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Dispensa del Laboratorio di Archeologia dellArchitettura Dipartimento di Archeologia Sede di Ravenna Responsabile: prof. Andrea Augenti Referente: dott.

. Andrea Fiorini http://www3.unibo.it/archeologia/ArcMed/forum.htm In collaborazione con linsegnamento di Rilievo e Analisi Tecnica dei Monumenti Antichi - Facolt di Conservazione dei Beni Culturali - Universit di Bologna

ARCHEOLOGIA DELLARCHITETTURA
Andrea Fiorini - Marzo 2008 Lespressione archeologia dellarchitettura fu usata nel 1990 da Tiziano Mannoni per indicare quella disciplina che impiega metodi archeologici (stratigrafico, tipologico e mensiocronologico) e archeometrici (dendrocronologia, radiocarbonio e termoluminescenza) finalizzati alla conoscenza storica e alla conservazione del patrimonio architettonico di ogni epoca e funzione1. Con i metodi dellarcheologia dellarchitettura, integrati dalle ricerche sulle fonti scritte (es.: atti notarili e registrazioni catastali), cartografiche (es.: raffigurazioni su mappe territoriali), iconografiche (es.: raffigurazioni su affreschi e mosaici) e orali (per le trasformazioni pi recenti) possibile determinare: 1. la storia costruttiva del manufatto architettonico; 2. le tecniche costruttive impiegate. Queste informazioni si possono utilizzare per arricchire le conoscenze su determinati aspetti storici (es.: lo sviluppo di un centro urbano, le tipologie edilizie e la circolazione delle maestranze) oppure per indirizzare gli interventi di restauro o consolidamento delledificio in esame (fig. 1)2.

Fig. 1 Diagramma che illustra gli obiettivi e i passi da attuare per compiere una corretta operazione archeologica sulledilizia (da Parenti 2004).
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Mannoni 1990, p. 4; Azkarate Garai-Olaun et alii 2002, p. 7. Tiziano Mannoni stato docente di materie archeologiche presso diversi corsi di laurea e di specializzazione delle Universit di Genova, Pisa e del Politecnico di Milano. inoltre fondatore dellISCUM (Istituto di Storia della Cultura Materiale) di Genova, membro del NORMAL (Istituto Centrale del Restauro e CNR), direttore del Notiziario di Archeologia Medievale dal 1971 e socio di numerose istituzioni culturali del settore archeologico. 2 Parenti 2002, pp. 74-75.

Il metodo stratigrafico applicato allelevato, lanalisi dei materiali e delle tecniche costruttive La lettura delle evidenze stratigrafiche di un manufatto edile una metodologia di studio, tipica dellapproccio archeologico, di recente acquisizione nel dibattito scientifico. I criteri di applicazione del metodo stratigrafico allanalisi del sopravvissuto sono esplicitati nella prima met degli anni 80 da diversi ricercatori e integrati in quella disciplina che nei primi anni 90 prender il nome di Archeologia dellArchitettura3. Aver intuito che un edificio pu essere considerato come un megastrato dove si accumulano serie successive di informazioni ha permesso di utilizzare quella base teorica gi sperimentata sui depositi orizzontali. Riuscire ad enucleare singole parti costruite in tempi ristretti non permette tuttavia di determinare automaticamente la cronologia assoluta, ma aiuta fortemente a correlare lazione costruttiva ai dati provenienti da altre tipologie di fonti (es.: i documenti scritti e iconografici). Per determinare la storia costruttiva di un edificio necessario, prima di tutto, individuare lesito materiale di ogni singola azione costruttiva omogenea o Unit Stratigrafica (US). Il tipo di unit pi frequente , ovviamente, quella muraria (USM), cio una struttura caratterizzata da ununica volont costruttiva, realizzata in massima parte con il medesimo materiale o con gli stessi strumenti, adibita ad una funzione specifica4. Oltre alle Unit Stratigrafiche positive (di volume) esistono poi quelle negative (di superficie) come, ad esempio, il taglio praticato nella muratura per aprire una nuova finestra. I danni del complesso architettonico come i crolli (distacchi del paramento murario) e le lesioni causati da difetti di progettazione, fenomeni di invecchiamento o eventi di carattere straordinario (es.: eventi sismici, alluvioni, nubifragi, fulmini) possono essere considerati US negative5. Esistono infine US positive particolari, cio le superfici che delimitano le aperture, i fori e i vani (fig. 2). Queste superfici possono essere riempite pur non essendo unit negative (es.: quando una finestra viene tamponata). La registrazione delle evidenze stratigrafiche operata sulle strutture edilizie prevede, come prima fase del lavoro, una completa restituzione di tipo fotografico dei paramenti e delle sezioni murarie6. Sulle basi fotografiche, usate al posto dei tradizionali grafici realizzati a diretto contatto con la muratura, si disegnano i perimetri di US (visibili sul manufatto come una variazione dei caratteri murari o una vera e propria discontinuit fisico-strutturale) e i simboli relativi ai rapporti stratigrafici riconosciuti durante le osservazioni dirette (copre, si appoggia, taglia, riempie e si lega) (figg. 3-4). Al confine tra due unit stratigrafiche murarie si riscontrano le variazioni dei seguenti caratteri: 1. materiali degli elementi rigidi (litici o laterizi) e delle malte; 2. tecniche di produzione dei materiali da costruzione; 3. dimensioni degli elementi rigidi e dei componenti delle malte; 4. forme e tecniche di esecuzione dei paramenti. La ricerca del perimetro si svolge, pertanto, seguendo la continuit della superficie e, contestualmente, individuando la discontinuit che la delimita7. Una variazione di questi caratteri non indica sempre il confine tra murature di et differenti ma pu essere un particolarit della tecnica impiegata oppure pu dipendere da una fornitura di materiale eterogeneo (fig. 5)8. Per
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Parenti 2002, p. 73. Tra le prime esperienze di registrazione, in apposite schede, dei caratteri costruttivi e di elaborazione della sequenza relativa desunta da osservazioni sui rapporti fisici delle strutture murarie conservate in elevato si ricordano quelle compiute nellambito della campagna di scavi del complesso di San Silvestro (Genova) avviata nel 1968 dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria, sotto la direzione di Tiziano Mannoni (Mannoni, Poleggi 1974). 4 Parenti 1983, p. 332. 5 Si veda ad esempio Camporeale et alii 2001, p. 80. 6 Attraverso un software per la restituzione fotogrammetrica di oggetti piani possibile ottenere un fotopiano, vale a dire una immagine prospetticamente corretta (capace di rappresentare realisticamente le superfici delledificio) sulla quale localizzare e segnare i perimetri di US rintracciati durante le osservazioni dirette. 7 Doglioni 1997, p. 134. 8 Mannoni 2004, p. 174.

questo motivo la conoscenza delle modalit costruttive diffuse nei diversi periodi storici e nelle varie aree culturali pu incrementare la precisione e la velocit dellarcheologo impegnato nellanalisi delle evidenze stratigrafiche. Lapprendimento delle tecniche costruttive pu avvenire attraverso la lettura di testi specifici, losservazione diretta dei manufatti e lattivit pratica di costruzione (fig. 6)9.

Fig. 2 Superficie dellapertura (Unit Stratigrafica positiva particolare).


Lattivit pratica di costruzione pu servire allarcheologo per affinare la sua capacit analitica: in genere possibile identificare, con maggiore precisione e velocit, un fenomeno quando si in grado di produrlo (es.: un tipo di finitura, un tipo di posa in opera, un accorgimento tecnico nella disposizione delle pietre che garantisce la qualit meccanica della muratura). Lattivit di costruzione quindi propedeutica allanalisi stratigrafica e utile anche per chiarire le tipologie di tracce lasciate da un cantiere edile nel corso del suo svolgimento e quindi facilitarne il riconoscimento nellambito delle operazioni di scavo archeologico.
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Fig. 3 Registrazione grafica dei perimetri di US e dei relativi rapporti stratigrafici. A sinistra, eidotipo stratigrafico eseguito sulla base fotografica durante losservazione diretta dei paramenti murari. A destra, lequivalente versione informatica.

Fig. 4 Simbologia grafica per la registrazione dei rapporti fisici. opportuno ricordare come la possibilit di realizzare una restituzione fotografica ad altissima definizione dei paramenti murari stia modificando la strategia operativa sul campo. Quando sono disponibili foto ad altissima definizione la lettura stratigrafica pu avvenire principalmente al monitor e la necessaria verifica autoptica (a diretto contatto con le murature) si opera soltanto per i 4

punti veramente necessari ovvero per i punti che devono essere analizzati a distanza molto ravvicinata (scelti quando lanalisi stratigrafica gi in buona parte realizzata) o per effettuare il prelievo di campioni di materiale da analizzare10.

Fig. 5 A sinistra, muratura con paramento in pietra (cattedrale di San Leo); a destra, muratura con paramento in pietra e mattoni (castello di Zena, Piacenza). Il manufatto architettonico per un volume e i caratteri che vengono individuati nel corso delle analisi archeologiche (informazioni stratigrafiche, metriche e formali) si distribuiscono nelle tre dimensioni. Adottare pertanto le sole restituzioni fotografiche bidimensionali delle superfici murarie (es.: il fotopiano, il fotomosaico) significa perdere informazioni sulla componente tridimensionale delle evidenze stratigrafiche11. Per ottenere una registrazione grafica dello svolgimento geometrico dei perimetri di US nello spazio tridimensionale possibile utilizzare la tecnica di rilievo fotogrammetrico stereoscopico (figg. 7-8)12. Il rilievo tridimensionale di tutte le superfici visibili (paramento interno, esterno e quando possibile della sezione muraria) offre inoltre il vantaggio di elaborare assonometrie utili alla comprensione del processo di posa in opera degli elementi costruttivi13. Le rappresentazioni tridimensionali si possono utilizzare anche per valutare lefficacia meccanica della struttura muraria e di conseguenza tentare una stima della sapienza tecnica dei costruttori14.

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Parenti 2002, p. 79; Parenti 2004. Sulla limitazione propria dei supporti grafici bidimensionali v. Doglioni 1997, p. 142. 12 La pratica di effettuare riprese fotografiche delloggetto da due punti di osservazione differenti per ottenere una esplorazione visiva di tutti i dettagli della sua morfologia, ricavare informazioni metriche tridimensionali e rappresentazioni grafiche o numeriche dello stesso viene detto rilievo fotogrammetrico stereoscopico. Per il principio a cui si ispira la metodologia di rilievo stereofotogrammetrico v. Romeo 2002; Fondelli 1992; Bianchini 2001. Restituzioni grafiche tridimensionali dei perimetri di US e dei singoli elementi costitutivi la muratura compaiono in Azkarate Garai-Olaun 2002, p. 66; Caballero et alii 2003 p. 71; Cmara, Latorre 2003. 13 Mannoni et alii 1994, p. 225. 14 Sulla valutazione della qualit meccanica delle murature v. Baggio, Carocci 2000.

Fig. 6 Classe (RA). Podere Chiavichetta. Attivit pratica di costruzione di strutture murarie promossa dallinsegnamento di Rilievo e Analisi Tecnica dei Monumenti Antichi (prof. Maurizio Cattani), Corso di laurea in Beni Archeologici, Facolt di Conservazione dei Beni Culturali, Universit di Bologna (12, 13 e 16 maggio 2005) e coordinata da chi scrive. 6

Fig. 7 Ravenna. Ex chiesa di San Nicol. Porta medievale. Restituzione del rilievo fotogrammetrico stereoscopico. Assonometria (da Fiorini 2007a, p. 30, fig. 4).

Fig. 8 In alto, Ravenna. Ex chiesa di San Nicol. Porta medievale. Restituzione del rilievo fotogrammetrico stereoscopico visualizzato in ambiente GIS. Registrazione grafica dello svolgimento geometrico dei perimetri di US nello spazio tridimensionale. In basso, Spagna. Chiesa di San Romn de Tobillas (da Azkarate Garai-Olaun 2002, p. 66, fig. 6). 8

Affinch la documentazione archeologica possa essere utilizzata per indirizzare gli interventi di restauro o consolidamento delledificio in esame, necessario analizzare lo stato di conservazione delle strutture murarie operando la registrazione grafica dei perimetri delle lesioni, degli spanciamenti e dei crolli (distacchi del paramento)15. I rilievi stratigrafici realizzati sul campo si rivedono e correggono in laboratorio durante la loro redazione in forma digitale. Il modello schematico della struttura architettonica con resa fotografica della superficie muraria e sovrapposizione dei perimetri di US pu rendere pi efficace la comunicazione dei risultati dellanalisi (fig. 9). Sfruttando i punti per il raddrizzamento delle prese fotografiche si possono appoggiare sulle superfici del modello architettonico i rilievi stratigrafici e i due fotomosaici relativi al paramento esterno ed interno della struttura muraria. Allindividuazione dei contorni delle Unit Stratigrafiche si accompagna la registrazione, in apposite schede alfanumeriche, delle caratteristiche materiali essenziali. Il modello di scheda in suo simile a quanto proposto gi nel 1988 da Brogiolo, in parte modificato per velocizzare la compilazione (fig. 10)16. La scheda il corrispettivo architettonico dellelenco delle Unit Stratigrafiche, cos come viene ancora utilizzato nei cantieri di scavo archeologico17. Per ordinare in una sequenza relativa ogni singolo evento costruttivo in successione, dal pi antico al pi recente, si utilizzano i significati temporali (anteriorit, posteriorit, contemporaneit) espressi dai rapporti stratigrafici (copre, si appoggia, taglia, riempie e si lega) che intercorrono tra le singole US. I rapporti di cronologia relativa vengono formalizzati da uno schema grafico chiamato diagramma stratigrafico o matrix, costruito manualmente o con lausilio di applicazioni informatiche.

Fig. 9 Ravenna. Chiesa di San Nicol. Eidotipo stratigrafico del paramento interno visualizzato in ambiente tridimensionale (una versione bianco e nero compare in Fiorini 2005, p. 205, fig. 13)18.
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I perimetri delle lesioni e delle aree di crollo vengono caratterizzati con un colore diverso rispetto ai contorni delle Unit Stratigrafiche murarie (v. fig. 3). 16 La Scheda di Archiviazione Veloce compare nella sua forma originaria in Brogiolo 1988, p. 42. 17 Parenti 2004. 18 Per la storia costruttiva della chiesa di San Nicol v. Augenti 2003.

SCHEDA AV Archiviazione veloce


Laboratorio di Archeologia dellArchitettura Universit di Bologna
Sito n Sito denominazione Comune Localit Data rilievo ____ /____ /________ Operatore

US n

NellEA n Nel PR n Definizione US

Osservazioni

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Definizioni US
AD apparato decorativo, ECA elemento al contorno di una apertura, ECF elemento al contorno di un foro, ECV elemento al contorno di un vano, I intonaco, M muratura, P pellicola, SC superficie di crollo, SDA superficie che delimita una apertura, SDF superficie che delimita un foro, SDV superficie che delimita una vano, SU superficie di usura, T taglio, ALTRO.

Fig. 10 Scheda di Archiviazione Veloce attualmente in uso. Allanalisi stratigrafica segue quella delle tecniche costruttive delle murature, delle aperture e degli elementi decorativi. Per quanto riguarda le murature questa analisi ha come primo obiettivo la determinazione dei componenti della struttura, lindividuazione delle tecniche di trasformazione dei materiali (dalla fonte di approvvigionamento alla lavorazione a pi dopera) ed, infine, il riconoscimento delle modalit di posa in opera. Lidentificazione di queste caratteristiche viene agevolata impiegando tavole di confronto (fig. 11), mentre per la registrazione delle informazioni si utilizzano schede corredate della documentazione fotografica (il fotopiano) e grafica (il disegno della forma dei singoli elementi costruttivi e, quando possibile, del profilo del giunto di malta) (fig. 12)19. Queste informazioni si possono utilizzare, da un lato, per effettuare confronti fra le varie parti delledificio potendo valutare se esistono analogie e quindi elementi sufficienti ad attribuire rapporti indiretti di contemporaneit (uguale per identit, per tipo di forma e tecnica costruttiva) e, dallaltro, per determinare il periodo di costruzione delle murature attraverso il confronto con quelle locali di cronologia gi nota20. Per di pi il riconoscimento dei litotipi e lidentificazione dei luoghi di provenienza del materiale costruttivo pu mettere in luce diversi aspetti sociali (fig. 13)21. Infine lindividuazione del ciclo produttivo che porta alla costruzione del muro pu fornire notizie indirette sulle conoscenze tecniche dei produttori, sulla trasmissione dei saperi, sulle possibilit economiche dei costruttori e dei committenti, sulle suddivisioni del lavoro22. Ottenuta una classificazione delle tecniche murarie si procede con lelaborazione delle diverse tipologie e varianti. Il tipo raggruppa le caratteristiche formali di un certo numero di murature, a loro volta esemplificative dellarchetipo mentale dei costruttori e dei committenti e quindi indirettamente rapportabili alla loro cultura23. In genere sono indicativi per questa
Per la classificazione degli apparati murari v. Parenti 1987. Per i Rapporti Stratigrafici indiretti di contemporaneit v. Brogiolo 1988, pp. 26-27. 21 Gli studi geologici applicati allarcheologia dellarchitettura possono ad esempio: 1) accertare costanti litologiche nelle strutture dei siti appartenenti alla stessa famiglia/ente quindi individuare una programmazione edilizia attenta anche ai dettagli come appunto il tipo di pietra da impiegare; 2) spiegare perch le murature sono costruite con materiali differenti rispetto a quelli scelti per le aperture e gli elementi architettonici decorativi (es.: una diversa lavorabilit dei litotipi); 3) mettere in evidenza fasi edilizie apparentemente uguali ma differenti nel tipo di materiale lapideo; 4) essere usata come strumento predittivo della posizione dei siti (es.: se i siti conservati si trovano su aree con date caratteristiche geologiche es.: la buona stabilit dei versanti si pu ipotizzare la posizione di altri siti in luoghi con analoghe caratteristiche). 22 Bianchi 1997, p. 213. 23 Bianchi 1997, p. 215.
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operazione solo alcuni dei parametri utilizzati nella classificazione (es.: la posa in opera, la finitura delle superfici, il materiale da costruzione o il tipo di legante)24. Lanalisi si conclude con lelaborazione di piante dellintero complesso architettonico con evidenziata la distribuzione delle diverse tipologie murarie.

Fig. 11 I principali tipi di paramento murario con rispettive angolate. A corsi: 11) regolari di ciottoli grandi; 12) regolari di ciottoli piccoli a spina-pesce. Senza corsi: 13) poligonale a conci spiattati; 14) reticolato a bozze uguali; 15) poligonali a bozze differenti con zeppe; 16) complesso con bozze e scarti a giornate (dai pezzi pi grandi a quelli pi piccoli); 17) complesso con bozze e scarti a pilastri; 18) complesso con pietre naturali e scarti disposti ad alveare (da Mannoni 2005, p. 15).
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Per lelaborazione tipologica delle tecniche murarie v. Bianchi 1995; Bianchi 1996; Bianchi 1997.

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Fig. 12 Ravenna. Episcopio. Scheda di tecnica muraria (versione semplificata).

Fig. 13 Meldola (FC). Castelnuovo. Riconoscimento dei litotipi di un paramento murario e identificazione dei luoghi di provenienza del materiale costruttivo. Studio condotto da Fabio Zaffagnini nellambito del progetto di dottorato di Andrea Fiorini dal titolo Archeologia dellarchitettura in Romagna. Progetto per la realizzazione di un atlante delle tecniche costruttive di et medievale, Universit di Bologna. 12

Dalla fase analitica si passa a quella propriamente interpretativa che prevede lidentificazione nel diagramma stratigrafico di tutte le unit che appartengono alla stessa attivit costruttiva (azioni che seguono una medesima finalit costruttiva) e in seguito di tutte le attivit (o gruppi di attivit) che appartengono ad una stessa fase costruttiva (la sequenza complessiva delle operazioni costruttive di ogni singolo cantiere). Lultima fase del procedimento interpretativo consiste nellintegrazione della cronologia relativa con i dati provenienti da altre fonti al fine di trasformare le datazioni da relative ad assolute (fig. 14).

Fig. 14 Metodi di datazione delledilizia storica (da Mannoni, Milanese 1988, p. 391). La sequenza costruttiva viene segnalata (in pianta, in sezione, nei rilievi stratigrafici dei prospetti e sul modello tridimensionale) da una diversa caratterizzazione grafica delle murature per appartenenza alla fase edilizia (figg. 15-18).

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Fig. 15 Ravenna. Episcopio. Rilievo planimetrico con individuazione delle fasi edilizie. Analisi archeologica dellelevato e trattamento informatico dei dati a cura di chi scrive.

Fig. 16 Classe (RA). Campanile medievale della basilica di San Severo. Sezione con individuazione delle fasi edilizie. Rilievo e trattamento informatico dei dati a cura di chi scrive (una versione senza deposito sepolto compare in Fiorini 2007b, p. 34, fig. 4). Sezione del deposito sepolto a cura di Massimo Sericola. 14

1 (XIV secolo) 2 (XVI secolo) 3 (XIX secolo) 4, Fase I (post 1900-ante 1950) 4, Fase II (post 1976) 4, Fase III (post 1976)

Fig. 17 Campofelice di Roccella (PA). Castello di Roccella. Eidotipo stratigrafico con individuazione delle fasi edilizie (la versione bianco e nero compare in Fiorini 2004, p. 82, fig. 14).

Fig. 18 Ravenna. Episcopio. Modelli schematici con individuazione delle fasi costruttive (la versione bianco e nero compare in Fiorini 2005, p. 205, fig. 14). 15

1 caso di studio: la facciata del Palazzo Pubblico di Siena25 Il Palazzo Pubblico di Siena si trova sulla piazza del Campo ed affiancato dalla Torre del Mangia (fig. 19). Iniziato alla fine del XIII secolo si compone di un torrione centrale e due ali laterali con coronamento merlato (a sinistra, il Palazzo del Podest; a destra, il Palazzo dei Nove). Nel corso di questa ricerca si sono affinate nuove tecniche dindagine, impiegati strumenti di rilievo avanzati e definite nuove strategie di lavoro. Gli elementi esemplari della ricerca sono, in particolare, i seguenti: 1. la stretta collaborazione di tutti gli specialisti coinvolti nellindagine (archeologi, architetti, storici e archeometristi), i quali si sono indirizzati verso un obiettivo comune: determinare la storia costruttiva delledificio ed attuare interventi di restauro della struttura con conseguenze sulla stratigrafia limitate (conservazione delle relazioni e delle differenze esistenti tra le parti derivanti dal processo di costruzione e trasformazione)26; 2. la realizzazione di una restituzione fotografica ad altissima definizione dei paramenti murari, per mezzo della quale stato possibile individuare in laboratorio (al monitor) la massima parte dei perimetri di US e i relativi rapporti stratigrafici; 3. il largo impiego di analisi archeometriche per far fronte ai numerosi quesiti emersi durante lanalisi stratigrafica e lo studio tipologico delle murature; 4. la messa a punto di una tecnica di indagine chiamata cronotipologia delle aperture;

Fig. 19 Siena. Palazzo Pubblico. Fotopiano della facciata (da Parenti 2004).
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Lindagine stata condotta dalla Sezione Archeologica del Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti dellUniversit di Siena. I risultati sono stati pubblicati nel 1996 (Gabbrielli) e nel 2001 (Camporeale et alii). 26 Per il rapporto tra analisi archeologica dellelevato e restauro architettonico v. Doglioni 1997, pp. 235-239.

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Grazie ai ponteggi allestiti per il restauro della facciata si sono effettuate una serie di visite autoptiche per: osservare i punti veramente interessanti e fondamentali per la corretta comprensione delle relazioni stratigrafiche; effettuare il rilievo diretto delle dimensioni dei mattoni (analisi mensiocronologica); operare il prelievo di campioni di malta. I risultati delle analisi archeometriche sulla composizione delle malte e la redazione di cluster di misure delle dimensioni dei mattoni27, hanno avuto un ruolo fondamentale per la redazione delle tipologie murarie e la possibilit di effettuare confronti fra le varie parti della facciata. Lanalisi cronotipologica delle aperture stata condotta senza il supportato di ponteggi e di rilievi appositamente eseguiti. Gli strumenti utilizzati sono: un binocolo, fotografie realizzate con teleobiettivi, un rilievo fotogrammetrico in scala 1:50 integrato con dettagli estratti dalle fotografie. La prima fase dellanalisi cronotipologica consiste nella individuazione degli indicatori, cio di tutti quei caratteri delle aperture che possono diventare oggetto di analisi (es.: la direzione dei giunti negli archi acuti, la dimensione dei mattoni impiegati negli stipiti, il numero dei cunei impiegati negli archi acuti, la finitura dei laterizi impiegati negli archi). La seconda fase della ricerca consiste nella eliminazione degli indicatori inutilizzabili o inaffidabili e nella comparazione di tutti i rimanenti al fine di individuare gruppi di aperture cronologicamente omogenee. Lultima fase riguarda lintegrazione di queste informazioni con i dati provenienti da altre fonti sia relative al medesimo edificio (la macrostratigrafia cio il riconoscimento dei principali nessi stratigrafici tra i vari corpi di fabbrica di cui si compone il monumento le fonti scritte, iconografiche, epigrafiche, ecc.), che esterne ad esso (confronti con elementi architettonici di edifici di sicura datazione, mensiocronologia, ecc.) al fine di trasformare le datazioni da relative ad assolute. Tra i risultati conseguiti stata dimostrata lappartenenza delle trifore e dei portali dellala sinistra (piano terra e primo piano) ad ununica fase costruttiva (Fase 3) ben distinta da quelle relative al torrione centrale (Fase 1) e allala destra (Fase 2). Dallesame delle tecniche costruttive e dei dettagli formali di aperture uguali sotto laspetto formale, sono pertanto emerse delle differenze tra gruppi di aperture riconducibili alle diverse fasi edilizie. Tutte le finestre del secondo e terzo piano presentano infatti la stessa morfologia di base (trifora sormontata da archetti trilobi e arco a sesto acuto) ma essendo state realizzate in periodi molto distanti nel tempo (e quindi da maestranze diverse) differiscono nei dettagli costruttivi (fig. 20)28. Le informazioni ricavate dallanalisi cronotipologica si sono utilizzate nel corso delle analisi stratigrafiche, rappresentando a volte uno strumento di verifica, a volte un elemento datante delle diverse parti della facciata. Lindagine archeologica ha permesso di determinare 17 fasi edilizie raggruppate in 4 periodi storici, le quali segnano, a partire dalla seconda met del XIII secolo sino alla fine del XX secolo, i momenti salienti della storia costruttiva delledificio (fig. 21)29.
Come noto le dimensioni dei mattoni era stabilita dalle autorit pubbliche. Il produttore cercava pertanto di attenersi alla misura imposta per legge. Misurando le dimensioni dei mattoni di una muratura si notano per delle piccole differenze causate, nella maggior parte dei casi, da un diverso ritiro dellargilla durante la cottura. I mattoni prodotti in un dato periodo per la costruzione di un edificio (o solo di una parte) non sono quindi della stessa dimensione ma esister un intervallo (cluster) di valori (es.: val. minimo 4 cm, val. massimo 5 cm, val. medio 4,6). Detto questo, pu pertanto accadere di poter identificare il lavoro di ogni singolo cantiere (la fase costruttiva) dalle diverse dimensioni dei mattoni impiegati. Per lanalisi delle dimensioni dei laterizi v. Mannoni 2000; Cagnana 2000, pp. 106-112. 28 In alcuni edifici pluristratificati pu verificarsi infatti di accertare la volont di mantenere nel tempo fedelt ad un preciso modello di apertura. Tuttavia la volont di ripetere, in fasi edilizie distanziate nel tempo, i caratteri morfologici di un certo elemento architettonico, non si spinge, o almeno non necessariamente, fino allimpiego dello stesso procedimento tecnico e alla riproduzione del minimo dettaglio formale (Gabbrielli 1996, p. 17). 29 Segue la descrizione delle fasi costruttive cos come esposta in Parenti 2001, pp. 63-64: Periodo I (Fasi 1-5). Il primo periodo inizia nel 1297 e termina nel 1348, quando sicuramente completata la parte del Palazzo costituito dai tre piani del Torrione centrale (terra, primo e secondo), dallala dei Nove, dallala del Podest, dal rialzamento del Torrione e dalla Torre del Mangia. Periodo II (Fasi 6-9). Il secondo periodo comprende gli anni successivi alla grande peste e fino alla fine della Repubblica senese (1348-1555). Oltre alla costruzione della cappella di Piazza sono numerosissimi gli interventi di restauro. Periodo III (Fasi 10-13). Il terzo periodo inizia con la dominazione medicea e la perdita delle
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Fig. 20 Siena. Palazzo Pubblico. Sintesi di tutti gli indicatori esaminati: gruppi di aperture omogenee (da Gabbrielli 1996, p. 34, fig. 25).

Fig. 21 Siena. Palazzo Pubblico. Le fasi costruttive della facciata (da Camporeale et alii 2001).

funzioni comunali pi rappresentative, che avevano sede nello stesso palazzo, e continua fino alla met del 700 con delle modifiche ai volumi edificati che perseguono delle concezioni costruttive volutamente di integrazione formale, anche se con forti differenze nelle tecniche costruttive e con scarsa attenzione alla struttura muraria pervenuta alla fine del XVII secolo. Periodo IV (Fasi 14-17). Dalla met del XVIII secolo fino a tutto il XX secolo si assiste ad una numerosa serie di interventi di restauro, nei quali si prova a ripristinare laspetto delledificio gotico, reintegrando lideale forma originaria.

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2 caso di studio: le strutture edilizie del villaggio fortificato di Rocca S. Silvestro30 Per studiare levoluzione delle conoscenze tecniche degli abitanti attraverso lanalisi delle strutture edilizie si sono considerati i seguenti concetti: la muratura lobiettivo tecnico del costruttore, ovvero il prodotto finale di una catena di operazioni; lambiente tecnico linsieme delle conoscenze (nel caso specifico finalizzati al costruire) che possiede la comunit31. Le tipologie murarie individuate sono state descritte nel seguente modo (fig. 21)32: Tipo 1, riconducibile al primo periodo di occupazione del sito (fine del X e dellXI secolo), caratterizzato da murature costruire con pietre appena sbozzate, poste in opera irregolarmente e legate da malta povera di calce, rapportabile ad una manovalanza poco specializzata presumibilmente gli stessi abitanti dellinsediamento. Tipo 2, che coinciderebbe con il periodo di maggiore impegno costruttivo e pianificazione dellabitato (collocabile tra la fine dellXI e la prima met del XIII secolo), caratterizzato da murature costruite con pietre perfettamente squadrate, rifinite superficialmente e poste in opera seguendo una regolare apparecchiatura, sarebbe in parte dovuto a maestranze esterne itineranti legate ad una specifica committenza e si rileverebbe solo in talune specifiche fabbriche. La presenza di maestranze specializzate sarebbe giustificata anche da un evento che i documenti attestano agli inizi del XII secolo: il cambiamento di gestione del sito dai Della Gherardesca ai Della Rocca. Il sopraggiungere dei nuovi proprietari avrebbe determinato il miglioramento tecnico-qualitativo riscontrabile nelle strutture degli edifici pi rappresentativi del castello (es.: la torre, la dimora signorile, la chiesa e parte della cinta). Le nuove tecniche costruttive sarebbero poi riscontrabili anche in altri vicini edifici ecclesiastici e civili, nei quali le fonti scritte attestano la presenza di questi professionisti. Il nuovo modello importato dalle maestranze avrebbe inoltre influenzato il modo di murare degli abitanti-costruttori, ai quali vengono ricondotte almeno due varianti del tipo principale (tipo 2.a-2.b). Tipo 3, coincidente con il momento di massima espansione demografica dellinsediamento (tra la seconda met del XIII e la prima met del XIV secolo), caratterizzato da una tecnica gradatamente pi irregolare, con frequenti riusi di conci, sarebbe legato ad esigenze funzionali (rialzamento delle case di un piano e suddivisione degli ambienti) pi che a un nuovo intervento signorile di rinnovamento dellabitato e dunque sarebbe il prodotto di un sapere tecnico tipico di una manovalanza poco specializzata presumibilmente gli stessi abitanti dellinsediamento. Il passaggio delle maestranze allinterno del gruppo tecnico comunitario lasci comunque in eredit ladozione di alcune soluzioni tecniche coma la presenza di pietre squadrate, magari di riuso, nei cantonali o lutilizzo di una malta di calce di buona qualit33. Lo studio dellevoluzione delle tecniche murarie, dunque, si muove verso la considerazione dei processi di interazione con ambienti tecnici esterni alla comunit, i modi attraverso i quali tali ambienti si inseriscono e come eventualmente modificano i saperi consolidati della comunit34.

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Rocca San Silvestro, situato nel territorio del Comune di Campiglia Marittima (provincia di Livorno, Toscana), un insediamento fortificato fondato nel X secolo per la coltivazione dei giacimenti di rame, piombo e argento presenti nelle vicine valli. Linsediamento viene abbandonato alla fine del XIV secolo. 31 Procedimenti estremamente semplificati sono generalmente attuati da individui con una sapienza costruttiva limitata (es.: gli abitanti-costruttori di un insediamento rurale). In questi casi il prodotto finale (lobiettivo tecnico) una muratura costruita con pietre appena sbozzate, poste in opera irregolarmente e legate da malta povera di calce. Cicli produttivi complessi, rivelano invece un sapere tecnico elevato, tipico delle maestranze specializzate, le quali sono in grado di soddisfare esigenze particolari come il conferimento alla struttura muraria di valori estetici e rappresentativi. In questi casi lobiettivo tecnico una muratura costruita con pietre perfettamente squadrate, rifinite superficialmente e poste in opera seguendo una regolare apparecchiatura. Su questi argomenti v. Bianchi 1995; Bianchi 1996, pp. 58-62. 32 Per la descrizione estesa delle tipologie v. Bianchi 1995; Bianchi 1996, pp. 58-62. 33 Bianchi 1996, p. 62. 34 Gelichi 1997, p. 104.

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Fig. 22 Campiglia Marittima (LI). Rocca San Silvestro. Tabella riassuntiva delle principali tecniche costruttive dellinsediamento (da Bianchi 1996, p. 61, Tav. 5).

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