pieces,

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unfolding itself anew from within. The world and the suffering of the body are swallowed by a raging kundalliny, down into a silent abyss of darkness. That, which lies beyond death holds the space for the suns of our souls to shine forth in limitless freedom. After you've passed through the gateway of your delusory fears and have surrendered all false self images to the "ONE" among the many, you gladly exchange your entire life for that one eternal moment you've just experienced! In fact, it would be a worthless life without having starred into the eyes of eternnces will carry you directly into the arms of the infinite. Once tapped into the ultimate and formless life-potential, that exists within each of us, anything one imagines, creates itself instantaneously by thought. That's why it works that when through certain sounds and/or subliminal messages memories are retrieved, one (re)lives certain experiences and/or (re)learns from them. Generally it is good to live through as many incarnations as possible during a night of dance, before arriving at sunrise, hopefully unified. Once purified, you can join in the dance of the celestial beings within the kingdom of the ultimate and enjoy the freedom of existing anywhere, anytime simultaneously. You can enter the universal mind-lattice once your body/mind is completely relaxed, transparent. It happens the moment pure energy moves through you. It moves you! Through the vibrating sound movements in the music with the golden light that opens the door to the galactic insight, you can travel far across and throughout space. Boundaries of time dissolve and unfolding entities present themselves as an opening to the interface, to carry you in between dimensions, free of personal intentions. Stretch the cosmic syllable A-O-U-M into any possible way (it is endless) and you've got GOAGAIA-universal sound. Some tracks are like an audio translation of the Kabala, numerological, mystical scriptures. If you travel on the monotonous, entrancing beats that are so similar in nature to the pulse of your heart, you might find yourself breathless at times and speechless with smiles. Mystical experiences+Religious influences are: Taoism (Tai Chi), Sufi, Hinduism (Yoga), Buddhism (Meditation), Cabalism (the tree of life), Shamanism (navigating consciousness), Mysticism of all religions and tribes of aboriginal people that are one people, influence the culture. Mayan, Egyptians, Pixies, Pagans, Gypsies, Witchcraft, Voodoo, Africa and Nature-magic all play their part in the play/pray-fullness that enhances our senses during the trance dances. Shiva/Kali and Tantra are major to Goa trance. But anyway, all religions once sprang from the same source. The mystical experience gives personal understanding and unclouded insight into the real nature and meaning of life and death. To follow a movement on the external world will only lead you away from your intuitive heart (the channel to god and light-being(being light)-realization) that can be felt when tuned into the within. Remember: only change is constant! Today parties grow like mushrooms out of cow paddies, all around the planet. To dance will help everybody in the transitional process of letting the old conservative things fall to make space for "flowers to grow through concrete"! About the ritual: The "elite" Goa connections are mostly universal and planetary life-travelers who have met through magical circumstances to unify and gather their strength on this mission to manifest the perfected vision. We ask for guidance and supervision from the eternal light beings that we invoke in our meditations. Their appearance clears away the fog of the

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superficial Ego-selves that cloud the clear perception. We weave a circle of light around us. This way we strengthen our global family and initiate new people into the pure realm of unconditional love. Through the understanding of the collective, we can learn how to share ideas and how to communicate them with one another. We try our best to respect our differences with the vision of our common origin and destination always in mind. We all are mirrors of each other. And through reflection we learn how to grow and change together with and in the present towards the light and love that fuels our soul: "c o m e - u n i t y ! " Somehow, we as humans lost our tribal roots and are now left controlled by the "patrolled" in isolation and distrust amongst each other. We have almost lost our root memory of bliss, the divine ecstasy without which we miss the warmth of love that nurtures our soul. But once upon a time we all have lived in tribes and danced in circles, all around planet earth. When does this circle complete the cycle for you and spirals you up? During rituals consciousness unfolds and expands itself slowly from the individual to a group awareness. The mandala comes globally together when we understand and accept all life forms to be part of our true selves. It aligns us with the planetary grid. Then, from the dot of the earth in the perspective from outer space, we embark into the astral realm where we finally surf throughout time and space. Ultimately we abide in the beyond, existing in a humming silence, observing the wisdom of the "All" that is inscribed on a dream reality-DNA. When we finally arrive back home, the inner peace and contentment we so deeply desired settles our restlessness. Then, when we are dispersed like ashes that is left after a holy fire, the message spreads throughout space through our voices, that are God's chants, that all life was created to express the freedom of unlimited choices, to share our vision and ourselves, to coexist in peace anytime, anywhere and nowhere (= now-here) at the same time, no time. Goa parties have the potential to break down the limitations that only exist within our own minds. They open the door to a limitless imagination to which we have been blind before we knew what we could have not known, before we saw the awe. Through the shamanic journey one re-connects to the root of all reality's spring. In India everything is understood as being whole, holy, part of the divine creation that embraces everything, and everybody is embraced by it. We invite anybody to join their hands into the circle, to express their innermost intimate selves, which is, when liberated, without limitations or boundaries, absolutely free of judgment, comparison, division or to make it simple, free of thought. (<http.//www/yperreal.org/raves/spirit/technoshamanis/Goa_Transe.html> omananda@geocities.com) 5)Techno and Raving Some people say that techno "ain't got no soul," and I think they're right. It doesn't seem to elicit strong emotions. It doesn't carry a message. There's very little room for personalized performance. Indeed, I am coming to believe that these characteristics are the very point of techno, that it is all about the listener, not the performer. from

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Techno, I think, works as a different kind of music, with a different kind of purpose. It sings to a very visceral, ancient part of us deep down inside. It draws it out, perhaps from the "reptilian" brain, past our egos, and beckons us to dance with abandon, to surrender ourselves to the beat that comes from both outside and inside. I feel it's very similar to--and perhaps the logicial "technologized" evolution of--tribal rhythms, the pulsating drumbeats that have had people dancing in frenzies for countless milennia. For a long time, Western music has totally forgotten this theme in favor of performer oriented music. Techno, I think, brings it back. This total abandonment, this shedding of the ego and allowing one to have pure enjoyment is a very special thing in itself. It implies the dropping of barriers, and it implies acceptance from the others. In ancient societies, the dance was closely related with spirituality. I am beginning to see how this is so, for spirituality requires an opening up, a release of the ego, and this sort of dance can be a direct path to these goals. My first rave was an astonishing experience, as I was totally able to let go in a way I had not done before. Later, I felt that wide doors had been opened, for I was able to see myself without the crushing ego, that self-supression that has haunted most of my life. I now know possibilities I could not see before. I now have a view of myself and what I can be, and my hopes are high. I return to the scene for these reasons, for the music and visuals, because it is a lot of fun, and lately and most of all, because I like the people in it. You guys are really great, and I love you all. (<http://www/yperreal.org/raves/spirit/technoshamanism/Techno_and_Raving> csc@pilot.njin.net) 6)Technoshamanism The shamanic worldview usually involves a belief in supernatural forces that can be accessed to cause alterations in "external reality". These supernatural forces are usually accessed through appeals to various "spirits", which live in a "spirit world" that can be accessed through dreams or other consciousness alteration methods (sweat lodges, psychoactives, chanting, ecstatic dancing, etc.). These spirits are amenable to interaction in the same way humans can be interacted with - threats, bribes, appeals, etc. The shaman employs a mode of operation known as "bricolage" (from the French "bricoleur", "handyman"). Unlike the engineer, who has some idea of "theoritical principles" which underly a given "practical implementation", the bricoleur has a set of techniques from which they pick and choose the appropriate "tool" to be used in the situation at hand. It is not necessary to understand _why_ something works, only that it _does_ work. The shaman's set of tools include a set of symbolic associations to help determine how to affect certain spirits. For example, eagle feathers would be useful in contacting the archetypal Eagle. Also important: shamans traditionally are associated with a community, and serve as the community's healer/psychiatrist/miracle-worker. When the community has a problem that "mundane" means cannot solve, they go to the shaman for supernatural assistance. The shaman also orchestrates the rituals which bind the community together. The techno-shamanic worldview is an extension of this. It invovles a belief that humanity's technological infrastructure has become so complex and vast that it cannot be entirely understood through use of an engineering-type theoretical construct. However, this from

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technological infrastructure obviously has a direct impact on how we live our lives. Thus, the techno-shaman serves the community by accessing the technological infrastructure, not as a tool-user ordering their machine to do something, but as one sentient being negotiating with another for the performance of a service. Drug use, ecstatic dancing, and trance music are well-established in today's techno-shamanic subculture, as is their use in ritualistic events to bind communities together. One can easily see a mapping between computer networks and the spirit world, and between computers and the powerful entities the traditional shaman interacts with. An excellent example of technoshamanism is seen in the AI-oriented "voodoo" in Gibson's _Count Zero_. Something similar shows up in Shepard's _Life During Wartime_, and in a more sophisticated form in Vinge's _A Fire Upon The Deep_. (<http://www.yperreal.org/raves/technoshamanism/technoshaman_Definition.html>) 7)The Happiest people in the World Well, this is to be my first Mainstream Rave in Sydney, and thanx to Steve Bancroft, I got on the guest list. On thursday, I learn the rave was to take place about 45 km south/west of Sydney, way out in the suburbs. I was supposed to meet the bus that was to leave the Central terminal at 9 pm. On the bus, I meet one of the ravers that heard my radio program on Skid Row radio. This kid was blown away that he actually met me in person. There is no doubt, I am the OLDEST raver in Australia... according to most people I met. The bus pulls into an industrial complex, with scattered homes nearby, and I though that it was going to get busted for sure, because of the close priximity of homes in the area. As I leave the bus, I could barely hear the music inside as the first DJ was spinning Happy Hardcore. Remember, here in australia, Happy Hardcore is MAINSTREAM!! but that not ALL you get. There were 3 other parties going on in Sydney this Sat evening. One thats not more then 100 meters from my doorstep in "the Cross", held at "Le Girls" nightclub, but got word is was mostly house. The Fridays Green acres was cancelled, due to the outside area being flooded due to recent rains. Anyway, back to the "Happiest People". I saved my E's and A's for this party, and wanted to be especially happy to insure the party lives up to its name.This was a Kiddie rave, as named by the AusRavers, and I can certainly see why. Age ranges from 18 - 24, and few people with the exception of me, were much older. I could hear the kiddie girls giggle when I walked by as these people aren't used to seeing older people at these gigs. The venue, is a warehouse, with a chill out tent in the front parking lot, and clothing and shirt sales Kiosk and hot dog booth set up. Inside, the area was all the dance area, with the speaker system in the back, although they could use some additional speakers in the front, I suspect they were concerned with noise, as it got visited by the police several times, which resulted in the noise getting turned down several times. After midnight, they allowed ins-and-outs, and people were congregating outside in great numbers. I saw a few police cruisers drive by, but no serious problems.

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Inside, I was getting off big time, groovin to the insane 180+ BPM pace of Happy Hardcore. Gack! One song they played in particular was played 3 times that evening. It was a cool song, but VERY POPULAR when it was played. It even gets a lot of Air play on the radio. I went to this rave alone, but was almost immediatly approached by people saying "You were at Restitution, weren't you?" I said Yup! "Better get used to seeing me here for a while!" he gave a thumbs up and said, "It's really great to see older people here". At first, people were somewhat suspicious of me, but once they saw me out on the dance floor, groovin and hoppin around like a mad Kangarooo, they really dug it. Eventually, they got the lazers fired up, and WOW! What visuals. Almost all large mainstream raves have really great Lazer effects that really make the visuals really insane. All throughout the evening, the music stayed ABOVE 170 BPM range, and as the pace quickened, it got as high as 250 BPMs and at that stage its all arms and little leg work.... As a new DJ went on, it would start at about 170 BPM, and gradually would increase during the DJ's set. All DJ's did a wonderful job of seamlessly mixing the Hardcore songs, but there must not be that many Happy Hardcore songs out there, as several got played several times throughout the evening. I have to say one thing about (HHC - Happy Hard core), it's Happy, and while on E, it's really blissful, trancey and you just can't help but keep a big fat smile on your face. Oh Yea!! people here also use pacifiers :-) Tee hee! As the evening wore on, I really stepped up my energy, as I ussually do, to the amazement of my Aussie friends. They just dan't get used to seeing an older person having so much fun. Later on, I met this other older person, perhaps in his upper 30's, and he thought that HE was the oldest until he met me. This rave was to end at 10 am (WOW!! 14 hours of continious dancing) - Now we're talkin a REAL RAVE.... Tee hee!! At one time, someone said, lets go up and dance on stage, but I was having a really trancey time where I was, Eventually, I grabbed him and pointed to the stage, and headed towards it. People I passed, literally pulled me up there, but one of the staff told me to leave, as I left, others were ragging on the staff guy, saying "Bring this guy back up there!", so headed back and danced the entire set until there was a break. At that time the girl was behind the turntables, playing some insane hard acid trance with little or no breaks in the beat. I literally WENT OFF! and everyone hopped up on the dance floor. I've never seen so many smiles from so many people in one place. I would estimate about 1500+ people attended, if you include about 100 or so hanging around outside. At about 10 minutes before the party ended, I started walking along the side, pulling people up to the dance floor.... "C'm on you slackers, get up and dance - this is the last song!" Most people were too tired to get up and stand, let alonne dancing. I even pulled up this one dude that ribbed me when I went to chill, earlier he said "Chilling already?" I said Yup! Gotta cool down... The heat and humidity rivaled Friends and Family, but climate here is awfully hot and humid to my standards anyway. Then, towards the end, I saw him sitting down, so I grabbed him and said "Lets go... slacker! time to get up and dance yo ass off!" He shook his head in bewilderment, as I had been up there solid for more than an hour, but couldn't possibly even think of not dancing to this insane acid trance.

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He finally got up, and several more complied, and I think I got about 15 - 20 more people up and dancing towards the end. Everyone really dug it... Towards the end, thie youg girl came up to me and said "Aren't you tired?" I said "I don't know the meaning of 'tired'".At one point, about an hour before the rave was to end, someone was sufferig from an overdose, and mentioned that he had mixed speed with acid. Unfortunately, speed is used here, all too often, probably because of the high cost of A and E. When the rave finally did end, the music stopped and everyone cheered the DJ,. and the promoter came up and announced the names of the DJ's. Finally, one more song was played, and yup! You guessed it, it was that HHC (Happy Hard core) song tha was played earlier. (<http://www.hyperreal.org/raves/spirit/testimonials/Crunch_in_Australia.html>, crunch@sysx.apana.org.au ) from:

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